Lacrime di sangue della madonna di
Civitavecchia
una vicenda di fanatismo cattolico.
Il sangue maschile della madonna
il vescovo picchiatore, il prete e i
“santoni”,
il comunista fanatico cattolico
Di Claudio Simeoni
Vai all'indice generale della relazione cristianesimo e società.
La vicenda della
madonna di Civitavecchia, anche se meno drammatica della madonna di Medjugorje,
non è meno squallida e volgare. Una truffa messa in atto dalla chiesa cattolica
con una grande operazione mediatica. Ora, quasi tutti hanno dimenticato e la
chiesa cattolica vuole che la questione sia dimenticata, ma per mesi la storia
tenne banco nelle cronache dei giornali e centinaia di migliaia di persone
furono coinvolte e truffate.
Una truffa che si
prefiggeva di ottenere il massimo guadagno a ridosso e poco prima del giubileo
cattolico.
La vicenda prende
avvio da Medjugorje. Da quel fanatismo che trova
nei frati francescani gli artefici di quella colossale truffa che porterà la
Jugoslavia a dissolversi genocidio dopo genocidio.
L’evento della
madonna che lacrima di Civitavecchia è una truffa al limite del ridicolo. Una
truffa i cui protagonisti o si sottrarranno agli accertamenti giudiziari della
Procura della Repubblica (analogie del sangue grazie ad una sentenza della
Corte Costituzionale che impedisce il prelievo del sangue in maniera coatta,
visto il rifiuto posto alla richiesta della Procura), il vescovo picchierà il
prete Salvatore Vitielli (un suo ex pupillo) e il prete, che ha portato la
statua da Medjugorje a Fabio Gregori, sarà dal
vescovo Grillo allontanato: “E cioè un prete sudamericano, don Pablo Martin,
testimone delle prime lacrimazioni, che aveva portato da Medjugorje la Madonnina in dono al suo parrocchiano
Fabio Gregori. Con l' accusa di essersi un po' troppo avvicinato a santoni ed
esorcisti don Pablo è stato rimosso dal suo incarico.”
Nella vicenda, fra
fanatismo, progetti faraonici di “conquista del mondo”, profezie di guerra
universale che si estenderà dalla Bosnia al resto del mondo se questo non si
metterà in ginocchio davanti alla madonna, misticismo grillesco pompato dai
giornali per l’occasione; rimarranno come vittime soltanto le pecore del gregge
cattolico, raggirate dal coinvolgimento fanatico e un sindaco che finalmente ha
potuto dismettere i panni del “laico della sinistra” per poter, con
soddisfazione e senza remore, dichiarare il suo fervore fanatico cattolico.
Proviamo a leggere
l’inizio romanzato di questa storia prelevato dal sito cattolico sulle profezie
del terzo millennio:
Tutto
comincia giovedì 2 febbraio 1995, alle ore 16.20. Jessica Gregori prima, e poi
il papà Fabio, vedono la statuina della Madonna, posta in una nicchia del loro
giardino, lacrimare sangue. Nella sua testimonianza del 6 maggio 1995, Fabio
Gregori racconta: «...alle 16.20 sono di nuovo uscito, con Davide in braccio e
Jessica stava chiudendo la porta di casa. Percorso il vialetto che è davanti
alla casa, Jessica è tornata indietro e mi ha chiamato: "Papà, papà, la
Madonnina piange!". Irritato, l’ho richiamata, mentre sistemavo Davide.
Lei diceva: "Papà, vieni, tutto sangue!". Lei era abituata ad andare
davanti alla Madonnina e portava fiori di campo all’immagine.
Avvicinatomi
ho visto che la Madonnina sul volto aveva un rivolino fermo sul lato destro.
Sul lato sinistro, all’altezza del mento, continuava a colare. Io ho visto da quando
era sotto il mento. In un primo momento mi sono preoccupato di vedere se
Jessica aveva ferite, poi ho pensato a qualche segno lasciato dai fiori; poi ho
toccato col dito e ho sentito un brivido e una gran vampata di fuoco. Ero colmo
di gioia e piangevo. Io non avevo notato nulla nell’immagine né prima né dopo
essere andato in chiesa». A quel punto i due, ancora turbati, si recano nella
loro parrocchia. Fabio racconta il fatto alla moglie, Anna Maria Accorsi, che
già si trovava in chiesa, e subito dopo la messa al parroco, don Pablo Martin.
Il sacerdote cerca di rassicurarli e verso le ore 17.15, si reca sul luogo per
constatare l’accaduto.
Nella
sua relazione al vescovo, del 4 marzo 1995, don Pablo Martín racconta: «Il 2
febbraio 1995, giovedì, festa della Presentazione di Gesù al tempio, alla fine
della S. Messa - qualche minuto dopo le ore 17 - Fabio Gregori venne in
sagrestia, visibilmente commosso, a chiedermi di recarmi in casa sua,
"perché un’immagine della Madonna SS. stava piangendo sangue". La sua
commozione era dovuta, oltreché all’impressione che può causare nell’animo
l’inattesa visione di un fatto del genere, anche dal timore che ciò potesse
avere un significato di presagio di qualcosa di pauroso che incombesse, e anche
il timore di aver fatto lui chissà quale peccato, avendo toccato col dito
"il sangue" che scorreva sulla guancia della statuetta.
Questo è l’inizio
della storia raccontato dai cattolici a cui piace tanto costringere le persone
alla sofferenza. Raccontato da chi violenta le persone e la loro dignità
esaltando il magnificat della schiava del dio padrone. Da questa situazione
psicologica parte la campagna propagandistica della chiesa cattolica: la storia
omette di associare i genocidi in Jugoslavia all’operazione Medjugorje di cui, la statua di Civitavecchia, è la
continuazione.
Infatti, avrebbe
potuto ottenere un tale risultato di esaltazione psicologica se le qualità
“straordinarie” della statuetta di Civitavecchia non fossero state associate
alle qualità “straordinarie” della madonna di Medjugorje?
E ora che i francescani di Medjugorje sono stati
squalificati dalla chiesa cattolica come truffatori, c’è forse differenza con i
truffatori che hanno messo in piedi la truffa di Civitavecchia?
La truffa era già chiara
fin da allora pur sussistendo l’ambiguità della dichiarazione con cui il G.I.P.
Dr. Castaldo che, archiviando le accuse contro Fabio Gregori, afferma in data
16 ottobre 2000: “«Le lacrimazioni notate da altre persone informate sui fatti
(e tra esse il Comandante della Polizia Municipale di Civitavecchia, agenti di
Polizia penitenziaria e di Polizia di Stato) debbono ricondursi o ad un fatto
di suggestione collettiva o ad un fatto soprannaturale su cui questa Autorità
Giudiziaria nulla può dire in positivo o negativo, dovendosi di contro
realisticamente escludere l’ipotesi delle dichiarazioni mendaci stante la
difficile ipotizzabilità di accordi criminosi - tra l’altro anche pubblici
ufficiali - che in buona parte non si conoscono tra loro»”
La cosa è molto più
semplice: tutti hanno colto la loro occasione di onnipotenza che la situazione
ha offerto. Tutti desideravano che venisse confermata la loro relazione col dio
padrone. Tutti desideravano essere degli “eletti” ai quali la madonna, e
attraverso essa il loro dio padrone, si manifestava. Tutti lo volevano, anche
chi dubitava allevava l’illusione in vista di interessi economici. Il giudice
dice che non potevano essere riconosciuti degli “accordi” che trasformava i
protagonisti di questa vicenda in una “banda”; non si erano messi d’accordo a
tavolino, ma avevano agito “come infatuati” dagli avvenimenti (se quel giudice
si fosse chiamato Carlo Mastelloni o Michele dalla Costa, oppure Pietro
Calogero, avrebbe detto che se ne sarebbe sbattuto della legge e delle regole,
per lui l’associazione c’era!). Si tratta della manipolazione mentale i cui
effetti vengono negati dall’esperienza, ma possono essere attivati dall’enfasi
emotiva della realizzazione dell’oggetto in cui la manipolazione mentale si è
costruita. Così il poliziotto, il vigile urbano, l’agente penitenziario, devoti
alla madonna o bisognosi della sottomissione all’immagine della madonna, hanno
visto nell’evento la realizzazione divina del significato della manipolazione
mentale che avevano ricevuto. In quella situazione ci si vuole illudere. Ogni
critica viene messa a tacere e l’euforia contagia sia la persona
psicologicamente malata che rinuncia alla sua capacità critica, sia chi ha
interessi economici che difende alimentando la credenza del fanatico per
difendere i propri interessi economici.
