Ludwig Büchner - 1824- 1899

Il pensiero
in Forza e Materia

Il materialismo positivista

Riflessioni sulle idee di Büchner.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185808 per il cartaceo della filosofia aperta

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana

Forza e materia, studi popolari di filosofia e storia naturale 1855

I materialisti meccanicisti e la loro relazione con la vita.
Capitolo 13: Il pensiero

Il pensiero è prodotto dalla materia. Non una qualunque materia, ma dalla materia pensate; dalla materia vivente!

La qualità del pensiero è relativa alla qualità della materia pensante.

La riflessione di Büchner parte da un aforisma di Vogt che a quei tempi fece clamore perché i vari detrattori pensavano che le idee, che si traducevano in pensiero, altro non erano che manifestazioni di dio nell'uomo o la rappresentazione del primo pensiero divino riprodotto dall'uomo.

Nessuno aveva mai messo in discussione che il pensiero, il pensiero parlato, si produce e si ascolta mediante la testa, ciò che si metteva in discussione era l'origine del pensiero e la funzione del pensiero nell'uomo.

Quando Vogt affermò:

"Tale è il rapporto fra il pensiero ed il cervello, quale fra la bile ed il fegato, l'orina e le reni."

In sostanza affermò che il cervello produce pensiero come il fegato produce la bile e i reni l'orina, significò abbassare a livello di orina e bile, ritenute cose disgustose e vili, il pensiero dell'uomo che una parte della filosofia attribuiva al dio padrone e creatore dell'universo. Abbassò il nobile pensiero al livello di orina e bile facendo diventare il pensiero divino del dio padrone, il primo pensiero con cui il dio padrone crea, secondo i cristiani, l'universo poco più che un'escrescenza di una parte dell'uomo.

Scrive Büchner:

"Il pensiero è un movimento della materia."

Moleschott

"Il rapporto che esiste tra Il pensiero e le vibrazioni elettriche dei filamenti del cervello, è identico a quello che esiste fra colore e le vibrazioni dell'etere."

Huscher

L'oggetto di questo capitolo ci è stato dato dal noto aforismo di Vogt: - "Tale è il rapporto fra il pensiero ed il cervello, quale fra la bile ed il fegato, l'orina e le reni." - espressione che ha provocate tante ingiurie, e che da Vogt stesso fu fatta precedere da queste parole: " Per esprimermi , in certo qual modo, crudamente," Senza associarci ai sapienti giornalisti e teologi che hanno fulminato una condanna generale contro il suo autore, noi non possiamo però astenerci dal dire che il paragone non è troppo felice. Malgrado il più scrupoloso esame, noi non possiamo trovare un'analogia fra la secrezione della bile e dell' orina ed il processo per cui nel cervello si produce il pensiero. L'orina e la bile sono materie palpabili, ponderabili, visibili; anzi sono materie escrementizie che il corpo ha utilizzate e che poi rigetta. Il pensiero, lo spirito, l'anima, al contrario, non ha nulla di materiale; non è in sè stessa una sustanza , ma il concatenamento di diverse forze formanti un'unità, l'effetto del concorso di molte sustanse dotate e di qualità e di forze.

Pag. 199-200

Büchner sente di aver bestemmiato nei confronti del suo dio padrone e non sa come difendersi dagli attacchi dei cristiani. Davanti all'affermazione di Vogt si sente imbarazzato. L'affermazione è stata sicuramente insultata; conosco molto bene come si comportano i cristiani, la vigliaccheria del criminale in croce e l'attività di delinquente del dio della bibbia, viene sistematicamente riprodotta dai cristiani. Davanti alla contestazione delle loro farneticazioni fideistiche mediante ovvietà che ricadono sotto i sensi, i cristiani rispondono con le aggressioni fisiche, le ingiurie e le calunnie.

Davanti a tale affermazione Büchner si sente in dovere di precisare che mentre bile e orina sono materie palpabili, il pensiero, lo spirito e l'anima non ha nulla di materiale. Questo sta a dimostrare la persistenza in Büchner dell'educazione cristiana. Il pensiero è una cosa materiale. Infatti, io che cosa sto commentando se non il pensiero di Büchner? Che cos'è il libro Forza e Materia di Büchner se non una rappresentazione del pensiero di Büchner? Possiamo dire ancora, che cosa sono le emozioni dell'uomo e i suoi sentimenti se non una perturbazione della sua realtà e per conseguenza una perturbazione materiale della realtà del mondo? Le emozioni sono materiali; i sentimenti sono oggetti materiali; la percezione è una cosa materiale! Ciò che non è materiale è solo la malattia mentale e con essa la fede, la credenza, le farneticazioni di oggetti che risiedono solo nel regno di una fantasticheria che si traduce in fantasia. Una fantasia che una volta proiettata nel mondo pretende di essere considerata come un oggetto di realtà, allo stesso modo del dio padrone cristiano, della vagina vergine della Maria dei cristiani o del criminale che i cristiani descrivono sulla croce.

