Il Mito manifesta gli Dèi
Il catechismo della Religione Pagana
Capitolo diciottesimo
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[123] Che cosa sono i Miti per la Religione Pagana?
Il Mito è la mediazione operata dalla ragione fra
necessità emotiva ed espressione razionale. La necessità emotiva si fa racconto
in cui i soggetti che agiscono nel racconto sono simboli e rappresentazione del
soggetto, che quella storia racconta, dell’espressione di quella necessità di cui sente
il bisogno.
[124] Qual è il fondamento del Mito?
Il fondamento del mito è Necessità, la forza che
origina lo spazio e i mutamenti. La forza che si esprime nelle emozioni e nelle
azioni e che ogni soggetto, mediante la sua volontà la trasferisce dalle
emozioni all’azione in base al proprio divenuto e ai propri bisogni.
[125] Quando il Mito da semplice racconto assume una
forma sacra?
Quando l’individuo che interpreta il mito individua i
tre Dèi che concorrono a formare quella specifica storia. La Necessità del Dio
che ha scritto quella storia; la propria Necessità che porta il soggetto ad
individuare in quella storia la propria Necessità d’azione; la storia come
soggetto divino che chiama chi la scritta e chi la legge ad allineare le
proprie emozioni nella Necessità dei propri Intenti.
[126] Il Mito è come il simbolo?
Sì!
Il Mito è come un simbolo che anziché essere
scolpito, dipinto o rappresentato, è trasmesso mediante le parole. Come di ogni
simbolo se ne perde il ricordo quando muore la cultura che lo ha prodotto e
come ogni simbolo torna a nuova vita quando le sue rappresentazioni emotive
riescono a toccare Esseri Umani di culture diverse.
[127] Esistono dei miti “falsi”?
Il Mito è un tentativo di descrivere e di trasmettere
una realtà percepita. La percezione soggettiva non è mai falsa. Può essere
inadeguata, incompleta, allucinatoria o fuorviante, ma non è mai falsa perché
non esiste una verità oggettiva o assoluta del Mito.
[128] Quando il Mito può essere fuorviante?
Non è il Mito o il racconto fuorviante, ma chi lo
interpreta. Il Mito è come la realtà in cui viviamo: va penetrato significato
dopo significato. Fermarsi all’apparenza significa accettare l’inganno del Mito.
Il Mito è composto da tre Dèi: chi lo scrive, chi lo legge e interpreta, il Mito
in sé. Ciò che noi usiamo di noi stessi per interpretare il mito; la qualità
delle emozioni che prendiamo in considerazione di chi ha scritto il mito; la
qualità degli intendimenti che attribuiamo al Mito; sono fattori che
determinano la qualità dell’interpretazione che noi diamo ed usiamo del Mito.
[129] Esistono Miti distruttivi?
Esistono necessità distruttive che si trasferiscono
in racconti che attivano assonanze emotive distruttive in individui che vivono
quelle necessità. Tali miti distruttivi si attivano solo quando i soggetti
hanno bisogno di tali interpretazioni: quando gli individui sono educati a
vivere mediante la distruzione, la sottomissione, l’appropriazione.
[130] Qual è l’atteggiamento dell’Essere Umano nei
confronti del Mito?
Lo usa, come un’arma. Lo rende vivo con la propria
interpretazione. Lo usa per veicolare la propria necessità nelle proprie
emozioni. Così facendo l’Essere Umano scrive nuovi Miti; nuove versioni di
Miti; nuove interpretazioni del Mito; affinché le future generazioni possano
usare al meglio i Miti degli antichi e i muovi miti costruiti in questo
presente.
[131] Che cosa alimenta il Mito?
La contraddizione. La contrapposizione delle
interpretazione dei Miti. La sovrapposizione di Miti a Miti mediante nuove e
diverse necessità degli uomini che vengono riversate sui Miti e dai miti alla
vita quotidiana nella società. Il mito è parole che descrivono le necessità
emotive e delle parole che descrivono le necessità emotive, si nutre il Mito.
Marghera, 07 settembre 2010
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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