Durkheim Emile (1859 1917)

Le forme elementari della vita religiosa

6^ Parte

La società semplice e l'evoluzione sociale

Riflessioni sulla sociologia.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

A seconda di dove poniamo l'inizio degli "aggregati sociali", da cui vogliamo partire per descrivere quanto ci interessa della società, annulliamo tutta la storia che ha preceduto la formazione di tali aggregati mediante la trasformazione dei singoli individui e consideriamo, sia la storia collettiva che individuale (fin da quando l'uomo essere unicellulare era nel brodo primordiale) prima di tale aggregazione, inesistente. Di fatto, facciamo procedere la nostra riflessione nel binario di uno sviluppo sociale "logico" che però annulla la sommatoria delle pulsioni comportamentali che hanno spinto il divenire dell'uomo.

Qual è il problema che deve affrontare Durkheim e Spencer per definire una società che per "evoluzione" costituisce la loro società attuale che considerano "elevata"?

Qual è il fondamento sociologico da cui Spencer prima e Durkheim poi, iniziano a descrivere il divenire sociale?

Quando si inizia a raccontare una storia, si stabilisce sempre "l'inizio della storia", ma l'inizio della storia che stabiliamo deve essere coerente con i personaggi e la loro partecipazione logica alla storia che andiamo a raccontare.

Da dove comincia "l'evoluzione sociale" in Spencer e Durkheim?

Durkheim riprende Spencer e scrive:

SPENCER ha compreso benissimo che la classificazione metodica dei tipi sociali non poteva avere un fondamento diverso. "Abbiamo visto - egli dice - che l'evoluzione sociale comincia con piccoli aggregati semplici, che essa progredisce mediante l'unione di alcuni di questi aggregati in aggregati più grandi e che, dopo essersi consolidati, questi gruppi si uniscono ad altri gruppi simili per formare aggregati ancora più grandi. La nostra classificazione deve quindi cominciare dalle società del primo ordine, cioè del più semplice."

Per Spencer e Durkheim l'evoluzione sociale inizia con piccoli aggregati semplici. Semplici di cosa? Di molecole? Di unicellulari? Di esseri Umani?

Non è il problema che si pone Durkheim: si tratta dei primi aggregati di esseri umani che formano il primo embrione di società.

Qual è il patrimonio di conoscenza che hanno questi "primi" esseri umani?

Soprattutto: da dove vengono questi esseri umani? Quando li consideriamo "primi esseri umani"?

Spencer e Durkheim parlano di "evoluzione sociale", ma nessuno dei due afferma che questi esseri umani discendono dalle scimmie o da altri primati prima di loro. Né Spencer né Durkheim affermano che questi esseri umani discendono da piccoli rettili e che, comunque, hanno gli strumenti di percezione del mondo che hanno sia i rettili che i mammiferi.

No! Per Spencer e Durkheim sono già uomini che hanno costituito "aggregati semplici" di società.

Cosa stanno affrontando Spencer e Durkheim? Non stanno certo spiegando i fondamenti attraverso i quali sono divenute le società moderne.

Spencer e Durkheim partono dalla loro educazione. Dall'inculcamento che hanno avuto, fin dall'infanzia, dell'onnipotenza del loro dio padrone e creatore. L'inizio, per loro, è la creazione del loro dio padrone. E' il dio padrone. L'inizio dell'uomo è nella bibbia che hanno subito fin da quando sono usciti dalla vagina della loro madre. Non concepiscono una possibilità diversa di divenire sociale che non nei limiti imposti dalla bibbia. Questa possibilità di società, imposta dal dio padrone della bibbia, è ciò che vogliono riaffermare con forza contro il diritto alla vita e alle espressioni pulsionali sociali dell'uomo.

Qual è l'inizio della società per Spencer e Durkheim? Il diluvio universale seguito alla cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre.

Dice la bibbia di ebrei e cristiani:

I figli di Noè e discendenti che popolarono la terra

Questa è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Jafet. E nacquero ad essi dei figli dopo il diluvio.

