Fini, scopi e relazioni
della famiglia
fra gli ebrei e i cristiani
Levitico 20, 9-19
Cattolicesimo,
cristianesimo, ebraismo e la sessualità umana
Dal Levitico
ebreo e cristiano alla Rivoluzione sessuale di Reich
(la bibbia, il libro della
ferocia inumana!)
Il
capitolo del Levitico 20, 9-19 chiarisce come è
venuta a formarsi l’idea cristiana della famiglia. I suoi scopi e gli intenti
per i quali si “costruisce” una famiglia.
Si
tratta di undici disposizioni che qualificano le persone nelle loro relazioni
all’interno della famiglia.
Innanzi
tutto non viene premesso il motivo per il quale si “fa una famiglia”. Viene
dato per scontato: la soddisfazione degli “istinti” sessuali? Il controllo
militare della sessualità delle persone? L’obbedienza al dio padrone?
Il sesso
è l’oggetto delle relazioni interpersonali: per gli ebrei e i cristiani è
L’ASSOLUTO RELAZIONALE!
Dicendo
che i cristiani hanno il sesso piantato nel cervello, non diciamo una cosa
strana: sono ossessionati dal sesso. Tanto da trasformarlo in malattia. Il loro
dio si compiace del sesso delle persone e, per divertirsi, impone le relazioni
obbligatorie a cui le persone si devono attenere per compiacerlo. Partendo da
questi passi del Levitico ebrei, cristiani e chiesa
cattolica, delineano la famiglia cristiana: il sesso maschile che violenta il
sesso femminile.
Lo
stupro è l’unica relazione sessuale concepita dagli ebrei e dai cristiani come
relazione fra sessi diversi. Si dirà: “Ebrei e cristiani non sempre stuprano
nelle relazioni familiari! Anzi, oggi come oggi, lo stupro è un’eccezione.” Io
non ho detto che gli ebrei e i cristiani fanno sesso solo stuprando, dico che
lo stupro è la condizione normale e naturale indicata dalla loro dottrina che
legittima le attività di stupro. Che poi ebrei e cristiani abbiano anche le
pulsioni umane che non si sottomettono all’educazione religiosa, questo è un
altro discorso. Io non parlo delle persone in quanto tali, ma della dottrina
ebrea e cristiana. Gli effetti della dottrina ebrea e cristiana sulle persone.
La loro libertà. Il loro essere individui che affrontano il loro possibile
futuro. Le aberrazioni dottrinali in relazione alla dottrina sociale delle
Costituzioni moderne. Di quell’aberrazione che,
sottraendo le persone dalla dottrina sociale, trasforma le persone in
violentatori, in individui fobici, repressi o ossessionati. Individui che usano
il sesso per sancire il possesso di altre persone. La morale del possesso
sancita dal possesso sessuale delle persone. Quella dottrina che manifestando
l’ossessione per il sesso del dio padrone impone al credente di pensare al
sesso solo in modo ossessivo, brutale e sadico. All’interno dell’ossessione il
credente trova normale le pratiche sessuali di possesso e di stupro che lo
confermano proprietario della persona, trasformata in oggetto, posseduta.
E’
l’ideale sessuale ebreo e cristiano.
Analizzando
questi undici comandamenti osserviamo una particolarità: il “padre” fa quello
che vuole. Le regole di morte salvaguardano il possesso del padre. Tutto si
piega alla volontà e al piacere sadico del padre in maniera ossessiva,
maniacale.
In
secondo luogo, al dio degli ebrei e dei cristiani, fa schifo la donna che
partorisce (levitico 12).
In
terzo luogo, per gli ebrei e per i cristiani, i “figli” non sono persone, ma
oggetti. Oggetti senza diritti al punto tale che nell’Esodo 21, 7 si legge:
“Se uno vende sua figlia per
serva, essa non se ne andrà di casa come se ne vanno gli schiavi. Se ella è in
dispregio agli occhi del padrone che l’aveva destinata per sé, la faccia
riscattare; ma non la può vendere a gente straniera, per non averle mantenuta
la promessa. Se egli la destina a suo figlio, la tratti secondo i diritti delle
figliuole. Se egli ne prende un’altra, non le tolga la sua parte di vitto, né
il vestiario, né il diritto coniugale. E se non fa per lei queste tre cose,
ella può andarsene gratuitamente senza riscatto.” Esodo 21, 7-11
Non
esiste nella bibbia il diritto della persona. Il diritto dell’individuo. Esiste
il diritto del dio padrone che viene imposto mediante la violenza della legge
al singolo individuo che, davanti al dio padrone, è privo di diritti. Così,
figlia e figlio, non sono persone, ma oggetti; soggetti alla legge che impone
loro obbedienza qualunque sia la decisione, arbitraria e soggettiva, che il
padrone decide.
Per
capire la famiglia imposta dai cristiani, sia nel corso dei secoli che
nell’epoca attuale, cinque sono gli elementi da tener presenti:
1)
Gli ebrei e i cristiani sono ossessionati dal sesso; dal controllo delle
persone mediante il controllo della loro sessualità; non concepiscono nessun’altra relazione fra le persone che non quella
sessuale si che la loro educazione è fondamentalmente fobica e sessualmente
ossessionata.
2)
Come dio è padrone, il padre è padrone e viene chiamato padre per sottolineare
il ruolo di padre padrone del loro padrone.
