Durkheim Emile (1859 – 1917)

Quando un fatto sociale è normale e quando è patologico?

Le regole del metodo sociologico (4^ parte)

Riflessioni sulla sociologia.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Se l'ambiente è malato, com'è lo stato dell'organismo che non si adatta alla malattia?

Quando parliamo di malattie relative al corpo sociale o di malattie psichiatriche, sia la società che il malato psichiatra (in assenza di riscontri e di individui che qualificano le sue scelte come malattia), rispondono in questo modo: "Malato io? Tu sei matto!".

Una donna emarginata, per vendicarsi del paese che l'aveva emarginata, avvelenò il pozzo dal quale tutti attingevano l'acqua. Tutti bevvero dal pozzo e impazzirono. Solo il re del paese non bevve dal pozzo e tutti gli abitanti del paese accusarono il re di essere impazzito. Il re, che aveva capito da dove derivava la loro malattia, di notte, andò al pozzo e bevve l'acqua avvelenata, impazzendo a sua volta. Tutto il paese allora festeggiò la ritrovata salute mentale del re.

Come si può individuare la sofferenza in una società se Durkheim si estranea da essa per individuare e interpretare i fenomeni sociali che chiama "fatti"?

Dice Durkheim a pag. 61

La sofferenza è volgarmente considerata l'indice della malattia; ed è certo che - in generale - tra questi due fatti esiste un rapporto, il quale però manca di costanza e di precisione. Certe gravi diatesi sono indolori, mentre disturbi senza importanza - come quelli che derivano dall'introduzione di un granello di carbone nell'occhio - causano un vero supplizio. In certi casi proprio l'assenza del dolore, oppure anche il piacere, sono i sintomi della malattia: un certo tipo di non-vulnerabilità è patologico. In circostanze in cui un uomo sano soffrirebbe, il nevrastenico può provare una sensazione di godimento che ha incontestabilmente un carattere morboso; inversamente, il dolore accompagna molti stati, come la fame, la fatica, il parto, che sono fenomeni puramente fisiologici. Possiamo forse dire che la salute, la quale consiste in un felice sviluppo delle forze vitali, è riconosciuta in base al perfetto adattamento dell'organismo al suo ambiente, e chiamare invece malattia tutto ciò che perturba tale adattamento? In primo luogo - avremo occasione più avanti di ritornare su questo punto - non è però affatto dimostrato che ogni stato dell'organismo sia in corrispondenza con qualche stato esterno; inoltre, quand'anche questo fosse veramente il criterio distintivo dello stato di salute, esso avrebbe a sua volta bisogno di un altro criterio per poter venire riconosciuto, dato che in ogni caso sarebbe necessario direi in base a quale principio è possibile decidere che un modo di adattarsi è più perfetto di un altro. Forse in base alla maniera in cui l'uno e l'altro incidono sulle nostre possibilità di sopravvivere? La salute sarebbe allora lo stato di un organismo nel quale queste possibilità sono maggiori, mentre la malattia sarebbe tutto ciò che provoca la loro diminuzione. E' fuori dubbio, infatti, che in generale la malattia abbia realmente come conseguenza l'indebolimento dell'organismo; però essa non è la sola a produrre questo risultato. Le funzioni della riproduzione provocano fatalmente la morte in alcune specie inferiori.

La sofferenza sociale può coincidere, od essere, la sofferenza dell'osservatore esterno della società?

Se la società è "sofferente", com'è lo stato di essere del dio padrone che osserva la società?

Qual è il modello oggettivo riferendosi al quale si può dire che una società è sana o è patologicamente malata?

Durkheim è consapevole dell'esistenza di società che possono essere patologicamente malate, ma definire quando una società è malata partendo dalla propria malattia che si considera "naturale", è impossibile. Questo perché considera malattia o devianza quanto si discosta dai modelli che ha in testa.