Dopo aver letto
l’inizio della storia dal punto di vista dei fanatici cattolici, proviamo a
legge l’articolo del giornale la Repubblica dell’epoca:
la Repubblica - Mercoledì, 1 marzo 1995 - pagina 19
n m
Civitavecchia,
consegnata la relazione degli esperti
' LA MADONNA PIANSE SANGUE UMANO' MA IL
VATICANO ATTENDE
CIVITAVECCHIA
- Lui, Fabio Gregori, proprietario della statuina della madonna di Medjugorje,
non era mai stato sfiorato dal dubbio: quelle lacrime di sangue non
appartenevano alla sfera delle cose umane. E probabilmente aveva ragione.
Nonostante i no comment delle gerarchie vaticane, gli esami di laboratorio
effettuati negli ultimi 18 giorni negli istituti di medicina legale dell'
università La Sapienza e del Gemelli avrebbero confermato che la sostanza rossa
fuoriuscita dagli occhi della statua di gesso di Civitavecchia è proprio sangue
umano. Ieri pomeriggio, di fronte alle telecamere di Rai 1 in agguato al
Gemelli, i professori Giancarlo Umani Ronchi ed Angelo Fiore hanno consegnato
nelle mani del vescovo della città, monsignor Girolamo Grillo, un voluminoso
referto con i risultati dei vari test ematici ed - a quanto pare - anche del
Dna. Il vescovo Grillo e gli illustri clinici si trincerano dietro un silenzio
ufficiale. "Volendo si può fare anche il Dna delle mele" dice il
professor Umani per scoraggiare la curiosità dei cronisti, mentre il vescovo
conferma un imminente incontro con i vertici vaticani: "Non
necessariamente con il cardinale Ratzinger" precisa. Eppure, dovrà essere
proprio Ratzinger a dire se l' evento è davvero da considerare un miracolo, uno
da aggiungere ai pochi che la Chiesa ha finora ammesso. Il cardinale è infatti
il prefetto della congregazione della dottrina della fede. La madonnina di
Medjugorje aveva pianto per la prima volta il 2 febbraio scorso, nel giardino
della villetta dei Gregori, a Sant' Agostino, una località all' estrema
periferia di Civitavecchia. Il capo dei vigili urbani della città ed una
giornalista avevano visto il liquido rosso fuoriuscire dagli occhi e colare sul
vestito candido, sporcandolo. Il primo racconta di essere rimasto
particolarmente turbato. Non appena la notizia del presunto miracolo si era
diffusa, la casa dei Gregori era stata presa d' assalto da migliaia di fedeli e
curiosi. Fabio Gregori, per riavere un po' di privacy, era stato costretto a
togliere la statuina dal giardino ed a sistemarla in un luogo segreto: "Il
caveau di una banca", rivelerà dopo molti giorni il vescovo Grillo, da
prima particolarmente scettico sulla presunta natura divina del fenomeno. Poi,
l' alto prelato, d' accordo con altre gerarchie vaticane, aveva consegnato l'
oggetto sacro ai due periti, scegliendo un laico e un cattolico "per dare
maggiore obiettività ai risultati" aveva spiegato. Fino a quando è stata
in possesso dei Gregori, la statua ha lacrimato sangue per nove volte. Non si
sa se lo abbia fatto ancora dopo la misteriosa sparizione. Ora, si attende una
presa di posizione ufficiale della chiesa. Forse, senza volerlo, monsignor
Girolamo Grillo conferma che si tratta proprio di sangue "Dovremo
stabilire - dice - dove collocare la madonnina". Lascia così intendere che
difficilmente potrà tornare nel giardino della villa di Sant' Agostino.
"La rivogliamo nella nostra parrocchia" aveva dichiarato Fabio
Gregori, mentre il sindaco pidiessino di Civitavecchia, Pietro Tidei, si era
offerto di mettere a disposizione un vicino terreno di proprietà pubblica. A
questo punto, come escludere che proprio lì, sul terreno indicato dal sindaco,
prima del giubileo del duemila sorgerà il santuario dedicato al culto della
madonnina?
La notizia è stata
lanciata dai megafoni cattolici e i cattolici fanatici, convinti dell’esistenza
della loro madonna o del loro Gesù, si precipitano nella casa di Fabio Gregori.
La madonna piange sangue. Un simbolo molto forte nel cristianesimo che ha
sempre fatto della gerarchia del sangue (preso dall’ideologia ebraica, mai
prima era esistita nella storia) un simbolo del potere. Dal figlio del dio
padrone e perciò padrone lui stesso per la linea di sangue; al figlio del re
che eredita; al figlio legittimo e illegittimo, ecc. Per finire al concetto di volkisch che il nazismo ha preso, pari
pari, dal cristianesimo.
Il sangue che sgorga
dagli occhi della madonna di Civitavecchia richiama, nei cristiani, il simbolo
del dolore: quel dolore che impongono all’umanità e al quale devono
sottomettersi per la gloria del loro dio. Tanto più le persone sono sofferenti,
sottomesse, vessate, ingiuriate, malate, impotenti ad affrontare il loro
presente, tanto più riconoscono nel dolore la loro condizione e riproducono le
condizioni del dolore per altre persone perché questo provoca un restringimento
del campo di coscienza su temi penosi e depressivi. Nella manipolazione mentale
cristiana il dolore viene associato alla colpa e il cristiano intende la
salvezza come ad una vita senza dolore. La madonna cristiana fa cogliere al
fanatico cristiano il momento della “salvezza” come uscita dalla propria
condizione psichica dolorosa. Il desiderio del cristiano di uscire dal dolore,
che l’educazione cristiana gli ha imposto, lo costringe a vedere nelle lacrime
di sangue della madonna una manifestazione del suo “divino desiderato” capace
di portarlo fuori dalla situazione di dolore.
Lo stesso sindaco di
Civitavecchia inizia la sua “conversione”, fra il fanatico e l’interessato,
nelle braccia della chiesa padrona. Subito mette a disposizione il terreno di
proprietà pubblica: ruba il terreno al pubblico interesse per consegnarlo al
fanatismo cattolico!
La seconda fase della
propaganda cristiana consiste nel paventare i “nemici della fede”. Qualcuno potrebbe rapire la statuetta
miracolosa della madonna. Chi? Il feroce Saladino? Il comunista? Chi vuole
chiedere il riscatto?
Nella mente malata di
Girolamo Grillo si agitano i fantasmi, così il giudice Albano che indaga su
questa truffa diventa: “dichiara Girolamo Grillo (Cnn e Nippon Tv comprese) che
il giudice Albano era "massone e strumento del demonio".”