3) Le
donne e il parto sono cose schifose, contaminate e devono sottostare a continue
purificazioni in modo da ossessionare sia le donne che il parto e togliere al
partorire la sacralità della vita;
4) I figli
sono oggetti di possesso che devono sottostare alla gerarchia della struttura
familiare che rappresenta la struttura divina e i divieti sono tali non tanto
per salvaguardare norme di sangue o di igiene, ma per salvaguardare l’autorità
del “padre” in quanto vicario del dio padrone all’interno della famiglia.
5) Il
possesso delle persone passa attraverso il controllo e il possesso del loro
corpo, della loro sessualità, che deve sottomettersi alla volontà del loro
padrone; il padre. Il diritto alla violenza del padre non è mai messo in
discussione, ma, nella bibbia, sottolineato come dovere di obbedienza del
figlio nei confronti del padre.
Rendere
schifoso il parto, considerando la donna impura, è il modo inventato dagli
ebrei per stuprare e violentare la vita. La nascita. Una violenza che nel
cristianesimo assumerà l’aspetto del “peccato originale” per il bambino
mantenendo il disprezzo per la donna “impura” per aver partorito.
Le
donne che hanno partorito verranno umiliate prima di rientrare in chiesa.
Il
terrore ebreo e cristiano contro la donna si riassume nel “partorirai con
dolore”. Questo gesto sadico con cui il dio padrone ricatterà l’Essere Umano
femminile, viene a fissare il dominio della gerarchia cristiana ed ebrea
sull’intera società civile: controllare, terrorizzando il parto e la
partoriente, significa controllare la vita menomando, di fatto, i partoriti
nelle loro capacità di affrontare il loro futuro.
Rendere
i figli oggetti di possesso del padre significa deresponsabilizzare il padre
nei confronti dei figli: significa imporre doveri ai figli nei confronti del
padre. Il che equivale ad ipotecare il futuro in funzione di un presente di
dominio: conservare il presente contro tutte le modificazioni possibili.
Questa
è la famiglia ebrea e cristiana:
1) “Chiunque maledice suo
padre e sua madre, sia messo a morte: ha maledetto i suoi genitori, il suo
sangue ricada su di lui.” Levitico 20, 9
A
prescindere!
E’
come se dicesse: chiunque maledice il suo padrone sia messo a morte.
Nega
l’individuo, nega le sue emozioni, nega i desideri dell’individuo. In altre
parole l’individuo viene negato in funzione del suo padrone. Come l’ebreo e il
cristiano non condannano il loro dio padrone per i delitti che commette e che
ordina di commettere, così, nessun figlio, deve maledire suo padre per i
delitti che commette.
2) “Per chi commette adulterio con una donna maritata: l’uomo che
commette adulterio con la moglie del suo prossimo sarà messo a morte lui e la
sua complice.” Levitico 20, 10
Fino
a qualche anno fa c’era in Italia il “delitto d’onore”, una vera e propria
infamia sociale che pretendeva che la moglie fosse un oggetto posseduto dal
marito. Una norma che forniva giustificazioni al delitto contro le donne.
Un’infamia imposta col terrore dalla chiesa cattolica.
La
negazione della persona è totale, assoluto. La donna, intanto, è non persona.
L’atto dell’azione prescinde dalla volontà. La violenza è giustificata
dall’atto e le persone sono oggetti di possesso di un padrone, sia questo il
“marito” che “l’altro”. Non esiste una riflessione diversa dall’atto sessuale
in sé. Comunque questo sia determinato: non esiste la persona né esiste
l’individuo, ma questo è l’atto sessuale che compie indipendentemente dalle
condizioni oggettive e soggettive in cui questo è compiuto. Ne segue che
l’ordine di mettere a morte non è relativo all’atto sessuale, ma al fatto che
attraverso l’atto sessuale si è sottratta la bestia posseduta da un altro.
Nella logica del dio dei cristiani, in cui le persone sono solo bestiame di
possesso del padrone. Nei comandamenti ebrei, donna e roba, sono la stessa
cosa: OGGETTI POSSEDUTI! Non persone, con volontà, bisogni, intento e
determinazioni, ma solo bestiame che deve non solo produrre cuccioli per il
padrone, ma li deve manipolare mentalmente affinché a sua volta diventino
bestiame sottomesso al dio padrone. L’atto sessuale con l’altro, quando è
volontario, diventa una scelta soggettiva, la manifestazione di un desiderio
mediante la volontà e, pertanto, diventa la riaffermazione dell’individuo come
persona. Questo è intollerabile per il dio padrone dei cristiani in quanto, per
i cristiani, egli solo è persona, soggetto, mentre gli altri sono non persone,
privi di soggettività e destinati al peccato e alla sua ira. Quando l’atto
sessuale è violenza, allora la bestia è stata “inquinata” e come tale va
soppressa. Questo “inquinamento” delle persone lo troviamo nella pratica della
violenza sessuale in guerra dove la donna non è il nemico, ma la bestia del
nemico di cui ci si può appropriare affinché il nemico sia sfregiato nella
propria soggettività.
La
violenza alle donne in guerra è la violenza all’oggetto posseduto da un altro e
del quale, il conquistatore, si appropria. Mica ama l’oggetto che violenta. Se
lo amasse, perché quella donna gli piace, cambierebbe anche il senso dell’uso
che fa della propria sessualità: la userebbe per il piacere e non per marchiare l’oggetto che possiede.
