L’uomo, la salvezza, la Natura, l’eternità e gli antenati, nella Religione Pagana.
Il catechismo della Religione Pagana
Capitolo tredicesimo
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[84] Che cos’è la morte del corpo fisico?
La vita esiste solo come cammino verso la morte del
corpo fisico. La morte è la ragione d’essere della vita fisica. La morte
rappresenta la felicità, la meta agognata della vita di ogni Essere della
Natura.
[85] Quando la morte del corpo fisico è vita eterna?
Quando la morte del corpo fisico conclude un cammino
di vita in cui l’individuo ha coinvolto le sue passioni, i suoi desideri, le
sue emozioni, le sue tensioni e le pulsioni, in ogni azione in ogni impresa che
ha intrapreso. In questa eventualità l’individuo trasforma la morte in nascita
del corpo luminoso.
[86] Quando la morte del corpo fisico coincide con la
fine dell’esistenza?
Quando l’individuo ha scelto o è stato costretto a
vivere per sottomissione, per fede, trasformato in oggetto di possesso e
soggetto bisognoso di carità. Quando tutto questo si è calato nelle sue
emozioni e a questo ha piegato i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue
pulsioni, recedendo da ogni possibile impresa nel corso della sua esistenza.
[87] Perché l’Essere Umano, per diventare un Dio,
attraversa il sentiero di Dioniso?
L’Essere Umano, per diventare un Dio deve rispettare
le tappe delle rinascite di Dioniso:
a) si completa nel ventre della madre umana; b) mette
in atto le sfide della vita “cucito nella gamba di Zeus”; c) partorisce sé
stesso come Dio quando il suo corpo fisico è dilaniato dai Titani che sorgono
dal Tartaro dentro di Lui.
[88] E’ attraverso la morte del corpo fisico che ci
trasformiamo in Dèi?
Sì! Ma solo se già nel nostro cammino noi abbiamo
usato la nostra volontà e la nostra determinazione in funzione dei nostri
bisogni e dei nostri desideri.
[89] E i nostri antenati, come concorrono?
Noi siamo l’unica ragione, dal punto di vista della
Natura come Dio, per la quale loro sono vissuti. Li onoriamo solo se abbiamo un
comportamento coraggioso, determinato, se coltiviamo le nostre passioni e se siamo
attenti alla società nella quale viviamo affinché sia migliore di quella che
abbiamo trovato nascendo. Noi siamo l’ultimo anello di una catena di
generazioni da quando il nostro antenato usava il proprio coraggio e la propria
volontà per muoversi nel brodo primordiale.
[90] Esiste il “peccato” nella religione pagana?
Non esiste il concetto di “peccato”, ma esiste il
concetto di responsabilità per le proprie scelte, sia dirette che indirette. Esiste
la responsabilità per le scelte fatte e non fatte.
[91] Nelle Antiche religioni esisteva il concetto di “peccato”,
perché oggi no?
Perché il cristianesimo ha modificato il significato:
il peccato, nel cristianesimo, ha assunto il significato di “colpa della
persona”, con cui criminalizzare le persone. Ha perso il significato di “responsabilità
delle scelte” per assumere quello di “colpevolizzazione”.
[92] Nella Religione Pagana, come ci si redime da
scelte “incoerenti”?
Facendo altre scelte e riportando la coerenza delle
nostre scelte nell’esatto modo in cui vogliamo abitare il mondo. Questo per non
rimpiangere ciò che avremmo dovuto pensare, quando avevamo la possibilità di
pensarlo e non lo abbiamo fatto; per non rimpiangere quello che avremmo dovuto dire
e non abbiamo detto quando avevamo la possibilità di dirlo; per non rimpiangere
quello che avremmo dovuto fare quando avevamo la possibilità di farlo e non lo
abbiamo fatto.
Marghera, 05 agosto 2010
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it