E l’isteria aumenta.
Il fanatismo prende
forma e si sostanzia, come nell’articolo del giornale La Repubblica del 7
aprile 1995 in cui si leggono dichiarazioni sconcertanti.
Girolamo Grillo non
parla di miracolo, se ne guarda bene, ma subito aggiunge: “"Io non parlo
di miracolo, parlo di fatto razionalmente non spiegabile. Non sono l' unico
testimone, ce ne sono almeno una cinquantina. Sa qual è la cosa più misteriosa?
Quello che è successo a mia sorella, che ha toccato con un dito le lacrime e il
sangue le è scomparso immediatamente dal polpastrello. Stessa cosa con il
fazzoletto: il sangue si riassorbiva, spariva. L' ho visto io".
Qualche testimone
dice che le lacrime erano molto calde, dice il giornalista chiedendo il parere
di Girolamo Grillo: “Più che lacrime di solo sangue ho visto un liquido
bianco-rossastro, come fosse sangue annacquato, scendere soprattutto dall'
occhio destro. Che mi risulti, la Madonna ha pianto 13 volte fino al 7 marzo e
poi davanti a me, il 15 marzo alle otto e un quarto del mattino. Dunque 14
volte, per ora. Anch' io prima ero molto scettico. Non credo però a chi spiega
il fenomeno con la parapsicologia e la telecinesi. Sarebbe come rispondere al
mistero con un altro mistero".”
Però leggiamo tutto
l’articolo, perché è un vero spasso, con l’intervento finale della criminalpol.
la Repubblica - Venerdì, 7 aprile 1995 - pagina 9
l l
LA
MADONNA DI CIVITAVECCHIA L' INTERVISTA Parla il vescovo. Una mistica e il
pericolo di guerra
' ORA IO TEMO CHE LA RAPISCANO'
CIVITAVECCHIA
- Ieri pomeriggio i magistrati sono andati dal vescovo monsignor Girolamo
Grillo e hanno sottoposto la statua della Madonna a radiografie molto complesse
eseguite con apparati industriali. Gli accertamenti andranno avanti ancora per
vari giorni, forse per fare esaminare il sangue dall' università La Sapienza. A
questo punto è improbabile che la statua possa essere esposta al pubblico il
prossimo venerdì santo. "Farò del tutto per rispettare l' impegno",
dice il vescovo. Monsignore, davvero è il caso di gridare al miracolo? "Io
non parlo di miracolo, parlo di fatto razionalmente non spiegabile. Non sono l'
unico testimone, ce ne sono almeno una cinquantina. Sa qual è la cosa più
misteriosa? Quello che è successo a mia sorella, che ha toccato con un dito le
lacrime e il sangue le è scomparso immediatamente dal polpastrello. Stessa cosa
con il fazzoletto: il sangue si riassorbiva, spariva. L' ho visto io". E
cos' altro ha visto, mentre teneva la statua fra le mani? Qualche testimone
dice che le lacrime della Madonna sono molto calde, bruciano. Lei che cosa ha
visto? "Più che lacrime di solo sangue ho visto un liquido
bianco-rossastro, come fosse sangue annacquato, scendere soprattutto dall'
occhio destro. Che mi risulti, la Madonna ha pianto 13 volte fino al 7 marzo e
poi davanti a me, il 15 marzo alle otto e un quarto del mattino. Dunque 14
volte, per ora. Anch' io prima ero molto scettico. Non credo però a chi spiega
il fenomeno con la parapsicologia e la telecinesi. Sarebbe come rispondere al
mistero con un altro mistero". Cosa pensa del fatto che le lacrime
appartengono a un uomo? "Non è mai stato fatto un esame del DNA della
Madonna, questa forse è la volta buona. Per dogma teologico la Madonna ha
generato senza peccato, ad opera dello spirito santo, un figlio maschio. Questa
potrebbe essere la spiegazione." Cosa c' è di vero nelle telefonate di una
veggente australiana che le ha predetto una terrificante profezia? "Qui è
meglio ridimensionare. Mi chiamano da tutto il mondo: California, Giappone, Sudafrica.
L' australiana mi ha descritto esattamente in quali modi e circostanze, tutta
incartocciata, custodivo la madonnina in casa mia. Un' altra mistica ha fatto
riferimento alla guerra in Bosnia e al gravissimo rischio che si propaghi al
resto del mondo, anche nel nostro paese". Un parallelismo con la Madonna
di Medjugorje, che pianse tre anni prima che scoppiasse la guerra nell' ex
Jugoslavia. Civitavecchia si trasformerà in una nuova Lourdes? "Ci andrei
piano. Non vedo però cosa ci sia di male. La popolazione deve essere
accontentata e io non ho nessuna difficoltà a restituire la statua al culto.
Che qualcuno poi ci speculi io non posso impedirlo". E' possibile che la
statua sia stata sostituita? "Assolutamente no. E' inconfondibile,
sbeccata in tre diversi punti com' è. A casa mia è al sicuro, guardata a vista
notte e giorno, protetta da un sistema d' allarme collegato con la polizia. Lo
sa io come mi sento adesso? Mi sento una mosca cocchiera. La mosca dice al
cavallo: come corriamo! Credo che il cavallo sia un altro, io sono solo la
mosca. Ma il miracolo vero è un altro. Tutte le conversioni che ci sono state
in questi giorni, un miracolo di massa". Eccellenza, me la fa vedere la
statua? "Mi dispiace ma non posso. Motivi di sicurezza. Abbiamo il terrore
che possa essere rubata e venga chiesto un riscatto. E poi lei rimarrebbe
delusa, perché in questo momento la troverebbe molto slacrimata: quelli della
Criminalpol hanno portato via quasi tutto il sangue".
