Medjugorje e le apparizioni mariane
Storia di una truffa del fanatismo
religioso
e dei servizi segreti del Vaticano
Le stragi di cittadini nell’ex
Jugoslavia e l’Entità
Di Claudio Simeoni
Vai all'indice generale della relazione cristianesimo e società.
La storia delle
apparizioni di Medjugorje è una di quelle storie di terrore
che hanno insanguinato il XX secolo e che ha visto impegnata la chiesa
cattolica le sue sette, per distruggere la società civile della Jugoslavia.
Madjugorje era diventato il punto di
disarticolazione della Repubblica Jugoslava. Un modo per fomentare odi religiosi
e contrapposizioni ideologiche mentre il partito comunista jugoslavo si
indeboliva.
Bisogna ricordare il
ruolo che i frati francescani ebbero nel genocidio della Jugoslavia. In special modo contro gli Ortodossi. Come parteciparono ai
campi di sterminio fascisti e nazisti in nome della fede cattolica. Il partito
comunista jugoslavo era riuscito ad imporre una pace laica fra cattolici,
ortodossi e musulmani, ma i cattolici non avevano mai smesso di usare
l’ideologia religiosa per disarticolare la società civile.
E’ all’interno di
questo quadro che i frati francescani si inventano le apparizioni della loro
madonna per sfruttare la manipolazione mentale che, nel frattempo, avevano
imposto ai bambini. Il frate francescano Tomislav Vlasic e il fanatico Joso Zovko sfruttando i bisogni economici del paesino di Medjugorje, la credulità popolare, la potente macchina di
propaganda della chiesa cattolica e il bisogno di rassicurazione dei cattolici
sull’esistenza del loro dio e della loro madonna, dettero vita ad uno dei
maggiori fenomeni di fanatismo religioso a cui ha assistito il ventesimo
secolo.
Fin da subito la
chiesa cattolica ha preso le distanze dall’aspetto esoterico delle apparizioni.
Però ha appoggiato il fenomeno di religiosità popolare in quanto questo fenomeno
rafforzava la sua posizione nella società civile. Ufficialmente i vescovi
affermavano che il fenomeno era “una truffa”; di fatto incitavano i fedeli al
pellegrinaggio con i preti cattolici al fine di rinnovare il loro potere sul gregge
speranzoso.
Non è un caso che il
Vaticano, pronto a fornire tante informazione sui suoi servizi segreti anche a
Eric Frattini sulle operazioni criminali della sua organizzazione, che Frattini
chiama “L’Entità”, venga taciuta l’operazione Medjugorije.
Mentre si danno tante informazioni sulla Polonia, sulla Jugoslavia si tace.
Lo stesso Ratzinger,
nel 1985, dopo che il fotografo tedesco Walter Furhoff
aveva dimostrato la truffa di Medjugorje, proibì un
coinvolgimento ufficiale delle diocesi e delle parrocchie, ma, di fatto,
sollecitò i preti ad accompagnare, al sito delle apparizioni, i fedeli. La
propaganda cattolica agì su due binari. Presso i fedeli esaltava le apparizioni
e incitava ad andare a Medjugorje nella speranza di
un qualche miracolo, ufficialmente, e sottovoce, condannava la truffa dalla
quale fingeva di prendere le distanze.
L’uso di Medjugorje come truffa è ben descritto dal prete cattolico
Gianni Baget Bozzo in un articolo sul quotidiano La
Repubblica del 20 agosto 1986 che, anche se a conoscenza della truffa
denunciata e documentata dal fotografo tedesco Walter Furhoff,
vedeva nell’operazione Medjugorje i fini politici:
la
Repubblica - Mercoledì, 20 agosto 1986 - pagina 6
Gianni baget
Bozzo
I MESSAGGI DELLA MADONNA
Non si contano gli
italiani che si sono recati a Medjugorje nel luogo
delle apparizioni mariane. Ora anche una radio brianzola
trasmetterà tutti i giovedì i messaggi della Madonna ormai a tempi fissi, con
regolarità certa. Per quanto non siano state legittimate da alcun processo
canonico e abbiano avuto anni fa la diffida del vescovo di Mostar, le
apparizioni di Medjugorje continuano e diventano un
fenomeno singolare nella storia delle visioni. Mai un concorso di credenti e di
non credenti alle sorgenti dello "straordinario" era stato così
compatto, mai era avvenuto in una condizione di legittimità ecclesiastica così
incerta. Esistono numerose apparizioni in Italia e altrove e nessuna ha mai
goduto della non ostilità della Chiesa né ha beneficiato di un così ampio
concorso di pellegrini. Due elementi caratterizzano il fatto di Medjugorje. Diversamente da altre apparizioni di tempi
recenti, che non hanno beneficiato del riconoscimento ecclesiastico ma sono
anzi state rigettate, l'apparizione di Medjugorje non
sembra contenere messaggi di critica dell'autorità ecclesiastica. Inoltre
l'apparizione in un Paese comunista, che è abbastanza occidentalizzato,
tollerante e sensibile al flusso della valuta e quindi a trarre profitto
dall'evento costituisce un'altra dimensione di successo. Gioca certamente nella
popolarità dell'apparizione di Medjugorje il ruolo
che la visione del mondo di Giovanni Paolo II pone su di essa. Se il comunismo
è il peccato contro lo Spirito Santo, come il papa ha dichiarato nella sua
recente enciclica, straordinarie manifestazioni dello Spirito devono prodursi
nel mondo che è ufficialmente senza Dio con l'avvicinarsi del secondo millennio
della Cristianità. Il fascino di Giovanni Paolo II appare nell'essere un papa
in cui la dimensione istituzionale si intreccia con una visione apocalittica:
l'attesa di un intervento divino risolutore delle grandi contraddizioni della
storia. Un elemento di natura escatologica era già visibile in Pio XII e forse
anche in Giovanni XXIII. Chi non ricorda le parole di Pio XII sull'imminenza
della "primavera della Chiesa"? o quelle di Giovanni XXIII sulla
"nuova Pentecoste"? "È ancora l'inverno in tutto il suo
rigore" rispondeva Paolo VI, quasi vent'anni
dopo che le parole di speranza di Pio XII erano state pronunciate. Da Pio XII a
Giovanni Paolo II, corre una comune tensione apocalittica, che nasce dalla
sofferenza vissuta delle contraddizioni del nostro tempo. Paolo VI ebbe la grandezza di porre il dubbio sulla proposta che
la stessa Chiesa del Concilio offriva al mondo. Pio XII e Giovanni Paolo II in
tempi diversi hanno trasferito il dubbio nelle soluzioni ecclesiastiche
esaltando la speranza nell'intervento divino oltre le regole dell'ordine
storico. Le apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917 sono il nesso che
unisce Pio XII e Giovanni Paolo II oltre i pontificati
"non-fatimiti". Il messaggio di Fatima contiene un segreto ma il
segreto manifesta a un tempo la possibilità della sciagura e il motivo della
speranza. Questo doppio registro è implicito in tali messaggi. Il problema è
però altro. Vi è una sintonia del linguaggio apocalittico con le frustrazioni
dell'esperienza comune. Si verifica qui un'antica consuetudine. Assistiamo oggi
alla grande ricaduta delle speranze occidentali: sorge il dubbio sul modello
stesso della civiltà che andiamo costruendo. Vi sono figure laiche della
tensione apocalittica: e movimento ecologico potrebbe considerarsi una
espressione di questo sentimento, non a caso il suo linguaggio è la
contestazione di un modello di civiltà. Questo è un segno non piccolo di un
fatto maggiore: vi è un senso diffuso che non si può concepire la nostra storia
come la semplice riproduzione di se stessa, perché da più generazioni essa va
oltre se stessa in una direzione ignota. Sorge la domanda se il mondo che
costruiamo oltre l'ambiente naturale all'uomo corrisponda a una possibilità del
reale, abbia dunque una direzione, un significato, un punto di equilibrio che
vada al di là dell'affannoso andare oltre se stesso. Ci si domanda se ci sia
qualcosa come un dio, immanente o trascendente, a questo processo che sia come
il senso e la direzione di un movimento che ci supera. Il linguaggio religioso
ha possibilità di espressione appunto perché non si trascina nelle dure leggi
del produrre ma interpreta la dinamica del sentimento profondo di colui che produce.
Ci dice come gli uomini vivono il senso delle loro azioni, come avvertono il
loro destino, individuale e soprattutto collettivo, è una testimonianza che
richiede in ogni caso interpretazione, perché dice il non abitualmente detto, e
per questo esprime il più radicalmente vissuto. Medjugorje
come fenomeno di massa esprime il bisogno di altro dalla storia ed è un fatto
questo che prescinde da ogni lettura credente, o non credente del fenomeno. Vi
è dunque qui più che la ricerca del miracolo: vi è in qualche modo
l'invocazione del senso. Sta nascendo una religiosità del futuro e si rivolge a
una comunicazione oltre il tempo per poter abitare il tempo senza timore. Essa
non assume forme istituzionali. La dimensione apocalittica di Giovanni Paolo II
si è come imposta al rigore e perfino al rigetto con cui la Chiesa da molti
anni ha affrontato lo "straordinario" religioso. Ma la ricerca di
senso oltre l'esperienza comune fa parte di un mondo che in tutti i campi va
oltre l'esperienza comune. Oggi l'uomo cerca di raggiungere le frontiere del
tempo, dello spazio e della materia e teme di trovarvi la propria solitudine e
di produrre la propria sciagura. Per questo egli oggi articola in forme diverse
una domanda di senso.
Baget Bozzo esprime bene la volontà di
distruzione dei cattolici, anche quando la chiesa cattolica si rende conto del
pericolo. Il fotografo che ha scoperto la truffa nel 1985 viene, di fatto,
silenziato dalle voci di esaltazione del fenomeno che diventa oggetto di
articoli, discussioni, interrogazioni, trasmissioni televisive a cui si
chiamano i cittadini a partecipare. In tutte queste trasmissioni televisive, in
tutti questi dibattiti, non si dice mai che è una truffa. Eppure il fotografo
aveva sorpreso i frati francescani a scrivere i messaggi della madonna. Li
aveva accusati pubblicamente di essere dei truffatori dopo che era andato a Medjugorje spinto dalla sua fede cattolica. Si allontana il
sospetto della truffa come se la presenza della madonna non potesse essere
messa in discussione. Viene organizzata una vera e propria campagna del terrore
contro chi mette in discussione l’esistenza del dio padrone di cui, le
apparizioni della madonna, dimostrano la “realtà fattiva”.
Per poter alimentare
la “devozione popolare” in funzione antisociale, le critiche ufficiali vengono
silenziate. Un silenziatore che trova nelle voci della chiesa cattolica, fra
annunci e smentite in cui il “fedele” può “credere ciò che vuole” basta che
continui ad essere massa di manovra politica per la chiesa cattolica, il
miglior sistema per mettere a tacere ogni critica.
Un esempio
chiarificatore si ha nell’articolo apparso su La Repubblica il 2 settembre
1986. La smentita si riferisce ad un crescendo di aspettative dell’imminente
arrivo della madonna. L’attesa del cattolico per quelle gemme di fico che
annunciano la fine del mondo e l’arrivo del suo cristo Gesù per il giudizio
universale.
la
Repubblica - Martedì, 2 settembre 1986 - pagina 16
I
luoghi in cui è stata vista la Madonna
NON C' E' UNA MAPPA DELLE APPARIZIONI DICE
IL SANT' UFFIZIO
CITTÀ DEL VATICANO
- Non esiste alcuna "mappa" delle più recenti apparizioni della
Madonna fornita dalla Congregazione per la dottrina della fede, ex
Sant'Uffizio. La smentita è venuta ufficialmente dalla Sala stampa della Santa
Sede in seguito a notizie circolate nei giorni scorsi, secondo le quali il
dicastero vaticano avrebbe reso noto una lista di apparizioni miracolose
avvenute in Italia e all'estero. In realtà, si sa soltanto di un caso
certamente all'esame della Congregazione romana: quello delle apparizioni della
Madonna a Medjugorje, paese dell'Erzegovina, in
Jugoslavia, sulle quali la Santa Sede si è riservata di pronunciare un
giudizio. Medjugorje è attualmente meta di folti
pellegrinaggi provenienti anche dall'estero, ma sul fenomeno è diviso lo stesso
episcopato jugoslavo. La Santa Sede, d'altra parte, ha proibito ai vescovi
italiani di organizzare pellegrinaggi ufficiali al luogo delle apparizioni.
