Joseph De Maistre (1753 - 1821)

La dottrina sociale della chiesa cattolica

Riflessioni sulle sue idee.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) "Poiché ogni costituzione è divina nel proprio principio, ne consegue che l'uomo non ha alcun potere in questo genere di cose se non si fonda su dio, di cui diventa allora lo strumento".

2) Cade così ogni valore delle costituzioni democratiche, a vantaggio del tradizionale ordinamento monarchico, l'unico legittimo perché recante l'impronta divina, sotto il primato del papa.

3) La Francia è una nazione privilegiata che ha nella storia una missione religiosa da compiere nel mondo. Perciò la Rivoluzione Francese si colloca fuori dal quadro storico: "essa è satanica per essenza e non sarà mai totalmente soffocata se non dal principio contrario".

4) In tale concezione storica viene ovviamente svalutata la funzione dell'uomo, che deve riconoscere la propria nullità e la necessità dell'appoggio divino.

Quando avvenne la Rivoluzione Francese, i principi che manifestava erano quelli dell'uguaglianza, della fraternità e della libertà. Tali principi erano intesi rispetto ad un'oggettività sociale costruita sul modello cristiano della "città di dio" in cui l'uguaglianza era negata dai cristiani, la fratellanza era negata dai cristiani e la libertà era negata dai cristiani.

Chi negava l'uguaglianza? La gerarchia imposta dal dio padrone dei cristiani. Il quarto stato era fatto da schiavi, chiamati servi, che pretendevano di essere uguali al re davanti alla legge. Pretendevano, con la Rivoluzione Francese, che il dio padrone dei cristiani e i "miserabili" del quarto stato fossero chiamati agli stessi doveri e agli stessi obblighi. La Rivoluzione Francese non ha mai detto che gli uomini devono appiattire le loro diversità in un'uguaglianza comportamentale. Ha detto solo che, le regole, quelle regole chiamate leggi, valgono nella stessa misura per ogni cittadino. Ha detto che le opportunità di occupare ruoli pubblici devono essere comuni ad ogni cittadino che vi concorre. Ha detto che il dio padrone dei cristiani deve sottostare alle stesse leggi alle quali sottostanno i "miserabili" del quarto stato.

Chi negava la fraternità? La gerarchia imposta dal dio padrone dei cristiani. La fratellanza, intesa come comunione di uomini che condividono problemi del presente e aspettative del futuro non è possibile là dove c'è un dio padrone che determina le gerarchie e il servo che quelle gerarchie deve subire. Un conto è che io, per lavorare, vada a pulire i cessi e un altro conto è che, dal momento che io pulisco i cessi, non debbo partecipare al benessere sociale o ai servizi che la società offre ai nobili, ai preti, ai cavalieri ai banchieri e ai borghesi.

Chi negava la libertà? La gerarchia imposta dal dio padrone dei cristiani. La libertà è intesa come la mia capacità di agire nella società, entro leggi che sono comuni a me come ad ogni altro soggetto della società: il dio padrone cristiano, il Gesù padrone cristiano, compreso. La libertà, determinata dalla Rivoluzione Francese, è la mia possibilità di agire in funzione dei miei intenti per la costruzione del mio futuro entro leggi determinate. La gerarchia determinata dal dio padrone, di fatto, nega la mia libertà in quanto io debbo sottostare alla volontà del dio padrone manifestata soggettivamente dalla gerarchia. Il dio padrone, e per estensione chi lo rappresenta, manifesta la sua libertà al di fuori della legge e di ogni norma nei miei confronti (mi ammazza quando vuole) e io non posso rivendicare nulla nei confronti del dio padrone e della sua morale imposta.

Questi tre principi della Rivoluzione Francese furono modificati da Napoleone che introdusse, al posto del concetto di uguaglianza, che veniva "male interpretato", il concetto di proprietà con l'introduzione del Codice Civile che sanciva il diritto del cittadino ad avere delle proprietà e di rivendicare tali proprietà come personali in contrapposizione allo Stato che quella proprietà doveva riconoscere. In sostanza, col Codice Civile potevo chiedere giustizia nei confronti di un possibile atto d'arbitrio fatto dai nobili o dal re, dal dio padrone stesso.

