IL CONCETTO DI
DIVINITA’
NEL
PAGANESIMO POLITEISTA
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Il
concetto di Divinità, ciò che il Paganesimo chiama un “dio”, nella Religione
Pagana Politeista fu esposto, per la prima volta, nella Conferenza tenuta nel
settembre
Per
riuscire a comprendere il concetto di divinità del Paganesimo Politeista è
necessario uscire dalla concezione a cui il cristianesimo ha abituato le
persone a considerare che cos’è un dio.
Nella
concezione cristiana un dio è un soggetto che determina la morale e i
comportamenti degli Esseri Umani al quale gli Esseri Umani si sottomettono
adorandolo.
Pur
derivando da definizioni formali estetiche delle Antiche religioni, questa
definizione del dio rimane una definizione monoteista estranea al Paganesimo
Politeista ed estranea sopratutto alla concezione mitica delle Antiche
Religioni. Pensiamo soltanto alla “Guerra di Troia” dove uomini e Dèi
combattevano uno contro l’altro mescolandosi uomini e Dèi. Pensiamo al viaggio
di Ulisse e alle sue peregrinazioni nelle quali deve combattere contro Dèi che
lo ostacolano e viene aiutato da Dèi che ne favoriscono le scelte.
Solo
nella religione Ebraica il dio si estranea dal contesto umano ed afferma di
essere il padrone degli Esseri Umani pretendendo da loro obbedienza e
sottomissione, pena terrore, morte e distruzioni alle quali gli Esseri Umani
non possono far fronte.
Mentre
il dio dei cristiani è colui che si compiace di spaccare la testa dei bambini
sulle rocce, i figli di Zeus e Era sono Ilizia, Ebe e Ares. Ilizia è il divino
che si esprime nella nascita di ogni bambino (di ogni specie e di ogni sesso),
Ebe è il divino che si esprime nella maturità sessuale di ogni bambino (di ogni
specie e di ogni orientamento sessuale), Ares è il divino che si esprime nelle
azioni di ogni Essere della Natura al fine di uscire dalle contraddizioni della
sua vita. Il dio dei cristiani è esterno alla vita degli Esseri, Zeus e gli Dèi
del mito sono la vita stessa, la sua espressione.
Nella
concezione religiosa cristiana gli Esseri Umani possono essere annientati,
macellati, per essere sottomessi al dio creatore; nella concezione Pagana
Politeista le contraddizioni della vita possono portare gli Esseri Umani a
scontrarsi, a combattersi, ma mai all’annientamento per l’annientamento.
L’annientamento, il campo di sterminio, sono concezioni proprie del
cristianesimo, dell’ebraismo, e derivano dagli ordini del loro dio che,
estraneo alla vita, intende la vita degli Esseri Umani come bestiame da
condurre al macello. Il dio dei cristiani, padrone della vita, non ha nessun
beneficio allo sviluppo della vita: si compiace soltanto della sottomissione
che impone alla vita stessa.
Gli
Dèi del Paganesimo Politeista vivono negli Esseri della Natura, negli Esseri
Umani nel nostro caso. Agiscono e si esprimono nelle scelte degli individui, si
sviluppano, crescono e soffrono in una continua trasformazione alimentando e
facendo crescere quegli Esseri Umani che li manifestano nelle loro azioni. Ne
consegue che Dèi e Esseri della Natura (Esseri Umani nel nostro caso) camminano
assieme all’interno di una continua trasformazione che li conduca verso il
loro, reciproco e comune, futuro.
3) IL CONCETTO DI DIVINO
COME NEGAZIONE
DEL DIO CRISTIANO
Testo conferenza 1996
1) Nel Paganesimo
Politeista ogni concentrazione di Energia Vitale Cosciente di Sé ha come scopo
quello di dilatarsi proseguendo nei mutamenti specifici della specie in cui è
divenuta per diventare eterna.
2) A volte questo non
avviene perché condizioni oggettive distruggono la sequenza dei mutamenti
troppo presto, ma ogni Essere ha il dovere di esercitare la propria Volontà per
diventare eterno. In caso contrario c'è il suicidio come riconoscimento del
proprio fallimento. La forma di suicidio più comune è quella di mettersi in
ginocchio davanti al Macellaio di Sodoma e Gomorra.