La chiesa cattolica
non vuole essere coinvolta nel sospetto di essere la reale artefice della
distruzione della Jugoslavia. Per questo motivo impone ai vescovi jugoslavi la
massima prudenza e nello stesso tempo continua a mantenere le distanze
ufficiali dai preti cattolici che, invece, sono delegati ad alimentare il
fenomeno del fanatismo di massa. Nel contempo, in via ufficiosa, spinge i
preti, “i pastori di anime e di carne umana” ad alimentare il fenomeno delle
devozioni.
Il caso di don Bruno
è un caso emblematico di come si diffonde in periferia la truffa della chiesa
cattolica per alimentare la fede in Medjugorje. Agli
annunci di “prudenza” delle gerarchie fa seguito il fanatismo alimentato, in
via ufficiosa, dalle stesse gerarchie che predicano la “prudenza”. Così La
Repubblica il 23 novembre 1986 riporta il caso del fanatismo religioso ligure
che viene ben supportato dagli operai della regione:
la
Repubblica - Domenica, 23 novembre 1986 - pagina 14
Leonardo Coen
Storia del parroco
di un paesino ligure e della profezia venuta da Medjugorje
E DON BRUNO RACCONTO' IL MIRACOLO HO VISTO UNA LUCE
MERAVIGLIOSA
BORGIO VEREZZI - La
Madonna non l'ha vista. Ma tante luci abbacinanti, quelle sì, proprio come ci
si aspettava che succedesse. Perché un paio di mesi fa la Vergine Maria Regina Pacis che da cinque anni appare ai veggenti di Medjugorje instancabilmente ogni sera alle sette meno un
quarto, avrebbe confidato: "È tempo che io riappaia in Italia, farò luce
su Balestrino e Bonate". Di Bonate
non sappiamo. Di Balestrino cinquecento abitanti in val Varatella,
entroterra di Loano invece c'è la testimonianza del parroco di Verezzi, don Bruno Oddone, mite
curato sessantatreenne, corpulento, occhiali e ciuffo solitario sulla pelata:
"Stavo con sei donne al santuario di Bergalle
sul monte Croce, quando ho visto cose meravigliose: erano le 8 e 30, lo scorso
6 novembre, giorno di san Leonardo". Ad ascoltarlo, domenica 9 novembre, i
parrocchiani di Verezzi nella quattrocentesca chiesa
di san Martino: non c'era sorpresa né stupore: quasi tutti avevano saputo degli
strani fenomeni di luce che avevano sconvolto le sei beghine ed il loro prete,
fenomeni del resto non nuovi da quelle parti. La prima volta che la Madonna
fece capolino fu il 5 ottobre del 1949, in un bosco chiamato Ruchei, sorprendendo la pastorella Caterina Richero di 9 anni, la sorella Maria e un'amichetta. Poi,
per altre 134 volte la Madonna era riapparsa, l'ultima volta nel 1971, spesso e
volentieri conversando con Caterina. Ma il vescovo di Albenga, Raffaele De Giuli, non ne volle sapere. I compaesani di Caterina si
autotassarono e costruirono nel '51 una cappelletta
sul luogo della visione. Dopodiché, nel corso degli anni, vennero su un grosso
parcheggio, un piazzale, una scalinata di 33 gradini, tutti naturalmente abusi
edilizi. Adesso è in atto la procedura del condono ma il sindaco democristiano
di Balestrino, Antonio Beccaria, fa sapere che potrebbe essere incamerate dal
comune... La Madonna ogni cinque del mese e a mesi alternati compariva sul
monte Croce, e la Chiesa nemmeno pensava di consacrarle la cappella. Col passar
degli anni il pellegrinaggio a Balestrino scemò, Caterina Richero
divenne pensionata e tutto rientrò nella normalità. Si riparlò del clero di Borgio e della zona soltanto in occasione di una
rappresentazione teatrale, otto anni fa, quando nel 1978 sul sagrato della
chiesa di sant'Agostino, l'attrice di colore Vicki
Williams si spoglia, mostra l'esuberante seno. Il pubblico apprezza. Tempo
cinque secondi e il parroco, don Bruno Oddone,
scandalizzato per l'irriverenza, aveva tagliato i fili. Oggi che le televisioni
di Stato offrono ben altro (don Bruno ha in canonica un apparecchio
ultramoderno...), il parroco è diventato più tollerante. Di don Bruno, si dice
che è un prete "moderno, concreto, che bada al sodo". Insomma, non un
uomo da "visioni". "Eppure è capitato - racconta lui - stavamo
alla Scala Santa, le donne recitavano le giaculatorie, quando ho visto il sole
ruotare, girare verso il mare da cui era sorto. Rimasi impietrito, abbagliato
da una luce gialla così forte che non saprei descrivere. Prima giallo, per tre
minuti. Poi rosso, altri tre minuti. Così, per almeno quindici volte. Alle
donne dico di pregare la Madonna, perché è lì che è apparsa, la prima
volta...". Don Bruno sostiene con forza quel che dice, nella mano destra
stringe un libretto di Piero Mantero, pubblicato di
recente, una lunga intervista a Caterina Richero, la
storia delle sue visioni, lire 14 mila. Quanto mai tempestivo... curioso, visto
che della Madonna di Balestrino non si parlava più. In paese, i 2.490 abitanti
sono divisi, come un tempo guelfi e ghibellini si spartivano Firenze. Chi crede
in don Bruno e nelle sue visioni, chi intravede un'operazione per dirottare i
pellegrinaggi dalla Jugoslavia alla Liguria". "Ma anche un cacciatore
ha visto le luci" si difende don Bruno. Ha ragione: nel senso che c'è
"Radiccia", nota doppietta di Finale
Ligure, che ha confermato le visioni. Stava in attesa del passo dei colombacci,
quella mattina del 6 novembre, quando gli è sembrato di scorgere in cielo luci
dorate e un manto azzurro luminosissimo, luci dorate e un manto azzurro
luminosissimo, forse una figura di donna... Radiccia
non è un baciapile, lo difendono i compagni della Piaggio di Finale (1.500
operai), è in piena crisi mistica. Che succederà il giorno dell'Immacolata?
"Non lo so - risponde lesto don Bruno - io, ripeto, la Madonna non l'ho
vista né ci ho parlato. Non ho alcun messaggio da diffondere. Se avverrà
qualcosa, sarà una sorpresa anche per me. So solo che una delle donne che era
con me è rimasta scottata in faccia e che un'altra, probabilmente per lo choc,
si è riempita tutta di eczema". Insomma, allontaniamo i sospetti di speculazione.
Il vescovo di Albenga Alessandro Piazza ha chiesto un rapporto, "presunte
apparizioni di Balestrino". Il vicario Forneo,
superiore diretto di don Bruno, ripete quel che da sempre si sa: la Chiesa è
cauta su questi fenomeni.
Il fanatismo religioso
si intreccia con gli affari: che cosa sono i fedeli se non bestiame dal quale
mungere il denaro? Pronti a sacrificare anche il minimo vitale, se serve, per
il loro padrone, il loro dio, la loro madonna? Perché non alimentare quella
volontà di sacrificio personale in funzione del loro dio padrone esaltando la
santità del dolore? E gli affaristi si affiancano alla chiesa cattolica per
alimentare il fenomeno che porta loro denaro e ricchezza alla faccia dei
“fedeli”.
Si muovono anche
necessità di controllo politico e sociale. I cattolici lombardi, a corto di
argomentazioni politiche razionali, devono ricorrere al fanatismo con cui
alimentare le possibilità di raggiungere forme di potere. Come per Comunione e
Liberazione, una delle ali fanatiche del cattolicesimo che usa Medjugorije per fissare i giovani, incapaci di ogni analisi
critica della realtà, in una dimensione di sottomissione e dipendenza
dall’organizzazione.
Se si vuole conoscere
come è degenerata la situazione in Jugoslavia e come è degenerata la situazione
sociale e culturale in Lombardia e in Veneto, è necessario fare una ricerca sul
fanatismo che la chiesa cattolica ha alimentato al fine di salvaguardare i
propri interessi.
Un articolo di La
Repubblica del 30 dicembre 1986 chiarisce il meccanismo dell’uso sociale fatto
dalla chiesa cattolica del fanatismo religioso imposto all’infantilismo in cui
costringeva i giovani:
la
Repubblica - Martedì, 30 dicembre 1986 - pagina 13
di LAURA ASNAGHI
Una carovana di
diecimila giovani fedeli italiani in visita a Medjugorje
CAPODANNO IN JUGOSLAVIA SOGNANDO MIRACOLI
MILANO Per la fine
' 86 Medjugorje, la Lourdes jugoslava che fa
proseliti tra i teen-agers, organizza il primo grande
raduno di massa in occasione del quinto anniversario dell' apparizione della
Madonna. Si calcola che al meeting parteciperanno circa 800 mila persone,
presenze da record che fanno di questo luogo sacro una delle mete preferite per
il Capodanno religioso. Dall' Italia è prevista per oggi la partenza di 10 mila
giovani che formeranno una lunga carovana. Molti sono già stati a Medjugorije, ma vi tornano per vivere insieme ad amici e
parenti questo mistero di fede. Per la trasferta è stato scartato l' aereo: non
tanto per i costi ma perché poco consono a un tour che non ha scopi turistici.
Tutti in pullman, quindi, con zainetti spartani: panini, bibite e pochi oggetti
di culto. Alla frontiera, infatti, lasciano passare solo un crocefisso e un
rosario a testa, il resto viene sequestrato e restituito al ritorno in quanto è
considerato materiale poco gradito. I giovani che raggiungeranno Medjugorje, dopo un viaggio stressante di 15-20 ore,
saranno per lo più lombardi: il nucleo forte dei pellegrini è costituito da
ragazzi di Milano, Lecco e di una miriade di piccoli paesi della provincia. Ci
saranno anche molti abitanti di Sesto San Giovanni, i più francescani della
carovana religiosa, che viaggeranno a bordo di camion su scomode panchine. L'
esercito dei 10 mila italiani (quelli del Sud si imbarcheranno a Brindisi e ad
Ancona su speciali traghetti per la costa della Jugoslavia) parteciperà al
raduno di Capodanno insieme a centinaia di migliaia di giovani provenienti da
tutto il mondo, Africa e Sud America compresi. Il programma della veglia è
degno di un penitente che vuole espiare tutte le sue colpe. Domani mattina all'
alba ritrovo nei campi che circondano l' unica chiesa del paese: ma dentro ci
sarà posto (in piedi) solo per 4 mila fedeli, tutti gli altri dovranno invece
accontentarsi dell' aria aperta e della terra battuta. Ad attirare una massa di
fedeli così numerosi a Medjugorje pare siano proprio
i misteri di fede proposti da Nostra Signora Gospa,
come viene chiamata in jugoslavia. Nelle sue
frequenti apparizioni, sembra non abbia lanciato solo messaggi di pace ma anche
indicazioni precise per i giovani inquieti del 2000, turbati dalla droga, dalle
ansie, dalle incertezze e persino dalla paura dell' Aids.
Tomislav Vlasic ha
ottenuto, di fatto, l’appoggio dei politici conservatori italiani e quello dei
cattolici in funzione anti Jugoslavia. Le autorità jugoslave sono ben
consapevoli del pericolo, ma non hanno strumenti ideologici per fronteggiarlo.
