L'arresto di Gesù nel vangelo di Giovanni
le tesi di John Wycliffe e il rogo di Jan Hus
Ideologia dell'odio nel vangelo di Giovanni

(testo originale 1998)

di Claudio Simeoni

 

LA PAGINA CONTIENE:

Giovanni: Gesù arrestato;
Commento al testo "Gesù arrestato";
Da "L'operazione storica": John Wycliffe e Jan Hus. Le tesi di John Wycliffe;
Il processo e la condanna di John Hus;
Commento: "Gesù arrestato" in Giovanni e il processo alle tesi di Wycliffe e la condanna al rogo di Hus;

Scrive Giovanni nel suo vangelo:

Gesù arrestato nel vangelo di Giovanni

Detto questo Gesù andò con i suoi discepoli oltre il torrente Cedron, dov'era un orto in cui entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché spesso Gesù vi si ritirava in compagnia dei suoi discepoli. Giuda, dunque, avuta la coorte e guardie dai Gran Sacerdoti e dai Farisei arrivò là con lanterne ed armi.

Riflessione sull'ideologia che emerge dall'arresto di Gesù nel vangelo di Giovanni

In questo passo la cosa che interessa è la relazione fra i Farisei e la persecuzione. Vedremo come da questa relazione emerge una "dottrina della prassi". Una sorta di ideologia comportamentale che sarà riprodotta dalla chiesa cattolica come modello ideologico che vede nell'uomo che cerca la libertà un giuda, un traditore del padrone. Questa prassi sarà riprodotta nelle chiese cristiane che considerandosi padrone degli uomini affermeranno che ogni eretico è un giuda.

In questo modo le chiese cristiane macelleranno ogni persona che non si sottomette loro. E metteranno in scena la pagliacciata della divisione fra potere religioso che ordina il genocidio e i religiosi cristiani che occupando ruoli civili, quel genocidio metteranno in atto.

Gesù è il traditore. E' il traditore della società. Il distruttore della libertà dell'uomo e il sanguinario assassino che distruggerà la vita di milioni di individui.

A noi non resta che scegliere un episodio in cui si dimostra l'aberrazione ideologica, l'odio, manifestato dal vangelo di Giovanni nell'assoluto disprezzo per le persone.

La storia gronda di esempi, ma oggi vogliamo onorare John Wycliffe e Jan Hus non perché ne condividiamo il pensiero, ma perché con loro condividiamo lo spirito di libertà per l'uomo e il suo divenire.

I delitti contro l'umanità non cadono mai in prescrizione e ogni cristiano, aderendo all'ideologia religiosa di Gesù, è corresponsabile dei genocidi che si sono perpetrati partendo dall'ideologia di morte di Gesù.

Tratto da l'Operazione Storica, ed. Mondadori

John Wycliffe e Jan Hus

Le tesi di John Wycliffe

2) Poiché la menzogna eretica riguardo l'ostia consacrata ha il primato fra tutte le eresie, perché essa venga estirpata dalla Chiesa dichiaro ai moderni eretici che essi non possono né spiegare né comprendere l'accidente senza il soggetto [...].

5) Frutto di questa demenza, con cui si immagina un accidente senza soggetto, è di bestemmiare contro Dio, di scandalizzare i santi e di ingannare la Chiesa con la falsa dottrina dell'accidente.

6) Quelli che affermano che i bambini dei fedeli, morti senza battesimo sacramentale, non si salvano, sono sciocchi e presuntuosi.

7) La tenue e breve confermazione dei vescovi, con l'aggiunta di riti così solenni, è stata introdotta con il suggerimento del diavolo, perché il popolo sia ingannato nella fede della chiesa, e si creda maggiormente alla solennità e necessità dei vescovi.

8) L'olio, con cui i vescovi ungono i fanciulli, e il panno di lino che si mette attorno al capo, sono un rito ridicolo, non fondato sulla scrittura. Questa confermazione introdotta contro gli apostoli, è una bestemmia a Dio.

9) La confessione orale, fatta al sacerdote, introdotta da Innocenzo III, non è così necessaria all'uomo come egli l'ha definita. Se uno offende il fratello solo col pensiero, con la parola o con l'opera, è sufficiente che egli si penta col solo pensiero, con la sola parola, con la sola opera.

12) E' congettura probabile che colui che vive rettamente sia diacono o sacerdote [...].

14) La vita indegna del prelato toglie ai sudditi il dovere di accettare gli ordini e gli altri sacramenti. Tuttavia in caso di necessità si può accettare ciò da essi, pregando piamente Dio perché voglia compiere per mezzo dei suoi diabolici ministri l'atto e lo scopo dell'ufficio per cui giurano.

15) I vecchi, anche se non hanno alcuna speranza di prole, possono unirsi l'uno all'altro per desiderio di beni temporali, o per mutuo aiuto, o a causa della loro passione; la loro unione ha carattere di vero matrimonio.

17) Il papa, che si dice falsamente servo dei servi di Dio, nell'opera del vangelo non è in nessuna categoria: è in quella dei mondani. E se è in una categoria, è in quella dei demoni, che servono Dio più colpevolmente.

18) Il papa non dispensa dalla simonia, o dal voto temerario, essendo egli un simoniaco capitale, che cerca temerariamente di conservare il suo stato, dannatamente, qui sulla terra. (L'errore è alla fine).

