Ludwig Büchner - 1824- 1899

Generazione Primitiva
in Forza e Materia

Il materialismo positivista

Riflessioni sulle idee di Büchner.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185808 per il cartaceo della filosofia aperta

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana

Forza e materia, studi popolari di filosofia e storia naturale 1855

I materialisti meccanicisti e la loro relazione con la vita.
Capitolo 10: Generazione Primitiva

Quando Büchner scrisse Forza e Materia il referente con cui la scienza si doveva confrontare era la massiccia diffusione della creazione come descritta dalla bibbia e la violenza con cui i cristiani avevano imposto tale idea del mondo alle persone.

Avevano imposto quest'idea agli uomini per secoli, riproducendola e riaffermandola generazione dopo generazione fin dalla primissima infanzia rendendo gli uomini feroci e violenti contro ogni modificazione di questa idea.

La modificazione dell'idea di creazione della terra da parte del dio padrone provocava un tale dolore emotivo e un tale smarrimento esistenziale da rendere impossibile ogni idea e ogni discussione che non avesse a fondamento l'idea di creazione ad opera del dio padrone.

Mentre oggi appare evidente che la creazione descritta dalla bibbia non è solo una menzogna, ma un vero e proprio atto criminale contro le persone e la dignità umana in quanto pone un apriori a cui le persone si devono, con la violenza della tortura e della galera, sottomettere il proprio pensiero. Ai tempi in cui i materialisti meccanicisti di Büchner sviluppavano la ricerca per scoprire il divenuto della terra, questi ricercatori erano trattati da bestemmiatori contro il dio padrone e accusati come dei criminali.

Büchner stesso fu cacciato dall'insegnamento perché contestava, fra le altre cose, la truffa con cui il dio dei cristiani pretendeva di legittimare il proprio dominio sulle persone.

Oggi la credenza dei cristiani oscilla fra l'affermazione che quanto scritto nella bibbia sia letterale e affermazioni del tipo che quanto scritto sulla bibbia siano dei simboli o dei "miti". In realtà, anche oggi, la chiesa cattolica nel suo catechismo, afferma che quanto scritto nella bibbia cristiana, sia nel vecchio che nel nuovo testamento, va letto ed interpretato in maniera letterale in quanto è stato scritto sotto la diretta ispirazione del suo dio padrone. Ancora oggi la chiesa cattolica impone il concetto di creazione ai bambini.

Affermare che oggi come oggi Bergoglio non crede nella creazione della bibbia è da illusi. Che Bergoglio ci creda o non ci creda è irrilevante, rilevante è la violenza e gli atti criminali con cui impone tale credenza a bambini indifesi per costruire adulti menomati.

Scrive la chiesa cattolica nella bibbia di ebrei e cristiani:

La creazione del dio padrone secondo i cristiani cattolici.

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo. Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno. Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno. Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò.

Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Bibbia CEI – Genesi 1, 1-26

Io non sono fesso a credere ad una porcata del genere, ma la chiesa cattolica, questa porcheria, non la presenta a me, ma a bambini di due, tre, quattro anni. Sia attraverso i genitori sia attraverso insegnanti criminali e prezzolati che spacciano la creazione come un "gioco della truffa" da vendere al bambino per farlo diventare un adulto scemo e malato.

Questa è l'oggettività sociale in cui operavano i materialisti meccanicisti che fanno della scienza il loro dio.

La forza di controllo del pensiero delle persone da parte della chiesa cattolica era totale. Aveva coltivato l'analfabetismo proprio per impedire alle persone di analizzare e verificare le sue stesse affermazioni. Per milioni di persone il prete cattolico era l'unica fonte di informazione e per decine di migliaia di ragazzi i seminari cattolici, in cui si stupravano i ragazzi per meglio imporre loro l'idea della creazione di dio, era l'unica possibilità di scolarità e di promozione sociale.

Sarà necessaria l'unità d'Italia perché si inizi a pensare che una persona istruita è un lavoratore migliore che non un analfabeta. Sarà necessario il regime berlusconiano perché in Italia venga coltivato l'analfabetismo di ritorno per almeno due generazioni.

