Pandora di Esiodo

Prima parte

di Claudio Simeoni

La Teoria della Filosofia Aperta

Le Opere e i Giorni di Esiodo

 

Per trattare l'idea di Stato di Julius Evola è necessario partire dall'idea di società che ne ha Julius Evola.

Mentre i filosofi che ho trattato negli ultimi cinque anni formulavano la loro visione e le loro idee partendo dal presente che vivevano, in Julius Evola il presente scompare e Evola si rinchiude in una dimensione che ricorda molto il fantastico della creazione propria del Timeo.

In Evola tutto è dovere dell'altro rispetto a sé stesso e la società non è un divenuto per adattamento soggettivo, ma risponde ad un ideale supremo che ne determina struttura, organizzazione, gerarchia, morale ed etica.

L'ideologia filosofica di Evola è ideologia fondamentalista cristiana, ma dal momento che sembra vergognarsi del suo cristianesimo, veicola gli stessi temi cristiani rivestendoli con una forma presa dalla cultura classica.

Avrei potuto iniziare il medesimo discorso partendo dalla condizione sociale medioevale, ma dal momento che Evola fa il suo discorso sull'Idea di Stato partendo dalle "Età dell'uomo" descritte da Esiodo in "Le Opere e i Giorni", quello deve essere il punto dal quale inizio l'analisi de L'idea di Stato di Evola.

Esiodo quando parla delle età dell'uomo fa una premessa dalla quale noi non possiamo prescindere: tutta la vita è dolore.

Esiodo vive una vita dolorosa. Questa vita dolorosa viene estesa da Esiodo all'intera condizione umana.

Perché io, Esiodo, devo soffrire?

Non sono certo il più stupido degli uomini per cui devo soffrire solo io. Certamente deve esistere una causa oggettiva che mi mette nelle condizioni di soffrire.

Qual è la causa per Esiodo?

La donna. La donna, per Esiodo, è la causa della sofferenza. La donna è il messaggero del dolore che Zeus ha inviato agli uomini e che ha reso insopportabile la vita di Esiodo.

Non si capisce bene da dove Esiodo sia nato, ma Esiodo ci dice da dove è nata la donna, chi l'ha fabbricata (Efesto col fango, mi ricorda qualcos'altro fatto col fango) e nella quale gli Dèi hanno soffiato quanto Zeus voleva soffiare dentro di lei esattamente come il dio dei cristiani ha fatto, poi, con l'uomo.

Secondo Esiodo è la donna portatrice del male e il male come il dolore esistono perché la donna, Pandora, ha aperto il vaso dei mali lasciando nel vaso il male più atroce di tutti: la speranza. La speranza è il male di tutti i mali perché la speranza, per la fine del dolore, è la condizione che costringe uomini e donne a vivere nel dolore nell'attesa dell'evento salvifico.

L'uomo viveva senza dolore. Viveva nel benessere fintanto che Zeus, adirato con Prometeo che aveva rubato la conoscenza degli Déi per darla agli uomini, ordinò ad Efesto di costruire la donna, Pandora, affinché l'uomo fosse da essa ingannato.

Per Esiodo la vita è maschile. La donna che viene dopo, costruita, fatta o creata per ordine di Zeus col compito di rendere difficile la vita dell'uomo e distruggere la sua beatitudine esistenziale. Pandora appare nelle Opere e i Giorni di Esiodo come la donna Eva appare nella creazione ebraica. Entrambe hanno il compito di distruggere la "beatitudine" dell'uomo aprendo la vita dell'uomo a tutti i mali possibili. I meccanismi non appaiono molti diversi, una apre il vaso dei mali e l'altra mangia la male aprendo al peccato. Dal vaso di Pandora emergono quanto opprime l'uomo, dalla mela di Eva ha origine quanto opprime l'uomo. Il meccanismo ideologico è lo stesso anche se descritto in forma diversa.

L'ideologia che ne emerge ha lo scopo di costruire una società in cui la donna è emarginata perché portatrice del male e criminalizzata perché dedita all'inganno. Il meccanismo ideologico ha lo scopo di emarginare la donna nella società. Fissare la diffamazione della donna per impedirle la partecipazione sociale e bloccare lo sviluppo sociale.

