Karl Vogt (1817 - 1895)

Il razzismo fra bibbia e anatomia

Lezioni sull'uomo e il suo posto nella creazione e nella storia della terra

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Conclusioni sulle razze di Karl Vogt e la formazione delle idee nel socialismo positivista

Il positivismo materialista

La scienza praticata da Vogt era intrisa di molte idee apriori frutto dell’immaginazione cristiana.

I mezzi di verità rispetto alle idee preconcette sono i medesimi mezzi che la totalità della scienza usa ancor oggi nel presentare i propri risultati ai cittadini.

Non si tratta di una ricerca continua di esplorazione di uno sconosciuto nel quale viviamo, ma dell’enunciazione di idee di verità. Idee che, a detta di chi le promuove, risponderebbero ai perché della vita e dell’esistenza.

C’è una grande differenza fra la scienza intesa come fisica o meccanica e le scienze sociali.

La prima obbedisce alle leggi matematiche, la seconda spiega la manifestazione della vita cercando i perché che emergono da insiemi di perché che si sviluppano per cerchi concentrici.

Le idee aprioristiche che Vogt applica al suo lavoro scientifico sono le idee proprie dei positivisti secondo cui le affermazioni vanno dimostrate nella sperimentazione e dalle quali Vogt desume che tutta la vita è espressione della materia. La vita è espressione della materia, ma le idee non sono espressione della materia. Sono espressione del contesto sociale in cui Vogt ha messo in atto i suoi adattamenti soggettivi.

Vogt e gli altri ricercatori positivisti sono come Darwin, partono per ricercare le prove che convalidino le loro affermazioni aprioristiche. Solo che Darwin lavorava nelle specie mentre Vogt seziona le specie per cercare i meccanismi biologici interni capaci di produrre il pensiero astratto. “La bile sta al fegato come il pensiero sta al cervello”. Solo che il cervello pensa solo in un corpo vivente e non nel cadavere che viene sezionato. Sezionare un cadavere non è interpretare una società. Sono metodi diversi. Il cadavere, o le macchine, sono fatti di organi più o meno misurabili. Una società o dei corpi viventi sono formati di pulsioni, volontà, passioni, intenti e scopi esistenziali e l’idea di corpi viventi forniti di volontà, intelligenza, scopo e intento è quanto i filosofi positivisti non concepiscono nell’uomo.

L’uomo è espressione della materia, ma è una materia che si esprime mediante la veicolazione della propria libido con una volontà e un’intelligenza.

Scrive Vogt:

La storia dell’isola di Pitcairn dimostra la fecondità dei polinesiani con gli europei, questa isola contiene attualmente una popolazione di duecento persone che formano una razza mista formata dall’incrocio di alcuni marinai inglesi e di donne di Thaiti che si distingue per le belle forme del corpo, la sua muscolatura, la sua vitalità e la sua intelligenza. Per contro, nelle stesse isole in cui si svolgono rapporti attivi fra gli equipaggi fra gli equipaggi delle navi e le donne indigene, non vi è nessuna razza mista significativa, ma, al contrario gli indigeni diminuiscono rapidamente verso la completa estinzione. L’unione fra bianchi e australiani sembrano essere ancora più sterili. Secondo Broca non si conosce al presente un solo meticcio che sia stato citato da diversi viaggiatori, mentre in America ci sono vari termini, che formano un ampio vocabolario, per esprimere gradi diversi di razze miste che vivono in quel paese mentre in Australia e nel Nuovo-Galles del sud gli inglesi possiedono un’infinità di espressioni per definire le differenti sorti di coloni bianchi, ma non esiste ancora alcun termine per designare la mescolanza di sangue fra europei e australiani né alcuna qualifica legale o amministrativa che definisca tale combinazione. “Broca può affermare come perfettamente dimostrato che meticci, che risultano dall’accoppiamento di europei e di femmine indigene, sono eccessivamente rari in Australia. Questo fatto è talmente in contraddizione con le opinioni generalmente ammesse sugli incroci delle razze umane che vale la pena di ricercare se non si possa attribuire a dei motivi diversi da quelli fisiologici.”