Scrive Büchner:

Vi furono tempi in cui la nostra terra, trovandosi allo stato di globo incandescente, non solo era incapace di produrre degli esseri viventi, ma doveva essere anche interamente ostile ad ogni organica produzione, sia vegetale che animale. Di mano in mano che il globo si raffreddava e le masse vaporose che lo circondavano andavano condensandosi e cadendo in acqua sulla sua superficie, la terra assunse una forma che nel suo successivo sviluppo doveva rendere possibile l'esistenza di quei multiformi organismi che poi, colla comparsa dell'acqua e la riduzione della temperatura, si sono immediatamente sviluppati.

Per la reciproca influenza dell'acqua, dell'aria e dei minerali, e in un numero infinito di anni, si formarono degli strati gli uni agli altri sovrapposti, l'esame dei quali, in un periodo di tempo relativamente assai breve, fu causa delle più meravigliose ed importanti scoperte che si abbiano sulla storia del nostro globo, sugli organismi che vissero e che furono estinti. Ogni strato della terra contiene le tracce visibili e gli avanzi ben conservati di piante e d'animali, e già di tali reliquie se ne trovano nei più inferiori sedimenti formati dalla forza dell'acqua, sui quali una temperatura meno elevata ed un suolo terroso rendeva possibile la vita organica.

Alla formazione di questi strati ed in rapporto diretto con quelli che noi vediamo svilupparsi, corrisponde, per lenta ed ascendente gradazione, un regno vegetale ed animale. Quanto più essi sono antichi, altrettanto le forme organiche degli animali e dei vegetali si trovano dotate di poco sviluppo e perfezione; più gli strati sono recenti, più queste forme si avvicinano al tipo attuale. è notevole altresì, che l'esistenza degli esseri organici si trova in un rapporto determinato dalle condizioni esterne della superficie terrestre, dalle quali essa dipende. Così, allorché il mare copriva ancora la maggior parte del globo, non esistevano che animali marini, pesci e piante acquatiche; e questi di mano in mano che il continente si sviluppava furono surrogate da immense e folte foreste assorbenti l'acido carbonico che abbondata nell'aria, elemento indispensabile alla vita delle piante. Così purificata l'atmosfera da ogni elemento ostile all'esistenza degli animali superiori la terra divenne atta anche alla loro vita. Laonde, collo sviluppo successivo del regno vegetale ed in armonia colla grandiosa vegetazione, apparvero giganteschi animali erbivori, a cui successero i carnivori, quando un nutrimento abbondante assicurò la loro esistenza. Ed è perciò che ad ogni distinto strato corrispondono le tracce di forme organiche caratteristiche, e si vedono scomparir le antiche per lasciar posto alle nuove. Così sempre in rapporto collo sviluppo graduale della terra, la popolazione s'avanza in linea ascendente; le forme più perfette succedono alle infime; le specie più numerose e complicate alle meno numerose e varie; molteplicità sempre crescente che dipendeva dalle variazioni vivificanti delle nubi e dei venti, della luce e del calore. Nel periodo giurassico il carattere della superficie terrestre cambia completamente, ed in armonia colle sue variazioni noi vediamo apparire degli esseri organici affatto nuovi e speciali, fra cui certe forme d'anfibi oggi totalmente spente. Ma la varietà infinita delle forme organiche, che di più in più s'avvicina alla forma attuale, comparve sulla superficie terrestre allora soltanto che essa subì l'influenza della disparità del clima. Nel terreno terziario numerosi si riscontrano i mammiferi di forme straordinarie, oggi, o interamente estinti, od i di cui similari hanno debolissima con essi l'analogia; tali sono i dinoteri, i numerosi pachidermi ed i mastodonti.

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La lettura delle varie età di sviluppo della Terra andava a disarticolare l'idea cristiana della creazione in sei giorni della vita da parte del dio padrone descritto dalla bibbia. Può essere che oggi sia un po' difficile da capire come poteva la chiesa cattolica spacciare come idea reale e letterale che la terra fu creata in sei giorni dal suo dio padrone, eppure, ancora oggi, la dottrina cattolica, anche se la disciplina interpretativa dei teologi è cambiata per necessità di propaganda, afferma che la Terra e la vita organica è stata creata in sei giorni dal suo dio padrone.

Le scoperte scientifiche hanno avuto il merito di far arretrare la qualità della propaganda cristiana relativa al divenuto del mondo, tuttavia non ha modificato lo sviluppo logico dell'ideologia che trae origine dal fatto che il dio padrone cristiano ha creato la terra in sei giorni.