Discendenti di Jafet

Figli di Jafet: Gemer e Magog e Medi e Javan e Tubai e Meshec e Tiras. E i figli di Gomer: Ashcanaz e Rifat e Togarma. E i figli di Javan: Elisha, e Tarsis, Chittim e Dodanim. Da questi uscirono quelli che si divisero le regioni marittime delle genti nelle loro terre, ciascuno secondo la sua lingua e secondo le proprie famiglie, nelle loro nazioni.

Discendenti di Cam

E i figli di Cam: Cush e Misraim e Put e Canaan. E i figli di Cush: Seba e Havila e Sabta e Raama e Sabteca. E i figli di Raama : Sheba e Deden. E Cush generò Nimrod. Egli cominciò ad essere forte sulla terra. Egli fu forte cacciatore davanti a Jahve, perciò si dice: "Cacciatore forte davanti a Jahve come Nimrod." E il principio del suo regno fu Babele ed Erec, e Accad e Calne nella terra di Sennaar. Da quella terra andò in Assur e fondò Ninive e Rehobot Ir e Calah e Resen tra Ninive e Calah, questa è la grande città. E Misraim generò Ludim e Anamim e Leabim e Naftuhim e Patrusim e Casluhim, da cui uscirono i Filistei, e i Caftorim. E Canaan generò Sidone, suo primogenito e Het e il Gebuseo e l'Amorreo e il Ghirgaseo, e l'Eveo e l'Arqeo e il Sineo, e l'Arvadeo, e il Semareo e I'Hamateo. E dopo si dispersero le famiglie dei Cananei. E il confine dei Cananei fu da Sidone verso Gherar fino a Gaza verso Sodoma e Gomorra, e Adma e Seboim fino a Lesha. Questi i figli di Cam nelle loro famiglie, nelle loro lingue, nelle loro terre, nelle loro nazioni.

Discendenti di Sem

Ed anche a Sem nacquero dei figli. Egli è pure il padre di tutti i figli di Eber, fratello maggiore di Jafet. Figli di Sem: Elam e Assur e Arfacsad e Lud e Aram. E i figli di Aram: Us e Hul e Ghetcr e Mash. E Arfacsad generò Shelah e Shelah generò Eber. E a Eber nacquero due figli. Il nome del primo Peleg poichè ai suoi tempi fu divisa la terra. E il nome di suo fratello Joqtan. E Joqtan generò Almodad e Shelef e Hasarmavet, e Jerah, e Adoram e Uzal e Diqla, e Obal e Abimael e Sheba, e Ofir e Havila e Jobab. Tutti questi i figli di Joqtan. E la loro sede fu da Mesha andando a Sefar, la montagna orientale.

Questi i figli di Sem, nelle loro famiglie, nelle loro lingue, nelle loro terre, nelle loro nazioni. Queste le famiglie di Noè nelle loro genealogie, nelle loro nazioni, e da esse furono disperse le nazioni nella terra dopo il diluvio.

Tratto da: Genesi 10, 1- 32

Questa è la società semplice da cui Spencer e Durkheim partono per costruire la teoria dell'evoluzione sociale. Inizialmente, dopo il diluvio universale, c'erano società semplici come quelle che si erano costituite dopo la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre.

Queste sono le società primitive al capo più basso della catena dell'evoluzione sociale posta da Durkheim e, all'altro capo della sua evoluzione, c'è la società in cui egli vive che ritiene il massimo grado gerarchico dell'evoluzione sociale.

Per comprendere quanto vasto sia l'orrore dell'interpretazione sul primitivismo imposto dalla bibbia mediante la violenza sulle persone da Durkheim attraverso la bibbia, ancor oggi, pur di riaffermare il diritto al genocidio, il primitivismo viene spacciato come una droga alle persone.

Ancor oggi, da un sito cristiano biblista, i fondamenti ideologici, da cui parte la sociologia di Durkheim, vengono ribaditi come "attuali".

Riporto da un sito biblista:

Avendo detto ciò, è vero che, secondo la Bibbia, c'è stato un periodo di grandi sconvolgimenti sulla terra, ossia il diluvio (Genesi 6-9) a conseguenza del quale tutta la civiltà di allora fu distrutta fatta l'eccezione di otto persone. L'umanità fu obbligata a ricominciare da capo. Ed è in questo contesto storico che alcuni studiosi credono che gli uomini abbiano vissuto nelle caverne e fatto uso di utensili di pietra. Questi uomini tuttavia non erano primitivi, ma semplicemente privi di ogni cosa. Certamente non erano per metà scimmia. L'evidenza fossile è piuttosto evidente che gli uomini delle caverne erano umani.