Il fanatismo
aggredisce Civitavecchia: “Qui sorgerà la nuova Lurdes in località Pantano”. E
gli affaristi preparano i loro affari. Il sindaco ex laico Pietro Tidei sta
pensando di chiedere una motonave per ospitare i pellegrini, illuminazione
interna ed esterna della chiesa, parcheggi per 2-3000 auto. Anche gli “spaghetti
alla puttanesca” nel ristorante che prevedeva affari d’oro cambiano nome in
“spaghetti alla Amina”. E tutti si riscoprono peccatori, ma forse farebbe bene
leggere l’intero articolo di Laura Laurenzi su La Repubblica del 07 aprile
1995:
la Repubblica - Venerdì, 7 aprile 1995 - pagina 9
LAURA LAURENZI
LA
MADONNA DI CIVITAVECCHIA Un megasantuario, ostelli... ma il giudice deve
decidere se la Madonna sfilerà in processione il Venerdì santo
QUEL SACRO CANTIERE DI CIVITAVECCHIA
Sono
previsti 80 mila fedeli Jessica disegna quelle lacrime
CIVITAVECCHIA
- La nuova Lourdes dunque sorgerà qui, in località Pantano, dove la freccia
indica Bagni Sant' Agostino, lungo una strada fra gli eucalipti che si chiama
via Fontanatetta. E' qui il sacro cantiere. C' è un fervore febbrile fra gli
operai - molti dei quali lavorano gratis - che stanno praticamente smontando e
rimontando la piccola chiesetta in cui venerdì santo alle tre del pomeriggio,
nell' ora della passione e della morte di nostro Signore, dovrebbe essere
condotta in processione, e restituita dopo i suoi Tac alla venerazione della
gente, la Madonna che piange sangue. Sempre che la magistratura lo consenta:
per una serie di sofisticati accertamenti supplementari probabilmente il
ritorno della Madonna slitterà a dopo Pasqua. Uno degli operai volontari, lassù
in cima a una scala a pioli a sistemare un altoparlante, è Fabio Gregori, il
proprietario della statua miracolosa, il padre di Jessica, la bambina di 5 anni
che per prima avvistò le lacrimazione mistica. Non gli piace tutta questa gran
confusione, il sindaco che distribuisce interviste, gli operatori tivù, i
fotografi. "E' un disgusto, un disgusto!", ripete. E non si capisce
se è veramente "un disgusto", oppure - all' opposto - se il vero
prodigio è proprio questo: l' alacrità, cioè, e la prontezza con cui l'
amministrazione cittadina si sta muovendo per realizzare a tempo di record
infrastrutture degne di una capitale mondiale del miracolo. Qui sulla destra -
e due ruspe gialle stanno già sterrando il grande spiazzo - verranno fatti due
grandi parcheggi da un ettaro l' uno, su terreni ceduti in comodato gratuito al
comune. Si sta già lavorando all' illuminazione esterna e interna della chiesa,
e dei due parcheggi - duemila lire a posto auto - mentre per oggi dovrebbe già
essere finita la rampa per le carrozzelle degli handicappati, e anche la
nicchia blindata della cappella dove verrà esposta la statua, e intanto si
lavora per aprire una seconda porta progettata per il deflusso dei fedeli: solo
per la processione ne sono attesi fra i 50 e gli 80 mila. Il sindaco, il
pidiessino Pietro Tidei - qualcuno già lo definisce una sorta di Peppone all'
incontrario - è di un efficentismo sbalorditivo. Già pensa di chiedere alla
Tirrenia o alle Ferrovie dello Stato una motonave da utilizzare come albergo
galleggiante per i pellegrini. Nella sua smagliante grisaglia passa da un
consiglio costraordinario a un' altra intervista televisiva. Dichiaratamente
non credente, parla della statua come di "Nostra Signora di Pantano".
Una conversione improvvisa, o un' occasione economica da non perdere? "Che
sia un miracolo o meno lo lasciamo alla libera scelta di ognuno. Per noi si
tratta solo di rispetto della volontà popolare. Io sono il sindaco di tutti, e
ogni amministratore ha il dovere di valorizzare le occasioni di sviluppo
economico che si presentano sul territorio. La nostra, oltretutto, è un' area
ad elevatissima disoccupazione. Cerchiamo intanto di preparare un' accoglienza
dignitosa per i pellegrini che verranno per la processione, abbiamo già
allertato la protezione civile. Poi penseremo a edificare il santuario".
Già, il santuario: un progetto faraonico firmato da uno degli architetti più in
vista di Civitavecchia, Alfiero Antonini. Si sa che sarà grande, e presumibilmente
intonacata di colore azzurro, come il manto della Madonna o forse un pochino
più chiaro. Una chiesona con oltre mille posti a sedere, che sorgerà laggiù
dove va avanti e indietro un' altra ruspa. Di qua invece - spiega il
consigliere comunale Aldo Gatti delegato dal sindaco a queste opere
straordinarie - dovrebbe sorgere una grande "casa del pellegrino", un
super ostello con centinaia di posti letto: sono venti ettari, sui quali chissà
che non veda finalmente la luce il progetto del parco termale in questa zona
ricca di sorgenti sulfuree sotterranee, ricca, in pratica, di acqua calda
gratis. "E' un disgusto - ripete ancora Gregori sulla scala mentre lavora
di cacciavite - Non mi sembra che ci sia rispetto per le cose sacre e questa è
un' offesa alla Chiesa. Ognuno ha un cuore e un' anima e Gesù ci ha fatto
liberi". Come? Il frastuono dei martelli penumatici copre le sue parole. A
cinquanta metri di distanza, accanto all' ex campo di calcio ormai in malora,
c' è la trattoria "da Amina", opera anche questa - guarda le
combinazioni - dell' architetto Antonini. "Non so se essere più contenta o
più preoccupata - dice la proprietaria Amina Ricci - certo l' impatto è
spaventoso, non abbiamo le strutture, e i miracoli, noi almeno, non li possiamo
fare". Per l' invasione dei prossimi giorni sta mettendo a punto un menu
turistico a prezzo fisso, 25 mila lire a includere anche i celebri
"spaghetti alla Amina", che sarebbe poi una pasta alla puttanesca con
denominazione più rispettosa. Il parroco della piccola chiesa di Sant' Agostino
si chiama don Pablo Martin, spagnolo, una spiccata affinità spirituale con gli
avvenimenti mistici. Decise di restare in Italia, e di prendersi cura di una
piccola parrocchia di campagna, dopo una visita al santuario di Padre Pio. E'
stato don Pablo a regalare ai Gregori, a portargliela da Medjugorje, quella
statua di gesso della Madonna. Porta un maglione un po' sdrucito sopra la
tonaca e oggi sembra molto nervoso. Delle lacrime dice: "E' un segno, non
bisogna fermarsi a guardare il segno ma cercare di capire cosa c' è
dietro". Quella donna bionda e minuta in jeans e scarpe da ginnastica è
Anna Maria Gregori, la madre di Jessica. La bambina sventola in una mano un bel
disegno fatto con i pennarelli: "Qui c' è tutto - racconta - Vedi, questa
è la Madonna nella grotta di casa mia, ci sono anche le lacrime, e poi attorno
i bambini, le bambine e gli angioletti. Dov' è don Pablo? Questo disegno è per
lui". La sua giovane madre ha un' aria un po' frastornata: "Noi
l'abbiamo sempre saputo che era vero, però che lo dicesse il vescovo
pubblicamente, prima alla televisione e poi ieri sera alla Via Crucis, è stato
il momento più bello". Dice che tutto quello che sta succedendo le dà
"una sensazione di gioia e di pace" e aggiunge: "Non ho chiesto
al Signore perché abbia scelto la nostra famiglia, nè sinceramente l' ho
chiesto a me stessa. Credo che la Madonna ci chieda questo: di convertire i
nostri cuori e uscire fuori dai peccati".
Intanto arriva il
primo colpo di scena. Un po’ sconcertante: il sangue è sangue maschile!
Esiste anche la
traccia del DNA. Nessuno degli indagati accetta di farsi prelevare del sangue,
né, a quanto si sa fino ad oggi, è stata fatta la ricerca del DNA. Lo stesso
avvocato di Fabio Gregori impedisce al suo assistito di farsi fare il controllo
del sangue. Le indagini si concentreranno su Fabio Gregorio, il padre di
Jessica di cinque anni, nessun filone di indagini coinvolge il vero artefice
della vicenda, il prete cattolico Pablo Martin che, stando ad un articolo di La
Repubblica, allontanato, se ne torna in sudamerica. Gli inquirenti procedono
ipotizzando una truffa di Gregori, ma non c’è un’ipotesi di indagini che
considerino il Gregori uno strumento nelle mani di un truffatore terzo. Jessica
ha solo cinque anni e la manipolazione mentale che ha subito è totalizzante e
si fissa, nella suggestione, attraverso un crescendo continuo di risposte
positive dal mondo che la circonda alle sue esternazioni patologiche. Lei è la
protagonista! Anche la madre si mette in ginocchio davanti al suo “odore di
santità”. Una santità confermata dal vescovo: il loro padrone!
