Carlo Cattaneo (1801 - 1869)

Insulto e calunnia, metodo filosofico di Antonio Rosmini

Le idee di Cattaneo nella risposta a Rosmini

Riflessioni sulle idee di Cattaneo.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

L'ideologia di Carlo Cattaneo

Carlo Cattaneo e gli insulti di Antonio Rosmini Serbati ai filosofi che non si mettono in ginocchio davanti al suo dio padrone.

Le persone cristiane e cattoliche in particolare, come Antonio Rosmini Serbati, normalmente fingono di fare filosofia. Dietro al termine filosofia nascondono la legittimazione della chiesa cattolica a dominare la società. Attraverso le loro pretese filosofiche, giustificano l'assolutezza del loro dio padrone tuonando e ingiuriando il relativismo soggettivo con cui ogni singolo uomo, che si sottrae all'assolutismo cristiano, tenta di interpretare la realtà nella quale vive.

L'arte di imporre la fede, facendola passare per filosofia, a persone fragili o incapaci di difendersi è proprio della vigliaccheria di chi, in ginocchio davanti al proprio dio padrone, anziché rivendicare la libertà sociale o forme di diritto contro il più forte, alimenta la repressione, la violenza e la disperazione nella società al fine di imporre la sottomissione al proprio padrone che chiama "fede".

Più il dio padrone stringe con pugno di ferro i suoi adepti affinché si prostrino sottomettendosi alla sua morale, e più uomini e donne che pensano la vita sfuggiranno da tale presa.

E' interessante la reazione agli insulti di Antonio Rosmini Serbati messa in atto da Carlo Cattaneo.

L'articolo era stato scritto da Carlo Cattaneo in risposta ad Antonio Rosmini il quale, nella Gazzetta Privilegiata di Milano (in appendice) del 23 ottobre 1836 aveva sollevato obiezioni rispondendo ad un articolo precedente di Carlo Cattaneo. L'articolo di Carlo Cattaneo avrebbe dovuto apparire sul "Bollettino di notizie italiane e straniere" nel numero di ottobre-novembre del 1836 (bollettino annesso ad "Annali Universali di Statistica"), ma fu proibito dalla censura. La lunga mano della chiesa cattolica e la sua organizzazione mafiosa ha voluto impedire la difesa dalla diffamazione che la chiesa cattolica metteva in atto contro le persone che non si mettevano in ginocchio davanti al suo dio. Poi, l'articolo, in un secondo tempo fu stampato in un'altra rivista.

Scrive Carlo Cattaneo accusando Antonio Rosmini Serbati di calunniatore di professione:

Il Dottor Carlo Cattaneo

al Signor Don Antonio Serbati Rosmìnì."

Signore,

Le "ingiurie formali " per cui vi siete lagnato di me al pubblico, sono ricopiate dai vostri libri stampati; e principalmente dal volume secondo dei vostri opuscoli pubblicati dal Pogliani nel 1828, ove ce ne ha di assai peggiori. Io ve le ho rìtornate, e perché cosa vostra, e perché provandone la traittura imparaste d'ora in avanti a rìsparmiarle altrui. E'da molti anni che le nostre lettere tollerano in voi un metodico assalitore delle più splendide ,riputazioni. Voi avete accusato di bassezza Alfieri, di plagio e di forsennatezza Foscolo; di plagio, di morboso sonno e di delirio Kant e Rousseau; avete chiamato sofista Bentham, sofista Hobbes, nauseoso sofista Gioia; avete chiamato Condillac un presuntuoso, e Locke un bambino; avete chiamato plagiario, bugiardo, beffardo, sleale, ateo Romagnosi; falsatore di fatti, plagiario, superstizioso ed empio Beniamino Constant, che fu pure un eloquentissimo difensore del principio della Religione. Contro Beniamino Constant avete scritto un libro, ìntìtolandolo isteria dell'empietà; avete scritto un libro contro Foscolo; un libro contro il conte Mamiani; quattro libri contro Gioia. La vostra vita letteraria è una continua implacabile invettiva.

Le precisazioni di Carlo Cattaneo sono puntuali: come può un individuo come Antonio Rosmini Serbati, il cui scopo è di imporre e legittimare il macellaio di Sodoma e Gomorra come padrone della società civile, essere in grado di opporre idea ad idea, preposizione a preposizione, visione sociale a visione sociale?

Più che fare decine di libri allo scopo di dire alle persone: voi vi dovete mettere in ginocchio davanti al mio dio padrone, Rosmini non era proprio in grado di fare. Allora Rosmini, oggi Ratzinger e Bergoglio. Non cambia la qualità del discorso che fa Rosmini o Bergoglio perché gli intenti di odio e di dominio sociale sono i medesimi.