Spesso, le donne violentate, vengono uccise.
3) “E se uno giacerà con la moglie di suo padre, scoprendo così la
nudità di suo padre, siano messi a morte tutt’e due:
il loro sangue ricada sopra di loro.” Levitico 20, 11
Le
persone non esistono. La donna non esiste. Se uno giace con la moglie di suo
padre viene messo a morte perché ha scoperto l’oggetto posseduto da suo padre e
dunque, suo padre stesso. La donna non è! C’è la “moglie”, termine con cui si
indica una relazione di possesso. La donna non possiede l’uomo, ma l’uomo
possiede la donna. Il possesso è a senso unico: solo in chi sceglie di amarsi
c’è donazione reciproca.
Suonano
semplicemente ridicole le affermazioni cattoliche sul sito http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=40962&idsezione=4 in difesa delle offese di Ratzinger alla
società civile, alla Costituzione e all’Unione Europea, dal titolo “Il condom, l’AIDS e le critiche insolenti a Benedetto XVI°”:
“La famiglia per la Chiesa è
riconosciuta come “una comunità di amore e di solidarietà che è in modo unico
adatta ad insegnare e a trasmettere valori culturali, etici, sociali,
spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri
membri e della società” (Ibid., Preambolo). La
famiglia è veramente una comunità di persone legate insieme dall’amore, dal
mutuo interessamento, da impegni verso il passato e verso il futuro. Sebbene i
membri della famiglia siano in primo luogo gli sposi e i loro figli, è
importante mantenere un senso della famiglia come di una comunità dove confluiscono
diverse generazioni, e la cui forza sta nel fornire un luogo di identità e di
sicurezza a parenti e a coloro che vengono in essa accolti. La famiglia ha un
ruolo unico e insostituibile nel trasmettere il dono della vita e nell’offrire
il miglior ambiente per l’educazione dei bambini e per il loro accesso alla
società.”
Tutto
il concetto di famiglia della chiesa cattolica è legata all’odio per la
sessualità. La sessualità delle persone che deve essere criminalizzata in ogni
sua fase espressiva. Non è solo ciò che DEVE essere la famiglia per la chiesa
cattolica e per gli ebrei, ma, essenzialmente, che cosa non deve essere. E quel
non deve essere, per la chiesa cattolica, deve essere imposto mediante la
violenza affinché, ciò che deve essere, non possa essere messo in discussione.
4) “Se uno giace con sua nuora, siano messi a morte tutti e due:
essi si sono contaminati: il loro sangue ricada sopra di loro.” Levitico 20, 12
Si
sono contaminati, ma il loro sangue non cade su di loro: in fondo, lui, comunque
agisca, è sempre il padre. E’ sempre colui che vanta diritti di proprietà. Fra
i cristiani e gli ebrei le persone sono qualche cosa soltanto per il ruolo che
rivestono. Il ruolo sancisce il loro diritto. Non esiste l’individuo portatore
di diritti nei confronti del padre: il padre è padrone! Un padrone assoluto. Da
qui la nascita del complesso di Edipo e di tutte le fobie e paranoie che
l’educazione ebrea e cristiana impone sugli individui che non sono in grado di
trovare soluzioni adattative per annullare gli
effetti psichici dell’imposizione.
5) Se un uomo giace con un
altro uomo come si fa con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa
abominevole: siano messi a morte: il loro sangue ricada sopra di loro.
6) Se uno prende in moglie
tanto la figlia che la madre, è un incesto, siano bruciati lui e loro, affinché
non ci sia tale incesto tra voi.
7) Chiunque si congiunga con
una bestia, sia messo a morte; anche la bestia si uccida.
8) Come pure se una donna si
accosta ad un animale per accoppiarsi con lui, ucciderai la donna e la bestia:
siano messi a morte, e il loro sangue ricada sopra di loro.
9) Se uno prende per moglie
sua sorella, figlia di suo padre o di sua madre, e vede la sua nudità ed ella
vede quella di lui, è un’ignominia; siano uccisi sotto gli occhi dei figli del
loro popolo: egli ha scoperto la nudità di sua sorella: ne porti la pena.
10) Se uno giace con una
donna durante le sue mestruazioni e scopre la sua nudità, egli scopre il flusso
di lei ed essa ha scoperto il flusso del proprio sangue, perciò siano tutti e
due recisi di mezzo al proprio popolo.
11) Non scoprire la nudità
della sorella di tua madre, o della sorella di tuo padre: è scoprire la propria
carne: porteranno la pena della loro iniquità. Se uno giace con la moglie di
suo zio, ne scopre la nudità: porteranno la pena del loro peccato; morranno
senza prole. Se uno prende la moglie di suo fratello, commette una nefandezza:
ha scoperto la nudità di suo fratello: morranno senza prole. Levitico 20, 13-19
Tutti
questi sono tutti comportamenti sessualmente leciti (salvo se la figlia, al Levitico 20, 14 se la figlia è minorenne) quando l’altro
individuo, chiunque altro individuo della relazione si voglia considerare, è
accondiscendente. Quando il rapporto non è imposto con la violenza. E’ l’atto
di violenza, che costringe l’altro a venir meno al controllo del proprio corpo,
che determina il delitto. Non l’atto sessuale in sé stesso.