La considerazione che fa Büchner del pensiero, anima e spirito come oggetti non materiali significa aver scisso la materia dalle proprie qualità esattamente come fece il criminale Platone che scisse il corpo dall'anima per dominare gli uomini.

Scrive Büchner:

Se una macchina fatta dall'uomo produce un effetto, mette in movimento il suo meccanismo od altri corpi, colpisce, o indica l'ora, o fa alcun che di simile; questo effetto considerato in sè stesso è però qualche cosa di essenzialmente diverso dalle materie escrementarie che essa può produrre durante la sua attività. La macchina a: vapore ha, in un certo senso, una vita e produce, come risultante di una peculiar combinazione di sustanze dotate di forze, un'azione combinata di cui noi facciamo uso, senza però poterla vedere, sentire o toccare. Il vapore rigettato dalla macchina è una cosa accessoria, non ha nulla di comune collo scopo galla macchina, e può, come materia, essere veduta e sentita. Tuttavia, nessuno oserebbe dire che la natura della macchina a vapore è di produrre il vapore. Ora, nello stesso modo che la macchina produce il movimento, l'organizzazione complicata delle sustanze del corpo animale dotate di forze, in modo analogo produce un insieme di effetti, che nella loro unità noi chiamiamo spirito, anima o pensiero. Questa riunione di forze bolisce e perisce se le manca il necessario riposo; e lo stesso avviene per quegli organi che il cervello mette in movimento col sistema nervoso della vita animale, vale a dire i muscoli dipendenti dalla volontà.

Anche l'esempio che fa Büchner dimostra la sua lontananza da una visione materialista della vita. Un orologio può solo partorire l'ora che segna o una macchina a vapore può solo produrre vapore. La macchina a vapore, in particolare, serve solo a produrre vapore. Che poi l'uomo usi quella produzione per altri scopi è irrilevante. Il cervello, secondo lo schema di Vogt, produce pensiero. Che poi nel produrre quel pensiero questa produzione possa servire anche per altro, appare secondario. Come dobbiamo discutere sull'uso del vapore, così possiamo discutere sull'uso di quel pensiero.

Io affermo che la natura della macchina a vapore è quella di produrre vapore. Posso dire che chi ha costruito la macchina per produrre vapore lo ha fatto considerando scopi da ottenere nel produrre vapore, ma non posso dire che quella non sia una macchina atta a produrre vapore. Nel produrre vapore, produce anche movimento? Certamente! Ma il movimento non esisterebbe se lei non producesse vapore e, dunque, il movimento è una conseguenza secondaria, un effetto, del produrre vapore. Infatti, si chiama macchina a vapore.

Così un corpo, un corpo vivente, è tale perché possiede tutte quelle qualità che Büchner attribuisce all'anima o allo spirito: è il corpo che le manifesta, non viceversa. Pertanto, se Büchner vuole parlare di un corpo vivente deve parlare anche di quello che vuole idealmente separare come anima o come spirito che rappresentano le qualità di quel corpo. Se però le qualità, come anima o spirito, non sono ben individuabili in una parte del corpo, al contrario, il pensiero è "pensabile" come un prodotto materiale del cervello al pari di altri prodotti di altre parti del corpo.

Scrive Büchner:

Secondo le più recenti indagini, è l' elettricità, questa forza i cui effetti si sono osservati soltanto nel mondo inorganico, che assume una parte specialissima nei processi fisiologici del sistema nervoso. Le correnti elettriche circolano continuamente intorno al nervo in riposo, e cessano o s'indeboliscono subito che esso, in qualsiasi modo, sia eccitato o messo in movimento. I nervi non sono dunque j conduttori, ma piuttosto i creatori dell'elettricità, azione che cessa tostochè si produca la volontà o la sensazione. In conseguenza di questo fatto, si è definita l' attività intellettuale, una elettricità latente; ed il sonno, una funzione produtta dall'elettricità dei nervi. Forse il lume dell'investigazione sperimentale ci condurrà un giorno su quella via che potrà farei o conoscere la natura delle funzioni psichiche. Ma il carattere di questa idea si cangia se noi esaminiamo l'idea più vera e più profonda che si trova nell'aforismo di Vogt. Ed è questa idea, la quale noi crediamo avere già con numerosi fatti esposta nel capitolo precedente, che ci rivela la legge, che lo spirito ed il cervello si suppongono necessariamente e si trovano in rapporti inseparabili. Siccome non vi ha bile senza fegato, orina senza reni, così non v' ha pensiero senza cervello dalla cui sustanza dipende tutta la funzione dell'attività cerebrale; verità semplice e chiara e facilmente dimostrabile coll'evidenza dei fatti.

