Friedrich Heinrich Jacobi (1743 - 1819)

Riflessioni sulle sue idee.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) Alla base della conoscenza razionale sta la conoscenza immediata del sovrasensibile, rivelata con la fede. La ragione, che è la facoltà di conoscere ciò che i sensi non possono raggiungere, si attua come fede razionale naturale "che non esplica, ma rivela immediatamente". Essa coglie l'essere reale delle cose, mentre l'intelletto ci può dare solo un sapere analitico.

2) La teoria kantiana della cosa in sé è per Jacobi contraddittoria; non si può sostenere l'esistenza di una realtà differente dalla coscienza, prendendo le mosse dalla coscienza medesima.

La fede, nel caso usato da Jacobi, è un tentativo di conciliare lo sconosciuto e l'inconoscibile che circondano l’uomo con una spiegazione tale da acquetare la sete di conoscenza e di sapere. Jacobi usa il concetto di fede come sbarramento alla sete di conoscenza dell'essere umano per fermarlo nel suo cammino di arricchimento della sua coscienza. Va capovolto quanto afferma Jacobi. Non è la fede a rivelare il sovrasensibile, ma la fede è l’oggetto dietro il quale occultare il sovrasensibile. La fede fornisce una descrizione alla coscienza e questa viene bloccata entro tale descrizione.

Da questo presupposto, quanto afferma Jacobi, diventa aberrazione. Per lui la ragione diventa una facoltà in sé ( quanto i sensi non possono raggiungere) anziché essere ciò che è, è cioè che descrizve e interpreta di quanto i sensi trasmettono. L'intelletto, che all'interno della ragione è la capacità dell'essere di descrivere un problema data una soluzione, ci può dare solo un sapere analitico. Combinando intelligenza e ragione si ha una grande ragione, articolata e sviluppata, un grande descritto, e null'altro. Il sovrasensibile, o per la precisione quanto è diverso dai sensi condizionati dell'essere umano, lo si raggiunge mediante la volontà e la disciplina che ci inducono a forzare i limiti della ragione attraverso lo sviluppo della coscienza e della conoscenza. Senza lo sviluppo della coscienza dell'essere, il sovrasensibile si presenta come oggetto descritto all'interno della ragione. La descrizione, con cui definire e immaginare il sovrasensibile, è imposta all'essere non attraverso il proprio percepito, ma attraverso la tradizione, l’omologazione, innestata col condizionamento educazionale.

Per quanto riguarda la contraddittorietà della cosa in sé per Jacobi, in riferimento alla coscienza, la contraddittorietà sta solo nel suo modo di porsi davanti al mondo. Egli è un essere creato, dunque è un essere completo e non può concepire una realtà differente da quella descritta dalla sua coscienza. Per concepire una realtà diversa è necessario concepire la propria coscienza come divenuta per mutamento e trasformazione continua e in divenire attraverso uno sviluppo continuo. Anche la realtà percepita è suscettibile di mutazioni all'interno della percezione dell'essere e di conseguenza muta anche la sua coscienza. La realtà non è ciò che percepiamo, ma ciò che percepiamo è una definizione soggettiva di aspetti parziali di una realtà che sfugge alla comprensione della ragione nella sua complessività. L’uomo è compreso nel mondo in cui vive, non può comprendere il mondo. Solo l’illusione di una relazione con un dio assoluto mediante la fede può illudere l’uomo di comprendere il mondo.

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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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Marghera, 21 aprile 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.