Charles Fourier 1772 - 1837

Il socialismo utopistico

Riflessioni sulle sue idee

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) partendo dal presupposto che "la povertà, e sempre la povertà", è alla base dei mali degli uomini, delinea nelle sue opere una società ideale e perfetta.

2) Egli ritiene che tale società debba far leva sulle "passioni", cioè sulle tendenze istintive che sono nell'uomo, "così come la natura le dà, senza mutare nulla".

3) Il soddisfacimento delle passioni può essere ottenuto attraverso i Falansteri, che sono comunità di lavoratori a carattere associazionistico e cooperativistico.

4) In tali associazioni, nelle quali vi è comunità di beni e di rapporti, vengono unite "serie di passioni" simili l'una all'altra, e ciascun individuo svolge il lavoro che più lo interessa, e riceve secondo i propri bisogni.

5) Così il lavoro che è un diritto per l'uomo, diventa piacevole e attraente; il lavoratore conserva la propria individualità; al posto della discordia nasce e regna nella società, l'armonia.

6) Anche se il suo programma è utopistico, Fourier ha il merito di intravvedere il futuro del movimento cooperativistico.

Fourier, avviato all'attività commerciale dalla sua famiglia di ricchi commercianti, avvia una speculazione finanziaria che si trasforma in un fallimento. Da questa esperienza, poco più che ventenne, elabora una sua concezione di società che diventa il modello della sua utopia. Come tutti i ragazzini senza esperienza di vita ed educati nell'idea cristiana del creazionismo, anziché immergersi nei meccanismi attraverso i quali funziona la società in cui vive, pensa di spazzare via tutto riformando, d'un sol colpo, l'intera società umana. Milioni e milioni di anni di adattamenti della specie umana, dalla quale sono nate le società umane, vengono da Fourier ignorate nella costruzione del proprio modello sociale.

Il fallimento della sua speculazione finanziaria e il conseguente adattamento che lo costringe a vivere dei più diversi mestieri, fa sorgere in Fourier l'idea che la povertà e sempre la povertà è alla base dei mali degli uomini.

Le passioni umane sono l'oggetto del suo studio. Afferma che le passioni umane sono buone in quanto volute dal dio padrone, che egli indentifica come gli ha insegnato la chiesa cattolica, cioè "buono", e da questa concezione creazionista immagina la società umana. Una società creazionista che si articola su una verità che diventa il modello per la società perfetta come l'uomo è creato perfetto dal dio padrone.

Fourier non fa altro che prendere la parabola del giovane ricco dei vangeli e adattarla per la costruzione del suo modello sociale: i poveri come soggetti destinatari delle ricchezze del giovane ricco che deve rinunciare a tutto per seguire Gesù.

Il problema di Fourier non sta nelle affermazioni, ma nella premessa che guida le soluzioni alle sue affermazioni. Che la povertà sia il male delle società è solo l'evidenza che salta agli occhi, ciò che bisogna ricercare sono i meccanismi attraverso i quali si forma la povertà. E' necessario chiedersi il ruolo della povertà nel sistema economico e delle relazioni sociali. A Fourier non interessa stabilire il perché della povertà, ma come ovviare alla povertà. Solo che l'unico mezzo per uscire dalla povertà è la rimozione delle cause che producono la povertà.

Mentre Fourier propone l'appropriazione dei mezzi di produzione, "i falasteri", attraverso i quali rendere i poveri partecipi alla produzione, il regime sociale ed economico in cui noi viviamo ha già collocato i poveri entro il circuito della formazione della ricchezza pur privandoli dell'accesso alla ricchezza sociale. L'ordine di Gesù al giovane ricco di dare le sue sostanze ai poveri, è l'ordine di Gesù di distruggere la richezza sociale e rendere sé stesso povero. Soggetto di carità in quanto bisognoso dell'amore del dio padrone e dell'attenzione di un padrone al quale si deve sottomettere: in questo caso, Gesù stesso.

Come Fourier ha fallito nelle sue manovre speculative, così il fallire della speculazione, il commercio e "l'anarchia" della produzione e della distribuzione, il libero scambio, è all'origine delle crisi economiche per cui la miseria nasce dalla ricchezza.