Vogt, nelle sue riflessioni, sostituisce i tratti culturali ed esistenziali delle persone con delle considerazioni fisiologiche o di razza.

Vogt prende in considerazione la vicenda degli ammutinati del Bounty, il loro ritirarsi dalla marina inglese e il loro insediamento nell’isola Pitcairn da cui nasce una considerevole prole. Da questo esempio Vogt deduce che le due “razze”, quella europea e quella centroamericana, sono compatibili mentre rileva che nelle stesse isole in cui ci sono rapporti fra marinai europei e donne indigene, non solo ai suoi tempi non vi era nessuna “razza”, ma gli indigeni diminuivano rapidamente.

Vogt non riflette su ciò che facevano gli ammutinati del Bounty e che cosa facevano i mariani inglesi quando sbarcavano sulle altre isole.

Coloro che si ammutinarono sul Bounty lo fecero perché, stanchi di essere servi o schiavi al servizio della Regina d’Inghilterra, decisero di vivere la loro vita. Le donne indigene con cui costruirono delle relazioni erano persone con cui condividevano la vita, non le consideravano bestie da violentare. Per questo curarono i loro figli perché erano i loro figli e li curarono come uomini europei e come donne di quelle isole. Ma li accudivano come uomini e donne che crescevano.

Al contrario, i marinai colonialisti inglesi, stupravano e violentavano le donne indigene, e spesso ne macellavano le popolazioni in nome del dio padrone che garantiva loro la superiorità. Da un lato a loro non interessava nulla del prodotto del loro stupro e, dall’altro lato, macellavano le popolazioni indie locali per appropriarsi dell’oggetto da stuprare.

Il motivo non è fisiologico o genetico, ma culturale, educazionale, ideologico e religioso.

Da un lato nasceva una popolazione integrata, dall’altro lato si distruggevano le popolazioni al fine di legittimare la religione cristiana e l’onnipotenza del dio padrone.

Le considerazioni di Vogt, che ignorano gli effetti della religione cristiana sugli uomini, si inseriscono in un dibattito culturale che si acutizza, dal punto di vista razziale, nelle relazioni con gli aborigeni australiani che venivano considerati come una non-razza e non-specie umana.

Gli antropologi di allora cercavano di legittimare questa non-razza umana che, come abbiamo visto in precedenza, secondo le teorie della bibbia, quando l’uomo fu creato c’erano delle altre “razze” con cui Caino si sarebbe accoppiato.

Vogt rileva che Broca afferma che figli meticci derivati da donne aborigene e da bianchi, sono estremamente rari (nota bene che non esistono figli generati da aborigeni e donne bianche).

Scrive Vogt:

Broca mostra che i rapporti fra europei e australiani, ben lontano dall’essere rari, sono al contrario straordinariamente frequenti a causa della rarità delle donne bianche nelle colonie. Mostra, di più, che i meticci non sono massacrati come si è voluto dire la maggior parte del tempo, in altri luoghi, le unioni, tanto ristrette, hanno portato alla nascita di una razza mista, e infine che, malgrado la frequenza dei rapporti di questa natura in Australia i meticci si incontrano raramente che attualmente non si può avere alcuna informazione né sulla loro formazione corporea né sulle loro proprietà intellettuali né sulla loro fecondità. Se queste informazioni sono vere, non è sorprendente che il grado di sterilità si riscontra precisamente presso i popoli più lontani gli uni dagli altri per costituzione. In effetti le obiezioni che M. de Quatrefages cerca di sollevare contro questi fatti sono flebili che non necessitano di ulteriore confutazione. Se fosse vero che gli australiani ammazzano i meticci che ritornano con le loro madri nelle tribù selvagge, non possiamo, d’altra parte, ammettere che i padri europei che si sono trovati nella condizione di avere dei bambini con delle australiane, erano tutti abbastanza barbari per consegnare i loro figli a una morte certa; ci si aspetterebbe un tale disprezzo per ogni sentimento umano da ladri e banditi che hanno composto la prima popolazione dell’Australia.