Tratto da:

http://www.gotquestions.org/Italiano/uomini-primitivi-caverne.html

Dalla descrizione della bibbia Spencer e Durkheim elaborano le loro teorie di evoluzione sociale sia in campo prettamente sociale che in campo religioso.

L'uomo è "perfetto", ciò che si evolve è la sua organizzazione sociale.

Non si evolve l'uomo. L'uomo non si modifica in base all'ambiente. L'uomo, creato perfetto da dio, è un uomo "primitivo" nel senso in cui è un uomo privo di organizzazione sociale industriale, non nel senso che era un piccolo rettile o un essere unicellulare.

Qual è la differenza fra le due concezioni?

Se l'uomo è creato perfetto dal dio padrone ed è solo mancante di cose, tutto ciò che noi immaginiamo dell'uomo è solo ciò che appartiene alla forma e al logos, al verbo, alla parola.

Ciò che viene descritto, è l'unica cosa che l'uomo è. Ciò che l'uomo è oggi, è ciò che dio ha creato nel tempo e nel momento in cui l'ha creato.

La cosa che stona in tutto questo è che la catena del DNA e il materiale RNA registrano i passaggi e le trasformazioni fra le specie e le relazioni parentali esistenti fra le specie. La catena del DNA e il materiale RNA è una specie di registro delle parentele fra individui e specie. Le specie sono legate fra loro dal medesimo materiale genetico che varia in quantità e in modulazione. Dove la quantità e la modulazione vengono prodotte dalla volontà soggettiva dei singoli soggetti come risposta alle sollecitazioni ambientali in cui i soggetti, di ogni specie, nascono e vivono.

Cosa implica questo rispetto alla società in cui viviamo e alla storia della modificazione dei sistemi sociali?

Implica che una società formata da individui creati da un dio padrone, è una società che si articola sul logos, sulla descrizione, sulla parola in quanto nessuna pulsione può uscire dall'uomo che non sia relativa alla parola (per cui anche alla morale e alle leggi del creatore) e all'organizzazione sociale voluta dal creatore. E' come se costruissimo una macchina a sequenza di ingranaggi. La ruota dentata chiamata "morale" può girare solo se la ruota dentata "uomo" ha i denti della stessa misura degli inviti della ruota chiamata morale. Se la ruota dell'ingranaggio chiamata "morale" ha inviti di due millimetri e la ruota dentata chiamata "uomo" ha denti di due metri, l'ingranaggio non può girare. La struttura libidica dell'uomo deve trovare piacere nella morale in cui viene circoscritta. Se la morale in cui viene circoscritta la struttura libidica dell'uomo non dà all'uomo piacere, l'idea della creazione, con quanto consegue, è un'idea nemica dell'uomo e delle sue pulsioni di vita. Una società costruita sui dettami del dio padrone e creatore, come quella medioevale, la città di dio, è talmente inumana e innaturale che solo la Rivoluzione Francese è riuscita a rimuoverne l'assolutismo angosciante in cui imprigionava l'uomo e le sue pulsioni.

Per contro, dal momento che l'uomo è divenuto per sedimentazione e trasformazione con tutte le specie della Natura, è potenzialmente portatore di tutti gli imput di ogni specie che l'individuo "uomo" attuale ha attraversato fin da quando era un essere unicellulare. In sostanza, ogni singolo individuo può percepire, analizzare, descrivere il mondo in cui vive, con gli stessi strumenti di quando era un essere unicellulare, un essere rettile, un essere piccolo mammifero, una piccola scimmia, e nelle varie fasi "ominidi" con tutte le trasformazioni intermedie da oltre un miliardo di anni or sono.

Tutto questo potenziale, viene selezionato dalle generazioni sicché i modi della percezione meno usati tendono a regredire e quelli che potrebbero essere più attuali, vengono selezionati definitivamente dalla madre mentre il bambino è in pancia. Gli imput emotivi con cui la madre risponde alle sollecitazioni del mondo, predispongono la struttura percettiva e le modalità di articolare la struttura emotiva del nuovo nato.