E
questo concetto, secondo cui ogni tipo di rapporto sessuale è lecito purché non
avvenga con minori o non sia imposto mediante violenza, non è lecito solo oggi,
ma è SEMPRE stato lecito. Sono gli ebrei e la chiesa cattolica che violentando
la società civile hanno aggredito la sua sessualità per aggredire le persone.
Mai fu lecito aggredire le persone e la loro sessualità. Garantirsi il diritto
di farlo, come fecero gli ebrei e la chiesa cattolica, fu una base ideologica
dalla quale scaturirono i campi di sterminio sia nazisti che cristiani.
Sempre
nell’articolo su citato in cui si difendevano le ingiurie di ratzinger alla
società civile, si legge una piccola cronaca (mancano le altre leggi, come il
delitto d’onore, lo Jus corrigendi che equivale
all’attuale legge fatta in Afganistan che dà il
diritto ai mariti di violentare le mogli, ecc. Manca anche il diritto di
famiglia che faticosamente la società Italiana elaborò e manca la vicenda con
cui faticosamente e solo da poco più di dieci anni lo stupro divenne un delitto
contro la persona anziché contro la morale come volevano gli ebrei e la chiesa
cattolica):
“Ora la contestazione contro
il Papa è riconducibile ad un uomo che ha un forte sentimento di rigetto nei
confronti della concezione cristiana del matrimonio e della famiglia, per il
fatto che vede in essi una struttura antilibertaria e coercitiva, retta da
norme che, una volta accettate con libero consenso, non possono più essere
cambiate, in quanto facenti parte della natura dell’istituzione matrimoniale,
quali sono la fedeltà dei coniugi, l’indissolubilità del vincolo, la
procreazione dei figli ad opera dei soli coniugi. In realtà, nella seconda metà
del secolo XX è nata in Italia una concezione del matrimonio e della famiglia
diversa da quella cristiana, all’insegna dell’individualismo libertario: nel
1969 la Corte Costituzionale depenalizza l’adulterio; nel 1970, in seguito a un
referendum popolare, è ammesso l’istituto del divorzio; caduti i pilastri della
fedeltà e dell’indissolubilità, nel 1975, con la riforma del «diritto di
famiglia», il matrimonio diviene di fatto un contratto per il conseguimento di
interessi privati, sia pure socialmente rilevanti, per cui esso non è più una
struttura portatrice di un interesse unitario superiore a quello dei suoi
singoli partecipanti, e quindi non è più un’istituzione di diritto pubblico con
un fine predeterminato; negli anni seguenti, in base al fatto che la
procreazione può avvenire con il seme di un donatore al di fuori del matrimonio
e che il fine di questo non è più la procreazione, ma è soltanto l’amore e la
felicità dei coniugi, si apre l’adito alle unioni libere eterosessuali e alle
unioni omosessuali: tanto che nel 1994 una Risoluzione del Parlamento europeo
sui diritti degli omosessuali sollecita i Parlamenti nazionali ad accogliere
nel proprio ordinamento il riconoscimento delle coppie omosessuali. Questi
cambiamenti così radicali in campo matrimoniale e familiare fanno apparire,
agli occhi dell'uomo di oggi, il modello cristiano di matrimonio — come unione
di due persone di sesso diverso, destinata a durare per tutta la vita, anche
nel caso che l’amore venisse meno, e segnata dalla fedeltà e dall’impegno della
procreazione e dell’educazione dei figli — come non più rispondente alle
esigenze fondamentali degli uomini del nostro tempo, caratterizzato
dall’instabilità, dall’estrema rapidità dei cambiamenti, anche in campo
affettivo, e soprattutto dal bisogno di essere liberi da ogni legame e di poter
fare scelte sempre nuove e diverse. Questa contestazione insolente contro
Benedetto XVI è riconducibile a un secolarismo forte che comporta un atteggiamento
mentale di disinteresse e di disattenzione al problema di Dio e della
religione; un atteggiamento affettivo di disaffezione e di distacco da Dio e
dalla religione e, infine, un atteggiamento pratico né religioso né
antireligioso, ma semplicemente non-religioso, vale a dire «vuoto» di Dio, nel
senso che il problema religioso è assente, perché privo di interesse vitale.”
Il
vuoto sta nel terrore imposto dal dio dei cristiani. Un terrore inumano.
Ratzinger
esalta il suo dio e l’odio del suo dio per la sessualità umana.
La
Costituzione della Repubblica Italiana è chiara: NON PARLA DEL SESSO DEI
COMPONENTI DELLA FAMIGLIA!
L’articolo
29 della Costituzione della Repubblica dice:
“La Repubblica riconosce i
diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato
sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con limiti stabiliti dalla
legge a garanzia dell’unità familiare.”
Libertà
d’unione, senza obblighi sessuali. Senza limiti sessuali. Senza imposizione di
doveri diversi dalle volontà e dal sesso dei contraenti. Al contrario,
Ratzinger impone la sua ferocia inumana. Una ferocia che l’articolo su citato
tenta di occultare, nascondere, affermando:
“Ciò fa sì che il sentimento
religioso degli italiani, anche credenti e praticanti, sia attraversato da
venature antiecclesiali che ne intaccano la purezza e la serenità. Infatti i
giudizi che si danno sulla Chiesa, sulle sue istituzioni, sul suo personale,
sulle posizioni che essa assume anche in campo religioso e in campo morale, che
pure sono di sua competenza, sono in genere negativi e talvolta malevoli e
aspri. Le accuse che le si rivolgono sono d’incomprensione delle esigenze degli
uomini di oggi, di arroccamento su posizioni retrive, proprie di un passato
ormai morto, e quindi di incapacità di aprirsi al futuro, di ingerenza indebita
nella vita dello Stato, con la pretesa di imporre a questo le sue leggi, in
particolare nel campo della bioetica, della sessualità e del matrimonio, come
pure nel campo dell’educazione e della scuola, pretendendo di avere scuole
proprie confessionali, pagate dallo Stato. Questi sono i detrattori di
Benedetto XVI che vogliono mettere il bavaglio al Papa cercando di intimidirlo
e di rendergli difficile la sua missione di evangelizzatore. Ma la mitezza del
Papa e la sua fermezza nei principi ci fanno ben sperare.