Vogt, nel costruire il suo pensiero, assume come parametro i dati forniti da Broca. Tali dati confermano in Vogt la “credenza” che la “razza” europea e la “razza” australiana sono due specie diverse. Un po’ come l’asino e il cavallo. Al massimo, secondo Vogt, potrebbero nascere degli ibridi sterili (muli e bardotti) ma rimangono due razze diverse.

A queste obiezioni antropologiche razziste di Vogt si oppongono le osservazioni di un altro naturalista antropologo francese, M. de Quatrefages il quale, a differenza di Vogt, sostiene che l’uomo è una sola specie e che le mescolanze di razze ci sono sempre state, che attualmente i popoli sono solo miscugli di altri popoli e che australiani e europei sono la stessa razza che si è modificata adattandosi a mondi diversi.

Vogt ritiene di confutare Quatrefages anteponendo il dubbio creazionista cristiano all’analisi dei fatti. Vogt accetta l’ipotesi che gli aborigeni possano ammazzare le madri che tornano con i loro figli alla tribù selvaggia. Con questo Vogt proietta l’idea della donna come oggetto di possesso, idea propria dell’ideologia cristiana, sui comportamenti degli aborigeni australiani che vengono considerati come dei “selvaggi” in senso dispregiativo. Non dice che gli aborigeni lo fanno, ma dice che questa “diceria” potrebbe essere vera e, comunque, si accorda col suo modo di pensare il mondo. Nel solco di questo pensiero Vogt nega decisamente che i “padri” europei ammazzino i figli nati da una donna aborigena. Afferma che un simile comportamento lo si poteva aspettare dai ladri e dai banditi della prima ondata di colonizzazione dell’Australia, non dagli attuali europei. Oggi, sappiamo che questo avveniva in maniera sistematica e proprio per odio razzista dei bianchi cristiani contro gli Australiani.

Ora sappiamo che in questa disputa Quatrefages aveva ragione e Vogt torto. Sappiamo che da questo proiettare le credenze sul mondo nacque il socialismo e che per questo motivo il socialismo è indifferentemente idea sociale e idea di dominio, è aspirazione dei popoli o articolazione del genocidio come nel nazional-socialismo. Il socialismo non è altro che cristianesimo che diventa sociale e che proietta le sue idee religiose sul mondo e sulla vita. In quest’ottica non è strano che il socialismo di Mussolini si sia trasformato in fascismo e abbia prodotto le leggi razziali. Scrive Vogt:

Dopo aver esaminato i fatti principali relativi alle modificazioni causate, tanto dalle influenze esterne dei cambiamenti dell’abitat che gli incroci, gettiamo un colpo d’occhio rapido sulla superficie terrestre:

1) le differenze che presenta il genere umano, che noi designiamo col nome di razze o specie, - queste due parole, quando usate fra le razze naturali, sono di fatto identici – queste differenze sono risultate dai fatti conosciuti e sono continuate senza modificazioni sul medesimo suolo;

2) Le modifiche che in queste specie originali possono essere indotti da eventuali modifiche esterne, sono così piccole da non poter essere in alcun modo comparate alle differenze originali.

3) Negli insediamenti senza razze risultati da un trapianto in un altro clima, si può formare per selezione una razza o specie umana nuova, i caratteri, pur essendo in grado di adattarsi dopo poche generazioni, richiede un tempo molto lungo per acquisire quella costante che caratterizza le razze primitive umane.

4) Le differenti specie umane mostrano gradi diversi di fecondità nei loro incroci reciproci, la maggior parte sono indefinitivamente feconde fra loro, così che i meticci che esse producono, in alcune la produzione di meticci è limitata al punto che alcune razze miste non possono risultare.

5) le razze miste acquisiscono a poco a poco, per selezione continua, la stessa costanza delle caratteristiche che distinguono le razze primitive, che quindi dalla miscela risulta una nuova specie.

6) Gli incroci eterogenei producono degli agglomerati senza razza – dei popoli non offrono delle caratteristiche determinate – formano per così dire un cerchio di dispersione della specie originale dispersione attorno alla specie originale e che mescolandosi in tutte le maniere nei punti di contatto, passano le une nelle altre.