Per contro, in Italia, la chiesa cattolica alimenta il fanatismo. Un fanatismo
dal quale la chiesa cattolica di Jugoslavia cerca di prendere le distanze. La
guerra contro la società jugoslava non è avvenuta con un attacco frontale, ma
con l’azione di smembramento ideologico dei cittadini ai quali si sono sommate
le illusioni ideologico-religiose. Medjugorije è un atto di guerra nel quale la chiesa
cattolica jugoslava non vuole essere coinvolta. Per contro, Comunione e
Liberazione, attraverso la quale Formigoni diventerà presidente della
Lombardia, sfrutterà a fondo Medjugorje sia per
alimentare il fanatismo religioso in Lombardia sia per usare il fanatismo
religioso in funzione anti Jugoslavia.
Siamo alle porte
della guerra civile jugoslava e interessi diversi si fronteggiano. Ora che le
tensioni sono state avviate, alla chiesa cattolica non resta che farsi da parte
per gestire il dopo guerra civile:
la
Repubblica - Domenica, 15 febbraio 1987 - pagina 16
Il
comunicato ieri sull' Osservatore Romano
PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJIE ORA LA CHIESA LI HA VIETATI
ROMA (o.l.r) Le autorità religiose della Jugoslavia hanno vietato
i pellegrinaggi e le manifestazioni di culto per le presunte apparizioni di Medjugorje. Il provvedimento è stato ufficialmente adottato
dalla Conferenza episcopale jugoslava, che, per cercare di far luce su quanto
sta avvenendo nella cittadina, ha istituito una nuova commissione d' inchiesta
(questa volta episcopale) in sostituzione di quella diocesana nominata in
precedenza dal vescovo di Mostar, sotto la cui giurisdizione si trova Medjugorje. La notizia è apparsa ieri sull' Osservatore
Romano con il titolo Comunicato stampa su Medjugorje
firmato dal cardinale Franjo Kuharic,
presidente della Conferenza episcopale jugoslava, e dal vescovo di Mostar,
monsignor Pavao Zanic. L'
intervento è un sostanziale colpo di freno alla crescente ondata di euforismo collettivo che da qualche tempo si sta
verificando intorno alle apparizioni della Madonna a Medjugorje.
Le autorità ecclesiali si mostrano caute e vogliono capire e vederci chiaro
prima di pronunciarsi e invitano i fedeli alla prudenza.
Noi, proclama a gran
voce la chiesa cattolica in Jugoslavia, siamo contro questa ondata di
fanatismo. Non accusate noi, come gerarchia della chiesa cattolica, ma questi
fanatici: come se i fanatici cattolici non fossero contigui alla chiesa
cattolica.
Mentre il fanatismo
continua ad imperversare, l’affare dei viaggi religiosi alimenta ulteriormente
il fanatismo. La necessità di guadagni da parte delle agenzie di viaggi
rappresenta un finanziamento alla diffusione del fanatismo religioso in
funzione antisociale. Interessi religiosi, interessi economici e interessi
politici si intrecciano in una mistura esplosiva le cui conseguenze a media
scadenza non sono intuibili dalla comunità internazionale che vede,
nell’abbattimento della Repubblica della Jugoslavia, una fonte di guadagno per
l’intero sistema capitalistico ed industriale occidentale. Come la distruzione
della Germania Orientale fu l’inizio della distruzione dell’economia della
Germania occidentale, così la distruzione della Repubblica Jugoslava,
nell’ultimo decennio del millennio, è stato il preludio del tramonto economico
e politico dell’Europa che si concretizzerà col fallimento della politica anti
araba di Bush.
Le agenzie di viaggio
alimentano il fanatismo cattolico così che, i fanatici cattolici sono indotti a
pagare le agenzie di viaggio per soddisfare il proprio bisogno di fanatismo. A
questo proposito c’è un articolo di La Repubblica del 13 ottobre 1990, a
ridosso della tragedia Jugoslava, che scrive:
la
Repubblica - Sabato, 13 ottobre 1990 - pagina 23
PIETRO VISCONTI
Ravenna, alla borsa
mondiale del turismo religioso i reverendi manager invocano più
"spiritualità"
PRIMA A LOURDES, POI AL NIGHT
La protesta dei
preti ' Basta tour blasfemi' 1800 santuari e un fatturato di 5000 miliardi l'
anno. Dice Monsignor de Panfilis: "Se la spinta
degli operatori è solo far soldi, un viaggio può veramente cominciare in una
basilica e finire in una discoteca..."
RAVENNA I clienti
non gli mancano, anzi: solo in Italia, l' anno scorso, ne sono circolati 15
milioni, e il numero raddoppia allargando l' orizzonte all' Europa. Non gli
mancano nemmeno le prospettive di sviluppo, che sono addirittura incalcolabili
pensando ai mille nuovi itinerari verso gli antichi monasteri dell' Est
post-comunista. E non gli può certo mancare, date le premesse, un supergiro d'
affari: è stato stimato in 5 mila miliardi il fatturato legato al movimento che
fa perno sui 1800 santuari del nostro Paese. Sembrerebbe proprio aver tutto, il
turismo religioso, per essere l' orgoglio dei pastori della Chiesa. Invece
ieri, all' inaugurazione della prima Borsa mondiale organizzata a Ravenna per
far incontrare gli operatori del settore, eccellenze e reverendi hanno lanciato
l' allarme: al turismo religioso degli anni Novanta manca nientemeno che un po'
più di religione. L' ha detto subito, appena messo piede sotto l' avveniristico
cupolone del palasport regalato alla città da Raul Gardini e che fino a domani
ospita la manifestazione, l' arcivescovo Ersilio
Tonini: Il turismo verso i luoghi della fede ha affermato ha bisogno di essere
spiritualizzato. Vorremmo che per primi se ne rendessero conto gli operatori
raccolti qui. E l' ha ripetuto, poco dopo, il rappresentante della Santa Sede
monsignor Giovanni Cheli. Che cosa sono mai, si è
chiesto davanti a una platea di preti-manager di viaggi organizzati in nome di
Dio, quei sempre più numerosi pellegrinaggi dove un autista urla al microfono
siamo a San Pietro, ci rivediamo tra un' ora e non c' è alcuna traccia di
assistenza spirituale? Scommessa ambiziosa, quella di offrire ai professionisti
del turismo in partenza dalle parrocchie l' occasione di moltiplicare gli
affari e, contemporaneamente, chieder loro il fioretto di proporre viaggi
attenti più alla contemplazione che all' evasione. Come dovrebbero regolarsi,
facciamo un caso, i disinvolti animatori di Viloratour,
agenzia napoletana con stand di prima fila alla rassegna ravennate? A pagina 11
del catalogo, una combinazione Costa Azzurra-Lourdes-Parigi
viene pubblicizzata con una foto del Lido, il famoso music
hall con spettacolini soft-core di ballerine seminude. Non è una svista. E' che
questo è il piatto forte di Viloratour. Un po' di
mare, quattro giorni di messe e rosari alla grotta di Bernadette, e infine gli
splendori e le tentazioni di Parigi. E spesso, parola dei due giovani addetti
allo stand, qualche pellegrino si concede pure il brivido dello spogliarello.
Forse la foto del Lido a pagina 11 non c' entra, ma è un fatto che la
combinazione Costa Azzurra-Lourdes-Parigi ha raccolto
quest' anno prenotazioni sufficienti per organizzare 300 viaggi. Si capisce,
qui siamo all' estremo della mondanizzazione.
Tuttavia il rischio che sotto l' etichetta di turismo religioso trovi
legittimità il turismo edonistico viene avvertito al di là delle forse
involontarie confessioni di qualche isolato operatore. Ne parla apertamente
monsignor Edmondo De Panfilis, che per 15 anni è
stato delegato della Conferenza episcopale per i problemi del turismo. Quando i
programmi sono stilati sulla spinta di motivazioni di fede questo gli ha
insegnato la sua esperienza pericoli non ce ne sono. Ma, vede, se la spinta è
solo far soldi, un viaggio può veramente cominciare in una basilica e finire in
un night. Tremila metri quadrati di esposizione, 91 agenzie in rappresentanza,
oltre che dell' Italia, di Austria, Egitto, Gran Bretagna, Israele, Polonia,
Portogallo e Jugoslavia, alle spalle un apparato organizzativo che vede alleati
la diocesi di Ravenna e le istituzioni locali, la Borsa del Turismo religioso
(battezzata Itinera, alla latina) è inevitabilmente
destinata a navigare tra gli appelli alla spiritualità e le leggi degli affari.
Lourdes e S. Antonio: ovvero due capisaldi storici del turismo cristiano. Qui
come a Loreto o ad Assisi o a Caravaggio, per non parlare di Roma l' afflusso
si misura in milioni di presenze all' anno. E' la hit parade in cui ha appena
conquistato un posto anche Medjugorje, il paesino
jugoslavo dove da dieci anni (tutti i giorni assicura un dépliant) sei giovani
asseriscono di vedere la Madonna. Paradosso: siccome le visioni non sono ancora
state riconosciute dalla Chiesa, gli unici a vendere pellegrinaggi a Medjugorje sono le agenzie laiche. Quelle di matrice
religiosa lasciano perdere per non scavalcare il magistero. Ma dall' anno
prossimo i paolini della Ivet, un gigante che muove
70 mila fedeli all' anno, aggireranno il tacito divieto organizzando un tour ai
santuari della Jugoslavia che comprenderà anche la nuova e un po' imbarazzante
stella del turismo religioso.
Delle conseguenze
delle azioni, non frega nulla a nessuno. Il fanatismo è alimentato in funzione
degli affari e gli affari alimentano il fanatismo. Ogni voce che mette in
guardia e che provenga dal basso, dalla gente o da politici locali, viene
censurata con violenza.
Il terrore viene
diffuso da Comunione e Liberazione, e da altre organizzazioni cattoliche che,
fingendo di opporsi alla gerarchia della chiesa cattolica, di fatto ne
esprimono i reali intendimenti.
I laici, cattolici
per educazione e convinzioni religiose, sono fra i maggiori sostenitori
dell’integralismo fanatico cattolico. Spesso gli interessi politici del
dissolvimento della Jugoslavia fa passare in second’ordine
i mezzi che vengono usati per aggredire l’unità dello Stato Jugoslavo. L’uso
del fanatismo cattolico è sempre stato un mezzo di destabilizzazione sociale
specialmente nei confronti di quei cittadini che, particolarmente sensibili ai
bisogni sociali, potrebbero reagire alla distruzione della società.
