Friedrich Schelling (1775-1854)

La filosofia e la religione (11^ parte)

Riflessioni sulle idee di Schelling.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) L'assoluto viene allora identificato con dio. In dio vi è una opposizione originaria, un contrasto di razionalità e irrazionalità: questa concezione permette di concepirlo come coscienza e personalità, e apre pertanto la strada alla spiegazione del concetto della personalità di dio.

2) In dio è presente anche il principio del male, come principio irrazionale accanto alla pura razionalità, e da esso si forma il mondo degli esseri finiti.

L'inesistente viene identificato con l'inesistente. Dopo una vita spesa nella ricerca dell'assoluto, lo identifica con il desiderio patologico del dio creatore. Così la contraddizione che si stava sviluppando soltanto nel suo cervello come bisogno di assoluto (potere assoluto inteso come assoluto dominio) si risolve nella concezione psichica del dio come oggetto del proprio assoluto.

Quest'assoluto è inesistente e, allora, per coprire l'inesistente si ricerca l'aggettivo attraverso il quale definirlo. Un contrasto fra razionalità e irrazionalità. Dove la razionalità è quanto Schelling immagina come razionalità e quanto egli intende come irrazionalità. Ma nella misura in cui l'intende o l'immagina, l'irrazionalità, nella sua testa, diventa razionalità. Una razionalità sulla quale possiamo parlare e discutere in quanto Schelling la definisce come il male.

Il dio creatore dei cristiani è il principio del male, ma solo del male. Egli è l'inesistente assoluto davanti al quale gli Esseri Umani vengono costretti ad inginocchiarsi. A sacrificare il movimento del mutamento. Egli è solo il male in quanto non solo non rappresenta nessun divenire per gli esseri nel loro stato attuale, ma ne comprime, impedendolo, il loro divenire attraverso la negazione della libertà nell'esistente.

Ecco allora Schelling immaginare il dio padrone con una personalità a giustificazione dell'immaginario umano di dio. Dio padrone come uomo provvidenza ed oggetto della storia. Il dio padrone come spirito oggetto e principio esistenziale della natura. Tutto l'esistente, nella mente di Schelling, si piega al dio padrone e in dio padrone la sua filosofia si giustifica e si risolve. Dio è una fantasia e il piegarsi dell'esistente davanti a dio è un desiderio pio assurdo. Solo una cosa è reale, le armi attraverso le quali gli Esseri Umani vengono messi in ginocchio davanti al dio padrone di ebrei e cristiani.

Peccato che Schelling questo non lo veda. La sua malattia da dipendenza psico-emotiva glielo impedisce. Già, egli si commuove davanti all'opera di arte, ma l'opera di arte della natura è la vita che riproduce sé stessa in qualsiasi condizione dell'esistente. La vera opera d’arte è lo sviluppo della libertà attraverso la quale costruire il proprio Potere di Essere. La vera opera d’arte è la capacità di sopravvivenza del singolo Essere Umano quando viene sottoposto a costrizioni tali da parte del Comando Sociale da annichilire ogni principio speranza nelle trasformazioni del suo presente.

La vera opera d’arte sta nella capacità dell'Essere Umano di sviluppare il proprio Potere di Essere nonostante venga messo in ginocchio davanti ad un dio padrone inesistente il cui compito è quello di assogettarlo al Comando Sociale rendendolo vuoto e incapace di affrontare le contraddizioni della realtà in cui vive.

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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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Marghera, 28 aprile 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.