Uno sviluppo sociale che deve essere impedito per garantire il controllo della società da parte di una gerarchia che distribuisce privilegi sociali.

Noi uomini, dominiamo sulle donne. Noi donne dominiamo sui bambini e siamo dominate dagli uomini. Noi guerrieri dominiamo sugli uomini, le donne i bambini e siamo dominati dai nobili che ci dominano. E tutta la nobiltà ha tutto il diritto al dominio che deriva da Zeus padrone o dal dio padrone ebraico nella formula recitata da Esiodo: "Non si può evitare l'intendimento di Zeus".

Scrive Esiodo nelle Opere e i Giorni sulla funzione sociale di Pandora.

Fino ad allora viveva sulla terra, lontana dai mali, la stirpe mortale, senza la sfibrante fatica e senza il morbo crudele che trae gli umani alla morte: rapidamente, infatti, invecchiano gli uomini nel dolore. Ma la donna, levando di sua mano il grande coperchio dell'orcio disperse i mali, preparando agli uomini affanni luttuosi. Soltanto la Speranza là, nella intatta casa, dentro rimase sotto i labbri dell'orcio, né volò fuori, perché prima Pandora rimise il coperchio sull'orcio, secondo il volere dell'egioco Zeus, adunatore di nembi. Ma gli altri, i mali infiniti errano in mezzo agli umani; piena, infatti, di mali è la terra, pieno ne è il mare, e le malattie, a loro piacere, si aggirano in silenzio di notte e di giorno fra gli uomini, portando dolore ai mortali; e questo perché l'accorto Zeus tolse loro la voce.
Non si può evitare l'intendimento di Zeus.

L'età aurea per Esiodo è l'età in cui non c'è la donna e gli uomini, si ipotizza, nascano dal nulla.

A questo punto ho un problema di interpretazione del ruolo degli Dèi fra la Teogonia di Esiodo e "Le Opere e i Giorni" sempre di Esiodo.

Innanzi tutto Esiodo in "Le Opere e i Giorni" introduce la creazione dei mortali da parte degli immortali. E' un concetto assente nella Teogonia. Al contrario, "Le Opere e i Giorni" prendono avvio da una creazione, quella della donna, e la creazione della stirpe degli uomini è una creazione dopo creazione per tutte le "Età dell'uomo".

In "Le Opere e i Giorni" Esiodo abbandona la dimensione cosmologica del venir in essere dell'universo per assumere la visione sociale e lo stesso Zeus non è più il mondo della forma, della quantità che come atmosfera forma la natura, ma è il dio creatore della società umana e, in quanto dio creatore della società umana, viene posto da Esiodo a padrone degli uomini.

Rimane costante, sia nella "Teogonia" che nelle "Le Opere e i Giorni", il disprezzo di Esiodo per la donna ma in "Le Opere e i Giorni", accentua maggiormente la diffamazione della donna, indicandola responsabile dei mali della vita, per giustificare la marginalizzazione sociale della donna.

Nella Teogonia Esiodo scrive:

Poscia, com'ebbe scolpito quel bello ma tristo malanno,

addusse ov'eran gli altri Celesti e i mortali la donna,

tutta dei fregi ornata d'Atena dagli occhi azzurrini.

E meraviglia colse le genti mortali ed i Numi,

quando l'eccelsa frode funesta agli umani fu vista.

[Nota: da lei infatti viene la stirpe delle donne.]

Da questa derivò delle tenere donne la stirpe,

la razza derivò, la donnesca genia rovinosa,

grande iattura, che vive fra gli uomini nati a morire,

che della povertà compagne non son, ma del lusso.

Come allorché nei loro profondi alveari, le pecchie

nutrono i pigri fuchi, compagni d'ogni opera trista:

esse l'intero di, sin che il sole si tuffa nel mare

sinché la luce brilla, riempiono i candidi favi;

e, rimanendo i fuchi nel fondo agli ombrosi alveari,

mèsse nel ventre fanno di ciò che raccolsero l'altre:

similemente, a danno degli uomini, Giove che tuona

dal ciel, pose le donne, compagne d'ogni opera trista.

