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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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La filosofia aperta, il comando sociale e società civile

La filosofia della Religione Pagana.

Ogni struttura filosofica segue il cammino del filosofo. A volte una struttura filosofica è in grado di costringere più filosofi a lavorare assieme arricchendosi per un certo periodo, ma finisce sempre per sgonfiarsi e perire. Questo perché all'origine della struttura filosofica non c'è il pensato ma il pensante.

La filosofia è specchio del filosofo che la produce e il filosofo è il prodotto delle condizioni in cui è nato e del tempo in cui è vissuto. Una volta che quelle condizioni e quel tempo vengono modificati, quella filosofia non ha più ragione di esistere; ogni volta che vengono modificati gli occhi che guardano l'oggettività, quella filosofia non ha più ragione di essere.

Esiste una sola struttura filosofica in grado di superare il filosofo e l'oggettività in cui è prodotta ed è quella che risponde ai bisogni umani. Ma i bisogni umani, sia nella loro percezione che nella loro soddisfazione, si sviluppano e si modificano (o vengono continuamente modificati) dunque, se il bisogno è in sé una costante, la relazione bisogno e oggettività è una variabile e come tale l'interpretazione filosofica deve essere costantemente variata in funzione della variazione della relazione oggettività-soggettività. La condizione per cui una struttura filosofica si espande nel tempo sono rappresentate dal rinnovamento delle relazioni fra i fondamenti della filosofia e l'oggettività in cui si espande.

Questo vale: esiste un solo tipo di struttura filosofica in grado di superare il filosofo e l'oggettività in cui si è prodotta, ed è quella che corrisponde ai bisogni coercitivi del Comando Sociale; ma i bisogni coercitivi del Comando Sociale, sia nella loro percezione che nella loro soddisfazione e sviluppo, si modificano (o vengono continuamente modificati) dunque, se il bisogno è in sé una costante la relazione bisogno e oggettività è una variabile e, come tale, l'interpretazione filosofica deve essere continuamente variata in funzione delle variazioni soggettività-oggettività.

Solo che il Comando Sociale dispone dei mezzi attraverso i quali favorire lo sviluppo di una struttura filosofica che rinnovi il suo controllo coercitivo nei confronti del Sistema Sociale e nello stesso tempo blocca ogni struttura filosofica il cui scopo è dilatare lo spazio di libertà del Sistema Sociale Umano. Nel suo insieme nei confronti sia dei singoli individui che del Sistema Sociale stesso.

La struttura filosofica supera il filosofo solo quando questo centra i bisogni umani e nello stesso tempo diventa stimolo di elaborazione in situazioni oggettive diverse.

In ogni altro caso la filosofia muore col filosofo.

Questo è il motivo per il quale molte strutture filosofiche aprono con la grancassa e chiudono con un disonorevole silenzio.

Il metro di misura di una struttura filosofica è la vita umana, la capacità del filosofo di incidere nella vita.

Una struttura filosofica è piena solo se la ricerca del filosofo nella pratica quotidiana è piena; una filosofia conduce nei mutamenti soltanto se il filosofo ha percorso i mutamenti ed è in grado di indicare un fare attraverso il quale percorre i mutamenti anziché elevarsi a dio padrone e signore del pensato umano!

Soltanto la filosofia è specchio della percezione dell'esistente da parte del filosofo, non necessariamente del suo adattamento all'oggettività in cui vive. La filosofia è il divenuto della sua percezione mentre le azioni soggettive nell'oggettività sono determinate dallo sviluppo e dal condizionamento dei suoi bisogni in relazione al suo divenuto. Egli soddisfa i suoi bisogni e questa soddisfazione è asse portante della propria filosofia, ma il condizionamento educazionale interviene sul filosofo e sulle sue capacità di sviluppo della relazione bisogni-soddisfazione intervenendo sul fare del filosofo all'interno del Sistema Sociale.

Il filosofo della Libertà percepisce la realtà ma in quanto trasferirla nel fare umano, è un altro discorso. Così il filosofo si adatta a vivere nell'esistente introducendovi le proprie variabili. Nel Sistema Sociale non rispecchia l'assoluto ma solo la mediazione fra l'attimo presente e la possibilità di variare la direzione dei mutamenti nel tempo mentre gli viene incontro.

Marghera, 25 aprile 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.