Si può dire che le idee sono diverse fra Cattaneo, Romagnosi, Proudhon, Engels, Mazzini o altri. Ma tutti costoro hanno un denominatore comune: cercano strategie d'uscita dall'orrore cristiano rappresentato dalla chiesa cattolica. Antonio Rosmini, fanatico cattolico integralista, ha un solo scopo: garantire il dominio filosofico, teologico, giuridico e sociale della chiesa cattolica quale braccio esecutore della volontà del dio padrone.

A Rosmini non interessa discutere delle idee, a Rosmini, come nella prassi dei cristiani e dei cattolici in particolare, interessa aggredire le persone dove le aggressioni con insulti non sono il risultato di un'analisi o di un ragionamento, ma sono la premessa di un ipotetico confronto in cui pretende che il suo interlocutore si metti in ginocchio davanti a lui in quanto rappresentante del dio padrone.

Nelle attività di Rosmini, contrastate da Carlo Cattaneo in questo scritto, si scorge il meccanismo di odio sociale messo in atto dalla chiesa cattolica nella società civile: è dio il padrone portatore di diritti nella società, non gli uomini che, in funzione del dominio del dio padrone, sono oggetto di insulto, di tortura e di omicidio in funzione della gloria del dio padrone e di chi lo rappresenta.

Ci sono uomini che nella loro ricerca filosofica inveiscono contro il "potere costituito", contro il dio padrone; tali invettive hanno il fine di costringere il "potere costituito" a maggiori attenzioni al Sistema Sociale. Ci sono uomini che inveiscono contro altri uomini perché non si mettono in ginocchio abbastanza velocemente davanti al "potere costituito"; costoro sono i TRAFFICANTI DI SCHIAVI. Coloro che ingiuriano gli abitanti di Sodoma e Gomorra per legittimare il genocidio ad opera del loro dio padrone. Coloro che ingiuriano i macellati nei campi di sterminio qualora costoro chiedano giustizia nei confronti dei mandanti ideologici, oltre che agli esecutori materiali, di tale genocidio. Nella categoria di TRAFFICANTE DI INDIVIDUI RIDOTTI ALLA SCHIAVITU' fa parte Antonio Rosmini Serbati. Contro i filosofi e i pensatori possiamo discutere, sia per cercare le cause della diversità di vedute, sia nelle diverse idee morali, etiche, ideologiche o teologiche con cui osserviamo il mondo. Con personaggi come Antonio Rosmini Serbati c'è solo un'assoluta difesa degli uomini da parte del terrorismo criminale che Rosmini vuole mettere in atto nella società attraverso il suo dio assassino.

Non esiste margine di discussione con chi pretende il diritto di assassinarti: calunniarti, ingiuriarti, diffamarti, denigrarti, deriderti, ecc.

Scrive Carlo Cattaneo accusando Antonio Rosmini Serbati di calunniatore di professione:

Eppure avete posto nella Gazzetta l'asserzione che non volevate rispondere alle ingiurie perché a questo mal giuoco non volete giuocare. Dunque non fu ingiuria l'aver voi stampato contro Gioia che i suoi libri erano " mostri letterari, centoni, ricucimenti, saecheggi, zibaldoni, sepolcreti del sapere, pura materia incadaverita, marcia d'umoni "? Ch'erano " filastrocche, tiritere, tantaferate; frottole e soffìature di gran baccalarì da lasciarsi frottolare e soffiare a loro posta; espressioni da retore; orciuoli a due manìchì; brodosa e materiale economia polìtìca"? Non fu ingiuria chiamarlo "ebrio, scioccone, zotico ed idiota, zoticone cui conveniva meglio studiar la vanga"? L'accusarlo "di grossezza nativa, di goffezza, di sciocchezze, di stoltezza, di stolidezza, di baloccaggine, di gaglioffaggine e grossa bestialità"? Non gli avete detto ch'era "un poverino, un pazzo, un ciar-latano, un arcìfanfano ; un ridicolo che si metteva in canzone da sé; che voi non potevate' tenervi dalle risa; che usciva dai gangheri; che mirava a tramontana invece di mezzogiorno; ch'era mirabile e perfetto nel peccataccìo villano del non definire"? Fin qui a dissipare tutto questo impeto bastava il vivo testimonio delle opere di Gioia accolte onorevolmente in tutte le buone librerie d'Italia. Ma e non aggiungeste voi alle ingiurie letterarie le personali? Non lo chiamaste almeno trenta volte in quel volume "villano e incìvile e inurbano"? Non fu ingiuria dirlo "brutale e ferino e crudele; e coperto delle scaglie della nativa rozzezza": e dir che "putiva d'armento; ed era un anirnal feroce; e d'animo fiero e quasi sanguinario; pieno di femminil debilezza e volubilità nauseante e grave e vìllana ; e di villane inavvertenze che di menzogna hanno il ceffo"? E stampare che vi asteneste dal "dirgli vile perché non vi sfidasse a duello"? (p. 444). Era questo un lodevole discorso, tra due filosofi, e due sacerdoti? E dopo che questo volume di più di 500 facciate è in mano al publico da otto e più anni, e ne annunziate al publico una gloriosa ristampa: voi venite nella Gazzetta a dichiarare che non v'intendete al mal giuoco delle ingiurie? E non fu crudele ingiuria amareggiare gli ultimi momenti della faticosa e stanca vita di Gioia chiamandolo "traduttore di empietà; con un tantolino di irreligione; e fecciosìssirno peccato; e ignominia, e nefandità e Imbratti sozzissimì che recano fetore e nausea; e belletta di schifosi peccati e schifevoli; e villani peccati che hanno faccia di giunteria ; e vilìssima ciurmerìa e furberia che ai truffatori ed ai barattieri si addice; e lunga tela di sole infamità abbicate le une sulle altre; e bassezze e tranelli e brutture e veleni "?