19) Che il papa sia sommo pontefice, è ridicolo. Cristo, infatti, né in Pietro né in alcun altro ha approvato questa dignità.

20) Il papa è apertamente l'anticristo. Non solo lui, individualmente, ma il complesso di tutti i papi dal tempo della donazione (di Costantino) alla Chiesa, dei cardinali, dei vescovi e di tutti gli altri loro complici sono la multiforme , mostruosa persona dell'anticristo. Non ripugna però ritenere che Gregorio e altri papi che nella loro vita fecero molto bene con frutto, alla fine si siano pentiti.

21) Pietro e Clemente, con gli altri loro collaboratori nella fede, non furono papi, ma collaboratori di Dio, per l'edificazione della Chiesa del signore nostro Gesù Cristo.

27) Se non opera interiormente la legge della carità, nessuno con le sole carte e con le sole bolle ha la giustificazione in maggior o minore misura [...].

31) Per l'autentica autorità secolare si richiede la giustizia di chi domina, cosicché nessuno, che sia in peccato mortale, è padrone di alcunché.

32) Tutti i religiosi moderni fanno di tutto per macchiarsi di ipocrisia. Questo, infatti, significa la loro professione: che essi digiunino, si vestano, agiscano differentemente dagli altri.

34) La religione o regola privata [degli ordini dei frati monaci] sa di presunzione blasfema e arrogante verso Dio. E i religiosi di tali ordini con l'ipocrisia della difesa della loro religione presumono di innalzarsi sopra gli apostoli.

38) Basta ai laici che essi qualche volta diano ai servi di Dio le decime dei loro proventi. Così essi danno sempre alla chiesa, anche se non sempre al clero di corte designato dal papa o dai suoi dipendenti.

40) Molti sacerdoti semplici superano i vescovi in questa potestà. Anzi sembra ai fedeli che la grandezza della podestà spirituale viene conseguita più da un figlio che imita Cristo coi suoi costumi, che da un prelato, eletto dai cardinali o da simili apostati.

42) Non vi è maggio eretico o maggior anticristo di quel chierico che insegna essere lecito ai sacerdoti [...] ricevere possessi temporali. E se vi sono degli eretici blasfemi, sono proprio quelli che insegnano ciò.

43) Non solo i signori temporali possono privare la Chiesa [...] dei suoi beni di fortuna; e non solo ciò è lecito, ma devono farlo sotto pena di eterna dannazione.

49) Dio non può ridurre al nulla niente, né aumentare o diminuire il mondo. Può creare le anime fino ad un certo numero e non oltre.

In decisione dei concili ecumenici

Dichiarate eretiche le tesi di Wycliffe, il concilio di Costanza non si impegnò soltanto in una questione dottrinaria. Le tesi critiche nei confronti delle decisioni ecclesiastiche (ma non quelle sull'eucarestia) avevano infatti trovato una sede di diffusione nazionale nell'università di Praga e il Boemo Jan Hus, che ne era rettore, le appoggiava apertamente. Il concilio convocò Hus, perché si discolpasse, e il 6 luglio 1415 pronunciò una condanna nei suoi confronti, affidando all'autorità imperiale il compito di eseguirla. Hus fu arso sul rogo, mentre la Boemia iniziava una sollevazione contro l'imperatore, destinata a protrarsi per venti anni.

Il processo e la condanna di Jan Hus

Non ostante [...] sia stato decretato che la dottrina di Giovanni Wycliffe, di dannata memoria, è da condannarsi, e che i suoi libri, imbevuti di questa dottrina, devono essere bruciati come eretici [...], un certo Giovanni Hus, qui presente, non discepolo di Cristo, ma dell'eresiarca Giovanni Wycleffe, contravvenendo dopo la condanna al decreto stesso con audacia temeraria, ha insegnato, sostenuto e predicato non pochi dei suoi errori ed eresie, condannati sia dalla chiesa di Dio, che da altri reverendi padri di Cristo, signori arcivescovi e vescovi di diversi regni e maestri in teologia di molti studi [...]. Questo sacrosanto sinodo di Costanza dichiara e definisce gli articoli che seguono e che, dopo una diligente ricerca di molti maestri nella sacra scrittura, sono stati trovati nei suoi libri ed opuscoli scritti di propria mano - e che lo stesso Giovanni Hus, in una pubblica udienza dinanzi ai padri e ai prelati di questo concilio ha ammesso trovarsi nei suoi libri e nei suoi opuscoli - non sono cattolici, e non devono essere insegnati come tali. Molti di essi, infatti, sono erronei; altri, scandalosi; alcuni offensivi per orecchie pie; molti sono temerari e sediziosi; alcuni sono apertamente eretici e già da tempo riprovati e condannati dai santi padri e dai concili generali, che proibirono severamente di predicarli, o di approvarli in qualsiasi modo.

Ma poiché gli articoli in parola sono esplicitamente contenuti nei suoi libri o trattati - cioè nel libro che egli ha intitolato De Ecclesia (sulla Chiesa) e in altri suoi opuscoli - questo santo sinodo riprova e condanna questi libri e la loro dottrina; condanna gli altri singoli trattati ed opuscoli, sia in latino che in volgare Boemo, da lui pubblicati, o tradotti in qualsiasi altra lingua da lui o da altri; ordina e stabilisce che essi debbano essere pubblicamente e solennemente bruciati alla presenza del clero e del popolo di Costanza, aggiungendo che, a causa di quanto abbiamo detto sopra, giustamente la sua dottrina ora e in seguito debba considerarsi sospetta per quanto riguarda la fede e da evitarsi a tutti i fedeli [...].