3) Ogni Essere, qualsiasi
sia la sua natura e il suo divenuto, nel momento stesso in cui esercita la sua
Volontà per sviluppare il proprio Potere di Essere è un dio fra Dèi dal momento
che il circostante è formato da Coscienze il cui scopo è diventare eterne
sviluppando il loro Potere di Essere.
4) L'adattamento delle
Coscienze attraverso Necessità e Volontà trasforma il mondo in cui viviamo in
un insieme divino di cui siamo parte nella misura in cui agiamo per sviluppare
il nostro Potere di Essere.
5) Ogni Essere è un dio
fra dei nella misura in cui camminano insieme verso l'eternità dei mutamenti.
Chi vive sviluppando il Potere di Essere deve necessariamente aiutare ogni
altro Essere a sviluppare il suo Potere di Essere perché questo lo favorisce
nello sviluppo del suo Potere di Essere. Essendo il cristianesimo un metodo per
possedere gli individui mettendoli in ginocchio davanti ad un presunto dio
creatore gli Esseri Umani devono impoverire il proprio essere per poter
accettare la sottomissione come fatto naturale della loro esistenza. Il
cristianesimo e nel nostro caso il cattolicesimo, devono immiserire
culturalmente e fisicamente gli individui per poterli distruggere.
L'indicazione di questo fare è del pazzo di Nazareth nel suo "Beati i
poveri di spirito" oppure "In Verità vi dico: se voi non cambiate e
non diventate come i fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò
chiunque diventerà umile come questo fanciullo, egli sarà il più grande nel
regno dei cieli..." Matteo
6) Nel Paganesimo
Politeista tutti gli Esseri della Natura, la Natura nel suo insieme, la Terra,
il Sole, la Luna, i Pianeti, le Stelle, le Galassie, gli Esseri di sola Energia
Vitale altro non sono che Coscienze di Sé, divini, che attraverso la propria
sequenza di mutamenti tendono a diventare eterni.
7) Con i divini si
cammina assieme relazionandoci attraverso il fare ma non ci si può mettere in
ginocchio pena la distruzione del nostro divino.
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Questa
fu la traccia esposta e illustrata nelle conferenze in relazione al concetto di
creazione nel 1996.
Il
concetto di Potere di Essere è un concetto proprio della religione Pagana
Politeista e indica il Potere di rappresentazione nella vita e nel mondo che
l’individuo (o un Essere della Natura più in generale) ha accumulato mediante
la sua azione nel corso della sua vita.
Nel
Paganesimo Politeista la vita è intesa come un processo di crescita continua.
Una crescita che avviene, come per l’evoluzione delle specie, per
sedimentazione. Sedimentazione di esperienza come risultato delle scelte che
ognuno di noi fa nelle contraddizioni della sua esistenza. Quell’accumulo di
esperienza va inteso come accumulo di manifestazioni emotive nel mondo capaci
di costruire le relazioni con le emozioni che dal mondo si riversano verso ogni
singolo Essere.
Non
esiste il concetto di Potere di Essere nell’ebraismo e nel cristianesimo: tutto
ciò che esprimono gli Esseri Umani, per il cristianesimo e l’ebraismo, è frutto
di doni del loro dio. Nel cristianesimo e nell’ebraismo, l’Essere Umano non ha
una propria dimensione all’interno di un insieme che sviluppa nel corso della
sua esistenza, ma è solo manifestazione della volontà del suo dio. Per questo
motivo, nel cristianesimo e nell’ebraismo, non esiste il concetto di Potere di
Essere che, al contrario, viene espresso nelle Antiche Religioni attraverso il concetto
di Eroe. L’eroe è quell’Essere Umano capace, in specifiche condizioni della sua
esistenza, di compiere imprese degne di un dio proprio perché esprime quel dio
in modo eccezionale per gli altri Esseri Umani che lo guardano. Nel mito si
dice che quell’eroe “è figlio del dio....”, ma è solo perché il Potere di
Essere di quell’Essere Umano è cresciuto (anche a volte favorito dalle
condizioni) al punto tale di usare la forza simile a quella del dio per
compiere imprese eroiche. Imprese eroiche quasi sempre a beneficio
dell’umanità.
Lusiana,
25.08.2007
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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