Non è stato fatto a caso "beato" Antonio Rosmini dalla chiesa cattolica. Il suo odio viscerale rispetto ad ogni richiesta di libertà dall'assolutismo del dio padrone serviva alla chiesa cattolica per riaffermare il suo dominio sull'uomo e impedire i suoi percorsi di libertà.

Non è stato fatto santo a caso il cappuccino padre Pio. Un ladro e un intrallazzatore criminale e truffatore usato dalla chiesa cattolica per alimentare la superstizione di persone disperate che la chiesa cattolica ha violentato nella loro infanzia rendendole dipendenti psicologicamente dall'idea di un padrone che provvede loro. Non è stata fatta santa a caso la Teresa di Calcutta che ha seminato terrore, dolore e odio fra i poveri e i derelitti indiani sottraendo loro milioni e milioni di euro, per la gloria della chiesa cattolica. Non è stato fatto santo a caso il prete "don Bosco" che per i suoi pruriti sessuali violentava bambini: non l'ha fatto per la carne, ma per la gloria del dio padrone e della chiesa cattolica. Non sarà fatto santo a caso Wojtyla dopo che ha agito per costruire miseria fra i popoli e favorito la pederastia dei preti cattolici: non lo ha fatto per la carne, ma per la gloria di dio.

La centralità della filosofia di Rosmini non è data dall'uomo o dalla società, ma è data dal diritto del dio padrone nei confronti dell'uomo e della società. Rosmini violenta l'uomo e la società in nome del dio padrone e insulta ed ingiuria chi non si sottomette al dio padrone come egli vuole che si sottometta.

Questa violenza criminale di Rosmini, che si traduce nell'opera della sua banda, il cristianesimo e nello specifico il cattolicesimo, di distruzione e di genocidio dei popoli attraverso le orde criminali dei missionari cristiani e dei colonialisti cristiani, cattolici in particolare, vien giustificato da Rosmini attraverso gli insulti che Rosmini vomita su tutti quei filosofi che in un modo o nell'altro, cercano di interpretare la realtà vissuta in modo da migliorarla.

Lo stesso atteggiamento criminale di Rosmini lo ritroviamo, con le differenze culturali e temporali, in Wojtyla, Ratzinger, Bergoglio, Ravasi, Scola, ecc. In tutta quella orda di criminali che giustificando il genocidio del loro dio padrone violentando la società civile per imporre la fede con l'aiuto di Istituzioni che hanno tradito il loro ruolo sociale per diventare agenti di eversione Costituzionale.