Da quanto affermato Vogt tira delle conclusioni creazioniste che diventeranno parte di un socialismo positivista di stampo cristiano.

Secondo Vogt la razza o specie sono continuate senza modificazioni sullo stesso suolo. Quatrefages asseriva che non è vero e che la mescolanza di etnie diverse era continua nella storia. Oggi sappiamo che una particolarità dell’uomo europeo è una percentuale di integrazione con l’uomo chiamato di Neanderthal. Quatrefages aveva intuito correttamente e dalla sua intuizione doveva discendere un ordinamento sociale e, invece, l’ordinamento sociale fino al 1945, è disceso dai preconcetti di Vogt secondo cui ad un suolo corrisponde una razza umana.

Questa deformazione mentale che va sotto il nome di razzismo, presente con altre giustificazioni prima di Vogt, diventerà uno degli argomenti del razzismo dell’ultima parte del XXsimo e della prima parte del XXIesimo secolo.

Un suolo, una razza: un modo per dividere gli uomini nelle loro aspirazioni. Un modo per creare conflitto con la parte più debole degli Esseri Umani. Un modo per costruire emarginazione. Un modo per costruire quella classe di emarginati, oggetto di disprezzo, che saranno coloro che alimenteranno la ricchezza in ogni singola società umana. Sono gli emarginati che alimenteranno l’accumulo di ricchezza da parte della chiesa cattolica, del cristianesimo e della grande finanza internazionale fino alla crisi del 2008-2016 (oggi nel 2013 è difficile pensare che la crisi di ristrutturazione degli equilibri economici-sociali in atto si riassorba in maniera appena sufficiente prima del 2016).

Le modificazioni nei caratteri apparenti delle specie umane non vengono ritenute significative da Vogt. Vogt pensa in termini di trasformazione dell’uomo dalla creazione del dio padrone, circa cinque-diecimila anni a. c. per cui, i suoi tempi mentali in cui inserisce la modificazione degli Esseri Umani, sono estremamente brevi. E’ lo schema mentale indotto dalla bibbia che condiziona il pensiero positivista di Vogt e di tutti i positivisti che in politica diventeranno i socialisti contrapposti, almeno nell’immaginario sociale, ai materialisti dialettici che chiameranno sé stessi “comunisti” e che manifesteranno, di volta in volta, necessità sociali diverse. Le specie originali sono quelle nate dalla creazione del mondo ad opera del dio padrone della bibbia. Sia che siano create come “uomo” o che già preesistessero alla creazione dell’uomo in quanto specie “apparentemente umane” vicine alla specie “uomo”, ma razze diverse con cui Caino ha figliato. Vogt non è in grado di uscire da questo schema e questo schema condizionerà lo sviluppo delle idee dell’uomo.

Vogt afferma che esistono delle possibilità che una razza, trapiantata in un clima diverso da quello in cui lei è stata creata, può dar vita ad una diversa razza, ma, precisa Vogt, i caratteri pur apparendo dopo poche generazioni, serve molto tempo affinché tali caratteri vegano acquisiti modificando i caratteri della razza primitiva. Tuttavia, i caratteri che subentrano in un diverso clima, non modificano l’impianto della razza primitiva creata da dio.

Il parametro che Vogt considera per determinare la diversità delle razze sono i caratteri di fecondità. Afferma che alcune “razze” umane sono così diverse dalle altre da non essere feconde quando si mescolano e, in altri casi, che il mescolamento fra le “razze” “genera” individui sterili. Per Vogt la morale è la costante imposta dal dio padrone e, pertanto, non vede come i soggetti umani possano applicare una morale diversa da quella che lui pensa. Questo modo di pensare “gli altri” sarà uno dei motivi che porterà Vogt al conflitto con Marx.

Quando si formano delle “razze miste”, Vogt afferma che per selezione riproducono i caratteri delle razze primitive o che, incroci eterogenei, producono dispersione di caratteristiche.