L'illuminismo spazzò via anche il misticismo dietro al quale i nobili nascondevano le loro violazioni alla morale cristiana nella ricerca esasperata di un potere magico che permettesse loro di sopraffare i loro nemici. Tutto ciò che violava l'ordine morale cristiano era rappresentato o dall'interpretazione cristiana degli antichi Dèi o in una ricerca di magia esoterica che esaltava il razzismo e la discendenza del sangue e della razza.

Ne è un esempio De Maistre e il suo odio razziale nei confronti della popolazione sarda. L'idea di superiorità della razza, di quella razza, come identificazione nell'idea del "popolo eletto", fu uno egli elementi portanti della reazione cristiana ai principi sociali della Rivoluzione Francese. In fondo, che cosa aveva fatto la Rivoluzione Francese con Robespierre se non tagliare la testa al dio padrone cristiano nella figura del re di Francia (re per volere di dio e con la prerogativa divina di fare i miracoli)?

Quando un cristiano viene messo in discussione diventa feroce. Il cristiano è feroce contro gli Esseri Sociali più deboli perché altrimenti non può rubare loro il pane dalle mani. Non può costringerli a guadagnargli il pane col sudore della loro fronte e, quando il cristiano è nei gradini bassi della scala sociale, tutto il suo intento sarà di fare (inteso come lavoro) il meno possibile e quel poco farlo fare agli altri dai quali vuole farsi servire. In fondo, il cristiano attende la provvidenza divina.

Questo è il senso della reazione cristiana ai principi di libertà della Rivoluzione Francese. Identificandosi con l'onnipotenza del suo dio padrone, il cristiano trova la sua forza assoggettando gli Esseri Umani a sé stesso in quanto rappresentante del dio padrone. Il cristiano è il suo dio padrone.

Per questo motivo De Maistre sviluppa il bisogno (come riflesso della sua pulsione di morte) di distruggere un divenire sociale che non abbia il dio padrone come riferimento, ma gli Esseri Umani. Se gli Esseri Umani sono uguali al dio padrone davanti ad una legge che tratta in egual modo entrambe le parti, egli è nessuno. Egli deve guadagnarsi da vivere come tutti gli altri Esseri Umani, non può rubare collocandosi in un gradino gerarchico più o meno alto fra dio e lo schiavo.

Per questo De Maistre condanna le Costituzioni Democratiche in favore della monarchia assolutista. Un assolutismo che diventa arbitrio soggettivo contro la volontà e la libertà degli uomini. Gli uomini, per De Maistre, sono schiavi del suo dio padrone. Non hanno diritti. Solo il re, che rappresenta il dio padrone, ha diritti nei loro confronti: diritto di farne commercio in quanto schiavi.

La costituzione regola i rapporti fra gli Esseri Umani all'interno del Sistema Sociale ed è sempre una mediazione fra i "poteri forti" e gli Esseri Umani socialmente più deboli. L'imposizione dei principi Costituzionali devono diventare doveri per le Istituzione e per chi è avvantaggiato dalla situazione sociale. Solo il cristianesimo e l'odio del dio padrone cristiano impongono doveri alle persone deboli nella società. Impongono una morale di obblighi a individui che non sono cittadini, ma oggetti di obbedienza e soggetti sottomessi: pecore di un gregge. La Costituzione regola le relazioni fra gli Esseri Umani, dunque, solo gli Esseri Umani hanno diritto di stabilirla, regolarla e modificarla: non il dio padrone né i suoi servi.

Quando mai nella storia il dio padrone ha concesso una Costituzione? Mai! La stessa Magna Carta fu strappata dai nobili inglesi a Giovanni Senza Terra. Solo Hammurabi ha concesso leggi affinché "il più debole avesse giustizia nei confronti del più forte".