In quel versante le
indagini saranno impedite dalle scelte dei magistrati.
la Repubblica - Sabato, 15 aprile 1995 - pagina 8
m n d l
LA
MADONNINA DI CIVITAVECCHIA L' esperto della Criminalpol: ' Indagini più facili'
' SANGUE UMANO MASCHILE NELLE DUE
LACRIMAZIONI'
CIVITAVECCHIA
- Il lavoro della polizia scientifica è terminato. Adesso tocca agli
investigatori. Saranno loro infatti a dover risalire, con in mano le perizie
sul sangue della Madonnina ai presunti autori della truffa, se truffa c' è
stata. Il verdetto comunque è chiaro: si tratta di sangue umano e maschile. I
tecnici della Criminalpol hanno in sostanza confermato le analisi eseguite
dalla commissione nominata dal Vaticano, che aveva preso in esame le prime
lacrime della Madonnina di Medjugorje. Anche l' indagine sul sangue della
seconda lacrimazione, avvenuta a casa del vescovo, ha dato lo stesso risultato:
anche questo è sangue umano e maschile e con nessuna caratteristica
eccezionale. Ci sono però alcune novità. Le analisi fatte dai tecnici della
Criminalpol coordinati dal dottor Aldo Spinella, ma a cui hanno partecipato gli
esperti nominati dal Vaticano, hanno individuato il Dna. "Perché non basta
dire che si tratta di sangue umano e maschile - spiega Aldo Spinella - Noi
abbiamo ricostruito quelle variabili la cui comparazione può aiutare davvero a
risalire ad un tipo piuttosto che ad un altro. Il procedimento è quello dell'
impronta digitale. Noi abbiamo ricostruito la ' traccia' e l' abbiamo
consegnata al procuratore. Adesso tocca agli investigatori individuare il
possessore di questa ' impronta digitale' , anche con comparazioni che verranno
compiute con le grandi banche dati sul Dna". Per queste comparazioni forse
i tempi non saranno brevissimi, ma un dato è certo: la Madonnina tornerà nella
chiesetta di Sant' Agostino in tempi tanto stretti da vanificare il ricorso del
legale di Fabio Gregori, Bruno Forestieri, che si è appellato al Tribunale
della libertà perché la statuetta venga dissequestrata. L' udienza è stata
infatti fissata per il 21 aprile prossimo ma è probabile che alla Madonnina i
sigilli vengano tolti forse già all' inizio della prossima settimana.
Una volta stabilito
che la madonna è un uomo i media si scatenano e parte la campagna pubblicitaria
pro Maria.
“rispettate la
madonnina altrimenti l’Italia diventerà come la Bosnia” la minaccia del terrore
della madonna dei cristiani non cessa mai. Chiede che le persone soffrano
perché sia a lei che a Grillo piace il dolore delle persone e i fanatici
cattolici, in realtà, sono persone che soffrono e che devono diffondere il
dolore in tutta la società civile per una comunanza di sentimenti.
Nell’isteria
collettiva girano i biglietti con gli indirizzi di un altro che fa i miracoli,
come la madonna, “il mago Arcella” che ha sta cercando nuovi clienti: chi
meglio degli invasati cattolici? Una volta che non hanno ottenuto il miracolo
dalla madonna possono sempre rivolgersi al “mago Arcella” per avere il
miracolo!
L’articolo di Maria
Novella De Luca del 18 giugno 1995 chiarisce molto bene il clima di delirio
isterico che si è venuto a creare: si apre con l’isteria fanatica dei cattolici
e si chiude con gli affari grazie alla pubblicità, gratis, sulla Cnn, la Bbc e
le Tv di mezzo mondo:
la Repubblica - Domenica, 18 giugno 1995 - pagina 18
MARIA NOVELLA DE LUCA
E' TORNATA LA MADONNINA
In
tremila davanti alla statua dei miracoli Ad accoglierla c' erano la banda e la
Cnn: quando è apparsa, sotto scorta, un boato di canti e preghiere
CIVITAVECCHIA
- La banda "Giacomo Puccini" intona l' Ave Maria di Schubert e
monsignor Grillo innalza al cielo la teca di legno chiaro con la Madonnina
piangente. E la folla esplode in canti, lacrime, preghiere. Gli ammalati in
prima fila baciano i rosari e si fanno il segno della croce, la ressa di
fotografi, operatori e cameramen spinge contro le transenne, l' aria si riempie
di flash e la grande sagra del miracolo si compie in poco più di un' ora.
"Bentornata Madonnina" recita lo striscione appeso sul fronte della
chiesetta di Pantano, e l' atmosfera è proprio quella di un "ritorno a
casa", mancano soltanto i palloncini colorati, ma c' è odore di
bruschetta, la banda intona l' Adagio di Albinoni, i ragazzini giocano a calcio
e gli anziani più stanchi aprono le seggioline portate da casa. Ma non è scesa
dal cielo la Vergine di Medjugorje, alta 44 centimetri, con sulla gota appena
un' ombra di quelle lacrime di sangue, sgorgate invece quasi copiose il
pomeriggio del 2 febbraio scorso a casa dell' operaio dell' Enel Fabio Gregori.
Così come a gridarle "Welcome" non c' erano le migliaia di pellegrini
in delirio che invece avevano annunciato la loro presenza con decine e decine
di pullman in arrivo da tutta Italia. Miracolo dimezzato dunque, ma la folla è
felice lo stesso, e applaude, applaude fino a spellarsi le mani quando il
vescovo Girolamo Grillo scende dall' Alfa 33 della polizia, e depone la
Madonnina in una specie di gabbietta di plexiglas montata su un trono di fiori
di gigli e rose rosse. Sono invece rosse le rose che stringe in mano Jessica,
la figlia di Fabio Gregori, la bimba che per prima avrebbe visto il pianto di
sangue della Madonnina, quando questa era ancora nella nicchia del suo giardino.
Fabio Gregori (che ha organizzato delle visite guidate nel suo giardino) la
moglie e Jessica si inginocchiano davanti alla teca, Fabio ripete, quasi come
in un ritornello "così doveva essere, così è stato". Duemila, forse
tremila persone intonano Ave Maria sotto il palco costruito all' aperto,
qualche venditore di immaginette distribuisce un po' di sottobanco, perché il
Comune non ha concesso l' autorizzazione, rosari benedetti, medagliette
miracolose, cuori di legno con le lampadine che si accendono colorate e
intermittenti sul volto cinto d' azzurro di Maria. Ma la folla è piccola e
strapaesana, tra gli organizzatori della sagra del miracolo la delusione c' è
anche se nascosta. E se ne accorge anche il vescovo che quando intona l' omelia
dice: "Vi sareste aspettati di essere centinaia di migliaia, oggi siamo
pochi, è vero, ma verrà il giorno in cui saremo davvero una folla, per ora
costruite il santuario della fede nel vostro cuore". Adesso la Madonnina
resterà per sempre nella chiesetta di "Sant' Agostino", protetta da
una vetrina blindata e si vedrà allora se davvero Civitavecchia riuscirà a
diventare, nonostante le magre premesse, la Lourdes del Tirreno. Però la messa,
officiata da monsignor Grillo insieme ad una decina di altri sacerdoti, pur nell'
atmosfera campestre che spezza ogni solennità, mentre qualcuno fa circolare i
bigliettini con l' indirizzo del "mago di Arcella guaritore,
divinatore", è un momento forte. Ci sono genitori con i loro bambini
ammalati in braccio, handicappati che si spingono sotto la teca con la sedia a
rotelle, infermi portati a braccia. E verso sera la folla aumenta, le preghiere
raddoppiano, saranno già tremila i fedeli che subito dopo il tramonto cantano
"Mira il tuo popolo bella Signora" con le fiaccole accese. In un
angolo la piccola Jessica piange, perché la Madonnina non gliel' hanno fatta
toccare. "Era mia, perché non me la danno?", e sembra tornata una
bambina normale che ogni tanto però disegna angeli e parla con i santi. Nel
clamore pochi notano l' assenza del sindaco di Civitavecchia, che dopo aver
fatto parlare di sé come il sindaco comunista che voleva costruire il santuario
del miracolo, ieri ha disertato "l' evento", a sottolineare che ormai
di tutto si occuperà Santa Madre Chiesa. Infatti, a meno di un colpo di scena,
in questa vicenda iniziata nell' agosto scorso, quando Fabio Gregori ricevette
in dono da don Pablo la statuetta miracolosa, parlerà solo e soltanto il
Vaticano. Ma questo è stato forse uno dei primi miracoli in diretta, sotto l'
occhio delle telecamere di tutto il mondo quasi più attente e presenti dei
fedeli stessi. Le lacrime di Civitavecchia sono rimbalzate sugli schermi della
Cnn, della Bbc, delle televisioni giapponesi, americana, colombiana, spagnola,
francese, a confermare la multimedialità di un evento avvenuto in un minuscolo
pezzo di campagna sulla via Aurelia. Mentre la messa finisce il gruppo delle
devote di Medjugorje torna a sussurrare i canti del santuario jugoslavo. Voci
di donne dolenti mettono in guardia: "Rispettate la Madonnina, altrimenti
l' Italia diventerà come la Bosnia". Parole fosche che non sembrano però
turbare troppo i giovani accorsi a frotte a Pantano, che ben presto riaccendono
i monitor dei flipper mentre nel ristorante "Da Amina" si consuma la
cena della Madonna: lasagne, vitella con piselli, frutta, vino e caffé, 25mila
lire, prezzo turistico.
