Considerazioni generali nella
Teoria della Filosofia Aperta
sulla relazione dialettica fra pensato e pensatori

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Il processo di conoscenza che trasforma il conoscitore

Con i filosofi del passato spesso si fanno dei cammini assieme. Da loro vissuto peschiamo le esperienze. Non è importante sapere quanto loro hanno compreso leggendo il loro esistente però è importante conoscere quale sviluppo ha avuto il loro sistema di pensiero e qual è la volontà da essi usata per renderlo manifesto. E' importante sapere quali mediazioni hanno attivato col Sistema Sociale e col Comando Sociale. Infine, è importante sapere quanto essi si sono trasformati in funzione della loro percezione e dello sviluppo del loro pensiero e quanto quello stesso pensiero invece era un modo per giustificare la loro sconfitta davanti alla vita. Spesso gli uomini giungono a sprazzi di illuminazione. la loro ragione si accende illuminata da un’intuizione, ma è un'illuminazione che non ha modificato la loro struttura psico-fisica. Lungo la strada del loro vissuto un giorno, in un attimo, si è presentata un’intuizione che ha acceso la loro ragione. Sono stati tanto accorti da appropriarsene senza per questo farsi trasformare da questa: hanno studiato ma non hanno fagocitato.

Giudicare una filosofia dai fini del filosofo

Un sistema filosofico non deve essere giudicato per le premesse e per lo svolgimento, ma per le conclusioni che indica. Per gli effetti che produce nella società. Tutti i filosofi, almeno fino ad oggi, sono concordi nel dire che l'Essere Umano ha le gambe. Nessun filosofo metterebbe mai in discussione questo, almeno questa è la norma. Si tratta di valutare se le sue asserzioni conducono a considerare le gambe come strumento attraverso il quale l'Essere Umano cammina e si muove o lo strumento col quale l'Essere Umano prende a calci i suoi simili.

La filosofia e il giudizio di necessità della conoscenza

Il giudizio di necessità, come inteso, è il giudizio più misero possibile. Quel giudizio di necessità viene costruito prendendo una minima parte di elementi di un sistema complesso per poter essere manifestato in un ambiente ristretto come quello culturale. Chi elabora il giudizio di necessità sa benissimo che quel giudizio è incompleto, ma lo usa in quanto quel giudizio è in grado di condurlo nella direzione voluta ed è comprensibile nell’ambiente in cui agisce. Il Giudizio di Necessità è espressione della direzione che l’individuo imprime mediante la sequenza delle sue scelte. Non è il giudizio di necessità che determina la direzione delle scelte dell'individuo.

La caratteristica del giudizio di necessità sta nella psiche dell’individuo che lo emette: l’individuo che emette il giudizio di necessità conosce i limiti del giudizio che ha dato. Il giudizio di necessità è formato in funzione dell'obiettivo dell'individuo, il giudizio è formazione e direzione delle scelte dell'individuo. La sospensione del giudizio, come metodo di relazione nella società, porta alla formazione del giudizio di necessità come strumento dell'individuo. L’individuo, che come il dio padrone e giudice degli uomini non è in grado di sospendere il giudizio, eleva sé stesso a categoria di giudizio degli uomini. Egli è il novello dio padrone al quale gli uomini si devono adeguare.

Nozionismo e conoscenza

Il Sapere e la Conoscenza sono tali in quanto hanno la capacità di trasformare l'individuo. Una Conoscenza e un Sapere ottenuto mediante lo studio e le nozioni, anche se usato in modo intelligente, non è un Sapere né una Conoscenza, è solo nozionismo. Troppe persone millantano nozioni imparate a memoria come se fossero conoscenza e poche persone sanno distinguere l’individuo nozionistico dall’individuo portatore di conoscenza. L'individuo vive lo sviluppo del suo Sapere e della sua Conoscenza come una sfida attraverso la quale modificare sé stesso.

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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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Marghera, 25 aprile 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.