Che
Ratzinger condanni il suo dio assassino e criminale! Fintato che Ratzinger
continuerà a considerare gli ordini del suo dio come ordini a cui obbedire
(salvo le reazioni di giustizia della società civile contro di lui, il suo dio
e i suoi ordini), è al di fuori della società civile. E’ un criminale!
Un
feroce criminale che cerca di diffondere il genocidio aggredendo tutti quei
mezzi che consentendo alle persone una vita sane e una sessualità coerente con
le proprie predilezioni liberandole dal terrore del domani. E’ facile per
Ratzinger e la mafia cattolica aggredire uomini e donne miserevoli in Africa o
stuprare bambini in Italia forte degli appoggi politici. Ma ciò è vergognoso e,
nonostante la propaganda a favore della sua attività criminale ad opera delle
televisioni, costituisce un’offesa per la Costituzione della Repubblica e per
la società Europea.
Levitico 20, 9-19
“Chiunque maledice suo padre
e sua madre, sia messo a morte: ha maledetto i suoi genitori, il suo sangue
ricada su di lui. Levitico 20, 9
Per chi commette adulterio
con una donna maritata: l’uomo che commette adulterio con la moglie del suo
prossimo sarà messo a morte lui e la sua complice. Levitico
20, 10
E se uno giacerà con la
moglie di suo padre, scoprendo così la nudità di suo padre, siano messi a morte
tutt’e due: il loro sangue ricada sopra di loro. Levitico 20, 11
Se uno giace con sua nuora,
siano messi a morte tutti e due: essi si sono contaminati: il loro sangue
ricada sopra di loro. Levitico 20, 12
Se un uomo giace con un altro
uomo come si fa con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole:
siano messi a morte: il loro sangue ricada sopra di loro. Levitico
20, 13
Se uno prende in moglie tanto
la figlia che la madre, è un incesto, siano bruciati lui e loro, affinché non
ci sia tale incesto tra voi. Levitico 20, 14
Chiunque si congiunga con una
bestia, sia messo a morte; anche la bestia si uccida. Levitico
20, 15
Come pure se una donna si
accosta ad un animale per accoppiarsi con lui, ucciderai la donna e la bestia:
siano messi a morte, e il loro sangue ricada sopra di loro. Levitico
20, 16
Se uno prende per moglie sua
sorella, figlia di suo padre o di sua madre, e vede la sua nudità ed ella vede
quella di lui, è un’ignominia; siano uccisi sotto gli occhi dei figli del loro
popolo: egli ha scoperto la nudità di sua sorella: ne porti la pena. Levitico 20, 17
Se uno giace con una donna
durante le sue mestruazioni e scopre la sua nudità, egli scopre il flusso di
lei ed essa ha scoperto il flusso del proprio sangue, perciò siano tutti e due
recisi di mezzo al proprio popolo. Levitico 20, 18
Non scoprire la nudità della
sorella di tua madre, o della sorella di tuo padre: è scoprire la propria
carne: porteranno la pena della loro iniquità. Se uno giace con la moglie di
suo zio, ne scopre la nudità: porteranno la pena del loro peccato; morranno
senza prole. Se uno prende la moglie di suo fratello, commette una nefandezza:
ha scoperto la nudità di suo fratello: morranno senza prole. Levitico 20, 19
La
fobia cattolica per il controllo della sessualità, mediante il controllo delle
relazioni familiari, è il fondamento della perversione cattolica che impone il
suo modello di famiglia alle Costituzioni occidentali. Un modello di famiglia
che può essere imposto soltanto attraverso la paura del sesso. Infatti, nella
religione cristiana non si può parlare di sessualità se non all’interno della
famiglia. Le pulsioni sessuali e i desideri delle persone, per un cristiano,
sono “peccato”:
Non
troverete mai, nella chiesa cattolica, fino a pochi decenni fa, il problema del
sesso. Il sesso, come insegna ai cattolici la bibbia, deve essere represso e
circoscritto a quelle relazioni il cui scopo è quello di:
“Il matrimonio ha uno scopo
ben definito: la propagazione del genere umano. E se la rinuncia al matrimonio
è un grande sacrificio, meglio il sacrificio di sé stessi che il rimorso del
delitto d’aver messo al mondo figli tarati.” Gaiga
“Quaresimale quotidiano” Editrice scuola apostolica 1955
Io
credevo che questa funzione fosse delegata alla sessualità e non ad un istituto
sociale come il matrimonio. E’ stata recentemente scoperta una formica in Amazzonia che si riproduce senza rapporti sessuali. Non per
questo non pratica rapporti sessuali. E’ su questo che si scontra la società
moderna: i cattolici stuprano il matrimonio e la famiglia per costringerla
nelle categorie che il loro dio impone; la società civile pretende
l’applicazione delle norme civili e sociali definite dalla Costituzioni
moderne. Ai cattolici, in questo scontro, per poter continuare ad imporre le
norme criminali del Levitico, non resta che spargere
terrore.