Il razzismo di Vogt ha delle pretese scientifiche, ma non è scientifico. Si tratta del medesimo razzismo della bibbia a cui Vogt pretende di dare una legittimità scientifica in aperto contrasto con i dati che raccoglie. Che i neri fossero animali senz’anima da ridurre in schiavitù, era un presupposto argomentato anche dai Gesuiti. Ora, dalla legittimità teologica data al razzismo, si passa alla legittimità al razzismo dato dalla scienza che seziona cadaveri. Si misurano arti, crani, tibie, bacini per dimostrare che si tratta di razze biologicamente diverse.

E da dove Vogt prende le sue idee che proietta sugli uomini per legittimare il proprio razzismo?

Scrive Vogt:

I punti di vista che noi vogliamo riassumere sono i risultati non soltanto dell’osservazione dell’uomo, ma anche di quella degli animali domestici e selvaggi che uniti alla circostanza che concordano bene con i fatti dona loro più peso. Noi non siamo ciechi abbastanza per voler affermare che le specie umane primitive non hanno subito alcuna modificazione per il loro ambiente, tant’è che, d’altro canto noi dichiariamo incapace di seguire nei suoi voli audaci le fantasie di chi vuole ingrandire queste modificazioni e le eleva al rango di particolarità delle razze primitive. Non neghiamo incroci o razze miste che sono pervenute, ma noi non possiamo ammettere che l’esistenza di razze miste potrebbe in qualsiasi modo cancellare interamente le differenze originali e fornire una prova in favore dell’unità primitiva che contrasterebbe con tutti i fatti conosciuti. Neghiamo molto meno la sparizione di razze umane ben caratterizzate, non mettono in discussione la nascita di nuove razze e specie attraverso l’incrocio di specie esistenti favorite, può essere dall’influenza della modificazione delle circostanze esterne. Noi troviamo un perfetto accordo con tutti i fatti che noi conosciamo nel rimanente mondo animale. Noi non abbiamo bisogno di alcuna influenza extra-naturale, di alcuna azione diretta di una forza problematica fuori della natura e non più di Laplace per la costruzione della meccanica celeste, non abbiamo bisogno di rifugiarci nell’ipotesi di un intervento diretto della divinità, ipotesi alla quale un credente, nuovo difensore dell’unità del genere umano, si sforza di ricondurre davanti al peso dei fatti:

Vogt oppone le sue soluzioni affermando che da un lato non riconosce alcune influenza exta-naturale sul divenuto dell’uomo, ma dall’altro canto avvicina la selezione naturale alla selezione degli animali domestici. Il problema che sta a fondamento del ragionamento di Vogt è la questione tempo: l’evoluzione è avvenuta attraverso centinaia di milioni di anni e che ciò che manca al suo ragionamento è la coscienza che “... noi non possiamo ammettere che l’esistenza di “razze miste” potrebbe in qualsiasi modo cancellare interamente le differenze originali e fornire una prova in favore dell’unità primitiva...”

Innanzi tutto non esiste “un’unità primitiva” se non nell’Essere Unicellulare che si muoveva nel brodo primordiale, in secondo luogo non esiste una diversità di “razza”, come inteso da Vogt, se non come forma apparente e, terzo non esistono fatti conosciuti che Vogt ha portato a sostegno delle sue tesi. Non esistono “specie umane primitive” se non nella fantasia di onnipotenza di Vogt. Il primitivismo (che considera il cristianesimo come il più alto gradino dell’evoluzione della specie umana) non è mai esistito. E’ un’affermazione superstiziosa. E’ un effetto della “magia simpatica” che i positivisti applicheranno per sviluppare la loro scienza.

Queste soluzioni di Vogt che cerca il senso dell’uomo nella Natura sezionando il cadavere dell’uomo, si scontrano con altre affermazioni del tutto deliranti in cui si conchiude parte del dibattito di quel tempo.