Se si afferma che la povertà è il risultato dell'accumulazione della ricchezza e del metodo attraverso il quale la ricchezza viene accumulata e distribuita, allora l'unico modo per uscire dalla povertà è la ridistribuzione della ricchezza e dei mezzi attraverso i quali la ricchezza si forma. Ma i mezzi e i sistemi, attraverso i quali la ricchezza si forma, variano nei tempi e nei modi in cui i bisogni umani si presentano nella storia. I bisogni umani, le passioni, nel loro sforzo di veicolarsi nella società sono il fondamento delle società. Sono il metro di misura della ricchezza e della felicità umana. Grandi quantità di soddisfazione dei bisogni umani, sia nel presente che nella prospettiva futura, si chiamano "ricchezza", scarse quantità di soddisfazione dei bisogni umani sia nel presente che nella prospettiva futura, si chiamano "povertà" o "miseria".

Il controllo sociale delle persone avviene sulla gestione dei bisogni umani. Tanto più un regime riesce a controllare i bisogni umani, creando miseria, tanto migliore è il suo controllo sulla società.

Di questo Fourier diventa consapevole. La Rivoluzione Francese è stata anche e soprattutto la rivoluzione delle donne nella società civile. La riaffermazione del loro ruolo riconosciuto dall'Assemblea. Fourier prende atto di questa rivoluzione e nella sua teoria rivendica il diritto della donna nella società e condanna la struttura della famiglia dei ruoli nel modello della sacra famiglia cristiana che è "basata sull'egoismo di coppia e sulla repressione sessuale". Una repressione del ruolo sociale della donna che Fourier individua fin dall'Eden della creazione del dio padrone. Fourier afferma che: "tanto più la donna è oppressa in quella società, tanto più basso è il livello di quella società".

Una delle novità di Fourier è quella di sottolineare l'aspetto sociale del complesso pulsionale del singolo individuo. Pur inserendo le pulsioni umane in ambito creazionista, rileva come le pulsioni umane se sottoposte ad un ambiente repressivo assumono un carattere violento che definisce disgregante e antisociale, mentre se l'ambiente è favorevole le pulsioni favoriscono la coesione sociale e la pace.

In realtà non è così. Le forze della vita, le pulsioni, sono sempre violente perché devono riaffermare continuamente il diritto di espansione della vita stessa di ogni soggetto. Tali pulsioni, riversate nella società, portano la società all'espansione e, nell'espansione, vengono travolti gli equilibri esistenti modificando continuamente i rapporti di forza all'interno della società e fra società umane. Mentre il creazionista pensa a forze che conservino, date le condizioni favorevoli, un'armonia della creazione, che pensa come perfetta fatta da un dio padrone perfetto, la vita non accetta nessuna armonia, ma un continuo processo di modificazione che può andare nella direzione dell'espansione o del rattrappimento. Quando l'insieme pulsionale dell'individuo si sposta verso il rattrappimento, l'espressione pulsionale, per passare dalla fase di espansione a quella di rattrappimento, attraversa un periodo di espressione più o meno violenta e distruttiva nell'ambiente come ultimo tentativo di rimuovere le coercizioni o le repressioni messa in atto contro il suo "diritto" di espansione. Quando ad Afrodite viene impedito di esprimersi, le sue sorelle, le Erinni, mostrano il volto determinato della vita.

Fourier dice che è necessario soddisfare i bisogni degli Esseri Umani, dunque organizziamoci per soddisfare tali bisogni, ma non i bisogni manomessi dalla relazione nella società, bensi i bisogni come "natura crea". La Natura non crea, la Natura trasforma l'esistente e l'esistente trasforma la Natura. Dunque, quando noi consideriamo l'Essere Umano e i suoi bisogni non possiamo estraniare l'Essere Umano dal contesto nel quale vive e diviene espandendosi. Non possiamo non considerare che il contesto in cui nasce e diviene l'Essere Umano diviene, si trasforma, si modifica e si espande continuamente. Non possiamo separare l'Essere Umano dal suo divenuto in relazione alla Natura; al divenuto dell'Essere Umano, in relazione alla società e al suo divenuto; al divenuto della società in relazione alla Natura e al suo divenuto che ha costruito le condizioni nelle quali l'Essere Umano è divenuto trasformando, nel suo divenire, la società e la Natura.

Non possiamo estraniare l'Essere Umano dall'insieme delle generazioni attraverso le quali egli è stato prodotto. Non possiamo estraniare l'Essere Umano dalle condizioni che la singolo Essere Umano sono state imposte dalle azioni, dalle scelte e dalle decisioni del proprio padre e della propria madre; le loro aspirazioni, i loro desideri e i loro atti di volontà. Se facciamo questo noi non affrontiamo l'Essere Umano, ma affrontiamo un'idea dell'Essere Umano che ci siamo formati mediante l'immaginazione di una fantomatica creazione dell'uomo da parte di un dio pazzo e cretino.