Vale
la pena di leggere Toth Tihamer
“L’educatore spirituale del giovane” 1943 per riconoscere la fonte del
terrorismo sociale che, imposto dal Levitico degli
ebrei è stato veicolato dai cattolici per distruggere il divenire dei ragazzi:
“Di fronte alle mille insidie
tese contro la purezza dei nostri giovani, in mezzo all’atmosfera corrotta che
fa appassire la primavera della vita e distrugge la gioia delle giovani anime, possono gli educatori
cristiani e i sacerdoti rimanere inattivi? S. Alfonso de’
Liquori scrive: “Tra i condannati che popolano l’inferno non ce né uno solo che
non abbia peccato contro il sesto comandamento e il 99% sono appunto condannati
per questo peccato”. Se possiamo considerare questo detto come un’opinione
personale, non ci è possibile di chiudere gli occhi dinanzi alle terribili
conseguenze di questo vizio. Oggi al fanciullo che abita le grandi città non
sono sconosciute le cose più pericolose. Molti fanciulli hanno delle viziose
abitudini già in così delicata età, da non supporre in essi la conoscenza della
natura del peccato. Quando riconoscono la gravità del loro agire, dopo anni di
abitudine cattiva, non sanno più staccarsene. Spesso già negli occhi dei
giovanetti c’è un’inquieta fiamma; hanno i loro libri preferiti, in cui con
cupida curiosità possono trovare svelati i più delicati misteri; il sorriso
cinico di vecchi libertini si trova talvolta nel viso di giovani di quindici o
sedici anni. Come il frutto immaturo, nel cui interno c’è un verme nascosto,
quanti nostri giovani cadono, prima di aver apprezzato le nobili idealità della
vita! Quanti pastori di anime, stenterebbero trovare tra i giovani oltre i
quindici o sedici anni chi si conservi interamente puro. Una statistica di
medici tedeschi parla di una percentuale altissima di fanciulli la cui purezza
è naufragata. Anche se tale affermazione fosse esagerata, rimane lo stesso
assai elevato il numero delle vittime di questo terribile vizio. Possiamo adunque concludere che l’educazione della gioventù alla
purezza è il fulcro dell’educazione in questa età tempestosa, anzi si può dire
l’essenza dell’educazione stessa.” Toth Tihamer “L’educatore spirituale del giovane” 1943
Le
porcherie del professor, dottor, monsignor, Toth Tihamer vengono ben definite da Wilhelm
Reich in “Etere, dio e il diavolo”:
“Brutalità sadica, libidine
pornografica e ritrosia colma di angoscia mortale sono dunque manifestazioni
esteriori degli impulsi allorquando questi hanno attraversato la corazza
caratteriale. Essendo corazzata la maggior parte degli animali umani, non v’è
da meravigliarsi se la sesso-economia e, più tardi, la biofisica organica si
scontrarono con un mare di brutalità, pornografia [come manifestazione e
legittimazione del possesso di un individuo sull’altro; non come
rappresentazione degli atti sessuali in sé. nota mia Claudio Simeoni], angoscia
mortale quando fecero alcune rivelazioni semplici, immediatamente comprensibili
e riguardanti l’essenza di ciò che è vivo. Qualora la separazione degli impulsi
vitali naturali dalla pornografia sadica delle generalità [come imposta
dall’educazione alla “purezza” dei cristiani e degli ebrei; nota mia Claudio
Simeoni] non fosse stata cosa di tanto gigantesca responsabilità, certamente
avrei rinunciato alla discussione con questo oceano di sporcizia spirituale. Ma
così, come stanno le cose, non mi è lecito ritirarmi nel comodo modo di vedere
accademico ella splendid isolation .
La posta è troppo alta. Eppur se non mi muovono intenti di vendetta, tuttavia
non vorrei rinunciare al trionfo di essermi salvato, non fiaccato né insozzato
– sebbene con molte cicatrici dovute a pericolose e dolorose lesioni del mio
sentimento d’onore, della coscienza della mia opera scientifica e ad
incredibili diffamazioni da parte di individui biopatici
– da questo abisso dannato, da questo vero e proprio inferno dantesco della
esistenza umana.”
Così,
Toth Tihamer attualizza nel
suo tempo l’odio del dio della bibbia nel reprimere gli atti sessuali
trasformando la famiglia in una galera per il controllo militare della
sessualità delle persone. Dal controllo della famiglia come campo di
concentramento del controllo della sessualità delle persone indicata dalla
bibbia ne consegue la violenza sessuale nei confronti dei bambini, dei minori,
la violenza sessuale nei confronti delle donne, la violenza sessuale di ogni
sottoposto che, proprio attraverso la violenza sessuale, viene fissato nel suo
ruolo di sottomesso.