Se poi qualcuno violasse o disprezzasse questo decreto, lo stesso santo sinodo stabilisce che gli ordinari e gli inquisitori per l'eresia procedano contro costoro, come contro chi è sospetto di eresia.

Sentenza di deposizione contro Giovanni Hus.

Dopo aver esaminato, inoltre, gli atti e tutto ciò che è stato compiuto nella causa dell'inquisizione riguardo all'eresia del predetto Giovanni Hus, e ascoltata prima la fedele e completa relazione dei commissari deputati a questa causa e di altri maestri in teologia e dottori in utroque iure [in entrambi i diritti = canonico e civile] riguardo agli atti e a quanto è stato fatto e detto dai testimoni, che sono stati molti e degni di fede - cose tutte che sono state lette allo stesso Giovanni Hus chiaramente e pubblicamente dinanzi ai padri e ai prelati di questo sacro concilio, e da cui risulta apertissimamente che egli pubblicamente e per gran numero di anni ha insegnato e predicato molte cose malvagie, scandalose e sediziose ed eresie pericolose -, questo sacrosanto sinodo di Costanza, invocato il nome di Cristo e tenendo unicamente Dio dinanzi agli occhi, con questa definitiva sentenza, emanata per iscritto, dichiara, dispone e stabilisce che Giovanni Hus è stato ed è eretico vero e manifesto, che ha insegnato e predicato pubblicamente errori ed eresie già da molto condannati dalla chiesa di Dio, e moltissime altre cose scandalose, offensive per le orecchie dei semplici, temerarie e sediziose, non senza grave offesa alla divina maestà, scandalo di tutta la Chiesa e danno della fede cattolica. Egli ha, inoltre, disprezzato le chiavi della Chiesa e le censure ecclesiastiche, persistendo in esse, con animo indurito, e scandalizzando molto i fedeli con la sua pertinacia, avendo interposto appello a nostro signore Gesù Cristo, come al supremo giudice, ignorando la mediazione della Chiesa, nella quale ha introdotto molte falsità, ingiurie ed espressioni scandalose, con disprezzo della sede apostolica, delle censure ecclesiastiche [...]. E poiché da quanto questo sacro sinodo ha potuto vedere e sentire, ha compreso che lo stesso Giovanni Hus è pertinace e incorreggibile, e talmente preso da questi errori, da non desiderare di tornare in grembo alla santa madre chiesa, né da voler abiurare alle eresie e agli errori da lui pubblicamente difesi e predicati, per questo il santo sinodo di Costanza dichiara e stabilisce che Giovanni Hus sia deposto e degradato dall'ordine sacerdotale...

Sentenza di condanna al rogo di Giovanni Hus

Questo sinodo di Costanza, visto che la Chiesa di Dio non ha altro da fare, abbandona Giovanni Hus alla giurisdizione secolare e stabilisce che debba essere consegnato al braccio secolare.

In decisione dei concili ecumenici

La relazione fra l'ideologia dell'arresto di Gesù nel vangelo di Giovanni, il processo alle tesi di Wycliffe e la condanna al rogo di Hus

Il cristianesimo è una struttura di pensiero stretta, non concede respiro. Ci si sottomette al dio padrone e a chi lo rappresenta e non è possibile nessuna variazione sull'ideologia della sottomissione. Ogni respiro di Libertà, nel cristianesimo, deve essere soffocato. Non c'è posto per il dubbio, per la soggettività, tutto deve piegarsi all'affermazione apodittica dell'ideologia cristiana. L'affermazione apriori, nel cristianesimo, precede e fonda la costruzione della ragione. La condiziona piegando la sua descrizione del mondo all'apriori. Ogni sforzo della ragione di liberarsi dell'apriori deve essere condannato con la massima ferocia. La ferocia, con la quale i cristiani ammantano il loro pensiero, è la loro unica garanzia per la perpetuazione del loro dominio.

I cristiani sono coscienti come la parola divina altro non è che il tentativo di un pazzo di impadronirsi del genere umano rendendolo sottomesso. I cristiani si rendono conto come la loro religione è un'impostura esistenziale, una pura invenzione articolata per assoggettare il genere umano e che solo il terrore consente la perpetuazione di tale assoggettamento.

Il cristianesimo non è divenuto in funzione dei bisogni umani, ma è imposto ai bisogni umani ai quali impone di adeguarsi alla sua morale.

Il cristianesimo non solo ha paura di ogni forma di relazione che l'Essere Umano riesce a stabilire col circostante, ma teme ogni sussulto della ragione che chiede e reclama rispetto alle imposizioni apriori imposte.

Questo è il caso delle tesi di Wycliffe. Questo è il senso del rogo che arse Giovanni Hus.

L'ostia consacrata è l'articolazione del dominio e del comando della chiesa cattolica. I cattolici dicono che dentro l'ostia consacrata ci sia il corpo di Gesù, naturalmente non spiegano questo; lo affermano! Costruiscono un concetto apriori al quale chiedono deferenza e sottomissione. La violenza con la quale impongono quella deferenza e quella sottomissione lo chiamano "il potere della chiesa sposa di cristo". Quella sottomissione è ottenuta mediante il più feroce terrore. Tanto feroce è quel terrore che alcuni Esseri Umani trovano la loro via di liberazione calpestando e distruggendo l'ostia come disprezzo al terrore che la chiesa cristiana cattolica impone agli Esseri Umani. I cattolici chiamano costoro Satanisti e si compiacciono nel perseguitarli e nell'additarli al pubblico disprezzo per conservare il diritto di continuare a distribuire terrore.