Quando i fenomeni in una società sono "generalizzati", questi appartengono, secondo Durkheim, ad una società "sana". Quando i fenomeni sono circoscritti e modificano il modello generale della società, sono fenomeni patologicamente malati. Dove, il concetto di sanità sociale diventa quello dell'opinione generale che nella società ha avuto il sopravvento.

La sofferenza sociale non può essere percepita dall'osservatore esterno della società. L'osservatore esterno può osservare dei fenomeni e delle sollecitazioni che spingono una società, o settori di essa, ad introdurre delle modifiche nell'assetto generale della società, ma la sofferenza e la necessità a fondamento delle modifiche richieste non entrano nella percezione dell'osservatore esterno. Per contro, la necessità delle modifiche e la sofferenza che spinge settori sociali a premere per delle modifiche, sono percepite e vissute da chi abita la società. Entrano nell'ambito della percezione di chi vive le trasformazioni, i mutamenti della società in cui vive.

L'osservatore esterno, come proposto da Durkheim, come un novello dio padrone della bibbia, con cui si identifica, ha bisogno del modello, del parametro di confronto per affermare che una società, quando risponde a quel modello è sana e diventa malata quando si discosta dal modello sociale imposto dal suo dio padrone.

Cos'è patologico in una società umana?

E' il bisogno di controllo e di condizionamento dei comportamenti dei singoli settori, classi, aggregazioni, ecc. della società stessa.

Il bisogno di controllo del dio della bibbia dei comportamenti morali del popolo eletto è una forma di malattia psichiatrica che nasce dall'incapacità del dio padrone della bibbia di vivere per sé stesso, in sé stesso, sviluppando le proprie tensioni esistenziali. Vive nell'ossessione patologica del controllo del "popolo eletto" che è oggetto di possesso il cui comportamento può alleviare o scatenare la sua furia. Tanto più il popolo che possiede si sottomette alla sua morale, tanto più questo "popolo" riconosce la gloria e il potere del suo padrone. Questa malattia di possesso, di controllo e di dominio, dalle necessità del dio padrone, come un cancro che si diffonde nell'intera struttura delle società umane che, facendola propria, si organizzano in una forma di malattia sociale, ad imitazione della gerarchia imposta dal loro dio padrone, in cui i dominati, i sottomessi, alimentano e nutrono i propri dominatori e i propri parassiti come il popolo eletto alimenta il parassita che considerano il loro dio padrone.

Ogni società è malata quando il delirio di possesso di settori sociali si impone come metodo generale di relazioni nella società.

Ogni tentativo di trasformare la società che sorga al suo interno viene soffocato usando varie tecniche. La società del possesso, ad imitazione del dio padrone della bibbia, non tollera le diversità che possano incidere sulle trasformazioni della società e mettere in discussione i settori sociali che generano le dinamiche del possesso nell'intera società.

La pulsione di possesso e di dominio, che chiamerò Pulsione di Morte, viene veicolata in diversi modi a seconda del tipo di società in cui tale pulsione chiede soddisfazione. L'ebraismo e il cristianesimo sono stati i costruttori della Pulsione di Morte. Hanno costruito una società in cui il possesso degli individui non era limitato alle necessità economiche, ma investiva l'intera sfera emotiva e politica della società.

In una società in cui la Pulsione di Morte domina, gli individui mettono in atto tutta una serie di strategie per poter sopravvivere. Si adattano, cercano di salire la scala gerarchica, si "arruffianano", cercano "comprensione" per l'impossibilità di veicolare le loro pulsioni vitali, si sforzano di rispettare le regole al fine di non subire la massima violenza che la pulsione di morte pratica per ottenere sottomissione e adesione al proprio dominio nella società. Dal momento che la Pulsione di Morte si nutre dei settori sociali dominati e sottomessi emotivamente e psichicamente, ha la necessità sia di estendere il numero di sottomessi, sia di non distruggere una percentuale rilevante di individui nella società per non rischiare di perdere il proprio nutrimento.

