Johann Wolfgang von Goethe (1749 - 1832)

Riflessioni sulle sue idee.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) Secondo Goethe, nella natura "vi è un eterno vivere, divenire e muoversi". In questo suo eterno trasformarsi, senza alcun momento di pausa", la natura partecipa alle vicende degli uomini, i quali, pur senza perdere la propria individualità, "sono tutti in lei e lei in tutti".

2) Dio si identifica con la forza spirituale che pervade tutta la natura e dalla quale è tracciato il destino dell'uomo.

Goethe introduce un nuovo argomento. Un argomento terribile in tutta la sua maestosità. L'uomo e la natura sono in relazione; l'uno e l'altro vivono essendo l'uno nell'altro.

In tutto questo la figura principale resta ancora l'uomo e non la relazione.

E' la natura a partecipare nell'attività degli Esseri Umani, è la natura negli uomini che agisce pur conservando questi la propria individualità. E’ la Natura, secondo Goethe, che traccia il destino dell’uomo. Non parla di condizioni entro le quali l’uomo agisce, ma proprio il destino dell’uomo in quanto la Natura si identifica col dio padrone e la sua forza.

Goethe non riesce a fare un passo diverso quasi non vedendo che la Natura è un insieme di esseri. Eppure, egli stesso afferma come nella natura c'è un eterno divenire, muoversi e trasformarsi e quel divenire, muoversi e trasformarsi non è solo atto della natura nel suo insieme, ma è attività degli esseri della natura sia come singoli soggetti che come insiemi di soggetti “suddivisi” in specie. Nessun Essere perde la propria individualità nella natura, piuttosto il suo esistere nella natura è dato dalle necessità della natura che il singolo essere soddisfa soddisfacendo i propri bisogni.

Il concetto di divenire non è relazionato al concetto di adattamento. Il concetto di adattamento è un nemico del dio creatore e Goethe ancora non riesce a vederlo: i tempi non sono ancora maturi. Sono gli Esseri Umani che partecipano alle vicende della natura. Si adattano, soddisfano i loro bisogni e le loro necesstà proprio come risposta ai bisogni e alle necessità della Natura.

Goethe presenta una condizione psichica come risposta ad un accumulo di tensioni che cercano una risposta diversa dall’idea del dio creatore ed esterno all’uomo e alla vita. Per soddisfare queste tensioni unisce il controllo sull’uomo del dio padrone cristiano con l’attività della natura, ma non libera l’uomo dal controllo del padrone. E’ sempre il dio padrone che domina l’uomo sia se quel dio si chiama dio, sia che si chiami natura.

Goethe non riesce a vedere la natura come Natura. Egli vede la natura come espressione dello spirito divino; del dio creatore. Nella natura Goethe trova dio. Nello spirito di dio che attraversa la natura Goethe identifica il destino degli esseri umani. Quale destino? Quello del dio padrone davanti al quale gli Esseri Umani si inginocchieranno o la natura come Essere nel quale gli Esseri Umani fonderanno il proprio divenire onde continuare i propri mutamenti verso l'infinito?

Qual'è il destino dell'uomo visto da Goethe?

E' facile, alterando la percezione, riuscire a scorgere i confini della Natura che, come Essere immenso, si erge davanti agli Esseri Umani. Chiamare quest'Essere dio come artefice del destino degli Esseri Umani è tragico e disastroso.

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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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Marghera, 22 aprile 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.