La chiesa cattolica afferma che nell'ostia c'è Gesù. Dice una grande stupidaggine; una stupidaggine che a forza di uccisioni, massacri, torture nessuno osa più imputare la chiesa cristiano cattolica di abuso della credulità popolare. Quando qualcuno esprime un dubbio deve essere ucciso! Se il concetto che la chiesa cristiana cattolica attribuisce all'eucarestia viene considerato per ciò che è, un'impostura dottrinale finalizzata all'organizzazione della sottomissione degli Esseri Umani, l'intera "parola divina" altro non può essere considerata che un'impostura dottrinale finalizzata all'organizzazione della sottomissione degli Esseri Umani. Lo stesso dio, al quale i cristiani cattolici chiedono sottomissione, diventa una pura e semplice invenzione alla cui descrizione costringere alla sottomissione.

Non è un caso che il concilio delegato alla condanna delle tesi di Wycliffe agisse per nome di un tale Giovanni XXIII. Costui era un individuo che si era macchiato di feroci delitti. Da semplice soldato aveva percorso ogni gradino della carriera ecclesiastica con metodi abominevoli (ma in sintonia con la pratica cristiana). Era odiato per la violenza dei suoi metodi. Fu eletto papa in contrapposizione ad altri due papi già esistenti. Da uno di questi fu arrestato e rinchiuso nel castello di Gottlienben. Finì per umiliarsi e gettarsi ai piedi di Martino V che lo graziò.

Questo non cambia le conclusioni cui giunse la chiesa cattolica in quanto la condanna del dubbio sull'ostia è prioritario. Espresso tale dubbio crolla l'intero castello attraverso il quale la chiesa cristiano cattolica impone sottomissione.

La ragione non può essere elemento attraverso il quale costruire se stessi. L'elemento attraverso il quale costruire l'uomo cristiano cattolico è l'apriori della parola divina e la sua ragione deve piegarsi a quell'apriori. Per questo le tesi di Wycliffe furono condannate: aveva osato pensare. Libertà aveva sfiorato la sua ragione.

All'interno della struttura di pensiero che si stava formulando in Wycliffe il Potere di Avere della chiesa cattolica non trovava posto. Per lui diventava inconcepibile il possesso degli Esseri Umani e considerava effettivamente il dio dei cristiani un "Essere buono" e non un pastore che portava le proprie bestie al macello. Wycliffe si sbagliava da questo punto di vista, ma il lume della ragione che aveva introdotto lo costringeva a costruire un sistema di pensiero al centro del quale non c'era il macellaio di Sodoma e Gomorra, ma un padrone attento ai bisogni umani e comprensivo dell'avversa sorte che spesso si abbatte sugli Esseri Umani. Il suo dio non era il distruttore del diluvio universale come per la struttura coercitiva della chiesa cattolica, ma era il padrone che conduceva gli Esseri Umani ciechi lungo la propria via. Wycliffe aveva acceso una prospettiva di pensiero e su quella prospettiva intendeva marciare.

Wycliffe poteva dire che chi affermava che i bambini dei fedeli, morti senza battesimo sacramentale, non si salvavano erano sciocchi e presuntuosi. Mentre Wycliffe metteva al centro del suo pensiero il dio buono, la chiesa cristiana cattolica mette al centro del proprio pensiero il macellaio di Sodoma e Gomorra. Pertanto, mentre Wyncliffe si abbandona al giudizio di dio, la chiesa cristiano cattolica impone se stessa come emanazione di dio e soltanto la sottomissione alla chiesa cristiano cattolica permette all'individuo di ottenere garanzie di salvezza da dio. La chiesa cristiano cattolica si considera padrona di dio! Se questa non è presunzione.

Quando la ragione scorge il lume attraverso il quale superare la barriera dell'apriori imposta vi si getta a capofitto. Così Wycliffe condanna la chiesa cattolica quando antepone la forma alla sostanza. Per Wycliffe la "fede in dio" è una cosa seria, il fatto che la chiesa cristiana cattolica imponga assoggettamento attraverso la forma di riti solenni, ma vuoti nel contenuto lo irrita. Al contrario la chiesa cristiano cattolica sa perfettamente che fuori dalla solennità del rito ha il vuoto del pensiero e la miseria della "parola divina". La chiesa cristiana cattolica sa perfettamente che non potrebbe convertire nessuno alla sua dottrina senza un'imposizione militare. La chiesa cristiana cattolica sa perfettamente che senza la scenografia non è in grado di suscitare emozioni e coinvolgimento delle persone. La chiesa cristiana cattolica sa che per assoggettare deve ingannare. Wycliffe è in questo caso responsabile di credere in un "dio buono". Questo è intollerabile; il dio dei cristiani è il macellaio di Sodoma e Gomorra: o fai quello che voglio io (e pensi a e come voglio io) o ti ammazzo!

Wycliffe si ingannava, per la chiesa cattolica, anche per quanto riguarda la questione dell'olio col quale i vescovi ungono i bambini. Non è forse il cristo l'unto del signore? Non sono i vescovi la materializzazione di dio in terra? Dunque appare del tutto logico che costoro ungano le pecore del proprio gregge: ad imitazione del loro dio, in quanto dio essi stessi!