I desideri del singolo Essere Umano non sono uguali a quelli di ogni altro Essere Umano e il modo, attraverso il quale affrontarli e soddisfarli, è diverso da Essere Umano ad Essere Umano. La fame si soddisfa mangiando. Quando esiste l'abbondanza la scelta fra cosa mangiare diventa fondamentale nella distinzione fra Essere Umano ed Essere Umano. La scelta su cosa ingurgitare, al fine di creare benessere nel proprio corpo o al fine di soddisfarsi avidamente di cose di cui si è golosi, distingue i vari Esseri Umani. Questo vale anche per il bere, per il sesso, per il luogo dove vivere e sul come vivere, vale per le passioni e per i piaceri a cui gli Esseri Umani aspirano.

Non esiste una categoria o un modello di soddisfazione di piaceri e di passioni che valga per tutti gli Esseri Umani: questo sta solo nella testa di un creazionista che, nel tentativo di appiattire l'uomo sulla morale del dio padrone, finisce per appiattire gli uomini su una morale comportamentale estranea all'umanità e criminale nei suoi fini. Com'è appunto quella del cristianesimo e di Gesù.

Fourier delinea un Sistema Sociale partendo da sé stesso. Dai propri desideri di ordine. Egli estende sé stesso, come un dio padrone, a modello di tutti gli Esseri Umani.

Il mondo in cui esiste è governato da un Comando Sociale il cui scopo è quello di sottomettere gli Esseri Umani al suo servizio e non accetta nessun esperimento che non sia quello di migliorare la sua capacità di controllo e di dominio degli Esseri Umani.

La società in cui si muove Fourier è la società della Rivoluzione Francese, il fermento ideale dei Giacobini e dei Girondini; è la società di Napoleone con la diffusione in Europa delle idee della Rivoluzione Francese. Fourier non coglie i processi storici che hanno permesso la sua elaborazione, pensa che il dio padrone abbia, in qualche modo, tracciato le condizioni sociali nelle quali egli elabora le sue elucubrazioni. Elucubrazioni che incontrano il desiderio di libertà di una parte della popolazione francese.

Fourier è dunque destinato a fallire in partenza, come sono destinati a fallire tutti coloro che non pensano all'esistente come un divenuto attraverso delle trasformazioni continue per soluzione delle contraddizioni.

Il Comando Sociale conosce perfettamente le implicazioni di questo o di quell'elemento attraverso il quale modificare i rapporti di forza al suo interno e sa come calcolare gli effetti e le trasformazioni introdotte da questo o da quell'elemento nuovo e diverso.

Qualsiasi comunità, come i falansteri, che si vuole costruire all'interno della società, sarà sempre una comunità di emarginati che non riusciranno mai a soddisfare i propri bisogni in quanto il Comando Sociale tenderà ad impedire la dilatazione e la diffusione di tali comunità se non sono organiche ai suoi progetti di controllo sociale. Solo i creazionisti, che ritengono l'uomo creato da un dio pazzo e cretino per i suoi progetti di dominio, pensano a modelli possibili di società indipendentemente dai processi di adattamento degli Esseri Umani. Le società si formano per adattamento dei singoli individui all'interno dei Sistemi Sociali. Si formano nella ricerca di equilibrio nei rapporti di forza fra singoli e gruppi sociali all'interno della società. Si possono rimuovere gli ostacoli alla libertà dell'uomo all'interno delle società, di questa società. Perché in questa siamo nati e questa società lasciamo in eredità ai nostri figli. Gli ostacoli alla vita e le imposizioni sociali non possono essere levate tutte in un colpo dalla società. Gli individui hanno la necessità dei propri tempi di adattamento. La libertà rende confuso lo schiavo che senza le catene si trova smarrito.

Quando le persone sono state costruite, allevate, condizionate e strutturate dal Comando Sociale, come fa la chiesa cattolica per imporre la fede nel suo dio padrone, li ha resi dipendenti dalla sua esistenza. Senza il Comando Sociale, e la chiesa cattolica delegata a manipolare le emozioni profonde delle persone, le persone manipolate (leggi:educate) della libertà, non sanno cosa farsene. Toccategli il dio padrone e vi sbraneranno con lo stesso odio e la stessa violenza con cui bruciavano vive le persone. E' lunga la strada per il cambiamento e, come quella strada ci si appresta a percorrere, il Comando Sociale elaborerà i suoi piani di sopravvivenza per impedire agli Esseri Umani l'autodeterminazione sul cammino della vita.

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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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Marghera, 08 agosto 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.