E un altro male, invece d'un bene, anche inflisse ai mortali

chi, per fuggire i tanti pensier che le femmine dànno

schiva le nozze, e giunge saletto all'esosa vecchiezza:

non ha, seppure nulla gli manca, nessun che l'assista;

e quando viene a morte, dividon lontani parenti

fra lor la sua sostanza.

Esiodo, Teogonia 585 607

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

Vedi il commento a Pandora nella Teogonia

In "Le Opere e i Giorni", Pandora è colei che distribuisce tutti i mali che gli uomini stanno vivendo nella società mentre nella "Teogonia" il problema dell'organizzazione sociale non si pone.

Rappresentando la donna come il male sociale è del tutto normale che la donna venga emarginata dalla società. Nulla di buono nasce dalla donna. La donna è il male, E' colei che crea conflitto. E' una "creatura" malvagia e infida. La donna deve essere confinata e la società degli uomini si deve difendere da lei. Questa è la visione di Esiodo.

In queste condizioni la donna cessa di essere un soggetto della società, per diventare oggetto di possesso (nei dieci comandamenti gli ebrei equiparano la donna alla roba posseduta) privata di diritti e privata di dignità in quanto persona.

La donna può essere comperata e venduta (il padre la cede al marito), ma non può mai essere sé stessa.

Data questa condizione della donna, ne consegue la medesima condizione dei figli di quella donna che quella stessa donna dovrà costringere a sottomettersi prima a lei e poi alla società. I figli sottomessi alla madre dalla madre riterranno una promozione sociale quando, sottrattisi dalla sottomissione alla madre entreranno a far parte della gerarchia sociale. Saranno felici di sottomettersi alla gerarchia perché si sono sottratti al controllo da parte della loro madre.

La donna, ridotta allo stato di sottomissione riesce a sopravvivere soltanto perché può ridurre i suoi stessi figli allo stato di sottomissione. Sottomissione alla madre che i figli sono tenuti ad onorare. Per questo la società che trasforma la donna in un oggetto d'uso impone alla donna regole morali per fissarne il controllo procedendo a tessere le lodi alla della donna pudica, asessuata, obbediente, disponibile nei confronti del padrone, sottomessa al punto tale che con una violenza assoluta costringe i suoi figli alla pudicizia, all'onestà, all'obbedienza e alla sottomissione.

Violenza assoluta perché la madre è l'unica persona capace di ricattare emotivamente i suoi figli rendendoli dipendenti da lei e, per estensione, dipendenti dal padre e dall'ambiente sociale dal quale il padre trae approvazione.

Per iniziare ad analizzare il discorso delle età in Esiodo dobbiamo partire da questo presupposto: l'emarginazione sociale della donna per volere di Zeus quale padrone della società degli uomini.

Una volta che il concetto di emarginazione per privare delle persone dei loro diritti sociali viene socialmente acquisito, si può estendere ad altre categorie. Alcuni uomini, per vari motivi, possono essere schiavi. Altri uomini, per altri motivi, possono essere cacciati dalla città. L'emarginazione della donna per il sesso, diventa emarginazione per nazionalità, colore della pelle, ceto sociale, razza e la società può essere organizzata in caste o in classi separate da una legge che distribuisce privilegi, diritti, doveri a seconda degli interessi di chi detiene il controllo di quella società.

Per questo motivo per discutere dell'idea dello Stato in Evola dobbiamo partire dalla formazione dell'idea di emarginazione introdotta da Esiodo nella storia dell'uomo.

Marghera, 16 giugno 2017

 

NOTA: Le citazioni della Teogonia di Esiodo sono tratte dalla traduzione di Ettore Romagnoli "Esiodo i poemi" Edito da Nicola Zanichelli Bologna 1929

NOTA: Le citazioni de "Le Opere e i Giorni" di Esiodo sono tratte dall'edizione BUR undicesima edizione giugno 2004

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.