Dal 18 giugno 1995,
Maria Novella De Luca scrive un altro articolo su La Repubblica il 03 febbraio
1996 in cui non solo conferma la continuazione del fanatismo cattolico, ma iniziano
le testimonianze e le prove delle vincite al superenalotto della salute per
opera della madonna. Il sindaco Pietro Tidei si è convertito al culto mariano,
sotto la teca si ammucchiano gli ex voto, l’ammalata di osteoporosi che
finalmente cammina, Bruno Forestieri si candida a “testimone oculare
dell’evento miracoloso”. Intanto, secondo l’articolo, don Pablo Martin sembra
che se ne sia tornato in sudamerica accusato di intrattenere rapporti troppo
stretti con santoni, esorcisti, presunti mistici che pullulano attorno alla
chiesetta di s.Agostino di cui era parroco.
la Repubblica - Sabato, 3 febbraio 1996 - pagina 19
MARIA NOVELLA DE LUCA
Civitavecchia,
l' anniversario delle ' lacrime' . Gregori: ' Mi spiano'
' NOI, MIRACOLATI DALLA MADONNINA'
I
fedeli pregano e cantano sotto la pioggia ' Sì, ho implorato la Vergine e mia
figlia è guarita' La corsa ai terreni dove sorgerà il santuario
CIVITAVECCHIA
- "A TE Maria, lacrime di sangue, lacrime d' amore". Cantano così, e
si inginocchiano, inzuppati fino alle ossa, i pellegrini giunti per grazia
ricevuta. Non sono una massa, forse poco più di duemila, ma devoti e convinti:
un anno fa qui a Pantano, nel giardino della villetta di Fabio Gregori, la
Madonna ha pianto, e nessuno ha saputo dimostrare il contrario. Dunque in
questa frazione di Civitavecchia isolata e inospitale si è compiuto un
miracolo, "e qualunque sia il verdetto della Chiesa - mormorano le donne
di un gruppo mariano arrivato da Terni - per noi la chiesa di Sant' Agostino è
diventata un santuario". E' L' ANNIVERSARIO dell' evento: sotto la teca
che protegge la statuetta fabbricata a Medjugorje si ammonticchiano gli ex
voto, fedi nuziali, fazzoletti sporchi di sangue, babbucce da neonato, una
stampella, oggetti d' oro di ogni sorta, e incastonata tra gli altri una
siringa usata. Davanti alla chiesetta sormontata da un grande tendone, donato
dal Pds di Civitavecchia, "è arrivato dritto diritto dal festival dell'
Unità", dice orgoglioso il sindaco progressista Pietro Tidei, grande fan
del miracolo in sinergia col vescovo, la gente s' assiepa per raccontare la
proprie storie. Ecco l' anziana donna giunta con altri quaranta da Corato, in
provincia di Bari. Aveva una figlia trentenne con una osteoporosi galoppante.
Era venuta a Pantano l' 8 dicembre scorso con un paio di calze della ragazza
ammalata. "Le avevo fatte vedere alla Madonnina - dice in italiano
stentato - e le avevo chiesto: Vergine, Vergine santissima salvala. Quando sono
tornata al paese ho detto a mia figlia di mettersi quelle calze, dopo qualche
giorno mia figlia ha ricominciato a camminare. Ecco, guardate, queste sono le
sue calze, le ho portate qui per regalarle alla Madonnina". Dentro la
chiesa ricolma di fiori, il nuovo parroco, don Augusto Baldini, celebra una
messa dopo l' altra. E qui si apre il primo interrogativo. Dov' è finito don
Pablo Martin, il prete spagnolo grande amico del vescovo-esorcista Milingo che
nell' estate del 1995 portò in regalo da Medjugorje la statuetta al suo
parrocchiano Fabio Gregori? A quanto sembra dopo il "miracolo" di
Pantano don Pablo Martin, profondamente scosso dall' evento, avrebbe iniziato
ad intrattenere rapporti un po' troppo stretti con santoni, esorcisti e
presunti mistici, che pullulano attorno alla chiesetta di Sant' Agostino. E di
fronte ad un trasferimento "coatto" a Tarquinia, il sacerdote avrebbe
preferito emigrare in Sudamerica. In corteo, a metà pomeriggio, una lunga fila
di bambini con le fiaccole in mano, e guidate dalla piccola Jessica Gregori, la
bimba che per prima avrebbe visto le lacrime della Madonnina si è radunata sul
sagrato della cappella, dopo aver a lungo pregato (con i piedi immersi nel
fango) nel luogo dell' apparizione. Nel frattempo una coppia di Napoli chiedeva
la grazia perché "nostro figlio di 39 anni ancora scapolo riesca a trovare
una moglie", e due pastori di Montalto di Castro, ringraziavano la
statuetta di Civitavecchia perché la lite con i loro vicini "non è finita
con i fucili". Ma ieri, giorno dell' anniversario, tutti i protagonisti
della vicenda sono riapparsi a Pantano e spunta fuori un particolare
inquietante: secondo Bruno Forestieri, avvocato di Fabio Gregori, la Procura di
Civitavecchia, nel corso dell' inchiesta avrebbe messo sotto controllo il
telefono dei Gregori, e dunque da qualche parte dovrebbero esistere dei verbali
di queste intercettazioni. "Non ne sapevo nulla - risponde Gregori, che
ora studia da diacono - avrebbero capito che non ho nulla da nascondere".
Ma non basta: Bruno Forestieri, candidandosi a testimone del miracolo, afferma
di aver visto, quando la statuetta sequestrata dalla magistratura venne
restituita al vescovo, una lacrima più rossa delle altre brillare accanto al
sangue ossidato. Così come aveva detto monsignor Grillo... Miracolo o non
miracolo di certo c' è che attorno ai terreni di Pantano dove dovrebbe sorgere
il santuario si è già scatenata una guerra tra gli enti proprietari. La lunga
giornata dell' anniversario si è conclusa con una processione notturna dal
centro di Civitavecchia alla chiesetta, dove monsignor Grillo ha officiato una
messa, con sottofondo di una strana band venuta da Asti, e un cantante di nome
"Cicero", emulo di Claudio Villa, che ha eseguito a più riprese il
suo pezzo forte: "Lacrime di rubino".