Nel Levitico, il padre è il padrone: il violentatore! E’ il
fruitore di quei diritti assoluti sulle persone sottomesse. Anche nella recente
legge Afgana, per far piacere ai Talebani, viene ribadita la proprietà sulle donne da
parte del marito. Come nella legislazione cattolica ed ebraica. Dice Paolo di
Tarso che la donna è sottoposta all’uomo, sua schiava, soggetto di obbedienza e
di deferenza al suo padrone. La morale cattolica è la morale che impone alle
società civili quel modello di famiglia finalizzato, esclusivamente, al
controllo della sessualità delle persone. Un’immagine di “madre” che è
l’immagine della non-persona. Una non persona relegata al ruolo di bestia da
riproduzione:
“Essere madre, infatti, è
altissima dignità, essendo comando di dio. Ad Eva, la madre della prima vita,
l’annuncio della maternità e la prima benedizione l’ha data dio: “Crescete e
moltiplicatevi” (Gen. 1, 28). E’ poi anche grave responsabilità. Ho letto una volta che le parole dette dal
signore a Mosè, che stava avvicinandosi al roveto
ardente, si possono riferire al matrimonio: “Sciogli i calzari dai tuoi piedi;
la terra che calpesti è santa” (ex. 3, 5). Guai se domani i figlioli dovessero
vergognarsi della propria madre!” “Quaresimale quotidiano” Gaiga
ed. Scuola Apostolica Vicenza.
L’immoralità
della guerra alla sessualità messa in essere da ebrei e cristiani ha
trasformato la storia in un vero e proprio campo di concentramento e di
sterminio degli Esseri Umani.
Davanti
all’orrore cristiano, oggi come oggi, le parole di Wilhelm
Reich suonano liberatrici e profetiche specialmente
davanti alle invocazioni alla castità che fece Bush o
Ratzinger:
“Secondo i riformatori
sessuali i matrimoni infelici sono dovuti per la maggior parte ad una scarsa
soddisfazione sessuale, per la goffaggine del marito e la frigidità della
moglie. Perciò i riformatori alla Van de Velde propongono l’erotizzazione
del matrimonio; insegnano ai mariti le tecniche e si aspettano da questo un
miglioramento delle relazioni. L’idea fondamentale è giusta; un matrimonio ben
fondato sulla soddisfazione erotica è, in verità, migliore di un matrimonio
insoddisfacente dal punto di vista erotico. Ma non si pensa ai presupposti
necessari ad una erotizzazione della relazione
sessuale. Il più importante dovrebbe essere una affermazione generale della
sessualità, e l’esperienza sessuale prematrimoniale della donna. L’educazione
sessuale, tuttavia, così com’è oggi è determinata dai suoi obbiettivi: castità
delle ragazze e fedeltà coatta della moglie [come nel Levitico;
nota Claudio Simeoni]. L’una e l’altra richiedono una repressione sessuale di
grande portata, se non addirittura completa da parte dela
ragazza. La donna di scarse esigenze sessuali, sotomessa,
che nega il sesso o al massimo lo tollera, è la moglie più fedele; in termini
di morale conservatrice è la moglie migliore. Una educazione affermatrice del sesso le darebbe una maggiore indipendenza;
e sarebbe perciò pericolosa per il matrimonio. Dal punto di vista del matrimonio monogamico indissolubile,
un’educazione sessuo-negativa è assolutamente logica.
Viceversa, la pretesa di erotizzare l’unione coniugale, contraddice l’ideologia
del matrimonio.” Tratto da “La rivoluzione sessuale” di Wilhelm
Reich 1945 ed. Feltrinelli
Parole profetiche quando si leggono le strategie di sopravvivenza sociale delle popolazioni all’imposizione dell’orrore del Levitico:
Il numero delle separazioni e dei divorzi in Italia
Nel 2005 è leggermente diminuito il numero delle separazioni in italia, mentre ha continuato a crescere la percentuale dei divorzi. lo rende noto oggi l'istat.
La flessione delle separazioni (che in tutto l'anno sono state 82.291) è stata dell'1,1%. i divorzi sono invece aumentati del 4,3% rispetto all'anno prima, raggiungendo quota 47.036.
"nel 2005 - dice l'istat- si registrano 5,6 separazioni e 3,2 divorzi ogni mille coppie coniugate", con una maggiore incidenza del fenomeno al nord dove si registrano 6,2 separazioni e 4 divorzi ogni mille coppie sposate rispetto a 4,2 separazioni e a 1,8 divorzi nel mezzogiorno.
la regione in cui i matrimoni scoppiano con più facilità è la liguria, con 8 separazioni e 5,8 divorzi ogni mille coppie coniugate, seguita da valle d'aosta (rispettivamente 7,6 e 5,6) e lazio (7,9 e 4).
i valori più bassi, come negli anni precedenti, si registrano invece in basilicata (con 3 separazioni e 1,2 divorzi), calabria (3 e 1,4) e puglia (3,8 e 1,6).
per quanto riguarda il tipo di procedimento giudiziario scelto, "nel 2005 si sono chiuse consensualmente l'85% delle separazioni e il 77,6% dei divorzi", dice il rapporto.
Scoppiano di piu' i matrimoni "misti"
tra i dati più rilevanti, il fatto che dal 2000 sia aumentato del 76,7% il numero di separazioni riguardanti le cosiddette coppie miste.
l'istat rileva che a chiedere la separazioni sono più spesso le donne (nel 71,7% dei casi nel 2005), mentre è l'uomo separato a chiedere maggiormente il divorzio (56,3%).
nel 2005 la durata media del matrimonio al momento della separazione è risultata di 14 anni, anche se un quarto circa delle separazioni riguarda unioni durate meno di sei anni. al momento del divorzio il matrimonio dura mediamente da 17 anni, ma il 24,7% dei divorzi pronunciati nel 2005 ha riguardato matrimoni celebrati da meno di dieci anni.