Scrive Vogt:

“La mia opinione è che, dopo un periodo, probabilmente molti secoli, che dio aveva moltiplicato le lingue, separati gli uomini in vari ceppi, parlanti ciascuno una lingua specifica, e distribuiti questi diversi popoli sulla superficie terrestre, dona loro, nel corso delle generazioni, con un atto speciale della sua onnipotenza, delle peculiarità esteriori proprie a ciascuna razza a misura che la costituisce in nazione sia in misura che la conduce nella sua direzione speciale e ogni tensione verso una determinata località, lui gli conferisce per un atto di provvidenza il temperamento e le attitudini necessarie per abitare i poli, le zone temperate o i tropici; nella misura che lui costituisce queste nazioni ha insegnato loro i mezzi adatti i modi di soddisfare i loro bisogni attraverso delle industrie appropriate alla località e infine insegna loro a coltivare le piante utili adatte al clima e che non esistono allo stato selvaggio”. Ecco come il dottor Sagot spiega e accorda la verità dei fatti che esiste nel genere umano con l’unità biblica. Ma se è realmente dio a nutrire gli animali nell’arca di Noè col nutrimento celeste, tutte le difficoltà che si oppongono a questo mito si levano loro stesse. Quando tutte le circostanze naturali che si oppongono ad un mito possono essere scartate per l’azione divina diretta, non vi è più da fare ricerca nella storia naturale. Noi non siamo tuttavia ancora nel mondo civilizzato anche se molti ardentemente volgono lo sguardo in quella direzione.

Che il genere umano sia unico, non c’è dubbio. Che il cristianesimo voglia trasformare gli Esseri Umani nelle pecore del proprio gregge fomentando la divisione sociale, è un dato di fatto. Che i cristiani si facciano molte opinioni delirando sull’attività del loro dio padrone, è un altro fatto.

Non si può ridurre il discorso fra più razze a una sola razza per giustificare chi possiede la razza o qual è la razza superiore. Si tratta di trucchi con cui possedere gli uomini.

Gli uomini non sono uguali come specie e razza perché creati tali dal dio padrone, ma sono uguali per specie e razza perché come ogni altra specie della Natura è divenuta nella Natura adattandosi ad ambienti diversi. Altri ominidi sono apparsi nel corso della storia della vita nella Natura. Che questi siano stati delle specie a sé o delle modificazioni diverse dalla linea di trasformazione dell’uomo, poco importa quando la questione del contendere è un delirio chiamato “superiorità di razza”.

Io posso distinguere forme diverse che caratterizzano vari popoli, ma quando a quelle forme attribuisco caratteri sociali, religiosi, caratteriali, comportamentali o, peggio ancora, differenze fisiologiche al fine di considerarli “esseri inferiori”, allora non faccio altro che riprodurre lo schema del dio padrone e del suo popolo eletto in diritto di macellare tutti gli altri popoli. Un “diritto” che io nego non soltanto ad un popolo, ma al dio padrone che diventa oggetto di disprezzo e di condanna da parte dell’intera umanità.

Il fatto che Vogt ignori che i cristiani macellino i loro figli avuti con le donne aborigene perché il fatto che questi bambini nascano li degrada al rango di “aborigeni” che considerano una razza inferiore e primitiva, non legittima Vogt ad ignorare i fatti o, peggio, a non cogliere gli effetti del cristianesimo nella sua attività di terrorismo sociale.

Il fatto che le argomentazioni dei positivisti demoliscano i racconti della bibbia, non autorizza i cristiani a spiegare i racconti della bibbia con altri racconti allo scopo di schiavizzare l’uomo separandolo dalla Natura.

Il socialismo, di chiara impronta positivista, farà del nazionalismo un surrogato del razzismo che, nelle forme più aggressive, alimenterà il genocidio coloniale e il nazional-socialismo con i suoi campi di sterminio veicolando l’ideologia della bibbia che legittima il diritto al genocidio del più forte sul più debole.

NOTA uno: Le citazioni sono tradotte da Leçons Sur l’Homme sa place dans la création et dans l’histoire de la terre di Carl Vogt Editore G. Reinwald 1865 da pag. 586 a pag. 590 I brani presentati sono stati tradotti da Claudio Simeoni.

NOTA due: Il testo originale di Carl Vogt citato è stato preso da:

http://www.google.it/books?id=PLk8AAAAYAAJ&hl=it

Marghera, 30 aprile 2013

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.