E Maria Novella De
Luca scrive un altro articolo il 23 aprile 1997, col quale voglio chiudere la
truffa della chiesa cattolica con l’uso del fanatismo a Civitavecchia.
Scrive: “Monsignor
Grillo, il vescovo superstar di Civitavecchia, colui che gridò al mondo
"la Madonnina ha pianto, ha pianto nelle mie mani", mettendo via ogni
aurea di santità si è trasformato in un pugile e ha riempito di botte un suo
sottoposto, un fino a ieri sconosciuto viceparroco di Tarquinia Lido, zona
etrusco-marina non lontana da Roma, facendolo finire all' ospedale.”
Si scoprono storie di coltelli e di
scannamenti tutti all’interno della chiesa cattolica. Grillo che rincorreva la
santità nella chiesa cattolica ha dovuto prendere a pugni un altro prete. Quali
erano e voci che Grillo aveva messo in giro per sputtanare quel prete? Quanto fondamento
avevano? Quali voci accusavano il seminarista? Quanto erano gravi se hanno
costretto Grillo ad alzare le mani?
Il fanatismo
cattolico è un fanatismo criminale, ma quando le persone non si mettono in
ginocchio davanti al fanatico, il fanatico gli spara.
Fra masse prostrate e
violenza cattolica, dopo aver manipolato la bambina Jessica, si conclude questa
triste vicenda di truffe e raggiri di poveracci speranzosi.
la Repubblica - Mercoledì, 23 aprile 1997 - pagina 22
Maria Novella De Luca
Civitavecchia,
dalle 'accuse infamanti' al viceparroco allo schiaffo del prelato: duello all'
ombra della madonnina
PUGNI, TONACHE e PETTEGOLEZZI
'Perdono
il vescovo ma lo denuncio per danni' Il referto: 'Contusioni al naso e all'
occhio sinistro'
CIVITAVECCHIA
- Brutta storia all' ombra della Madonnina. Brutta storia nella terra delle
lacrime di sangue, dei miracoli veri o presunti, del santuario prossimo
venturo, delle Vergini-Maria di gesso e cartapesta a 10.000 lire l' una, dove
ormai decine di migliaia di pellegrini si inchinano al soprannaturale e si
genuflettono chiedendo la grazia per i propri mali. Monsignor Grillo, il
vescovo superstar di Civitavecchia, colui che gridò al mondo "la Madonnina
ha pianto, ha pianto nelle mie mani", mettendo via ogni aurea di santità
si è trasformato in un pugile e ha riempito di botte un suo sottoposto, un fino
a ieri sconosciuto viceparroco di Tarquinia Lido, zona etrusco-marina non
lontana da Roma, facendolo finire all' ospedale. Il malmenato, ex pupillo del
prelato, ha risposto per le rime, presentando una denuncia ai carabinieri e
promettendo, sia pure dietro cattolico perdono, una battaglia per avere
giustizia: "Lo perdono, ma chi ha ragione si vedrà in seguito".
Soffia un vento freddo che viene dal mare a Civitavecchia, gelido e cattivo
come i sussurri di questa rissa da campanile, il cui protagonista ha avuto però
l' onore di essere intervistato dalle televisioni di tutto il mondo, e vede ora
dunque la sua fama traballare, mentre il miracolo no, quello corre a gonfie vele,
ogni domenica si ripetono scene di delirio, fede, superstizione. La rissa si
svolge lunedì scorso, di mattina, nelle stanze della Curia vescovile di
Civitavecchia. Monsignor Grillo riceve nel suo studio don Salvatore Vitiello
che giunge assieme ad un giovane seminarista. Il colloquio è di quelli
difficili, imbarazzanti. Don Vitiello infatti vuole chiedere ragione al vescovo
di certe voci che girano sul suo conto, e di cui Grillo sarebbe al corrente,
pettegolezzi che riguardano anche il seminarista che l' accompagna, frammenti
velenosi sui quali poco è trapelato perché, dicevano ieri i giornali locali,
"ne nascerebbe uno scandalo". Il sospetto di don Salvatore Vitiello è
che il prelato superstar abbia fatto circolare ad arte quelle voci che lo infangano,
e pretende spiegazioni. Invece nelle silenziose stanze dove di solito si
sentono soltanto i mormorii di preghiera che salgono dalla cattedrale,
risuonano insulti, urla: monsignor Grillo è di buona stazza, robusto, alto un
metro e ottanta e, così ha affermato don Vitiello, colpisce duro, picchia,
tanto che gli si spezza l' anello che i fedeli sono usi baciare. Don Salvatore
ne esce, così dice il referto del pronto soccorso, con "contusioni al naso
e all' occhio sinistro, ed escoriazioni alla mano". Mica male per un
vescovo che di certo non si allena in palestra, e che si rimette oggi al
tribunale divino, sostenendo di avere agito "per legittima difesa".
Però qualcosa si è intaccato. Tra poco dovrebbe giungere, e sempre per sua
voce, il verdetto definitivo sul miracolo, di cui Grillo non soltanto è
"supertestimone" ma anche garante, visto che da lui dipendono le
conclusioni della commissione teologica che da due anni indaga sulle lacrime di
Pantano. E' l' ultimo tassello per dare il placet definitivo al culto della
statuetta arrivata da Medjugorje che in un giorno di febbraio del 1995 pianse
lacrime di sangue. Proprio alla vigilia dell' evento si potrebbe aprire però
una nuova pagina giudiziaria. Il procuratore capo di Civitavecchia, Antonio
Albano, ha infatti dichiarato che: "Indagheremo e andremo avanti
indipendentemente dagli abiti che i protagonisti vestono". Del resto
Antonio Albano è lo stesso procuratore che due anni fa sequestrò la statuetta,
ipotizzando la truffa. Allora monsignor Grillo dichiarò in mondovisione (Cnn e
Nippon Tv comprese) che il giudice Albano era "massone e strumento del
demonio". Ma già nel 1989 Grillo era stato protagonista di una violenta
battaglia tutta interna alla diocesi, quando aveva dichiarato guerra ad un
gruppo di sacerdoti americani e messicani che gestivano a suo parere la
parrocchia di Pantano (quella del miracolo) in modo aperto intrattenendo
"rapporti troppo liberi con l' altro sesso". Vinse il vescovo
naturalmente, e i preti del dissenso vennero allontanati. Stesso destino toccò
ad un altro parroco giudicato scomodo da Grillo: non riuscendo a trasferirlo
perchè i fedeli si opponevano, abolì la parrocchia... L' ultima vittima della
"crociata" di Grillo è un personaggio strettamente legato all' evento
della statuetta sanguinante. E cioè un prete sudamericano, don Pablo Martin,
testimone delle prime lacrimazioni, che aveva portato da Medjugorje la
Madonnina in dono al suo parrocchiano Fabio Gregori. Con l' accusa di essersi
un po' troppo avvicinato a santoni ed esorcisti don Pablo è stato rimosso dal
suo incarico. Un' ombra si è posata di nuovo sul testimonial del miracolo.