Il “gioco dei
bussolotti”, inteso come rappresentazione teatrale di una gerarchia cattolica
che non deve essere coinvolta e della necessità della gerarchia cattolica di
distruggere la Jugoslavia per interesse religioso, è ben rappresentato in un
articolo del giornale La Repubblica del 04 gennaio 1991:
la
Repubblica - Venerdì, 4 gennaio 1991 - pagina 21
di SILVIA GIACOMONI
Le "apparizioni"
della Madonna non sono eventi soprannaturali
IL MIRACOLO DI MEDJUGORJE
SCONFESSATO DALLA CHIESA
Ma i fedeli
accorrono a migliaia Il documento dei vescovi jugoslavi, redatto il 28
novembre, era stato tenuto segreto per non turbare i credenti. Il business dei
viaggi nel piccolo paese dell' Erzegovina ha "scavalcato", però,
anche le ferree disposizioni emanate in questo periodo dal Vaticano
MILANO L' agenzia
Pellegrinaggi nuovi ieri è stata tempestata di richieste di prenotazione per i
prossimi viaggi a Medjugorje. L' aumento della
curiosità per le apparizioni della Vergine nello sperduto villaggio dell'
Erzegovina pare dunque il primo risultato della pubblicazione di un testo
tenuto segreto dal Vaticano. Un testo redatto il 28 novembre scorso dall' assemblea
dei vescovi jugoslavi e reso noto da un' agenzia romana di stampa in cui si
legge: Sulla base delle ricerche finora condotte, non si può affermare che si
tratti di apparizioni soprannaturali oppure di rivelazioni. La Madonna di Medjugorje è un falso? I sei pastorelli che da dieci anni
le parlano ogni sera sono degli impostori? E il presidente Bush che si è
intrattenuto con uno di loro per ben venti minuti è stato imbrogliato? Il
diplomaticissimo documento non dice questo e il grande marianologo
René Laurentin, che alle verità di Medjugorje ha dedicato molti ponderosi volumi, lo
interpreta a modo suo dicendo: Attenzione! Il carattere sovrannaturale delle
apparizioni non è accertato ma non è nemmeno escluso. Quindi passa ad elencare
i meriti di Medjugorje: Questo è il luogo al mondo
dove avviene il maggior numero di confessioni: ci vogliono fino a 15O
confessori al giorno. E' il luogo dove c' è la più forte proporzione di
confessioni, conversioni che rigenerano vite materialiste o pervertite, fanno
rivivere coppie separate, inspirano iniziative umane e spirituali fruttuose. I
vescovi jugoslavi e gli uomini del Vaticano le sanno, queste cose che dice Laurentin. Sanno che i pellegrini accorrono a milioni a Medjugorje perché in tutta buona fede credono al miracolo
e, credendoci, sono pronti ad aprire il cuore a un' esperienza di fede
straordinaria. Ma sanno anche che c' è chi gioca spudoratamente sulla buona
fede dei pellegrini. Sanno che Medjugorje è meta
anche di curiosi felici di trovarci pure un bordello. I vescovi sono convinti,
soprattutto, che i messaggi della Vergine ai pastori, anche se sono autentici,
non aggiungono nulla di nuovo alla rivelazione. Cosa raccomanda la Madonna
tramite i pastori? Di pregare per la pace, di amare il prossimo. Tutte cose che
un buon cristiano dovrebbe già sapere. Il documento dei vescovi jugoslavi è
stato tenuto segreto proprio perché le gerarchie ecclesiastiche sanno che
tantissimi cattolici la pensano come il marianologo Laurentin. E non volevano deluderli brutalmente. Non
volevano creare sfiducia e magari ribellione nei confronti dei vescovi che,
dopo avere affermato la natura non sovrannaturale delle apparizioni, si sono
posti anche il problema di come gestire la spinosissima faccenda. E hanno
stabilito di aiutare il vescovo di Mostar, nella cui diocesi si trova Medjugorje, perché i pellegrini possano essere accolti con
spirito cristiano, perché il soggiorno in quello sperduto paese dell'
Erzegovina possa comunque rappresentare un momento di autentica preghiera. Il
Vaticano non osa proibire i pellegrinaggi a Medjugorje.
Ha tenuto segreto il documento per preparare l' animo dei fedeli ad accogliere
la triste verità sui miracoli di Medjugorje senza
troppi traumi. Il Vaticano vorrebbe insomma cambiare il carattere ai pellegrinaggi
che, a tanti anni dal fatidico 24 giugno 1981 in cui la Vergine comparve sulla
collina di Podbrdo, seguitano a essere assai
avventurosi. Il signor Eliseo Rusconi, titolare di un' agenzia di viaggi a
Lecco, ricorda il suo primo viaggio a Medjugorje nel
1983: Allora c' era solo la chiesa, quattro gatti di abitanti e se uno aveva
bisogno dei servizi doveva andare in mezzo al prato. L' albergo più vicino era
a venti chilometri: una topaia. Ma io ho vissuto lì un' esperienza tale che ho
deciso di dedicare la mia professione all' organizzazione di pellegrinaggi a Medjugorje. Era una cosa da matti, ma l' ho spuntata. Hanno
capito che si dovevano adeguare alle esigenze dei pellegrini. Poi hanno
cominciato a rientrare gli emigrati che hanno ingrandito le case, installato i
bagni, costruito le pensioncine. E' stato un crescendo di persone e nel 1990 ce
ne ho portate diecimila. Ma non è un gran business, mi creda. Un pellegrinaggio
di cinque giorni in pullman lo vendo a trecentosessantamila lire; uno di
quattro, in aereo, lo vendo a cinquecentoventi. I pellegrini arrivano al
villaggio e si trovano confusi in folle da spiaggia romagnola. Le messe, le
confessioni, i colloqui coi veggenti, le preghiere si svolgono in un' atmosfera
che è molto difficile definire religiosa. Nel 1990 Medjugorje
è stata la meta di un milione di pellegrini da tutto il mondo. Per quello che
riguarda l' Italia la stima è difficile da fare perché i tour leader che
organizzano i grandi pellegrinaggi sono proprietà di questa o quella diocesi e hanno
ricevuto dai loro vescovi la proibizione di organizzarne a Medjugorje.
Qualcuna bara inserendo Medjugorje nei viaggi di
vacanza estiva in Jugoslavia. Ma resta un grande vuoto che è colmato dalla Jugo Tour, l' agenzia turistica jugoslava, da Pellegrinaggi
nuovi, dalla Rusconi, da Radio Maria e poi da certi parroci indifferenti agli
inviti vaticani alla prudenza e soprattutto dai tantissimi Comitati Medjugorje, organizzazioni in cui si espongono
fondamentalmente i laici che poi si portano appresso il prete come assistente
spirituale. I parroci che di fronte a Medjugorje si
trovano sulla stessa lunghezza d' onda dei loro parrocchiani, sfidano il
Vaticano e i vescovi anche quando dicono la messa e ci inseriscono delle
preghiere alla Vergine di quello sperduto paesino. Nel contrasto su Medjugorje si manifestano le due anime della Chiesa di
Roma. Molti sono convinti che il papa stesso, tanto devoto alla Madonna nera di
Czestochowa, sarebbe favorevole anche alla Vergine di
Medjugorje. Pronti a credere alla verità
soprannaturale delle apparizioni sono i cattolici tradizionalisti o che fanno
capo a movimenti come quello dei carismatici o tipo Comunione e Liberazione. Il
marianologo Laurentin che
difende Medjugorje a spada tratta ha la stessa storia
del cardinal Ratzinger: in gioventù è stato progressista, ma poi si è
convertito alle ragioni della tradizione. Tutte queste persone hanno trovato
straordinario, al principio, il fatto che la Madonna apparisse in un paese
dell' Est, forse per sgretolare il comunismo. Oggi che il comunismo non fa più
paura, continuano a difenderla perché amano la religione che, legata al magico
del soprannaturale, crea il consenso sociale.
E’ lo stesso ed
identico modo di usare il “don Ciotti” che finge di opporsi alla mafia per
proteggere i giochi delle gerarchie vaticane che, da un lato usano la mafia
(vedi tutte le iconografie dei santi e della madonna trovate nei covi dei mafiosi fino alla bibbia di Provenzano) e
dall’altro lato sono la mafia attraverso gli interessi dello IOR e gli interessi
del controllo politico del territorio (vedi Calvi, Marcinkus,
ecc.). Il don Ciotti è il fanatico che impedisce ai cittadini di vedere la
realtà politica e ideologica della mafia rinchiudendo la loro reazione
all’interno di un campo di concentramento che non sia pericoloso per la mafia o
per il Vaticano. La stessa operazione di don Ciotti la faceva il marianologo René Laurentin. “Le
gerarchie dicono delle cose, fanno delle cose, ma noi facciamo queste cose!” si
fa in modo che le gerarchie non siano messe in discussione e il don Ciotti si
guarda bene dal mettere in discussione le gerarchie o l’ideologia di mafia che
caratterizza la chiesa cattolica e il suo controllo sulla società civile. Un
controllo militare sui fedeli e sulla loro capacità critica. Un aspetto che
viene ben evidenziato da un articolo del quotidiano La Repubblica del 04
gennaio 1991:
la
Repubblica - Venerdì, 4 gennaio 1991 - pagina 21
m c
Lecco, "Per
noi resta un atto di fede"
GLI IRRIDUCIBILI DI "RADIO
MARIA"
MILANO La voce
registrata di don Mario Galbiati legge l' ultimo
messaggio attribuito alla Madonna da Medjugorje,
quello del giorno di Natale. La segreteria telefonica, che ripete in
continuazione le parole riferite dai veggenti jugoslavi, è in funzione come
ogni giorno, e nessuno si è sognato di aggiungere, in coda al commento del
parroco, anche una sola frase sul documento dei vescovi che dubita della natura
miracolosa delle apparizioni tra i monti dell' Erzegovina. Nella sede di Radio
Maria ad Arcellasco, una frazione di Lecco, i
volontari che mandano avanti da sette anni l' emittente fondata da don Mario, e
che ogni mese trasmette in anteprima i messaggi mariani dalla Jugoslavia, non
si dicono scossi da quanto hanno pubblicato i giornali. E' una questione di
fede, capisce spiega uno di loro e gli avvenimenti esterni non possono deviare
un cammino interiore. Anzi, don Mario si mostra soddisfatto: La Chiesa non
avrebbe potuto avere altro che un atteggiamento prudenziale. E' positivo invece
che i vescovi si siano mostrati disposti ad aiutare il regolare svolgimento
della vita liturgica e l' afflusso dei pellegrini. Il telefono della radio
squilla di continuo: è l' ora di Pomeriggio con Roberta, una trasmissione
aperta al pubblico che comincia alle due meno un quarto. Auguri, saluti e
dediche da tutta Italia. Ma nessuno accenna al documento. Solo dopo mezz' ora,
un ascoltatore da Roma dice: Vorrei parlare di Medjugorje,
perché ho letto sul giornale.... La voce pacata di Roberta gli risponde subito:
Telefona in ufficio, così possiamo continuare con il nostro programma. La
maggioranza delle persone che ci seguono dice un altro volontario sono
semplici, vivono nel loro cuore il rapporto di fede e leggono poco i
quotidiani. Ma anche quelli che lo fanno, non hanno certo l' ansia di trovare
lì la verità. Il rapporto con il paesino delle visioni non è che un angolino di
Radio Maria, precisa Don Mario. Ma il legame è molto sentito. In questi giorni
don Livio, direttore responsabile della radio che, con i suoi 520 ripetitori,
diffonde in tutta Italia preghiere, rosari, canzoni religiose, è in vacanza
proprio a Medjugorije. E non solo lui. Un gruppo di
circa cento pellegrini, che si appoggiano alla comunità di Radio Maria, è
tornato mercoledì a Erba in pullman dalla Jugoslavia, e un' altra cinquantina
di persone sono invece rientrate ieri a tarda sera. Saranno loro, nei prossimi
giorni, a parlare agli altri credenti che seguono abitualmente i programmi:
Testimonianze di fede dicono alla radio non prove di eventi soprannaturali.
Ormai l’operazione
del Vaticano sta andando a buon fine. La Jugoslavia ha iniziato a dissolversi e
la Croazia, appoggiata dal Vaticano, con i suoi servizi segreti, è finalmente
riuscita a staccarsi dalla Jugoslavia.
Da un lato il
Vaticano vorrebbe chiudere la questione Medjugorije,
dall’altro lato i fanatici cattolici intendono, con l’aiuto delle agenzie di
viaggio, continuare ad alimentare il fanatismo. Radio Maria è espressione di
questo fanatismo. Mantiene i rapporti con la massa dei cattolici semianalfabeti
e pronti a considerarsi immagine e somiglianza del dio padrone e vedono, nelle
apparizioni della madonna una conferma che la loro non è ignoranza, ma sapienza
che “gli altri non capiscono”.
In quest’ottica va
letto l’articolo di La Repubblica del 6
gennaio 1991 in cui a preti cattolici, frati francescani, fanatici cattolici,
albergatori, sono assolutamente indifferenti nei confronti dei progetti di
dominio del mondo del Vaticano. Mentre il Vaticano ha bisogno di fermare il
fanatismo cattolico senza entrare in conflittualità con esso (va bene per altre
operazioni militari), i convertiti dall’euforia religiosa alimentano il
fanatismo stesso:
la
Repubblica - Domenica, 6 gennaio 1991 - pagina 21
SILVIA GIACOMONI
I veggenti dopo la
"sconfessione" della Chiesa jugoslava
"PARLINO PURE I VESCOVI QUI A MEDJUGORJE IL MIRACOLO
CONTINUA..."