Questa bassezza dottrinale non sfuggiva a Wycliffe e considerava questa identificazione dei vescovi con dio una bestemmia al suo "dio buono". Wycliffe considerava una questione dottrinale dal punto di vista dottrinale e non sottometteva la dottrina alle necessità di assoggettamento coercitivo degli Esseri Umani. Assoggettamento coercitivo che era al primo posto nell'imposizione dottrinale della chiesa cristiana cattolica. Nel momento in cui il vescovo ungeva il bambino egli era dio che ungeva suo figlio dio esso stesso. Il vescovo, in quel momento si elevava alla pari del suo presunto creatore del cielo e della terra.

E' una questione di punti di vista? La vita che il lume della ragione lascia intravedere, o la distruzione e la morte certa che la sottomissione impone: una questione di scelta!

Anche sul concetto della necessità della confessione, per la chiesa cristiano cattolica Wycliffe si sbagliava. Alla chiesa cristiano cattolica non interessa l'onnipotenza e onnipresenza di dio, alla chiesa cristiano cattolica interessa la proprio onnipotenza e la propria onnipresenza che non deriva da dio, ma dalla sua capacità di assoggettare, sottomettere e controllare gli Esseri Umani. Innocenzo III si considerava dio in terra. Si considerava il padrone degli uomini e non era disposto a tollerare nessuna opposizione. La confessione gli serviva come arma di ricatto nei confronti dei "fedeli", come strumento attraverso il quale controllare la sottomissione degli uomini ai dettami della chiesa cattolica. Innocenzo III si riteneva dio abbattendo imperatori e distruggendo matrimoni per soddisfare la sua sete di potere e di dominio. Figuriamoci il suo atteggiamento nei confronti dei piccoli uomini che sottomise ad una feroce inquisizione.

Sviluppando il concetto di remissione cosciente delle mancanze in sostituzione della confessione quale diritto della chiesa cristiano cattolica di imporre la pena, Wycliffe ne minava l'autorità di autoidentificazione con il macellaio di Sodoma e Gomorra. Minava l'autorità ella chiesa cristiano cattolica di costringere gli Esseri Umani a strisciare davanti alla sua autorità. I cristiani diventavano come quel Fariseo che poteva stare ritto davanti all'altare del tempio perché si era sempre comportato secondo la propria coscienza e secondo i dettami divini. Quale crimine! La chiesa cristiano cattolica deve ridurre i suoi fedeli come il pubblicano che per il peso della sua coscienza non osa guardare l'altare per la quantità di colpe che ha commesso. Non è importante se le colpe sono inventate dall'autorità ecclesiastica o siano reali (cioè rispondono alla coscienza del singolo), l'importante, per l'assoggettamento, è che l'individuo sia schiacciato dalle colpe.

Anche il pensiero secondo cui chi vive rettamente possa essere considerato diacono o sacerdote cozza violentemente contro il concetto di controllo militare degli Esseri Umani messo in atto da Gesù e dall'accozzaglia inumana dei suoi seguaci. E' il padrone che sceglie il capo dei servi. La struttura e l'idea delle chiese cristiane si basa sul possesso e sul controllo degli individui. Si basa sul Potere di Avere. Se dovesse esistere un sistema o una pratica per cui un individuo possa occupare una posizione gerarchica all'interno della chiesa cattolica, senza che questa lo controlli o lo usi per i suoi scopi, si determinerebbe una gerarchia basata su elementi di sviluppo del Potere di Essere dell'individuo generando i semi per la distruzione della struttura gerarchica della chiesa cattolica stessa.

Lo stesso discorso vale per l'atteggiamento dei fedeli nei riguardi della vita indegna del prelato. Non è il comportamento che deve determinare la sospensione dell'autorità ecclesiastica del prelato, ma le decisioni finalizzate ai propri fini delle autorità della chiesa cattolica. E' il Potere di Avere a determinare i comportamenti della chiesa cristiana cattolica, la necessità di controllo e dominio sugli Esseri Umani, non la "parola divina" di cui solo la chiesa cristiana è interprete. La vita indegna è tale al giudizio della gerarchia ecclesiastica e dei suoi bisogni, non per violazione di principi divini. Non deve essere il comportamento a privare il prelato dell'obbedienza degli schiavi, ma l'eventuale ordine proveniente dalla gerarchia ecclesiastica di cui il prelato e gli schiavi sono proprietà.

Anche a proposito del matrimonio fra Anziani Wycliffe antepone la sua visione del "dio buono" a quella del macellaio di Sodoma e Gomorra di cui le chiese cristiane e quelle cattolica in particolare sono portatrici. Per Wycliffe i bisogni umani sono creati da dio e la loro soddisfazione non reca offesa a dio, ma omaggiano dio. Per la chiesa cattolica i bisogni umani devono essere snaturati e piegati in funzione del suo desiderio di assoggettamento. Per la chiesa cattolica il sesso serve esclusivamente per fare figli. Nuovi schiavi da mettere in ginocchio, costringere a lavorare per derubarli della loro fatica, o carne da guerra per mettere in ginocchio altri schiavi a maggior gloria del suo dio: il macellaio di Sodoma e Gomorra. E' inevitabile che la concezione di Wycliffe si scontri con quella della chiesa cattolica. La chiesa cattolica è nemica del genere umano; è la sua aguzzina. Questo Wycliffe non lo aveva capito, era convinto che la chiesa sbagliasse, egli era cristiano e non era in grado di chiedersi dove stava l'errore, dove stava l'abominazione. Per la chiesa cattolica i vecchi sono solo carne da putrefazione, al massimo da gestire come merce nei ricoveri per usarli come merce di scambio e di sottomissione all'interno del Sistema Sociale che intende dominare.

