Il concetto di circostante
nel
Paganesimo Politeista
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Il
concetto di circostante come coscienza nella Religione Pagana Politeista fu
esposto, per la prima volta, nella Conferenza tenuta nel settembre
Per
riuscire a comprenderlo è necessario toglierci dal centro del mondo. Toglierci
dalla separazione che siamo abituati a vivere fra noi e il mondo. Rientrare nel
mondo che ci circonda come attori che vivono la vita e non più come giudici che
descrivono la vita, ma separati da essa. La ragione tende a separarci dal
mondo, le emozioni, la nostra struttura psichica profonda, ci riporta nel
mondo. Se la ragione si appropria della gestione delle nostre emozioni, della
nostra struttura psichica profonda, si genera l’oscurantismo. La ragione
riversa nelle nostre emozioni i suoi fantasmi, la forma delle sue fobie, la
forma che prende la sua paura di affrontare l’infinito sconosciuto che la
circonda e che lei non è in grado di descrivere e padroneggiare.
Il
Pagano Politeista incontra gli Dèi in ogni oggetto, in ogni azione, in ogni
intelligenza, che incontra nel mondo e riconosce quegli Dèi proprio perché egli
stesso li manifesta in ogni azione, in ogni intelligenza, in ogni oggetto del
mondo.
Quando
un Essere Animale o un Essere Vegetale fa un’azione, questa è il frutto della
sua intelligenza, del suo progetto, dei suoi scopi. E’ attraverso le azioni che
noi individuiamo l’intelligenza delle persone della nostra stessa specie quando
NON proiettiamo noi stessi sulle persone interpretandole. Troppo spesso ci
rapportiamo con le altre persone della nostra specie proiettando noi stessi, il
nostro modello psichico, il nostro modello culturale. Tendiamo a incasellare le
altre persone in categorie preconfezionate dalla forma della nostra ragione. Le
azioni ci dicono che cosa quella persona pensa e a quali scopi tende. Non
ascoltiamo semplicemente le sue parole. Così è nelle azioni degli oggetti del
mondo che noi incontriamo l’intelligenza degli oggetti del mondo. Non si tratta
MAI di azioni di riflesso, risposte automatiche a sollecitazioni, ma di vere e
proprie strategie d’esistenza che implicano sempre il pensiero astratto sia che
questo pensiero sia formulato a livello fisico, azione, che nella struttura
emotiva del soggetto.
Se
per il cristiano il mondo è una sua proprietà e vive separato da esso in quanto
si ritiene superiore ad esso: “Iddio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di
dio lo creò; lo creò maschio e femmina. E dio li benedisse e disse loro:
“Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate
sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e su tutti gli animali
che si muovono sopra la terra”.” Genesi 1, 27-28, il Pagano Politeista è parte
del mondo è il prodotto dell’’evoluzione delle specie e con le specie divide un
numero infinito di Dèi esprimendo i quali continua a mantenere i legami con le
altre specie. Per il Pagano Politeista, pur conoscendo l’importanza del 2% del
Dna che lo differenzia dall’Essere Scimpanze, sa che è fondamentale il 98% che
rappresenta la quantità di pulsioni e di passioni che lo rende uguale:
manifesta un’uguale percentuale di Dèi in comune. Il Pagano Politeista
riconosce come ogni Essere, di ogni specie, dell’Essere Natura è una
possibilità del soggetto di diventare eterni e, per farlo, usa gli strumenti
che l’evoluzione della sua specie gli mette a disposizione frutto degli
adattamenti, della sua specie, alle variabili oggettive che i suoi progenitori
hanno incontrato e affrontato.
Così
il Pagano Politeista è legato emotivamente ad ogni altro Essere della Natura di
cui condivide un numero infinito di Dèi. Il Pagano Politeista non domina la
Natura, ma vive al suo interno. E’ parte di essa, non il padrone della Natura.
Non è il servo della Natura. Non pretende di proteggere la Natura, ma è
discreto nelle relazioni con essa. Così il Pagano Politeista ha rispetto per
gli Dèi del mondo, ma non ha sottomissione ad essi. Vive assieme a loro, li ama
e li manifesta, ma non si prostra né obbedisce a verità o morali che siano
estranee al suo vivere come Essere Sociale o alle sue tensioni che sono il
fondamento divino attraverso il quale è divenuto.