Ne consegue che ogni società umana, anche decine di milioni di anni or sono, è formata da individui le cui capacità di percepire il mondo e di organizzare la propria vita sono differenti fra loro. Questo perché tutte le madri di una società affrontano i medesimi problemi, ma non tutte le madri affrontano i medesimi problemi col medesimo carico emotivo e col medesimo coinvolgimento psichico.

Pensare ad una "società semplice", come fa Durkheim, significa macellare gli uomini per costringere ogni complessità ad appiattirsi sulla semplicità immaginata, voluta, imposta. Immaginare che ci siano state delle popolazioni, anche 10 milioni di anni or sono, che possano essere considerate delle "società semplici", significa offendere gli uomini legittimando il dio padrone della bibbia nella sua attività di genocidio. Dopo di che, ogni genocidio di popoli viene, automaticamente, legittimato dall'esempio del dio padrone.

Definire oggettivamente che cosa sia "una società semplice", lo stesso Durkheim non è in grado di farlo. Però lo desidera. Desidera pensare a sé stesso come un individuo complesso, evoluto, e in questo delirio vuole contrapporsi ad individui inconsapevoli, ingenui, stupidi, che egli immagina "semplici".

La "società semplice" è un prodotto fideistico dell'immaginazione che ha il solo scopo di annientare ogni complessità che si possa immaginare nelle antiche società umane.

Da qui le osservazioni di Durkheim:

Purtroppo, per mettere in pratica questo principio si dovrebbe cominciare definendo con precisione ciò che si intende per società semplice. Questa definizione, però, Spencer non la dà, ma la giudica press'a poco impossibile. Ciò accade perché la semplicità - quale egli la intende - consiste essenzialmente in una certa grossolanità di organizzazione, e non è facile dire con esattezza in quale momento l'organizzazione sia abbastanza rudimentale per essere qualificata semplice; questa è infatti una questione di apprezzamento. Perciò la formula che Spencer ne dà è talmente fluttuante che conviene ad ogni sorta di società. Il meglio che possiamo fare - egli dice è considerare come semplice la società che forma un tutto non sottomesso ad un altro, e le cui parti cooperino, con o senza un centro regolatore, in vista di certi scopi di interesse pubblico.

Qual è dunque il parametro che discrimina ciò che è semplice da ciò che non è semplice nella mente di Spencer?

Il padrone!

Il padrone è l'oggetto discriminante di Spencer che Durkheim reputa degno di attenzione.

Le società che non hanno un padrone o che non sono sottomesse o non conoscono la sottomissione nelle loro relazioni interne, sono società semplici, mentre quelle che al loro interno si sviluppano rapporti di forza che inducono alla sottomissione o che hanno un padrone a cui obbedire, sono società più evolute.

Le parti, le classi, le caste, il dominio, determinano, per Durkheim, una società evoluta. E' necessaria una società senza classi, senza vertice, senza dominio, senza obblighi, affinché si possa parlare di società semplice (che poi, nella storia della sociologia applicata dal colonialismo, diventerà "questi sempliciotti da far fessi!").

Scrive Durkheim nella sua ricerca della società semplice:

Ma i popoli che soddisfano a questa condizione sono numerosi, e il risultato è che: egli confonde a caso nella medesima rubrica tutte le società meno civili. E' facile immaginare quale possa essere, con un simile punto di partenza, tutto il resto della classificazione: in essa vediamo accostate nella più straordinaria confusione le società più disparate - i Greci dell'epoca omerica affiancati ai feudi del secolo X e posti al di sotto dei Beciuani, degli Zulù e degli abitanti delle isole Figi, la Confederazione ateniese affiancata ai feudi della Francia del secolo XIII e posta al di sotto degli Irochesi e degli Araucani. Il termine semplicità, ha un senso definito soltanto se significa un'assenza completa di parti. Bisogna quindi ritenere semplici tutte le società che non ne racchiudono altre più semplici di essa e che non soltanto sono ridotte attualmente ad un unico segmento, ma che non recano traccia di una segmentazione anteriore. L'orda - quale l'abbiamo definita altrove - risponde esattamente a questa definizione: essa è un aggregato sociale che non comprende e non ha mai compreso nel suo seno nessun aggregato più elementare, ma che si risolve immediatamente negli individui. Questi non formano, all'interno del gruppo totale, gruppi specifici e diversi da esso, ma sono giustapposti atomicamente. Si capisce che non possano esserci società più semplici: l'orda è il protoplasma del regno sociale, e quindi la base naturale di ogni classificazione.