Le necessità di perpetuare la Pulsione di Morte, portano gli individui che usano la Pulsione di Morte a cercare delle legittimazioni razionali con cui costringere la società ad accettare il controllo e il dominio della Pulsione di Morte. Queste giustificazioni razionali, dopo molte generazioni in cui costringono gli individui ad adattarsi, fanno sorgere nella società delle soluzioni "razionali" con cui alcuni settori della società, o per momenti di debolezza del controllo della Pulsione di Morte, o per contraddizioni con società esterne, tipo guerra, in cui chi gestisce la pulsione di morte è costretto ad allentare il controllo per una maggiore compattazione della società, aggrediscono il dominio della Pulsione di Morte modificando, anche in maniera radicale, il suo dominio.

E' il caso delle rivolte popolari. E' il caso ella Rivoluzione Francese. E' il caso della lotta contro il colonialismo. E' la questione del laicismo o dell'ateismo. E' la questione del miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne. E' il caso delle necessità degli imprenditori contro le norme feudali. E' il caso del diritto di voto alle donne. E' il caso del diritto di famiglia. E' il caso della nascita delle Costituzioni Democratiche.

Una volta che la tensione liberatoria dalla costrizione della Pulsione di Morte si allenta, la Pulsione di Morte tende a riprendere il controllo della società veicolandosi in maniera differente. Non è più, per esempio, la Pulsione di Morte che esalta il feudalesimo come modo di espletare agli ordini del dio padrone, ma è la Pulsione di Morte che trasforma il cittadino in individuo-merce espletando, in maniera diversa, i medesimi ordini del dio padrone. Non è più la Pulsione di Morte che esalta il colonialismo, ma è la Pulsione di Morte che esalta il nazionalismo in un delirio di massacro delle diverse etnie africane sempre obbedendo ai medesimi ordini del dio padrone della bibbia dei cristiani. Non è più la Pulsione di Morte che perquisisce i braccianti per sottrarre loro l'orologio affinché non sappiano quante ore effettive hanno lavorato, ma è la Pulsione di Morte che fa suonare la sirena della fabbrica e ne scandisce i ritmi. Non è la Pulsione di Morte che costringe i bambini a pregare nelle scuole, è la Pulsione di Morte che impone il crocifisso e i suoi valori nelle scuole in contrapposizione ai valori della Costituzione della Repubblica Italiana. Non è più la Pulsione di Morte che porta l'olio di macchina e il manganello delle camicie nere, ma è la Pulsione di Morte dei celerini di Scelba che lavora di manganello e di litri acqua e sale per far vomitare i sequestrati.

Questa è la malattia sociale, la patologia psichiatrica della società che Durkheim, nella sua identificazione col delirio di onnipotenza del dio della bibbia ebrea e cristiana, non vuole vedere, ma giustificare.

La Pulsione di Morte è un sistema con cui le società umane e i singoli individui organizzano la loro esistenza: dal miliardario all'accattone; dal poliziotto al magistrato; dall'imprenditore all'operaio; dal commerciante all'artigiano; dal bandito all'uomo che la società definisce "onesto". La Pulsione di Morte è una pulsione psico-emotiva che agisce indipendentemente dal denaro, dal potere o dalla collocazione sociale degli individui. E' una pulsione mediante la quale il singolo individuo e la società organizzano la loro esistenza. La Pulsione di Morte è un'organizzazione della struttura emotiva individuale profonda dell'individuo imposta mediante l'educazione ebrea e cristiana che gli individui massificano (proprio per la presenza massiccia del condizionamento religioso dell'infanzia operato capillarmente da ebrei e cristiani) trasformandola in pulsione di dominio sociale con cui gli individui manipolati si difendono dall'angoscia che, l'impotenza nell'affrontare le relazioni alla pari nella società, emerge in loro.

La Pulsione di Morte ha come nemica la Pulsione di Vita. La vita nel suo eterno scorrere manifestata da tutti gli Esseri e tutte le specie della Natura. Una vita che si esprime nelle società con la tensione d'espansione che nel singolo individuo è l'aumento dell'abilità, della cultura, dell'uso della cultura, dell'attenzione sociale, della tensione psichica rivolta verso un futuro possibile.