Marjana la mistica:
"Anche attorno a Gesù c' era tanta gente che diffidava". La
"bocciatura" non scompone gli albergatori: "I pellegrini non
mancano, guadagneremo ancora"
MEDJUGORJE La
conferenza episcopale jugoslava ha dichiarato che le presunte apparizioni della
Madonna a Medjugorje non hanno alcun carattere
soprannaturale. Ha detto anche che sulla base delle ricerche sinora condotte
non si può affermare che si tratti di apparizioni soprannaturali oppure di
rivelazioni. Teologi e biblisti variamente commentano. Ma cosa ne pensano i
diretti interessati? Sono offesi, i veggenti che da più di nove anni si
intrattengono in colloquio con la Vergine? Si indignano, i francescani che
hanno mantenuto la fede cristiana in questa terra sperduta anche nei secoli
duri dell' occupazione turca? Sono mortificati, i pellegrini che, accorrendo a
milioni, hanno scavato sentieri negli ispidi colli che, come quinte, difendono
la piana dai venti e sono ormai tutti punteggiati di croci? E cosa dicono i
proprietari degli alberghetti, i tassisti, le donne che vendono filze di fichi
secchi? Molti pensano che siano loro, soprattutto, i miracolati: perché
finalmente si guadagnano un povero pane come tutti i concittadini che vivono
nei luoghi turistici. C' è poca gente, in questo periodo, a Medjugorje:
fa freddo, molti hotel sono chiusi e anche i veggenti ne approfittano per
andare a visitare amici e parenti. Ieri solo la diciannovenne Marjana era in casa e quando ha sentito la novità dei
vescovi non si è scomposta: La Madonna dice di pregare per tutti quindi anche
per i vescovi, ha detto. Poi ha soggiunto con un sorriso dolcissimo: Anche Gesù
ha fatto tanti miracoli e c' era gente che non gli credeva. Un pellegrino
toscano è un po' più aggressivo: Erano proprio i sacerdoti a non credere che
Cristo fosse figlio di Dio! Credono di sapere tutto, loro. Quanto a padre
Leonardo, il parroco, nasconde il disappunto dietro un sorriso cordiale: I
giornali danno le notizie a modo loro. I vescovi non possono aver detto che le
apparizioni sono false dice Leonardo avranno scritto non constat
de supernaturalitate, cioé
che il livello delle conoscenze attuali non permette di dire se sono
soprannaturali o no. Piccoli e grandi affari Di certo non lo possono escludere
conclude il parroco e sa cosa succederà? Tutto continuerà come prima, né ci
sarà alcuna ribellione contro i vescovi. I pellegrini penseranno: poveretti
loro che sono privi di quest' esperienza!. Anche il proprietario dell' Hotel
Tre Emme (Maria Madre di Medjugorje) è tranquillo: Se
i vescovi dicevano che le apparizioni sono soprannaturali avremmo avuto i
grandi pellegrinaggi ufficiali. Poiché non l' hanno detto, continueremo così
con i piccoli gruppi e i piccoli guadagni. Un solo uomo ha tuonato contro le
false notizie che vengono dall' Italia: ed è padre Jozo.
Anche lui è francescano, ed era il parroco di Medjugorje
quando la Vergine cominciò ad apparire. Dapprima incredulo, poi fermamente
convinto della miracolosità dei fatti, ha pagato con otto mesi di carcere e l'
allontanamento dalla parrocchia la sua fede testarda che lo ha opposto alle
autorità civili e allo scettico vescovo di Mostar, Pavao
Zanic. Esiliato a Tihalina,
a quaranta chilometri da qui, seguita la sua battaglia celebrando ogni giorno
una funzione di cinque ore in italiano con recita del rosario, messa,
benedizioni personali e interpretazione dei fatti di Medjugorje.
Bastano poche ore di soggiorno in questa piana di sterpi e di vigna (da quando
appare la Vergine la coltura del tabacco è stata abbandonata e ormai è rimasta
una sola mucca) per entrare in un mondo arcaico e fiabesco, dove di Jozo si favoleggia come del paladino Orlando e di Pavao Zanic come del feroce
Saladino. Aleggia anche lo spirito buono del vescovo di Spalato che ieri ha
diffuso la sua interpretazione della dichiarazione fatta con gli altri
diciannove colleghi: i vescovi non hanno accertato ma neppure hanno escluso la
natura soprannaturale delle apparizioni: quindi continuiamo a pregare! Quanto
al papa, è visto come il buon re Carlo Magno che prima o poi metterà a tacere i
cattivi. Dice padre Leonardo: Penso che il papa creda alla Madonna di Medjugorje anche se non crederà a tutto quello che si dice
di lei: la gente ha tanta fantasia!. Nel piccolo villaggio miracolato si
personalizzano i contrasti sulle apparizioni. Le persone con cui abbiamo
parlato ci hanno tutte ricordato che tra il vescovo di Mostar e padre Jozo c' era della ruggine già prima delle apparizioni per
via di certe parrocchie che i francescani consideravano proprie e che il
vescovo voleva per sé. Padre Jozo accusa il rivale di
avere fatto dietrofront, su Medjugorje, cedendo alle
pressioni dei comunisti. Abbiamo cercato di incontrare un membro del partito ma
non siamo riusciti: nessuno di qui, a memoria di uomo, è mai stato iscritto al
partito. Tutti troppo religiosi, o tutti tagliati fuori dalla vita civile: gli
uomini a fare i muratori in Germania, le donne a curare la vigna e i figli.
Storia di un ingegnere Edward Fisher di Louisville nel Kentucky a 35 anni ha
lasciato l' ingegneria nucleare per entrare come seminarista all' Università
gregoriana di Roma. Spinto dalla curiosità dello scienziato, è venuto a Medjugorje la prima volta nel marzo dell' 88 e racconta: La
cosa che più mi ha colpito, allora, è stata la semplicità della fede di chi
vive nel villaggio, la capacità di accogliere i pellegrini e la devozione di
questi nel ricevere i sacramenti. Intorno a me non vedevo isteria ma fervore.
Non trovavo distacco dalla realtà bensì pratiche religiose radicate nella tradizione
e ormai abbandonate in Europa e in America: confessioni, recita del rosario,
digiuni. Non ero però convinto del tutto della natura miracolosa delle
apparizioni. Poi, dopo una settimana, sono tornato negli Usa e nella cucinetta
della Caritas di Memphis ho incontrato un' amica che mi aveva chiesto di
pregare per lei a Medjugorje. Mi ha visto e le sono
venute le lacrime agli occhi; ha preso di tasca il rosario e me l' ha mostrato:
la catena d' argento era diventata d' oro. La sua vita era altrettanto mutata:
dalla depressione era passata alla gioia. Allora mi sono convinto, sono tornato
altre volte e sono stato testimone di un altro miracolo: tre miei compagni
hanno fissato a lungo il sole, cosa che normalmente non si può fare senza
guastarsi la vista. Lo fissavano come innamorati e dicevano quel che vedevano:
era segnato da una croce, aveva colori stupendi. L' abbiamo raccontato al
vescovo di Mostar che ha reagito dicendo: allucinazioni!. Due coniugi sulla
cinquantina, italiani, raccontano il miracolo della guarigione della figlia
durante la messa in croato e spiegano: Forse qui non contano tanto i veggenti e
i messaggi della Madonna. Qui conta il fatto che milioni di persone creano,
pregando, una zona di elevata positività che smuove il sistema emotivo. Venire
qui è come guardarsi allo specchio e domandarsi: che rapporto ho io con Dio e
con l' umanità? Da questo interrogarsi nascono molte cose. Ci eravamo
allontanati dalla religione e Dio ci ha toccati. Occorre anche questo per fare
rinascere la fede: bisogna toccare con mano.
Il fanatismo
dell’ingegnere del Kentucky, Edward Fisher, alimenta l’isteria. La voce è
passata di bocca in bocca e delle notizie della bocciatura del Vaticano delle
apparizioni della madonna non frega nulla a nessuno. Gli affari continuano. E
l’isteria si diffonde. Il bisogno patologico che l’oggetto da cui si dipende
psicologicamente non sia soltanto un’illusione, ma un oggetto reale, diventa
sempre più impellente. Così, nonostante Marjana sia
bollata dal Vaticano come una truffatrice, nessun magistrato interviene e si
accoglie l’isteria collettiva come una “testimonianza di fede”.
Isteria collettiva
indotta alimentando una patologia da dipendenza. Questioni da trattare a
livello psichiatrico perché le persone che ne sono affette non solo chiudono il
proprio futuro fissando la loro attenzione sull’oggetto della loro dipendenza,
ma agiscono nella società sabotando, aggredendo e criminalizzando chiunque
disprezzi l’oggetto della loro dipendenza: la società civile!
E’ il senso
dell’articolo apparso sul quotidiano La Repubblica del 18 maggio 1991
la
Repubblica - Sabato, 18 maggio 1991 - pagina 24
di MARAI CRISTINA CARRATU'
Ressa a Firenze per
ascoltare Viska, la ragazza di Medjugorje
"RACCONTACI LA MADONNA... MILLE FANS PER LA VISIONARIA
I fedeli:
"Fatecela toccare, vogliamo parlare alla Vergine attraverso di lei".
Chi si aspettava miracoli però è rimasto deluso
FIRENZE La Madonna
comparirà anche a Firenze, la città del peccato, dalla fede scarsa e poco
coltivata secondo il pontefice? Se lo domanda il migliaio di fedeli che ieri ha
affollato il palazzetto dello sport, per la prima giornata del convegno sulle
apparizioni di Medjugorje organizzata da un biologo
fiorentino, Pasquino Paoli. Un esordio tranquillo, senza nessuna visione della
Vergine col mantello grigio, i capelli neri e gli occhi azzurri, come la
descrivono i giovani jugoslavi che esattamente dieci anni fa ebbero la prima
visione. Gli organizzatori minimizzano, negano di attendersi cose del genere,
anche se ai lavori parteciperà una dei sei ragazzi (ma oggi i veggenti veri e
propri sono solo quattro): Viska Ivankovic,
allora diciassettenne. Golf rosa e aria sorridente, ricorda in italiano un po'
stentato quel meraviglioso 24 giugno 1981. I miei compagni mi chiamarono per
una passeggiata, come tante racconta. All' improvviso gridarono: guarda Viska, c' è la Madonna. Io non vidi nulla. Ma poi i miei
occhi, certamente per volere del Signore, si girarono e vidi anch' io. La gente
applaude commossa. Viska ha la faccia convincente,
non sembra una fanatica ma una ragazza qualsiasi. La gente la guarda con
simpatia, vorrebbe vederla da vicino, stringerle la mano. E per timore che
qualcuno possa assalirla gli organizzatori creano una specie di cordone
sanitario. Il tavolo dei relatori è circondato da grandi piante, chi vuole può
fare domande alla ragazza da un microfono, stando a debita distanza. Viska, che carattere hai? Sei mai stata cattiva da piccola?
chiede una donna. Io sono un carattere semplice risponde lei arrossendo. Viska, cosa dice la Madonna sul digiuno?. Che bisogna farlo
almeno due volte alla settimana dice lei. Il mercoledì e il venerdì. Chi sta
male può astenersi, ma chi sta bene sappia che a stare solo a pane e acqua non
succede nulla. La gente è in piedi, fa ressa al microfono, ha mille cose da
chiedere. Accanto a Viska Don Luigi Bianchi, che ha
spiegato perché le tre madonne di Medjugorie, di
Fatima e di Lourdes non si fanno concorrenza (il messaggio non è forse lo
stesso? La Madonna non è forse una sola?). Calma calma
ammonisce preoccupato Don Bianchi. Qualcuno ha raggiunto il tavolo, gli
organizzatori lo allontanano a forza. Un uomo protesta: Voglio toccare la
ragazza, voglio parlare alla Vergine attraverso di lei. Perché tante domande,
che molti vorrebbero rivolgere a Viska, in realtà
sono rivolte alla Madonna: e sono, naturalmente, domande di miracoli. Niente da
fare, però. Viska non è qui per queste cose. Chi
vuole può scrivere la sua domanda su un biglietto e depositarlo in un cesto che
domenica, alla solenne funzione che concluderà i lavori, sarà offerto alla
Vergine. E poi, con fede, dovrà mettersi ad aspettare. La Madonna di Medjugorie, del resto, ha già dato a Firenze un segno
tangibile dei suoi poteri. C' è, qui, il tredicenne Niccolò da Ponte a Cappiano, paese vicino alla città, fino al 7 dicembre 1990
costretto in carrozzella da una distonia muscolare. Malato senza speranza,
secondo i medici, come mostrano i certificati della Usl. Guarito, in piedi,
anche se un po' zoppicante, come tutti possono vedere. La mamma del ragazzo
racconta della fede del figlio, quella che lo ha salvato mentre lei era così
scettica. Di quando, dopo averla vista in sogno, Niccolò chiese di andare a Medjugorje per vedere la Madonna, di come riconobbe il
posto, di come, all' improvviso, si alzò da solo. Ma perché, Niccolò, proprio a
te? chiede la gente. Lo ha fatto per darti la fede, o perché avevi fede? Ciò
che Dio vuole si avvera, ciò che non vuole non si avvera risponde lui. Si
racconta anche di un tossicodipendente toscano portato a Medjugorie
a tradimento dai genitori e che là ha improvvisamente deciso di smettere. E
parla della sua esperienza di fede nella Madonna jugoslava anche Marcello Marrocchi, paroliere di Mina, Gianni Morandi, Massimo
Ranieri, ora scrittore di canzoni sacre. Lassù a Medjugorie
qualcosa succede di sicuro.