Ecco la soluzione di Durkheim: l'orda è la società semplice.

L'uomo dell'orda di Durkheim non ha emozioni, non ha divenuto, non ha conoscenza, non ha scopo né progetti.

Questa fantasia erotica dell'onda, che tanto sollecita Durkheim, è una fantasia. Non tanto perché non siano esistiti gruppi sociali senza gerarchia, ma perché i gruppi sociali senza gerarchia vengono da Durkheim pensati senza intelligenza, senza scopo, magari portatori di forza bruta e di violenza per la violenza e definiti, per questo, primitivi.

Non solo questa società semplice non è mai esistita, ma appartiene a fantasie erotiche da delirio di onnipotenza dell'individuo che, pensandosi perfetto ad immagine del dio padrone e creatore, pensa a tutte le altre persone come "idiote sottomesse" e proietta questa idea nel passato attribuendo agli uomini forme di primitivismo dalla "bruta idiozia" che sta solo nella sua esaltazione psicologica. Quest'uomo, incapace di cogliere la diversità e la complessità delle dinamiche sociali, si comporta come un corpo di polizia che macella le persone perché, anziché analizzare le dinamiche relazionali, riducono il significato delle azioni alla loro immaginazione preconcetta.

L'idea dell'orda come elemento semplice della società, è l'idea del macellaio, dell'assassino, dell'assolutismo che disprezza gli uomini. Un disprezzo assoluto che Durkheim mette a fondamento della sociologia.

In sostanza, Durkheim mette a fondamento della società la legittimazione dell'odio del dio padrone della bibbia.

Tutti gli apriori di Durheim diventano vaghi. Diventano probabilistici nelle riflessioni, ma acquistano un dato di realtà, di verità assoluta, nella realtà pratica dello sviluppo della sua analisi sociologica.

Scrive ancora Durkheim:

è vero che forse non esistono società storiche che corrispondano esattamente a questi connotati; ma - come abbiamo dimostrato nel libro già citato - conosciamo molteplici società che sono formate immediatamente, e senza intermediari, da una ripetizione di orde. Quando l'orda diventa un segmento sociale, anziché essere l'intera società, essa muta nome e si chiama clan - ma conserva i suoi tratti costitutivi. Il clan è infatti un aggregato sociale che non si risolve in nessun altro aggregato più ristretto. Qualcuno farà forse osservare che, generalmente, dove lo osserviamo oggi, esso racchiude una pluralità di famiglie particolari. Ma, in primo luogo - per motivi che non possiamo esporre in questa sede - riteniamo che la formazione di questi piccoli gruppi familiari sia posteriore al clan; inoltre essi non costituiscono segmenti sociali nel vero senso della parola, perché non sono divisioni politiche. Ovunque lo incontriamo, il clan costituisce l'ultima divisione di questo genere; perciò, quand'anche non possedessimo altri fatti per postulare l'esistenza dell'orda - ed avremo un giorno l'occasione di esporne alcuni - l'esistenza del clan, cioè di una società formata da una riunione di orde, ci autorizza a supporre l'esistenza originaria di società più semplici che si riducevano all'orda propriamente detta, e a fare di quest'ultima il ceppo dal quale sono nate tutte le specie sociali. Una volta stabilita la nozione di orda o società a segmento unico - intesa o come realtà storica oppure come postulato scientifico - disponiamo del punto d'appoggio necessario per costituire la scala completa dei tipi sociali. Distingueremo tanti tipi fondamentali quante sono le maniere in cui l'orda può combinarsi con se stessa e dare origine a nuove società, ed in cui queste ultime possono combinarsi tra loro. Dapprima si incontreranno aggregati formati mediante una semplice ripetizione di orde o di clan (per chiamarli con il loro nuovo nome), senza che questi clan siano associati in modo da costituire gruppi intermedi....