6) IL CIRCOSTANTE COME
COSCIENZA
Testo conferenza 1996
1) Per il Paganesimo
Politeista il circostante è formato da Coscienze il cui fine è proseguire nella
sequenza dei mutamenti.
Il bisogno che spinge
l'azione delle Coscienze determinandone la direzione è Libertà.
Libertà è Coscienza
divina in Sé calata in ogni Coscienza!
E' divino nei divini!
Libertà è quel divino che
spinge le Coscienze a rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo del
loro Potere di Essere.
2) In un sistema divino
in cui le relazioni fra le Coscienze sono determinate dal Potere di Essere la
rimozione degli ostacoli al suo sviluppo deve essere fatta nei confronti delle
coscienze più deboli e maggiormente sottoposte alla coercizione del Potere di
Avere.
3) Il Potere di Avere non
solo minaccia la specie in cui si diffonde ma minaccia ogni altra specie in
quanto il suo sviluppo si esprime attraverso la distruzione sia del divenire
della specie sia dell'oggettività divina in cui quella specie è divenuta.
4) Per questo motivo le
Coscienze del circostante usano il loro divino riversando Energia Vitale per
alimentare ogni percorso di Libertà che viene ad esprimersi nella specie umana.
Solo in quel modo potranno preservare i propri cammini nell'eternità prima che
la pazzia del Potere di Avere identificandosi come demandato dal dio creatore
distrugga irrimediabilmente i loro percorsi verso l'eternità.
5) Questo farsi Coscienza
del circostante nei confronti della Specie Umana si chiama:
A N T I C R I S T O.
6) Il progetto del pazzo
di Nazareth nel sottomettere gli Esseri Umani a quello che lui chiama dio suo padre
consiste nel distruggerne il divenire portandoli vuoti alla morte del corpo
fisico insieme alla distruzione del corpo luminoso. In compenso egli prometteva
che li avrebbe fatti risorgere nella carne (ma senza sesso come dice ai
Sadducei).
Il progetto
dell'Anticristo è quello di favorire il respiro di Libertà della Specie Umana
affinché liberatasi dall'assoggettamento alle religioni monoteiste possa
proseguire nei mutamenti verso l'eternità.
Solo questo aiuta le
Coscienze del circostante a continuare i propri mutamenti verso l'eternità.
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Questa
fu la traccia esposta e illustrata nelle conferenze in relazione al concetto di
circostante nel 1996.
Il
Pagano Politeista NON PROTEGGE LA NATURA!
Il
Pagano Politeista tenta di rimuovere gli ostacoli che la sua specie, che agisce
manifestando il Potere di Avere, ha costruito nell’Essere Natura. Ma non
protegge la natura, semmai protegge la propria specie, la specie umana, dai
danni che la specie umana ha fatto nella Natura e che, inevitabilmente, si
ripercuoteranno sulla specie stessa.
La
voce dell’Anticristo è la voce degli Dèi che dal mondo e da dentro l’uomo,
anche alimentando la sensazione in un vago ricordo di una perdita di relazione
fra sé e il mondo, la perdita della capacità di comunicare mediante l’empatia
con gli Esseri della Natura, gli sussurra che è ora di riprendere il proprio
posto come attore e protagonista della propria vita.
Abbiamo
costruito il divenuto della nostra esistenza attraverso le emozioni. La vita
stessa è nata e si manifesta mediante un’emozione: AFRODITE! La nascita degli
Esseri della Natura è espressione di emozioni: EROS! Le nostre trasformazioni
sono il prodotto di emozioni che esplodono e sedimentano conoscenza dentro di
noi: Atena. L’empatia è il potere con cui gli Esseri della Natura si legano fra
loro e il loro agire è il ponte fra la percezione empatica della vita e la
descrizione razionale. E’ proprio del Pagano Politeista agire nella vita e,
attraverso la sua azione, legare la percezione emotiva del mondo alla razionalità
della propria specie.
Lusiana, 25.08.2007
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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