Nel vangelo il papa non appartiene a nessuna categoria se non quella di Gesù stesso. Il papa è Gesù, con la sua infamia e con la sua aberrazione. Dell'aberrazione di Gesù il papa si serve per soggiogare gli individui. Non solo è pura falsità il farsi chiamare servo dei servi, non solo è menzogna, ma la ferocia con la quale un papa esercita il dominio lo fa apparire come un'aberrazione assoluta. Il papa ha una sola funzione: schiacciare e soggiogare gli individui più deboli. Deve costringere gli individui alla cecità. Deve costringere le persone a morire di morte lenta per la gloria della chiesa cristiana. Wycliffe vede nel papa una figura, non vede il processo storico di aberrazione cui quella figura garantisce. Wycliffe non vede l'aberrazione umana di cui Gesù è apportatore. Egli si stupisce dei comportamenti del papa; non si stupirebbe tanto se conoscesse il vangelo di Gesù per quanto è scritto e trasportato nel quotidiano e non invece per l'immagine che gli è stata creata nella sua testa dopo decine di anni di condizionamento educazionale. L'aberrazione umana sta in Gesù e il papa ne rappresenta la continuità e il rinnovamento nella sua epoca!

Se peccato di simonia si tratta, dal punto di vista dottrinale Wycliffe aveva ragione nell'imputarlo al papa e, primo fra tutti, a Pietro. Non certo a Simon Mago. Simon Mago viveva sviluppando il Potere di Essere dentro di sé a differenza di Pietro la cui predicazione dipendevano da un ipotetico quanto inventato dio. Simon Mago non poteva comperare quanto Pietro non poteva vendere. Non Simon Mago tentò di corrompere Pietro, ma Pietro millantava un tentativo di corruzione per decantare il riconoscimento di un potere che in realtà non aveva. La truffa fu fatta da Pietro nei confronti di Simon Mago. Di volgare truffa si tratta. Per il resto appartiene tutto all'intimo della Chiesa cattolica. Come questa afferma la presenza di Gesù nell'eucarestia adducendo ad un mistero col quale nascondere la menzogna; così si inventa il reato di simonia attraverso il quale mascherare il possesso di un potere che non ha.

Papi come Innocenzo III e Giovanni XXIII sono esempi di simonia talmente grandi che un cristiano dovrebbe chiedersi quanto valore hanno i suoi principi dottrinali se questi vengono così sfacciatamente violati da chi dovrebbe preservarne il valore. La violenza della chiesa cristiana cattolica è tale da impedire ad un cristiano di porsi queste domande. I principi dottrinali della chiesa cattolica sono funzionali a sottomettere gli Esseri Umani distruggendoli, non per preservare il divenire dopo la morte del corpo fisico!

L'avvento del papa come capo spirituale della chiesa cattolica è il frutto di feroci lotte sia fisiche che dottrinali. Solo con la guerra il vescovo di Roma ha imposto la propria supremazia sugli altri vescovi e solo grazie all'appoggio armato di imperatori ai quali il papa garantiva l'assoluta sottomissione dei suoi schiavi. Wycliffe sbaglia nell'affermare che nei vangeli non esiste approvazione di questa dignità. Esiste, eccome! Essa è il naturale proseguimento delle affermazioni che Gesù era il figlio di dio quale creatore dell'universo, dio egli stesso. Questa preposizione sancisce il diritto alla posizione di papa. Se Gesù, che era pazzo, si definiva figlio di dio, altrettanto valida è la preposizione secondo la quale dal momento che il papa è potente (possedendo i fedeli del proprio gregge) costituisce continuità con quanto Gesù proclama di sé stesso.

La definizione di Wycliffe del papa come anticristo appartiene al proprio pensiero. Egli segue l'immagine del "dio buono", del "Gesù buono" pertanto chiunque sottrae autorità al "dio buono" e a "Gesù buono" è necessariamente il suo peggiore nemico. Dunque, secondo la logica di Wycliffe i papi, in quanto malvagi, sono l'anticristo nel significato cristiano che tale termine assume. Solo qualcuno, dice Wycliffe, che si è comportato bene si è pentito prima di morire. Tutti i papi sono malvagi. Su questo possiamo concordare. La malvagità non sta nell'atto compiuto, ma nella direzione in cui portano gli atti compiuti. Così un atto non si può definire malvagio in sé, ma si definisce malvagio quando il suo scopo è quello di negare, bloccare e impedire lo sviluppo del Potere di Essere della specie umana. Possedere Esseri Umani costituisce malvagità in sé, al di là che il padrone sia "buono" o "cattivo".

Nemici del "Gesù buono", per Wycliffe sono tutti coloro che compongono la struttura della chiesa cattolica. Coloro che mettono in ginocchio gli Esseri Umani. Coloro che usano la loro funzione per trarre benefici e rubare il pane dalle mani di chi lavora. Costoro sono l'anticristo come concepito dai cristiani. Peccato che Gesù non fosse l'immagine che Wycliffe si era costruito, peccato per Wycliffe che Gesù fosse malvagio esattamente come Innocenzo III o Giovanni XXIII.