Chissà se basterà la fama della Madonnina a farla scomparire. BOX COSA PREVEDE
IL DIRITTO CANONICO Monsignor Grillo rischia le sanzioni anche del Codice canonico
che, al numero 1370, prevede "una giusta pena" per "chi usa
violenza fisica contro un chierico (cioé un sacerdote, n.d.r.) o religioso per
disprezzo della fede, della Chiesa, della potestà ecclesiastica o del
ministero". Ben piu' grave sarebbe stata la situazione se ad alzare le
mani fosse stato don Vitiello. Chi usa violenza fisica contro un vescovo,
prevede il canone già indicato, "incorre nell' interdetto latae
sententiae" cioé l' interdizione senza bisogno di una sentenza di un
tribunale ecclesiastico
E’ mia personale
convinzione che le voci messe in giro da Girolamo Grillo sul conto di Vitiello
e del seminarista sono voci di pratiche sessuali o omosessuali se non di
pedofilia. Come la conclusione della vicenda di Medjugorje
si ha con le accuse della chiesa cattolica di pratiche sessuali fatte dal
francescano Tomislav Vlasic, così è facile, e doveroso, pensare che l’ira di
Girolamo Grillo nei confronti di Vitiello abbia le stesse motivazioni con
l’aggravante, molto probabilmente, che il prete Vitiello abbia detto al
vescovo: “Se tu non ritiri le voci che hai messo in giro sul mio conto io
racconto dei tuoi vizietti....”. Da qui sono partite le botte di Girolamo
Grillo. I fanatici cattolici non sapranno mai del come e perché il vescovo,
nelle cui mani la madonna ha pianto, era tanto impotente ad affrontare le
argomentazioni del prete cattolico Vitiello da dover alzare le mani. Noi
possiamo solo ipotizzare all’interno di una vicenda che sa solo di marcio, di
squallore, e che ha visto dispiegarsi l’integralismo fanatico dell’allora
sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei.
Il fanatismo
cattolico è un fanatismo fatto di guerra e di aggressione alle popolazioni. E’
un’aggressione che agisce sulla struttura emotiva delle persone e quando le
persone si sentono aggredite fisicamente è sempre troppo tardi.
Il santuario di
Civitavecchia non fu mai costruito. Il sindaco “laico” Pietro Tidei tenterà la
carriera parlamentare. Da fanatico cattolico, integralista fan della madonna e
di Girolamo Grillo, chiederà i voti dei non cristiani per farsi eleggere al
Parlamento della Repubblica.
Ciò che rimane sono i
cittadini truffati, raggirati, derubati ma, come dice il G.I.P. Dr. Castaldo,
questi sono affari loro. Se la sono voluta.
In fondo, è andata bene.
I cittadini dell’ex Jugoslavia sono stati macellati sistematicamente in
conseguenza alla destabilizzazione sociale messa in atto da Medjugorje.
Un’ultima
annotazione.
Che cosa ha nascosto ai
cittadini di Civitavecchia le lacrime della madonna?
Si preferiva parlare
delle lacrime e non della situazione sociale di Civitavecchia:
la Repubblica - Domenica, 12 marzo 1995 - pagina 18
Allarme del sindaco: nella città della Madonna che piange si sono
uccise 3 persone in 15 giorni
' TROPPI SUICIDI A
CIVITAVECCHIA'
ROMA
- La Madonnina non c' è più ma la casa di Fabio Gregori è ormai diventata un
santuario. Frotte di persone in pellegrinaggio si avvicinano alla rete
metallica che protegge il giardino del "miracolo", si inginocchiano,
pregano, piangono, e lasciano fiori. Adesso però qualcuno azzarda un' ipotesi:
la Madonnina venuta da Medjugorie ha versato lacrime
di sangue non sui mali del mondo, ma sui mali di Civitavecchia. Un' equazione
fin troppo facile, ma forse inevitabile, se a quest' atmosfera che già
surriscalda le menti in un' altalena di sacro e profano si aggiungono tre
suicidi in 15 giorni. Tre morti, due ragazzi di 25 anni, un commerciante di 60.
Dietro il loro gesto i "soliti" perchè:
amore, denaro, lavoro. Disperazione. E il sindaco della città lancia l' allarme
"malessere". Appena dietro le spalle c' è la brutta macchia dello
stupro di gruppo, la storia rimbalzata in tutt' Italia, e conclusasi quasi con
un perdono per quei giovani violentatori che per mesi e mesi abusarono delle
loro amiche, bambine di 11 e 13 anni, e il padre di una di queste, che si
trasforma in giustiziere, per brutalizzare e sodomizzare uno dei
baby-stupratori della figlia... Troppo male di vivere in questa città a 70
chilometri da Roma, città di 60.000 abitanti, con un porto dove transitano ogni
anno più di due milioni di persone, con diecimila militari in presidio fisso, e
la disoccupazione che galoppa. Così ieri il sindaco di Civitavecchia, Pietro Tidei, progressista, in una lettera aperta ha chiamato a
raccolta gli amministratori locali, il vescovo, i parroci, i presidi delle
scuole, perchè si fermino un attimo ad interrogarsi
sul perchè Civitavecchia sia diventata una specie di
"laboratorio del disagio", a cui si somma lo "strano" clima
di misticismo un po' fanatico diffuso dopo il "miracolo" vero o
presunto della Madonna che piange. "Lo so che può sembrare quasi un
appello al vuoto - spiega il sindaco Tidei - ma qui
sta succedendo qualcosa che sfugge ad una comprensione superficiale. E' vero
che per ognuna di queste morti si può trovare una spiegazione differente, ma
tre suicidi in 15 giorni sono comunque un segnale davvero preoccupante. Su
tutto sembrano prevalere scoramento e disperazione. Oppure, sul versante
opposto, al di là di quella che sarà la valutazione della Chiesa, le lacrime
della Madonnina hanno scatenato una voglia di miracolo, dove, certo, la
religione e il soprannaturale svolgono un ruolo ben preciso, eppure dietro
questo desiderio di misteri e apparizioni c' è una chiara tendenza alla
fuga". Il sindaco di Civitavecchia ha precisato che per ora la Madonnina è
ancora "sotto osservazione" della Chiesa, ma che comunque è da
escludere l' ipotesi di un imbroglio. Civitavecchia, allora, come
"laboratorio di malessere e di disagio". "Questa è una città
cresciuta in modo disordinato, che si sente una periferia di Roma, che ha
appunto i problemi di tutti i grandi centri a ridosso delle capitali, ma in
più, soffre di una disoccupazione crescente che la sta mettendo in ginocchio.
Il nostro tentativo diventa allora costruire tutti insieme una società che
riconosca e affermi i diritti della gente: il lavoro, la salute, lo studio, la
casa. Tutti problemi all' ordine del giorno a Civitavecchia e non solo, e che
non possiamo più far finta di non vedere".
Il sangue piazzato
sulla faccia della madonna ha nascosto il problema. Nessuno parlava più dei
suicidi. Nessuno parlava più delle molestie sessuali sul luogo di lavoro,
nessuno parlava più delle violenze del branco sulle bambine. Nessuno parlava
più dell’esaltazione delle mamme dei violentatori che criminalizzavano le bambine
per giustificare i loro figli. Giustificare la loro violenza. Una città che ha
riaffermato il diritto allo stupro di bambine di 11 e 13 anni mandando,
praticamente assolti i violentatori e criminalizzando le bambine. Il sangue
messo sulla faccia della statuetta è servito per legittimare il crimine di
violenza nei confronti dei più deboli: vale la pena di riflettere. Solo allora
si può immaginare che cosa nascondevano le botte di Girolamo Grillo
Marghera, 02 agosto 2009
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
TORNA ALL'INDICE DEI TESTI DEL SITO