Fonte:
http://www.rivaluta.it/economia/separazioniedivorzi.htm(fintanto che il link rimarrà attivo)
Da qui l’odio della chiesa cattolica, dei fondamentalisti ebrei e musulmani, per il bisogno di libertà delle persone dall’odio imposto, attraverso il Levitico, dal loro dio padrone. Le farneticazioni di Ratzinger contro il Parlamento Belga per la condanna che tale Parlamento ha sancito nei confronti di Ratzinger per le sue farneticazioni sull’uso del preservativo.>
E’ ora di uscire dall’orrore imposto agli esseri Umani dal dio degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani. E’ ora che anche le istituzioni, dopo i comportamenti eroici delle popolazioni, iniziano a fermare il terrorismo religioso cristiano.
Le popolazioni subiscono l’imposizione violenta della bibbia. Qualche volta si ribellano modificando i costumi sociali, ma non trovano, quasi mai, delle sponde di rispetto nelle Istituzioni:
“Le coppie di fatto eterosessuali italiane sono, secondo l'STAT, circa 500.000. Una stima probabilmente al ribasso, se si pensa che tra il 1995 e il 2007 la percentuale delle nascite fuori dal matrimonio è aumentata dall'8,1% al 18,6%.
Altre rilevazioni ISTAT (dicembre 2000) riportavano che 893.000 matrimoni (il 4,6% del totale) erano preceduti da una convivenza, ma la cifra non dava adeguatamente l’idea del cambiamento di costume intervenuto: solo il 2,5% delle persone sposate prima del 1988 aveva fatto questa esperienza, contro il 12,8% di quelle convolate a nozze negli anni più recenti.
L'Italia è tuttavia il paese europeo in cui è più diffuso il fenomeno del matrimonio diretto, non preceduto da una convivenza. Del resto è anche il paese in cui il fenomeno della convivenza è meno diffuso. Vi sono peraltro anche forti differenze a livello regionale: mentre le regioni del centro-nord sono più vicine a livelli europei, in quelle del sud sono un fenomeno ancora molto marginale.”
E ancora:
“Le coppie gay e lesbiche soffrono, in Italia, della stessa mancanza di diritti delle coppie eterosessuali. Se la Chiesa cattolica vede come il fumo negli occhi le convivenze eterosessuali, figuriamoci quelle omo: un documento della Congregazione per la dottrina della fede del 1992, dopo aver concesso che gli omosessuali sono «persone umane» come le altre, sostiene poi che «vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale […] a motivo di un comportamento esterno obbiettivamente disordinato».
Nell’ottobre 2000 un ennesimo documento giustificò la disparità di trattamento nei confronti di gay e lesbiche con la loro «oggettiva impossibilità di far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita»: una tesi veramente insulsa poiché, secondo la loro logica contorta, della stessa discriminazione dovrebbero essere passibili le coppie eterosessuali sterili.
A oggi, in Italia, l’unico riconoscimento ottenuto è quello della possibilità di partecipare ai bandi per l’assegnazione di alloggi popolari (in prima fila il Comune di Bologna con una propria delibera del 1992).
Il 21 ottobre 2002 una coppia gay di Pisa è riuscita, grazie alla doppia cittadinanza di uno dei partner, a ufficializzare la propria relazione presso il consolato francese in Italia. Va ricordato infatti che in quasi tutte le nazioni europee la convivenza è sancita e garantita da anni: i Paesi Bassi come al solito sono stati i primi, fin dal lontano 1580. Tutte le nazioni scandinave, il Benelux, la Francia, la Germania, il Canada, e persino la cattolicissima Spagna hanno riconosciuto, con modalità variabili dalla convivenza al matrimonio, i diritti delle coppie gay.
Il 16 marzo 2000 una risoluzione del Parlamento europeo, approvata ad ampia maggioranza, ha chiesto ai quindici paesi dell’Unione di «porre fine agli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali ovvero a un istituto equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni». Un invito, visto il gran numero di paesi già in regola, rivolto soprattutto alle poche nazioni rimaste indietro, l’Italia in primis. Il 15 gennaio 2003 l’Europarlamento ha ribadito queste tesi adottando una nuova risoluzione, con cui ha invitato ancora una volta paesi come l’Italia a dotarsi di una normativa adeguata.”
Tratto da:
http://www.uaar.it/laicita/convivenza/
Gli
interessi messi in evidenza da Wilhelm Reich sono ancora in atto e vengono alimentati
continuamente dal Vaticano nel tentativo di aggredire le società civili. Molte
società pensano che tali azioni siano utili per controllare le persone. Il
recente caso dell’amministrazione USA di Bush ha
dimostrato come l’imposizione dell’ideologia della famiglia, come imposta dalla
bibbia, sia di fatto una giustificazione a quei comportamenti criminali che
hanno indotto l’attuale crisi economica. Parlare dell’organizzazione e dei fini
della famiglia come relazione fra gli individui, determina, di fatto, ogni
relazione all’interno della società nella quale viviamo.
Una
società che, una buona volta, deve dichiarare come il dio della bibbia e il
Gesù dei cristiani sia il suo nemico. Il nemico del genere umano e delle
istituzioni democratiche che vedono il loro fondamento nelle Costituzioni
occidentali.
Marghera, 19 aprile 2009
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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