Scrive Carlo Cattaneo accusando Antonio Rosmini Serbati di calunniatore di professione:

E alcuni mesi fa, quando incominciaste lo stesso avviamento contro il pacifico nome di Romagnosi, io m'indussi a pigliare un lieve pizzico del1e più leggiere tra queste vostre frasi e gittarvele in volto, perché la finiste. E qui non ne ho riferito nemmeno la quarta parte. Ed ho avuto la pazienza di segnarle nel libro ad una ad una; e alla minima vostra negativa farò rilevare almeno quelle di un volume e pubblicarle per ordine di pagina; perché chi non crede a me, creda a voi. Non è questo, com'io dissi in quel mio articolo, un contaminare gli studi sacri e la pacifica società? Non aveva ragione di proporvì a modello tanti modesti e sensati e pii parochi i quali sanno conservare intemerata la fidanza e la venerazione della moltitudine diffondendo la concordia e la pace? Ebbi torto di dire che nei vostri libri di metafisica, di morale, di religione, io non vedeva né l'una, né l'altra, né l'altra? Voi dite che le parole sovraccennate sono da. fucina; e così credo anch'io; e voi saprete benissimo dove le avete prese; ma io le ho prese da voi. A questa ardensa di assattì avete aggiunto anche i voli d'una poetica ìmagìnatìva, tessendo una bella ghirlanda di similitudini ; che tante non n'ebbe Omero. Avete assomigliato Gioia " ai zerbini attillati e svenevoli; ed agli attillatuzzi di bassa fortuna; ed agli uomini colla coda e colla testa incipriata; e ad un pargoletto; ed alle anime dannate; e ad una femmina svergognata; e ad un mozzo di stalla "e nella pagina seguente " ad un giudice criminale; e ad un sofista che s'incapestra da sé medesimo; ed ai delatori che tripudiano è vivono delle altrui carnifìcìne; e alla, testa d'Ippolito; e ad un paladino 'che ammazza l'ombre; e ad un cavaliere spagnuolo che combatte coi mulini a vento e tira di spada negli otri; e ad un uomo che ha perduto il cervello per la stizza ". Il che forma un caleìdoscopio o piuttosto una lanterna magica di varie fantasie, nelle quali campeggia sempre quella sodezza di cervello per cui fra gli applausi dei vostri ammiratori, potete aspirare a rifar da capo tutta quanta la fìlosofìa e rimettere in ordine tutte le teste d'Italia. E non basta; perché dopo aver dato a Gioia della " cornacchia" e della " comacchiaccìa." e averlo messo cc nel gregge filosofico dei porci" e tra i " cani rabbiosi " e averlo qualificato di " animal feroce" e poi di " pecora " e poi di " scimìa" e poi di " leone": per ultimo eccesso finiste a, darglì tre volte dell'avvocato; e dìchìarargli che " si dovrebbe vergognare di scrivere alla foggia di un avvocato e far l'apologìa della moda all'avvocatesca ". Ma per amor del cielo, si può sapere perché prezzate tanto questi avvocati e giudici e professori ed economisti? Si può sapere perché chiamate scimuniti i leggitori di libri, e deliranti gli interi secoli, e ammalata gravemente tutta la società, e vedete in ogni progresso degli uomini un'opera di pervertimento e di dissoluzione) e vi mettete con tutti a battaglia?

Da un lato le persone che cercano di costruire la libertà sociale vengono censurate, offese, ingiuriate, calunniate e dall'altro lato, i calunniatori in nome del padrone, del dio padrone di Ratzinger e di Bergoglio, vengono favoriti da Istituzioni che hanno tradito la loro funzione sociale. Hanno tradito il mandato Costituzionale al quale hanno giurato. Hanno tradito i cittadini in nome della restaurazione di un regime autoritario che nella situazione attuale può essere identificato col fascismo, il nazismo, la mafia e quanto di più criminale abbia visto questa società ad opera di traditori e terroristi che avrebbero dovuto, stando al giuramento che hanno fatto come Istituzione, difendere questa Costituzione e i diritti costituzionali dei cittadini.

Dal 1836 sono cambiate ben poche cose in Italia proprio per effetto dell'odio della chiesa cattolica contro la società civile.

Come si può discutere di società, di bisogni dei cittadini, di idee teologiche o filosofiche se viene diffamato come persona, ingiuriato come persona, screditato come persona ogni persona che critica il presente in funzione di un futuro possibile solo perché la chiesa cattolica deve difendere il suo diritto di stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso e le Istituzioni, che dovrebbero tutelare il cittadino e i suoi diritti-doveri Costituzionali, di fatto, collaborano con la chiesa cattolica ad aggredire i cittadini?

Io mi aspetto dal Presidente della Repubblica che rispetti la Costituzione non solo per sé stesso, ma che la rispetti come capo della magistratura, capo dell'esercito, capo dello Stato. Non mi aspetto che il Presidente della Repubblica sputi sui diritti costituzionali dei cittadini per difendere il diritto della chiesa cattolica di minacciare di morte i cittadini attraverso l'esposizione del crocifisso che implica comportamenti assolutistici, da parte delle Istituzioni, in contrapposizione al dettato Costituzionale.

