La creazione nella Religione Pagana

Il catechismo della Religione Pagana

Capitolo decimo

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[57] Che cosa si intende per creazione?

Per creazione si intende la trasformazione del presente per costruire le condizioni affinché altri esseri vengano in essere. E’ l’atto di trasformazione del presente, la volontà per cui avviene, che dimostra l’esistenza del dio e della sua azione divina.

 

[58] Quando un dio crea?

Quando, usando la sua volontà, agisce nel suo presente per veicolare i suoi desideri e soddisfare i suoi bisogni. Le condizioni che risultano dalla sua azione, sono atti creativi.

 

[59] Un dio può creare dal nulla.

No! La creazione dal nulla è una truffa. Un delirio di una ragione che si pensa onnipotente. Un atto di superstizione. All’esistente nulla si può togliere e nulla si può aggiungere, ma tutto è in perenne trasformazione.

 

[60] Perché è una truffa?

Perché il dio non crea sé stesso, ma emerge da un inconscio che lo ha preceduto e nel quale si sono verificate le condizioni affinché potesse venir in essere. La sua volontà, con la quale soddisfa i suoi bisogni e veicola i suoi desideri, diventa condizione oggettiva nella quale altre Coscienza, altri possibili Dèi, emergono.

 

[61] Cosa ci fu all’inizio del tempo?

La non coscienza.

 

[62] Cosa ci sarà alla fine del tempo, dei mutamenti?

La Coscienza Universale.

 

[63] Cosa ci sarà dopo la Coscienza Universale?

La non Coscienza come fine di un ciclo e  la rinascita in un nuovo ciclo.

 

[64] Noi possiamo conoscere i meccanismi di trasformazione dell’universo?

No! Noi non li possiamo conoscere. Questo perché il nostro stadio d’esistenza comprende un conosciuto, uno sconosciuto e un inconoscibile. Davanti al conosciuto ci sentiamo sapienti; davanti allo sconosciuto diventiamo audaci esploratori; davanti all’inconoscibile diventiamo paurosi e la ragione, anziché sospendere il giudizio, preferisce riempirlo di fantasie immaginarie in cui dà sfogo al proprio desiderio delirante.

 

[65] Esiste un fine ultimo dell’esistenza?

No! Non esiste. L’esistenza è esistenza; il fine dell’esistenza è l’esistenza stessa. Esiste una possibilità insita nell’esistenza che come Esseri Umani spesso scordiamo. Il fine dell’esistenza nell’esistenza è quello di perpetuare l’esistenza del soggetto in esistenza. Quando il soggetto nega l’esistenza per sottomettere i suoi bisogni e i suoi desideri ad esistenze altre, inizia a mettere fine alla sua esistenza.

 

 

Marghera, 26 luglio 2010

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

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