Oggi sappiamo che Durkheim ha mentito tentando di legittimare il dio padrone della bibbia.

Lo sappiamo non solo perché le teorie sociologiche di Durkheim erano un insulto all'abitare il mondo degli uomini che la Rivoluzione Francese aveva già dimostrato, ma perché sono state portatici di odio e di morte di centinaia di culture sociali stuprate dal colonialismo nel suo tentativo di costringere decine di popolazioni a rientrare nelle categorie di giudizio della bibbia di ebrei e cristiani rielaborata in funzione sociologica da Durkheim.

Oggi, agli studi sociologici vanno sommati gli studi sulle società animali. Le dinamiche del branco. Le dinamiche del branco dei lupi, le dinamiche sociali dei serpenti, le dinamiche sociali dei felini, le dinamiche sociali degli elefanti, le dinamiche sociali delle formiche, le dinamiche sociali di ecc. ecc..

Oggi sappiamo che ogni Essere Animale, e per estensione ogni Essere Vegetale, come dimostrano i recenti studi sulla comunicazione chimica (scienza che piace tanto a Durkheim) vive all'interno di dinamiche sociali che non solo, come piace a quelli alla Durkheim, assicurano la continuità della specie, ma la assicurano nelle condizioni di ricerca continua di una felicità maggiore di quella vissuta nel presente. Questa ricerca di felicità sommata alla volontà che ogni soggetto esprime dalla sua nascita alla sua morte, costruisce la trasformazione di un presente sociale che per miliardi di anni si è sedimentato nelle specie viventi della natura. Tutto questo patrimonio delle specie della Natura, ogni Essere Umano lo ha dentro di sé e lo ha sempre riprodotto nelle relazioni interpersonali all'interno della specie.

Poi arrivò il delirio di possesso del dio padrone della bibbia di ebrei e cristiani e costoro stuprarono gli uomini per distruggere le loro diversità e sottometterle a una morale distruttiva.

Ciò che è stato nella vita dell'uomo per centinaia di milioni di anni la struttura sociale di "FUNZIONI" è stata trasformata in una struttura sociale di "FUNZIONI GERARCHICHE". Dopo un periodo storico di transizione, con l'arrivo della bibbia di ebrei, di Platone in Grecia e dei cristiani poi, le "funzioni gerarchiche" si sono trasformate nell'assolutismo che, stuprando gli uomini nel loro divenuto psico-emotivo, ha creato lo stridere fra il divenuto dell'uomo nella Natura e le pretese del dio padrone di sottomettere il divenire dell'uomo ad una morale inumana e criminale che, anziché cercare mezzi le soluzioni sociali per veicolare le pulsioni dell'uomo, cercava mezzi e le soluzioni sociali per macellare l'uomo e ridurlo alle categorie sociali imposte dal dio padrone. Gli ebrei, Platone e i cristiani hanno trasformato la società da "FUNZIONI GERARCHICHE" in una società di "PADRONI" ad immagine del loro dio padrone e i popoli in schiavi. In oggetti di possesso di un padrone che era legittimato a macellarli.

Questo è il senso della società semplice di Spencer e in Durkheim: l'uomo non è creato "semplice" ad immagine e somiglianza di un dio padrone; l'uomo è un divenuto nella Natura che per centinaia di milioni di anni ha sedimentato la sua struttura psico-emotiva e ad ogni nascita seleziona una parte dell'immenso, che costituisce il patrimonio del proprio divenuto, per adattarsi e modificare il proprio presente usando la propria volontà in una continua ricerca di felicità possibile date le condizioni in cui l'oggettività, modificata da altre volontà soggettive, lo induce a vivere.

Nota: Le citazioni di Durkheim sono tratte da "Le regole del metodo sociologico" di Emile Durkheim e. Einaudi 2008 da pag. 85-86

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Quando un percorso sociale fallisce o esaurisce la sua spinta propulsiva, è bene tornare alle origini. Là dove il pensiero sociale è iniziato, analizzare le incongruenze del passato alla luce dell'esperienza e abbattere i piedistalli che furono posti a fondamento del percorso sociale esaurito.

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Marghera, 28 settembre 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.