Pag. 203-104

Dire che nel corpo gira elettricità, si chiama "giudizio di necessità". Purtroppo quelli come Büchner non pensavano di dare un "giudizio di necessità" storica cercando una spiegazione che, pur non spiegando, fosse in grado di staccare l'attenzione dall'idea del dio padrone. Centinaia di migliaia di persone sono state sottoposte ad elettrochoc nella strampalata idea di mettere in modo l'elettricità dentro i loro nervi. In realtà, sono stati sottoposti ad elettrochoc solo per divertirsi a torturarli giustificando le torture con strampalate idee...

Esiste un'attività elettrica sia del cervello che del corpo, ma questa attività elettrica passa attraverso combinazioni chimiche che non possono essere introdotte dall'esterno del corpo. Persone imbottite con eroina e con cocaina venivano studiate e gli effetti della cocaina venivano esaltati, come fece Freud.

Definire l'attività intellettuale come un'attività elettrica e il sonno indotto dall'elettricità dei nervi, ha creato grandi problemi quando si è passato dalla pura enunciazione di principio alla sperimentazione pratica su soggetti incarcerati e costretti a sottoporsi a tali torture. Come crea un sacco di problemi affermare che il cervello rappresenta la sede dello spirto e lo spirito è espresso dal cervello. Di fatto si separa il soggetto che produce, dall'oggetto prodotto, lo spirito; oppure, viceversa, si separa lo spirito prodotto dal dio padrone, dal cervello che esprime tutto ciò che Büchner vuole attribuire allo spirito. Come se la funzione del cervello fosse la sede di uno spirito o producesse lo spirito e non un aspetto del corpo dell'uomo. Affermare che cervello e spirito sono in rapporto inseparabile è dire una grande stupidaggine. Non si precisa che cosa significa spirito e si vuole che sia espresso dal cervello come se il cervello, al pari del fegato e dei reni, non fosse parte del corpo.

Il cristianesimo ha separato il pensiero da colui che pensa e dal momento che noi non sappiamo che le persone pensano, ma lo immaginiamo proiettando su di esse la nostra attività di pensare, l'unica cosa che si rimane è dedurre il pensiero dall'azione che quelle perone mettono in atto. Dal momento che anche piante e animali mettono in atto delle azioni, noi non possiamo razionalmente esimerci dal pensare che anche animali e piante pensano dal momento che animali e piante agiscono.

Ne segue che Büchner vuole elevare il pensiero ad atto del dio padrone, E' un atto di una patologia delirante che, di fatto, eleva sé stessa che "pensa", dopo essersi separata dal mondo e aver voluto ignorare ogni pensiero che può scaturire da ogni azione cui assiste, per ergersi a padrona degli uomini. Non è il dio padrone che ha creato il mondo mediante il primo pensiero, ma è il delirio di un folle che si eleva al disopra del mondo, padrone del mondo, creatore del mondo come immagina che lui avrebbe fatto se fosse stato il demiurgo del mondo: quella di Platone e della bibbia è solo pura follia. Una follia che Büchner non vuole denunciare per la deferenza che prova nei confronti del dio padrone che egli stesso pensa di rappresentare dall'alto del suo pensiero.

06 agosto 2014

Per il lavoro, le citazioni sono tratte da:

Büchner Ludwig, Forza e materia, studi popolari di filosofia e storia naturale, tradotto da Stefanoni Luigi, 1868 ed.Gaetano Brigola
Citazioni dal capitolo tredicesimo "Il pensiero" da pag. 199 a pag. 204.

Ottenuto dal servizio Google

http://books.google.it/books/about/Forza_e_materia_studi_popolari_di_filoso.html?

Marghera, 06 agosto 2014

vai indice del sito

La Religione Pagana

riflette sul

pensiero filosofico che

costruisce schiavitù o libertà

Terzo volume della

Teoria della Filosofia Aperta

Vai all'indice della Filosofia Aperta

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.