Cosa sono gli insulti di Rosmini, a cui risponde Carlo Cattaneo, se non la pretesa di criminalizzare chi non si mette in ginocchio allo stesso modo con cui un magistrato minaccia di morte l'imputato affinché non argomenti contro accuse delirante mossegli da un Pubblico Ministero di fede cattolica che interpreta la legge per consentire al proprio dio padrone di violentare i cittadini?

Il meccanismo perverso, imposto giuridicamente dal criminale Rosmini e adottato da Magistrati e Avvocati in questo paese, è il meccanismo del terrorismo che viola il dettato Costituzionale e incita i cittadini alla ribellione all'assolutismo nella ricerca di una difesa della Costituzione della Repubblica.

Quando un Presidente della Repubblica esalta gli assassini dei cittadini e condanna i cittadini che hanno difeso la Costituzione, non fa altro che assumere lo stesso metodo usato da Rosmini che aggredisce e calunnia le persone al fine di salvaguardare il diritto del dio padrone di assassinare i cittadini.

Si tratta di una malattia educazionale. Una malattia di prospettiva giuridico-sociale imposta dal cattolicesimo alla primissima infanzia che non viene rimossa dalla cultura, ma usa un'apparente cultura per riaffermare il diritto al dispotismo e all'assolutismo che, ai diritti Costituzionali di crescita psico-emotiva del bambino, si sostituisce, legittimandola, una violenza emotiva che stupra la condizione psicologica del bambino in funzione di un oggetto esterno, il dio padrone, al quale il bambino deve sottomettere la sua psiche, le sue emozioni, la sua etica e la sua morale per compiacere chi, altrimenti, gli fa violenza.

Rosmini e Cattaneo sono figli della violenza educazionale cattolica, ma mentre Rosmini riproduce quella violenza perché in questo modo si sente bene e si sente appagato nel violentare altre persone affinché siano sottoposte alla sua stessa violenza, Carlo Cattaneo mette in atto alcune scelte di ribellione a quella violenza ritenendola inumana e malvagia. In questa contrapposizione è riassunto tutto il disagio sociale del cittadino consapevole dei propri diritti e del poliziotto, del carabiniere, del magistrato che gli nega quei diritti per riaffermare i propri diritti a stuprare i cittadini: a calunniarli, diffamarli, offenderli, denigrarli, deriderli, ecc al fine di assicurare al dio padrone di Ratzinger e di Bergoglio quell'ingiusto profitto che è rappresentato dalla violazione delle più elementari norme del diritto Costituzionale.

Non è un caso che oggi, scoppiato il caso dei servizi segreti francesi, tedeschi, spagnoli e svedesi, si scopra che i servizi segreti italiani erano emarginati in campo europeo. Cosa sono i servizi segreti italiani se non un'appendice del Vaticano che tramano per ripristinare l'assolutismo contro la Costituzione e la democrazia diffamando e ingiuriando i cittadini? E' forse dimenticato il caso Betulla e l'uso politico incostituzionale dello spionaggio. Oppure il sequestro dell'Imam di Milano ad opera di agenti CIA con in servizi segreti italiani che tanta benevolenza hanno incontrato da parte di Giorgio Napolitano? Oppure dall'aggressione ad un Magistrato messo in atto da un giornale legato ai servizi segreti per impedire ad una bambina di esercitare il suo diritto d'aborto? Non fu un atto a favore del Vaticano contro la Costituzione? Eppure, anche questo caso incontrò la benevolenza di Giorgio Napolitano in qualità di Presidente della Repubblica. Come possono questi servizi segreti che non vengono censurati dalle Istituzione nemmeno quando torturano i cittadini Italiani, come al G8 di Genova, essere accolti in ambito europeo? Servizi segreti e servizi di polizia che si comportano come Antonio Rosmini aggredendo tutti coloro con cui non sono in grado di entrare in relazione perché non si mettono in ginocchio davanti a loro.

Tutto questo è frutto dell'attività della chiesa cattolica attraverso personaggi come Antonio Rosmini che anziché essere annoverato fra i filosofi andrebbe annoverato fra i terroristi.

NOTA: le citazioni di Carlo Cattaneo sono tratte da "Scritti Filosofici" a cura di Norberto Bobbio Volume Primo Editore Felice le Monnier Firenze 1960 da pag. 81 a pag. 85

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Marghera, 03 novembre 2013

Claudio Simeoni

Meccanico

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Guardiano dell'Anticristo

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e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.