La Pulsione di Morte blocca lo sviluppo della vita per sottomettere gli individui della società umana a regole morali, domini, leggi che anziché determinare il diritto delle persone determinano il diritto del dio padrone di imporre la sua morale e i suoi comportamenti alle persone.

La Pulsione di Vita non ha una classe sociale di riferimento. E' un modo psico-emotivo di affrontare l'esistenza di individui e società rivolti ad un futuro possibile e ad una dilatazione, culturale, etica, legislativa verso un futuro desiderato.

Durkheim confonde la normalità con la malattia sociale e la devianza con la normalità sociale.

Dal momento che il lavoro capillare della chiesa cattolica ha imposto la Pulsione di Morte e di sottomissione ai ragazzi, ciò che emerge, come opinione all'interno della Pulsione di Morte, per Durkheim è normalità mentre, ciò che si ribella alla sottomissione va studiato come fenomeni sociali di natura patologica.

Il dio padrone della bibbia, per Durkheim, è la normalità. Specialmente nel suo ordine di macellare chiunque non si metta in ginocchio, mentre, la ribellione al dio padrone della bibbia è una forma patologica: indovinate perché chi usava i campi di sterminio trovava del tutto naturale identificarsi col dio della bibbia!

Scrive Durkheim nel dire che cos'è un fatto normale in sociologia a p. 71 - 72:

La nozione di utile oltrepassa i limiti della nozione di normale; tra di esse c'è la stessa relazione che esiste tra il genere e la specie - ed è impossibile dedurre il più dal meno, la specie dal genere. Ma si può trovare il genere nella specie, perché essa lo contiene: ecco perché - una volta constatata la generalità del fenomeno - si può, mostrando come esso serva, confermare i risultati del primo metodo. Possiamo dunque formulare le tre regole seguenti:

1) un fatto sociale è normale per un tipo sociale determinato, considerato in una fase determinata del suo sviluppo, quando esso si presenta nella media delle società di quella specie considerate nella fase corrispondente della loro evoluzione;

2) Possiamo verificare i risultati del metodo precedente mostrando che la generalità del fenomeno dipende dalle condizioni generali della vita collettiva nel tipo sociale considerato;

3) Questa verificazione è necessaria quando il fatto si riferisce ad una specie sociale che non abbia ancora compiuto la sua evoluzione integrale.

E chi determina qual è la fase di sviluppo di quella società?

Gli Zulù erano un grande popolo e furono sterminati. Gli Aztechi erano un grande popolo e furono sterminati.

Chi non ha compiuto la sua evoluzione di uomo è Durkheim che ha dato le dimissioni dalla società degli Esseri Umani per assumere il ruolo del dio padrone della bibbia legittimando il genocidio di popoli inferiori: quelli che non erano il "popolo eletto".

Come si può descrivere una società in cui impera la Pulsione di Morte?

Solo identificandosi col diritto al dominio del dio padrone della bibbia, come Durkheim sapeva benissimo.

Per capire gli estremi della Pulsione di Morte che incita alla strage e alla negazione dell'altro che viene trasformato in bestiame da macellare, come fecero i nazisti con zingari ed ebrei nei campi di sterminio del XX° secolo, è necessario leggere la bibbia ebrea e cristiana. E' sufficiente un passo dal Deuteronomio scelto fra tanti:

Quando Jahve, tuo Dio, ti avrà fatto pervenire nella terra dove tu sei diretto per prenderne possesso, molte nazioni cadranno davanti a te: gli Etei, i Ghirgasei, gli Amorrei, i Cananei, i Ferezei, gli Evei, i Gebusei, sette nazioni più numerose e più potenti di te. Jahve, tuo Dio, le abbandonerà in tuo potere; tu allora le batterai e le voterai completamente all'anatema. Non verrai a patti con esse né userai loro misericordia. Non contrarrai matrimonio con esse, non darai una tua figlia a un loro figlio, né prenderai una loro figlia per un, tuo figlio, perché tuo figlio si allontanerebbe da. me per seguire altri dèi e l'ira di Jahve si accenderebbe contro di voi e vi sterminerebbe subito. Ma voi dovete agire così nei loro riguardi: demolirete i loro altari, frantumerete le loro stele, svellerete le loro Ashere e brucerete i loro idoli. Tu infatti sei un popolo consacrato a Jahve, tuo Dio; te ha scelto Jahve, tuo Dio, tra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra, affinché tu sia il suo popolo. Non perché più numeroso di tutti gli altri popoli, Jahve si è unito a voi e vi ha scelto; voi anzi siete il meno numeroso tra tutti i popoli; ma è per l'amore che vi nutre e per mantenere il giuramento fatto ai vostri padri che Jahve con la sua potenza vi ha condotto fuori, e ti ha liberato dalla casa dove eri schiavo, dalla tirannide di Faraone, re d'Egitto. Sappi dunque che Jahve, tuo Dio, è il Dio vero, il Dio fedele che mantiene la sua alleanza e la sua benevolenza fino alla millesima generazione verso coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti, ma che punisce nella loro propria persona coloro che lo odiano; senza alcuna dilazione ricambia in persona. Custodisci, dunque, i comandamenti, gli statuti e i precetti che io ti ordino di mettere in pratica.

Deuteronomio 7, 1 - 11

Questa è l'impostazione sociale della Pulsione di Morte. Non è importante se a veicolarla è il poliziotto, il politico, l'industriale, l'operaio, l'accattone, il commerciante, il banchiere, il parlamentare, la massaia, il maestro, il medico. Questo è il meccanismo della Pulsione di Morte al di là di chi lo veicola: una morale da imporre per ottenere obbedienza.

Non è importante come questa Pulsione viene veicolata. Se è lo schiaffo del genitore al bambino o se è il genocidio del campo di sterminio; se è la tortura del poliziotto nelle celle o se è il maestro che soddisfa il suo delirio contro l'alunno; se è l'infermiera che picchia il vecchio in un ospizio o se è il parlamentare del "Lei non sa chi sono io". Non c'è differenza fra la suora dell'asilo che costringe il bambino a pregare o il nazista che stermina gli ebrei: è una questione di quantità, non di qualità psico-emotiva veicolata.

Tutta la conflittualità sociale che chiamiamo fenomeni o fatti che determinano il comportamento delle società, di settori di esse fino ai singoli individui, nasce dall'attività criminale con cui la Pulsione di Morte vuole appropriarsi della Pulsione di Vita che spinge gli individui, settori sociali o società, a rimuovere gli ostacoli che di volta in volta, la Pulsione di Morte, mette sul loro cammino. Dall'elaborazione dell'ideologia ebraica e alla sua imposizione ad opera del cristianesimo, i fenomeni e i fatti sociali, pur mantenendo la forma apparente o i meccanismi con cui si veicolano nelle società propri di società che hanno preceduto l'ebraismo e il cristianesimo, non sono gli stessi. La Pulsione di Morte ha una tale capacità di devastazione della struttura emotiva dell'individuo e delle società che non ha riscontri nella storia umana considerata fin da quando l'antenato comune, essere unicellulare, si muoveva nel "brodo primordiale".

Solo in quest'ottica si può capire quando un fatto, nella società, è patologico o è normale!

I brani citati di Durkheim sul come si osservano i fatti sociali sono tratti da:

Pag. 61 e 71 - 72 di Le regole del metodo sociologico di Emile Durkheim e. Einaudi 2008

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Quando un percorso sociale fallisce o esaurisce la sua spinta propulsiva, è bene tornare alle origini. Là dove il pensiero sociale è iniziato, analizzare le incongruenze del passato alla luce dell'esperienza e abbattere i piedistalli che furono posti a fondamento del percorso sociale esaurito.

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Marghera, 10 settembre 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.