E nell’isteria
collettiva i miracoli passano di bocca in bocca. Non è importante che vengano
verificati. Non è importante la menzogna. Si racconta come “lui” col miracolo
abbia vinto al superenalotto e come la possibilità ci sia per tutti se il loro
numero viene estratto dalla madonna o da dio. In vita dell’affare tutti parlano
dei miracoli di Medjugorije. Purché consenta di fare
affari. Massimo Ranieri, Gianni Morandi, Marcello Marrocchi,
esaltano una madonna in vista degli affari.
I cattolici fanatici
si sprecano. Ma cosa volete che siano quattro bugie? Mica fanno male!
Fanno molto male
perché diffondono la menzogna e rubano alle persone il loro futuro. Un furto
che massimo Ranieri e Gianni Morandi hanno fatto associando il loro nome e le
loro canzonette per diffondere la menzogna e l’impoverimento della società
civile. Così le persone anziché dire: “Guarda quanto è stupido Gianni Morandi,
crede nella truffa della madonna di Medjugorije!”,
dicono “Anche Gianni Morandi ci crede nella madonna di Medjugorje!”.
E così la truffa corre di persona in persona predisponendo le persone ad altre
e più feroci truffe.
Dal momento che i
fanatici sono pronti a spendere denaro per l’oggetto del loro fanatismo, questo
diventa fonte di affari per i media che, sfruttandolo, ne amplificano gli
effetti criminali.
Si è portato in
Italia il fanatismo costruito in Jugoslavia (e vedremo come in Italia il Vaticano
tenterà di gestirlo e rinnovarlo con la madonna di Civitavecchia) e intanto gli
effetti del fanatismo religioso del Vaticano ha portato al genocidio in un
crescendo di provocazioni e contro provocazioni che risolveranno nei massacri
la Jugoslavia.
Non voglio dilungarmi
nella guerra Jugoslavia. Quello che è successo in conseguenza all’operazione Medjugorije è la ricerca di un diverso equilibrio sociale
che nasce dalle stragi che il Vaticano, con Medjugorije,
ha provocato. Riporto solo un articolo di La Repubblica che da la cronaca di un
momento culminante del conflitto:
la
Repubblica - Domenica, 22 settembre 1991 - pagina 3
dal nostro inviato FABRIZIO RAVELLI
LA TRAGEDIA
JUGOSLAVA La Dalmazia in ginocchio, bombardamenti anche a Spalato e Sebenico
A ZARA SI COMBATTE NELLA NOTTE
ZARA - La Dalmazia
meridionale è in ginocchio, straziata dalle bombe ed isolata dal mondo, mentre
i tank di Belgrado marciano in colonna sulla strada che da Mostar porta alla
costiera, centodieci chilometri a sud di Spalato. A Zara dalle dieci di ieri
sera sono iniziati violenti combattimenti attorno alle caserme. Il silenzio
cupo che ha dominato tutta la giornata è stato rotto dal rimbombo dei colpi dei
fucili, dei mitragliatori, anche dei mortai. Si sparano i miliziani croati e i
soldati serbi che difendono le caserme. L' oscuramento totale permette di
vedere chiaramente i bagliori e il fumo che salgono da una di queste, quasi
certamente in fiamme. Parecchie incursioni di Antonov
hanno illuminato il cielo con il lancio di Bengala, probabilmente chiesto dai
federali assediati. Si consuma in questa terra di straordinaria bellezza una
tragedia immane. L' intera regione è senza energia elettrica da ieri, quando a
mezzogiorno i cannoni federali hanno colpito la centrale di Konjsko,
nei pressi di Spalato. Scarseggia l' acqua e i collegamenti telefonici sono
tagliati. Riusciamo a trasmettere questo articolo con il telefono satellitare
in dotazione ai militari italiani che lavorano con gli osservatori Cee. La Marina ha minato la zona delle isole davanti a
Zara, che ora è quasi completamente isolata. Resta un solo varco di fuga
aperto, via terra verso nord sull' isola di Pag. Si combatte duramente a
Spalato, mentre Sebenico è massacrata dai cannoni e
dalle incursioni dei Mig da lunedì senza requie. I
federali avrebbero usato bombe chimiche. Trentacinque italiani che tornavano
dal santuario di Medjugorje sono bloccati,
probabilmente a sud di Spalato. Si tenta di farli partire con un traghetto dal
porto di Bar. "Aiutateci, qui è il massacro", implora al telefono
sotto le bombe l' arcivescovo Srecko Badurina. Radio Spalato ha lanciato un appello drammatico
captato anche in Italia. "Spalato, Zara e Sebenico
sono bombardate tutti i giorni dall' aeronautica e sono attaccate dal mare.
Siamo senz' acqua e senza luce. fermate la guerra". Da Zara fino a
Spalato, la gente della Dalmazia affronta nel buio totale l' attesa dell'
assalto definitivo. L' energia elettrica non potrà essere ripristinata prima di
qualche giorno. Sono migliaia le persone strette nei rifugi, vecchi e bambini.
Scriviamo a mano alla luce di una lampadina tascabile, mentre le sirene
annunciano l' ennesimo allarme aereo. L' atmosfera qui a Zara è piena di
angoscia e di tensione. L' albergo dove ci troviamo è pieno di profughi. Si
combatte ferocemente intorno alla caserma di Draevac,
in piena Spalato, a due chilometri dal centro, dove seicento federali sono
accerchiati dalla Guardia Nazionale. I croati sparano dalle colline sulla
caserma. Nell' aeroporto sono in fiamme i serbatoi di carburante. Dalle acque
del porto una motovedetta spara sul centro. I federali incontrano una resistenza
durissima, e hanno anche loro qualche difficoltà. Un ufficiale di Marina,
lasciato a terra perché diabetico, è stato catturato dai croati. Ha rivelato
che sulle navi gli organici sono ridotti e c' è carenza di viveri, e che molti
marinai hanno portato a bordo le famiglie. Ci sono molti feriti nelle fila
della Guardia Nazionale, mentre sembra che non ci siano vittime tra i civili di
Spalato, rintanati nei rifugi. Dai paesi dell' interno arrivano centinaia di
profughi, povera gente carica di paura. A Sebenico
gli scontri diretti fra croati e federali sono concentrati intorno al ponte. I
cannoni ed i Mig stanno facendo strage di civili.
"Ci sono continui allarmi aerei da lunedì" grida l' arcivescovo Srecko Badurina al telefono.
Mentre parla si sentono i boati delle bombe che cadono vicino: hanno colpito l'
ospedale, due alberghi, la cupola della cattedrale. I croati hanno abbattuto 8
aerei federali. A Sebenico la Guardia Nazionale ha
ricevuto una fornitura di Stinger, i lanciamissili antiaerei che in Afghanistan
misero in crisi l' aviazione sovietica. In città i croati hanno catturato 14
cecchini: sembra che uno di loro sia stato linciato dalla folla. A Zara la
Marina militare sta minando tutte le vie di fuga per mare, verso Sebenico e Spalato e verso le isole. Ora i profughi che da
giorni cercavano rifugio sulle isole davanti a Zara rischieranno di saltare in
aria. In città, non si registrano scontri militari, si combatte la guerra dell'
acqua. I cetnici controllano la zona di Obrovac, dove
c' è l' acquedotto che serve un terzo delle case. La situazione è molto
precaria: in città, secondo il sindaco, ci sono 25mila profughi.
Sono i miracoli che
vanno attribuiti alla madonna.
E’ lo stupore che
portava Gianni Baget Bozzo, il criminale, a dire:
“Inoltre l'apparizione in un Paese comunista, che è abbastanza
occidentalizzato, tollerante e sensibile al flusso della valuta e quindi a
trarre profitto dall'evento costituisce un'altra dimensione di successo.”.
Quello che stava
succedendo era l’epilogo degli effetti delle “apparizioni mariane” a Medjugorije. Quell’epilogo che tanto piaceva ai radicali di
Emma Bonino che invocava la strage del popolo Serbo (solo perché era
ortodosso).
In queste condizioni
la Jugoslavia poteva soltanto dividersi. La drammaticità della divisione dipendeva
dai gruppi di potere che intendevano appropriarsi dei vari pezzi della
Jugoslavia. Dividersi per etnia e per religione con l’approvazione dell’Unione
Europea che non ammetteva divisioni per etnia e per religione!
Quando i massacri
sono iniziati la chiesa cattolica ebbe paura a chiudere con la questione Medjugorije. Chiudere troppo velocemente avrebbe
significato associare i massacri all’attività della chiesa cattolica. Così, pur
tentando di silenziare i fanatici, la chiesa cattolica incoraggia “iniziative
laiche” che mantengano “viva la fede” senza coinvolgerla. E’ il caso del film
la cui notizia apprendiamo dal giornale la Repubblica del 22 giugno 1994:
la
Repubblica - Mercoledì, 22 giugno 1994 - pagina 25
Gira un
film su Medjugorje
MARTIN SHEEN IN BOSNIA
MEDJUGORJE (BOSNIA)
- Hollywood arriva in Bosnia, ma non per raccontare gli orrori della guerra, ma
la storia del miracolo di Medjugorje, in Erzegovina,
villaggio dove nel 1981 sei ragazzi dissero di aver visto la Madonna, e da
allora meta di milioni di pellegrini. Protagonista del film ' Gospa' (' Nostra Signora' ), in lavorazione a proprio a Medjugorje, è Martin Sheen,
fervente cattolico, nel ruolo di padre Zovko, il
francescano che finì nelle prigioni della Jugoslavia comunista per 18 mesi per
aver protetto i giovani che raccontavano della loro visione. Nel cast anche
Morgan Fairchild e Michael York. La Chiesa cattolica
non ha ancora preso una decisione sulla vicenda. Il film racconta la vicenda
personale di Zovko, che per le sue convinzioni affronta
difficoltà e carcere. All' epoca, il governo accusò il religioso, un convinto
nazionalista croato, di manipolare i ragazzi a fini politici.
I fanatici sono
contenti dei massacri. I massacri hanno consentito di macellare i miscredenti.