Pietro e Clemente non furono padroni del genere umano, ma marciavano con dio per diffondere la fede. Questo è il pensiero di Wycliffe. Wycliffe parla di costruzione della religione cristiana non di imposizione della religione cristiana. Peccato che egli dimentichi di essere un prodotto dell'imposizione cristiana e soltanto il sussurro di Libertà che è "pagana", e non cristiana, gli ha permesso di accendere il lume della propria ragione. Wycliffe parte dal proprio divenuto per costruire un futuro diverso; la chiesa cristiana cattolica parte dal proprio divenuto per imporre la continuazione in un futuro di sottomissione per l'intero genere umano.

Wycliffe considera la carità come trasporto dell'individuo nel circostante, la chiesa cattolica considera la carità come atto di consolidamento del proprio trionfo nell'essere riuscita a costruire la miseria nel genere umano. La ragione dottrinale sta dalla parte della chiesa cattolica, infatti Gesù, da qualche parte afferma che i poveri sono sempre con gli apostoli e questi possono fare loro del bene ogni volta che ne hanno voglia. Ogni volta che gli apostoli hanno voglia di fare del bene ai poveri, non ogni volta che hanno la possibilità di alleviare le sofferenze, non ogni volta che è oggettivamente necessario. La chiesa cattolica interpreta correttamente il messaggio di Gesù sulla carità che del resto esprime, nello stesso episodio, la condanna per Giuda che invece la carità la intendeva nello stesso modo di Wycliffe.

Anche il concetto di giustizia, in chi domina, viene stravolto in Wycliffe. Chi domina non può esercitare giustizia, esercita soddisfazione dei propri bisogni e perpetuazione della situazione che gli consente di continuare a dominare. Soltanto all'interno del Potere di Essere c'è Giustizia in quanto equilibrio fra i vari Poteri di Essere. Nel Potere di Avere non c'è Giustizia, c'è soltanto appropriazione di schiavi attraverso i quali soddisfare i propri bisogni. Non c'è Giustizia nell'atto del dominare, ma soltanto soddisfazione di un bisogno proprio del Potere di Avere. Lo sa perfettamente la chiesa cristiana cattolica che non può permettere a nessuno di entrare nel merito dei propri bisogni di potere e di dominio. Dal punto di vista dottrinale ha ragione la chiesa cattolica: Gesù si considerava il padrone dell'esistente ed essendo la chiesa cattolica la rappresentante di Gesù in terra si ritiene padrona dell'esistente. Il concetto di giustizia per la chiesa cattolica è quello secondo cui ognuno deve fare quello che la chiesa cattolica vuole nella misura e nel modo che ella lo vuole.

Anche la critica che Wycliffe fa ai religiosi del suo tempo può essere estesa a tutti i religiosi cattolici del suo passato e del suo futuro. Non può essere diversamente. L'ipocrisia è il fondamento della dottrina cristiana. L'ipocrisia deve essere l'atteggiamento che i cristiani hanno davanti alla vita. Se ciò non fosse non sarebbero cristiani, ma eretici e, come tali, vanno bruciati sul rogo o comunque allontanati dalla chiesa cristiana cattolica.

A Wycliffe sfugge il vero senso delle regole degli ordini religiosi. Le regole imposte dagli "apostoli" sono vecchie. Appartengono ad un tempo in cui i cristiani si scontravano col Comando Sociale, non erano Comando Sociale. E' necessario adattare le regole e le condizioni al mutare dei costumi, occorre costringere gli Esseri Umani alla sottomissione sempre più convinta e sempre più acritica. Le regole vanno variate in funzione dell'obiettivo da raggiungere. La chiesa cristiana cattolica si arroga il diritto di questo in quanto rappresentante di dio in terra può variare qualsiasi cosa esiste che tanto dio, il creatore dell'universo, è merce privata della chiesa e lei ne può fare quello che vuole. La parola assoluta di un dio assoluto diventa relativa e incompleta quando si tratta di perfezionare la struttura attraverso la quale sottomettere gli Esseri Umani.

Un altro reato grave commesso da Wycliffe consiste nel consentire agli schiavi di dare la decima a chi ritengono asservito a dio e non alla chiesa cristiana cattolica. Togliere la ragione stessa dell'esistenza e della ragione coercitiva della chiesa togliendogli il beneficio della decima. Quale reato! Wycliffe non si rendeva conto che il fondamento dell'ipocrisia cattolica era finalizzata a togliere il lavoro dalle mani degli schiavi per assicurare alla struttura religiosa una vita senza affanno. Cosa sarebbe la chiesa senza il diritto di rubare il pane dalle altre mani? Quali altri scopi avrebbe l'esercizio della sua ipocrisia? Se dal punto di vista esoterico le ragioni sono molte, dal punto di vista della quotidianità le ragioni sono quelle di una banda di ladri organizzata per togliere il pane dalle mani a chi non si può difendere. E non hanno importanza le motivazioni pseudogiuridiche con le quali la chiesa cattolica ammanta l'appropriazione indebita (moralmente parlando) del lavoro di altre mani.