Nel cristianesimo i servi del dio padrone assoggettano gli Esseri Umani al potere di dio, cioè al clero come suoi rappresentanti, per servirsene come schiavi.

Per De Maistre "libertà, uguaglianza, fraternità" sono dei principi "satanici".

Non stupisce se De Maistre frequentò logge massoniche che erano il braccio operativo della chiesa cattolica per ripristinare l'assolutismo e non avevano nulla a che fare con le logge Massoniche dei Liberi Muratori.

Per questa operazione di devastazione sociale, De Maistre abbisogna di un potere monarchico o del papato cui, secondo lui, dio demanda il potere di comandare e ordinare agli schiavi.

Qual è la missione religiosa della Francia secondo De Maistre? Assoggettare e rendere schiavi gli Esseri Umani sotto il dominio del dio padrone. Questo è il motivo che lo spinge a ritenere "satanica" la Rivoluzione Francese. Per un cristiano ogni respiro verso la libertà è un atto satanico. Già il Gesù chiamava "satana" ogni Essere Umano che osava mettere in discussione la sua divinità. Egli era incapace di controbattere le argomentazioni di ogni interlocutore, come i Farisei, doveva ricorrere agli insulti. Così fa il papa cattolico e i suoi adepti contro chi chiede loro conto delle loro affermazioni di fede.

Pensare l'Essere Umano come merce da comprare e da vendere all'interno della logica di De Maistre è un passo semplice. Se l'Essere Umano è assoggettato al dio padrone, allo stesso modo è assoggettato al padrone, al re, al papa e ai preti.

Così recita la dottrina sociale della chiesa cattolica:

"Schiavi, obbedite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne, non solo quando vi vedono, come per piacere agli uomini, ma con sincerità di cuore, per timore del signore. tutto quello che fate, fatelo di cuore, come per il signore e non per gli uomini, sapendo che riceverete in ricompensa l'eredità dalle mani stesse di dio. E' a cristo signore che voi servite. Chiunque, invece, commette ingiustizia, commetterà secondo l'ingiustizia commessa: non vi sarà accettazione di persone." Paolo di Tarso, lettera ai Colossesi 3, 22-25

"Servi siate sottomessi con ogni rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli che sono buoni o ragionevoli, ma anche a quelli di carattere intrattabile. Poiché piace a dio che si sopportino afflizioni per riguardo verso di lui, quando si soffre ingiustamente. Infatti, che gloria vi è nel sopportare di essere battuti, quando si ha mancato? Ma se voi, pur avendo agito rettamente, sopportate sofferenze, questo è gradito davanti a dio. Anzi è appunto a questo che voi siete stati chiamati, perchè Cristo pure ha sofferto per voi lasciandovi un esempio affinché ne seguiate le orme." I Pietro 2, 18-21

Costretto a prostrarsi, a lavorare per mantenere i padroni in nome del dio padrone cristiano e senza nessun diritto se non quello di servirli fedelmente, l'individuo si ribella e chiede "libertà, fraternità e uguaglianza".

Il pensiero di De Maistre forma una giustificazione ideologica attraverso la quale duecentomilioni di Esseri Umani saranno massacrati sulle rotte che dall'Africa portano alle americhe e almeno il doppio, legati in catene per servire il dio dei cristiani. Il pensiero di De Maistre costituirà uno dei capisaldi attraverso i quali i preti cristiani esprimeranno la loro ferocia contro le idee di uguaglianza. Il pensiero di De Maistre sarà ancora oggi utilizzato dal Vaticano per fare a pezzi la Jugoslavia e, con Musulmani e Ortodossi, dividersi l'assoggettamento di quei popoli dopo aver distrutto, attraverso il massacro, la sia pur tenue speranza di uguaglianza che una costituzione senza il dio padrone garantiva a quei cittadini.

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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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Marghera, 26 luglio 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.