Al fervente cattolico Martin Sheen interessa
propagandare una truffa e il film tratterà la vita di Joso
Zovko, uno dei padri spirituali dei veggenti, che per la sua truffa e per il suo fanatismo
fascista fu incarcerato, facendolo passare per un “martire della fede”. Ottima
propaganda, se non si leggesse in questi giorni (luglio 2009):
Isola di Badija – L’avevamo anticipato qualche mese fa, ora ne
abbiamo avuto conferma: il mirino del Vaticano che dopo essere stato puntato su
Tomislav Vlasic, ha
provocato la riduzione allo stato laicale dell’ex Francescano, è ora rivolto
verso il noto e discusso Padre Jozo Zovko, attuale “direttore spirituale” dei sedicenti
“veggenti”. In un comunicato diffuso lo scorso Febbraio da Vesna
Cuzic per conto di Padre Jozo,
veniva affermato che il Francescano si sarebbe allontanato spontaneamente dalla
parrocchia di Siroki Brijeg
e dalla guida di Medjugorje per motivi di salute e
per l’inizio di lavori edili sull’isola di Badija. In
via ufficiosa, però, circolava da tempo tra i fanatici di Medjugorje
l’insistente voce che la decisione di Padre Jozo non
sarebbe stata del tutto spontanea, ma frutto di una ormai crescente pressione
del Vaticano sul “fenomeno Medjugorje” e relativi
protagonisti. La situazione reale è venuta a galla ieri: Padre Jozo è stato allontanato e costretto all’isolamento come Tomislav Vlasic. A darne notizia
è l’associazione “Apostoli della Regina della Pace“, che ha pubblicato
un comunicato inviato dalla Comunità internazionale di Preghiera della
“Visitazione” – fondata dallo stesso Padre Jozo –
firmato dal responsabile Matteo Rossi. (comunicato 15 luglio 2009)
Truffatore prima e
truffatore ora: ciò che è cambiata è la Jugoslavia. Se non si blocca il
truffatore, ora lo blocca la Croazia. Il Vaticano è costretto ad intervenire.
Rimaniamo nel 1994,
periodo in cui ancora Medjugorije impazza fra
Comunione e Liberazione e mire dei prelati italiani che stanno studiando il
modo di sfruttare l’effetto mediatico. Intanto le TV private hanno iniziato a
battere i tamburi della propaganda Vaticana ed è Canale 5 (con la RAI) che
alimentano il fenomeno Medjugorije.
Si fanno trasmissioni
televisive in cui il presentatore parla con tono ieratico delle apparizioni e
si fanno analogie con gli “avvenimenti miracolosi”. Wojtyla afferma che la
madonna ha fermato il proiettile. Anziché levare fragorose risate di scherno,
si prendono le sue affermazioni come se avessero un fondamento di realtà. Mentre
il Vaticano ha già bocciato ufficialmente la truffa Medjugorje,
ufficiosamente continua a riproporla per indurre atti di devozione fra i suoi
fedeli che hanno rinunciato ad ogni capacità di analisi della società in cui
vivono.
E’ un articolo del
giornale La Repubblica del 18 ottobre 1994 che racconta delle tecniche della
propaganda Vaticana messa in atto dai “laici” fanatici cattolici che venendo
meno ad ogni senso critico spacciano le loro farneticazioni come atti di magia
miracolistica:
la
Repubblica - Martedì, 18 ottobre 1994 - pagina 39
CON ' MIRACOLI' DA FATIMA AD ALI AGCA
A FATIMA, all'
inizio del secolo, tre pastorelli sono protagonisti di miracolose apparizioni
mariane e ricevono in custodia dalla Madonna tre segreti per l' umanità. I
primi due sono stati resi noti, mentre il terzo è avvolto nel mistero. Ad esso
sono legate due eventi e due storie inspiegabili: una coinvolge addirittura
Papa Giovanni Paolo II. A Miracoli. Storie verità e misteri, il programma di
Gregorio Paolini (su Canale 5, alle 22.45 circa), viene proposta un' inchiesta
esclusiva sui segreti che tengono il mondo col fiato sospeso. 13 maggio 1981,
piazza San Pietro: il terrorista Turco Alì Agca spara contro la macchina del
Papa, colpendolo all' addome. Qualche tempo dopo lo stesso Giovanni Paolo II
afferma di essere stato protetto dalla mano della Vergine Maria. Ed è quello
che affermano anche i veggenti di Medjugorje. Un filo
misterioso sembra legare l' attentato al papa a due eventi straordinari: le
apparizioni di Fatima, riconosciute ufficialmente dalla chiesa cattolica e gli
eventi straordinari di Medjugorje, sui quali la
Chiesa non si è ancora pronunciata.
Nella trasmissione di
Canale 5 le truffe cattoliche con finalità naziste di Tomislav
Vlasic e di Jozo Zovko, servono per avallare, in un solo colpo, la divinità
di Wojtyla, la truffa di Fatima, la truffa di Medjugorje.
E della sua attività, di truffatore Gregorio Paolini, nemmeno se ne vergogna.
Della truffa che il fotografo tedesco Walter Furhoff
ha denunciato fin dal 1985, fa finta di niente, come se la denuncia non
esistesse.
Fra febbraio e
l’inizio di marzo 1995 la truffa Medjugorje si
trasferisce in Italia e diventa la truffa di Civitavecchia. Si apre un altro
filone truffaldino in cui, una statuetta comperata a Medjugorije,
comincia a piangere sangue. La truffa di Medjugorje
che le persone vogliono, a tutti i costi, negare come tale, viene riproposta a
Civitavecchia e il vescovo di Civitavecchia, tale mons. Grillo, diventa il
garante della truffa con i relativi benefici finanziari.
Di questo parlerò in
una pagina apposita.
Il fanatismo
cattolico sta affrontando un “nuovo nemico”, le religioni della Natura. Quei Wicca che hanno una Dea a fondamento della loro religione e
che negli USA stanno facendo proseliti. Il fanatismo cattolico propone una
soluzione ideologica al Vaticano: elevare la madonna al rango di divinità.
Di questo movimento
ne prende atto il giornale La Repubblica quando il 18 agosto 1997 scrive:
la
Repubblica - Lunedì, 18 agosto 1997 - pagina 14
Una petizione al Papa firmata da
quarantamila fedeli per proclamare la Madonna "co-redentrice"
dell'
Quarantamila firme
per chiedere al Papa di promuovere la Vergine 'Co-redentrice'
dell' umanità
IN USA UN MOVIMENTO PRO - MARIA
La singolare
petizione è tutt' altro che un episodio isolato o un' offensiva femminista Un
comitato di teologi ha consigliato a Wojtyla di non promuovere la Madonna
NEW YORK - Tra
pochi giorni Giovanni Paolo II riceverà un grande pacco, spedito dalla
California, che contiene fogli, documenti e soprattutto
quarantamilatrecentottantatré firme di altrettanti cattolici che chiedono al
Pontefice di 'promuovere' la Vergine Maria, proclamandola con il suo potere
infallibile 'corredentrice' dell' umanità assieme a Gesù Cristo e aggiungendo
così una figura femminile alla santissima Trinità. La petizione è tutt' altro
che un episodio isolato o una offensiva femminista. Secondo quanto riferisce
sul numero di oggi di Newsweek Kenneth Woodward,
corrispondente religioso del settimanale americano e autore della 'Fabbrica dei
santi' , un saggio sui meccanismi di santificazione, richieste analoghe sono
state fatte negli ultimi anni da altri 4 milioni e trecentomila cattolici, tra
cui Madre Teresa di Calcutta, cinquecento vescovi e quarantadue cardinali,
compreso il newyorkese John O' Connor e il polacco
Joseph Glemp. Il movimento pro-Maria
viene anche alimentato dalle sempre più frequenti apparizioni della Vergine:
oltre quattrocento nell' ultimo secolo, in ogni angolo del mondo, da Fatima in
Portogallo (1917) a Beaurin in Belgio (1932), da Kibeho in Ruanda (1981) a Medjugorje
in Bosnia (1991), oltre, naturalmente, alle ricorrenti lacrime di
Civitavecchia. Che farà Sua Santità di fronte a tante firme e tante preghiere?
Avallerà il dogma femminista? Approfitterà del nuovo millennio per definire
Maria 'Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocato del popolo di
Dio' ? La tentazione è forte, anche se un comitato di teologi ha già studiato
il problema e consigliato a papa Wojtyla di non promuovere la Madonna. "Per
duemila anni" ricorda Ken Woodward "la Vergine è stata la figura
femminile dominante nella cultura occidentale". Ma un nuovo dogma sul suo
'status' costringerebbe i cattolici ad accettare tre altre dottrine
'rivoluzionarie' : primo, che la Madonna partecipa alla Redenzione, cioè alla
liberazione dell' uomo dal peccato originale ottenuta da Cristo con il suo
sacrificio; secondo, che tutte le grazie scaturite dal dolore e dalla morte di
Cristo sono possibili solo attraverso l' intercessione di Maria, che le porta
all' attenzione di Gesù; terzo, che tutte le preghiere e le richieste di grazia
dei fedeli passano attraverso Maria. "In pratica" scrive Woodward con
una punta di ironia "la santissima Trinità si trasformerebbe in un
santissimo Quartetto, con Maria nel ruolo multiplo di figlia del Padre, madre
del Figlio e moglie dello Spirito Santo". Ma al di là delle complicazioni
nel catechismo, un nuovo dogma mariano avrebbe conseguenze non solo all'
interno della Chiesa cattolica ma nei rapporti con gli altri cristiani. Secondo
William Franklin, teologo della chiesa episcopale (cioè la versione americana
degli anglicani), "aggiungerebbe un altro chiodo alla bara dell'
ecumenismo". Gli altri cristiani, infatti, non potrebbero accettare due
punti del nuovo dogma: la valorizzazione di Maria a scapito di Cristo e l'
enfasi sulla infallibilità del Papa. Ma Franklin, come molti altri protestanti,
è anche convinto che al Vaticano si sia perso interesse per una convergenza dei
cristiani e che in definitiva il Papa sia pronto a decidere autonomamente sulla
promozione della Vergine. Anche perché, nota Newsweek,
nel mondo cattolico il culto di Maria è in pieno revival. Fioriscono riviste
specializzate e si moltiplicano le newsletter, mentre cresce il numero di
miracoli.
Mentre i fanatici
cristiani credono effettivamente che esista la loro madonna e che appaia, il
Vaticano sa perfettamente che le apparizioni della madonna sono una truffa. Una
truffa per circuire i fedeli. Non solo perché la loro madonna non esiste, ma
perché non esistono le divinità della loro fede. Dal momento che la scienza
sociale sta guadagnando terreno, proporre oggi, ora come ora, delle nuove
“verità di fede” significa misurare tali verità con la scienza. Meglio, per la
chiesa cattolica, rimanere nell’ambito del dogma antico: allora non c’erano le
conoscenze che abbiamo oggi e si possono giustificare le stupidaggini con gli
atti di fede di “poveri ignoranti”.