L'osservazione di Wicliffe sulla semplicità di molti sacerdoti è la contrapposizione che ha sempre attraversato la chiesa fra Potere di Essere e Potere di Avere. Anche se le gerarchie religiose hanno sempre lavorato per distruggere il divenire degli Esseri Umani c'è sempre un cammino di Libertà che può essere intrapreso partendo da qualsiasi tipo di oggettività esistente. La chiesa cristiana cattolica afferma il proprio diritto di possesso, Wycliffe mette l'accento sul modo di essere degli individui: quale diversità!

Sul possesso Wycliffe si scontra con la gerarchia della chiesa cristiana cattolica. Il possesso è il centro del comportamento della chiesa, dai tempi di Gesù fino al giorno d'oggi. Il possesso è la ragione stessa di essere della chiesa cristiana. Negare il possesso significa negare il dominio della chiesa cristiana. Negare il Potere di Avere significa ridurre a nulla degli individui che affermano sé stessi attraverso la carica ecclesiastica e il terrore che attraverso questa dispensano.

L'invito agli stati laici di togliere i possessi alle chiese appare quasi sovversione. Come è possibile pensare un ecclesiastico povero? Non è la ricchezza e il lusso che determinano la sua funzione di ecclesiastico? Per la chiesa cristiana cattolica sembra che Wycliffe voglia minare alla radice il suo potere, il suo controllo del bestiame umano, la sua rappresentanza di dio in terra.

Cosa può fare dio? Dove arriva il potere del dio cristiano cattolico? Non può ridurre al nulla niente, né aumentare o diminuire il mondo. Dunque il dio dei cristiani non è onnipotente. Se è così è ancora più necessario il terrore con cui la chiesa cristiana cattolica riafferma il suo diritto sul bestiame umano. Se il loro dio è debole e monco nel suo potere allora tanto più grande deve essere la ferocia della chiesa cattolica per riaffermare il proprio potere.

"Non è così" afferma la chiesa cristiana cattolica "dio è onnipotente e noi ci limitiamo ad obbedire ai suoi dettami!"

Questi sono i motivi per cui le tesi di Wycliffe furono condannate dai cristiani.

Impotenti a combattere Wicliffe i cristiani se la sono presa con Hus, seguendo il loro stile di individui vigliacchi e ipocriti come solo i seguaci di Gesù possono fare ad imitazione del loro maestro.

Hus fu convocato a Costanza con un salvacondotto di Sigismondo. Lo stesso Sigismondo partecipò al concilio e, nonostante queste assicurazioni, i cattolici inventarono un tentativo di fuga di Hus al fine di screditarlo e impedire un intervento a suo favore dello stesso Sigismondo il quale acconsentì che Hus fosse bruciato vivo. La parola di un cristiano, da quella del suo dio all'ultimo sgherro è solo merda! La dirittura morale di Hus era possente e chi lo condannava erano soltanto delle canaglie degne del macellaio di Sodoma e Gomorra. Individui che consideravano il diritto un mezzo attraverso il quale ridurre in schiavitù il genere umano.

Hus si difese con le armi della ragione. Espose i suoi punti di vista. Sbagliava. Chi aveva davanti non voleva una sua difesa. Voleva una sua capitolazione. Voleva che egli si sottomettesse al dettame della chiesa cattolica. Magari sarebbero stati pronti a fornirgli privilegi, ma Hus sarebbe andato contro la sua coscienza. Ormai egli era diventato Libertà. Ormai il suo cammino lo aveva portato lontano dove nessun cristiano lo poteva raggiungere. Mentre i partecipanti al concilio di Costanza morivano lentamente Hus diventava eterno come eterno diventa chiunque procede lungo sentieri di Libertà!

Hanno disperso le sue ceneri sul lago di Costanza affinché non ci fosse un luogo dove ricordarlo, ma mentre lo bruciavano il suo corpo luminoso rimaneva compatto. I partecipanti al processo di Costanza hanno probabilmente una lapide sopra i propri resti, ma la loro energia è dispersa nel vento dove hanno disperso quella di ogni fedele che davanti a loro si è messo in ginocchio. Hus diventò eterno! I partecipanti al concilio di Costanza sono solo polvere come solo polvere è Sigismondo!

Il peso di ogni delitto commesso contro il divenire dell'umanità grava sulle spalle di ogni singolo cristiano ed esce dallo spazio e dal tempo come la dottrina cristiana, in quanto imposizione assoluta di un dio onnipotente, onnisciente ed assoluto, gronda di sangue e lacrime delle genti che sono state costrette a subirla. L'attività dei cristiani è di una tale gravità e di una tale aberrazione morale che non esiste tribunale umano capace di amnistiare un solo atto. Ogni atto, ogni singolo atto, ricade su ogni cristiano, fuori dallo spazio e fuori dal tempo!

Nota: Giovanni XXIII è Baldassarre Cossa, futuro papa, ma poi considerato antipapa, che si proclamò papa col nome di Giovanni XXIII

 

Scritto nel 1998

 

Vai al libro Gesù: e i Farisei, i fondamenti ideologici dell'odio religioso.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Aggressione di cristiani alle statue pagane 2015

Gesù e i Farisei

Nella relazione fra Gesù e i Farisei c'è l'insegnamento cristiano alla pratica dell'odio religioso contro chi non si mette in ginocchio davanti al loro dio padrone. Gesù esprime un odio violento incitando, di fatto, al linciaggio di chi non lo riconosce come dio e padrone. Questo insegnamento verrà sviluppato dai cristiani che insanguineranno il mondo distruggendo uomini e popoli in nome e per conto del loro dio padrone.