“poveri ignoranti”
sono i telespettatori che si aspettano dalla televisione una parola sui fatti anziché
alimentare il fanatismo della miracolistica. Come il super enalotto aumenta la
febbre del giocatore a mano a mano che il possibile montepremi aumenta, così la
televisione usa Madjugorje e padre Pio per aumentare
l’audience e attori, truffatori incalliti, si prestano nell’operazione come la
vicenda descritta in questo articolo dal quotidiano La Repubblica del 25
settembre 1997:
la
Repubblica - Giovedì, 25 settembre 1997 - pagina 1
Gualtiero Peirce
Boom dell' audience
per lo speciale di Rai2: sette milioni di 'pellegrini televisivi'
PADRE PIO, MIRACOLO IN TV
Auditel ha sfiorato
il miracolo: 7 milioni di telepellegrini, viandanti
della fede seduti in poltrona
LA TELEVISIONE è
sempre di più un atto di fede. Il punto, ormai, non è credere o no a quel che
passa il video. La pratica quotidiana ci ha reso tutti serenamente agnostici:
la parola della tv non è più verità per nessuno. Adesso il fenomeno è ben
oltre. Mai come in queste ultime settimane il teleschermo è diventato un
altare, il tinello un sagrato. Su questa via, martedì sera, i dati Auditel
hanno sfiorato il miracolo: sette milioni di spettatori hanno seguito lo
speciale per Padre Pio. Sette milioni di "pellegrini televisivi",
viandanti della fede seduti in poltrona. Numeri sorprendenti: più di un
ascoltatore su tre sintonizzato sulla seconda rete, con una media di quasi sei
milioni per più di due ore di tv. Padre Pio ha battuto pure l' Inter, in campo
su Italia Uno. Un ascolto preannunciato dalla messa da San Giovanni Rotondo che
alle sei del pomeriggio è stata seguita da due milioni di persone: centomila in
più di quante ce n' erano domenica scorsa per il tradizionale appuntamento
mattutino. SONO cifre che - certamente - ribadiscono la tenuta della popolarità
e della devozione che circondano la figura del frate di Pietrelcina, ma sono
risultati che mettono anche in luce una tendenza di quest' ultima tv, diventata
il luogo dei funerali planetari di Lady Diana e Madre Teresa e ora la meta
virtuale di milioni di pellegrini di Padre Pio. Lo speciale a cura di Danila Bonito era impaginato senza effetti speciali, ma con
i prevedibili ingredienti che da anni i rotocalchi riservano alla vita di Padre
Pio, che - notoriamente - proprio insieme a Diana e Madre Teresa è sempre stato
un protagonista centrale nelle pagine dei settimanali popolari. C' erano
sacerdoti e vaticanisti, documenti e testimoni. Con le parole degli scettici a
fare da contrappunto ai miracolati. E qualche beniamino del teleschermo,
posizionato in prima fila per parlare della sua illuminazione: Wilma Goich, Paola Saluzzi (senza trucco stavolta, come si conviene) e pure
Alessandro Greco, spogliatosi per l' occasione del sacro 'Furore' che l' ha
portato nei cieli del successo, qui seduto compostamente per raccontare di
quando fu iniziato alla fede da Lino Banfi. E' soltanto attrazione per il
mistero, per i confini della realtà oltre i quali si spinge la fede? Se così
fosse, lo speciale di Padre Pio sarebbe dovuto restare dalle parti di 'Misteri'
: ma mai, neppure con Milingo, le serate di Lorenza Foschini
hanno conquistato uno spettatore su tre. Ci vollero i miracoli delle madonne di
Fatima e Medjugorje per arrivare, un paio d' anni fa,
poco oltre i quattro milioni di telespettatori. Invece, paradossalmente, la
tendenza a legittimare la tv come luogo di fede sembra un fenomeno inversamente
proporzionale alla perdita di credibilità del video. A proposito del Papa, il
critico tv del 'New York Times' (l' episodio lo ha
ricordato il portavoce del Pontefice, Joaquin Navarro Vals)
scrisse che Giovanni Paolo II buca il video per la sua
"inconsapevolezza" perché non agisce in dipendenza della telecamera:
la sua passa come verità proprio perché non ha alcuna considerazione del mezzo
e il teleschermo, così, diventa una finestra affacciata sul pianeta anziché su
San Pietro. Un' osservazione che, in un singolare contrasto, si abbina
magnificamente al più classico degli aneddoti sulla nostra tv, raccontato da un
vecchio operatore della Rai. Una volta stava filmando Paolo VI
in mondovisione, quando il Pontefice fece per rialzarsi. "Santità, per
favore, non abbiamo ancora finito: faccia ancora finta di pregare", disse
- con il dovuto riguardo - il cameraman. Il Papa chinò di nuovo il capo sulle
mani giunte e tutto il mondo continuò la preghiera. Fu fede autentica? Allora
come oggi, la televisione è comunque il più vasto luogo collettivo, il più
congeniale alla "comunione". E oggi che la televisione ha perso ogni
autorevolezza, è come se si togliesse di mezzo, diventando sempre più adatta,
perciò, a essere luogo di religione, di devozione senza mediazioni. Se il
giorno di Diana è stato l' esempio più deflagrante, il pellegrinaggio sulla via
dei miracoli di Padre Pio è stata una conferma inedita. Sempre ammesso -
beninteso - che si abbia fede nell' Auditel.
Mentre la
miracolistica fa’ il boom dell’audience alimentando il fanatismo cattolico e la
truffa delle gerarchie cattoliche, la stessa cosa succede nelle librerie
cattoliche. Si vendono libri in cui le farneticazioni cattoliche su Medjugorije vengono rinnovate.
Tutto tramonta,
lentamente. Le persone truffate dal fanatismo di Formigoni, di Comunione e
Liberazione, di Baget Bozzo, si aggrappano alle loro
illusioni. I macellati dall’operazione Medjugorje
vengono attribuiti a scontri etnici quando in Jugoslavia, prima di Medjugorje, non vi erano scontri etnici o odi religiosi. Gli
eroi della gospa in odore di santità, come Tomislav Vlasic e Jozo Zovko, non hanno i lasciti
miliardari di padre Pio per costringere il Vaticano a riconoscerli come santi.
La Jugoslavia ridotta
a desolazione.
Riporto una parte
dell’articolo di Paolo Rumiz del 18 maggio 1999 che
descrive la desolazione al porto di Ancona con la sparizione dei pellegrini per
Medjugorje:
la
Repubblica - Martedì, 18 maggio 1999 - pagina 9
di PAOLO RUMIZ
Lo scrittore
Raffaele Nigro: "Non possiamo risolvere questo
conflitto a Est con logiche occidentali. Quello è un mondo che non entra nella
modernità come vorremmo noi" Un confronto che può separare due mondi
SUL MARE FRONTIERA D' ORIENTE LO SCONTRO FRA DUE IMPERI IN
QUESTI GIORNI DI GUERRA È ORMAI VUOTO IL PORTO DI ANCONA . SONO CROLLATE LE PRENOTAZIONI PER LA DALMAZIA,
SPARITI I TURISTI, SCOMPARSI PERSINO GLI SPERANZOSI PELLEGRINI DI MEDJUGORJE L' ADRIATICO È IL LUOGO DOVE L'
"ALTRO" È PIÙ VICINO
BARI L' UOMO si
passa una mano tra i capelli candidi, fiuta l' orizzonte come un lupo di mare.
"L' Adriatico? Mai stato in pace. è un miracolo che sopravviva alle
tensioni che lo circondano". La salsedine si arrampica in collina e la
superficie color cobalto si spalanca nel vento, spazia a 180 gradi dalla
Romagna all' Abruzzo. "Turchi, bizantini, veneziani, slavi, inglesi,
francesi, austriaci; mancava solo la Nato. Tutti a farsi la guerra qui. è un
mare inquieto: la pirateria è finita nel 1830. E fino a ieri le Tremiti erano
una Tortuga". Nel suo "rifugio" sopra Senigallia, Sergio Anselmi
raccoglie storie adriatiche da una vita. Quelle storie rivelano le guerre ma
anche il miracolo: la straordinaria complessità di un mare capace di tutto.
Persino di lasciare ai Turchi la loro base veneziana al tempo di Lepanto, la
battaglia delle battaglie fra Occidente e Oriente. Come spiegarlo a Milosevic o
al generale Clark? Come dire che qui le civiltà entrano in collisione, ma
restano legate da un' incredibile rete di contatti? Oppure che queste coste in
conflitto si somigliano e si cercano? Dopo la tempesta, dai colli dell'
Anconitano vedi la Dalmazia. Dietro la costa, vedi ancor meglio il profilo
delle Alpi Dinariche, spina dorsale dei Balcani. Otto
anni fa, la guerra che chiude il millennio in Europa è cominciata lassù, in un
posto chiamato Krajina, cioè "terra di
confine". "Uno non ci pensa - osserva Anselmi - ma la parola Marche
vuol dire la stessa cosa. Quella oltremare era frontiera armata degli Asburgo;
questa, frontiera carolingia". Entrambe, margine Sud di un impero. Vallo a
dire al soldato John che la costa italiana è piena d' Oriente. A cominciare dai
santi: Nicola, Marco, Ciriaco, Teodoro. Tutti bizantini. Orientali anche i
fregi antichi: pavoni, draghi, leoni e favolosi grifoni. E poi le immigrazioni,
secolari, dal retroterra poverissimo dell' altra costa. E ancora le navi, che
già nel Quattrocento formavano equipaggi misti: marinai di Pesaro e Zara, Fano
e l' antica Ragusa. "Oggi questa complessità è in pericolo" taglia
corto Anselmi. "Una guerra decisa altrove rischia di separarci dall' Est e
di ridurre l' Adriatico a una barriera". * * * è vuoto il porto di Ancona
sotto i cieli di guerra. Crollate le prenotazioni per la Dalmazia, spariti i
turisti, spariti persino gli speranzosi pellegrini di Medjugorje.
All' imbarcadero per Spalato, al posto del solito infernale casino multilingue,
c' è il silenzio un po' triste di pochi camionisti e qualche operatore
umanitario. Passi il Monte Conero, e
impercettibilmente comincia un altro mondo. La pendice si fa più aspra, gli
odori più densi. La costa, ossessivamente rettilinea, non offre protezioni da
un mare abbacinante; i villaggi si arroccano sui crinali, come se temessero l'
acqua. Sulla costa scompare la presenza veneta e bizantina: scompare, di
conseguenza, anche la percezione del mare.
Resteranno i rottami
dei fanatici della gospa. Il Vaticano tenterà di
riprendere il controllo dei suoi fanatici per usarli in altre devastazioni.
E’ troppo lontana la
Cina per raggiungerla col fanatismo come il Vaticano ha fatto con la
Jugoslavia.
Il Vaticano ha deciso
di liquidare la questione dei veggenti di Medjugorje
contro il volere della madonna che sarebbe apparsa loro migliaia di volte:
Con
l’accusa di «aver diffuso l’eresia», «manipolato le coscienze» e di aver avuto
rapporti immorali con una suora, fra Tomislav Vlasic, la guida spirituale dei sei veggenti ai quali la
Madonna sarebbe apparsa costantemente da ben 28 anni a Medjugorje,
nell’Erzegovina occidentale, è stato espulso dall’ordine francescano dal
ministro generale dell' Ordine, José Rodrigues Carballo. Ne ha dato notizia il quotidiano di Sarajevo Dnevni avaz che pubblica il testo
della lettera di espulsione.
Dal
Corriere della Sera 30/31 luglio
2009
La domanda che rimane
è l’attività dei servizi segreti con cui il Vaticano ha aggredito la Jugoslavia
servendosi del fanatismo di chi sperava di vincere il superenalotto dei
miracoli da Medjugorje. Rimane una Jugoslavia divisa
in vari stati che sta faticosamente cercando un nuovo camino che,
inevitabilmente, li ricondurrà alla riunificazione con tutta l’Europa pagando
il prezzo altissimo della distruzione del loro presente.
E, allora, che cosa
serve ricordare la storia di Medjugorje?
Serve a ricordare
come il fanatismo religioso cattolico sia in realtà un’arma di distruzione di
massa. Il Vaticano gioca sulla fine della memoria per aggredire ogni presente
in cui deve portare l’esaltazione e la sottomissione al suo dio padrone. Se
dimentichiamo quali sono gli effetti di Medjugorje
non sapremmo cogliere la distruzione del prossimo presente che i servizi
segreti del Vaticano stanno organizzando. Questo perché il Vaticano è in guerra
con tutte le società civili, ma le società civili non sono attrezzate per
affrontare la guerra contro il Vaticano e contro la manipolazione di massa che
il Vaticano mette in atto.
Questa è la storia di
Medjugorje. Una storia fatta di cadaveri, morti e
stragi. Un genocidio voluto da chi si guardava la madonna e chi aveva interesse
ad usare i fanatici sia per i viaggi, sia per le trasmissioni televisive. Una
storia che vede i protagonisti responsabili di disprezzo per la società in cui
vivevano; loro, malati di morte, volevano trasformare in morte e genocidio
tutto quello che toccavano. I francescani, quest’orda di criminali che si sono
macchiati di delitti contro l’umanità, continuano nella loro attività
criminale.
Non chiedetevi contro
chi sta complottando il servizio segreto del Vaticano, che Eric Frattini chiama
l’Entità, ma difendete la Costituzione della Repubblica contro gli attacchi di
chi vorrebbe privare i cittadini dei loro diritti civili.
Marghera, 31 luglio 2009
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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