Lo scontro fra i cristiani che affermavano che la Terra era stata creata dal loro dio padrone e che la vita organica era stata creata dal nulla dal loro dio padrone con le dimostrazioni di una scienza che attraverso la ricerca dimostrava la falsità di tali assunti, fu di una violenza spaventosa. I cristiani, con la loro violenza criminale, cercarono in tutti i modi di spacciare le scoperte scientifiche come delle opinioni. Io stesso, da ragazzo, ricordo un prete, tale don Bruno dal Cappello che insegnava alle scuole medie e che diceva ai ragazzi: "Vedete che bravo che è stato dio a creare il ghiaccio che galleggia? Se non avesse fatto in modo che il ghiaccio galleggiasse, i pesci sarebbero tutti morti!". Io sto parlando di soli cinquanta anni fa. All'incirca nel 1965.

Scrive Büchner:

In queste epoche primordiali non esiste alcuna traccia dell'uomo, l'essere il meglio organizzato della creazione; e non è che alla fine e nello stato moderno, detto terreno d'alluvione, che la vita umana si rende possibile, che l'uomo compare formando, per così dire, il punto culminante di questo sviluppo graduale . Questi rapporti, tanto bene caratterizzati dalla paleontologia, fra lo stato dello sviluppo della terra, le esterne influenze e la nascita e propagazione degli esseri organici e indicanti una dipendenza fissa e naturale, si sono conservati fino ai nostri giorni, come dappertutto noi possiamo vederne le prove. Una numerosa classe d'animali, i vermi intestinali, non si sviluppano che in luoghi affatto determinati, ed assumono le forme ed il genere di vita più variati, a seconda dell' animale e dell' organo in cui soggiornano. Anzi, fu di recente riconosciuto come una legge generale e memorabile, ch'essi vivono in embrione e servono di alimento ad altri animali che li albergano in forma più sviluppata. - Sugli avanzi di una foresta ridutta in cenere, crescono delle specie di piante determinate, ed in luogo di un bosco di pini e di abeti nasce la quercia ed il faggio. "Nei siti devastati dall'incendio, od occupati da un bosco fruttice, sulle rive del mare, ma sopra il livello dell'acqua, od, infine, sul fondo degli stagni vuoti, in brevissimo tempo si sviluppa una vegetazione abbondante che offre delle specie non conformi a quelle che si trovano nelle vicinanze. Laddove si stabilisce una salina, si mostrano ben presto, e coi loro ben marcati caratteri, le piante e gli animali d'acqua salata, dei quali non v'ha nei dintorni alcuna traccia." (Giebel). Dacchè nelle vicinanze di Parigi si sono moltiplicate le piantagioni dei pini, vi si trova l'amia aedilis, insetto dell'Europa settentrionale, che prima non si era mai veduto in quei luoghi; e laddove l'aria, il calore e l'umidità combinano la loro azione, si sviluppa sovente, e in pochi momenti, quel mondo infinito di animali rimarchevoli e dalle più singolari forme, detti infusori. Potremmo a nostro grado moltiplicare gli esempi di tale natura, mostrando per quali modi le esterne influenze vitali possano produrre le più varie e profonde modificazioni in ogni specie, vegetale od animale.

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Ciò che arriva dopo è meglio del prima. L'idea cristiana di una gerarchia ha messo in grande difficoltà l'analisi evoluzionistica delle specie trasformandola in una sorta di legittimazione del potere e del razzismo.

L'uomo, dice Büchner, allo stato attuale, che noi consideriamo l'essere superiore, non è ancora apparso.

Ora, nonostante che Büchner conosca i caratteri dell'evoluzione, non riesce a legare il divenire degli Esseri l'uno all'altro. Non riesce a vedere il mondo vivente come un tutt'uno in cui le diverse specie non sono altro che la medesima specie adattata e divenuta in maniera diversa data la variazione delle scelte soggettive al modificarsi delle condizioni oggettive.

Questa mentalità, che ancor oggi noi fatichiamo ad elaborare, se da un lato ha i suoi fondamenti nella struttura emotiva che lega i singoli Esseri, dall'altro lato, ha le sue prove evidenti nella teoria della macro evoluzione.

Oggi, nel 2014, è facile per me usare teorie di analisi scientifica e affermare che tutti i viventi, qualunque sia la loro specie, ebbero origine tremiliardi e mezzo di anni or sono in un'ipotetica combinazione materica in cui una particella acquisì la coscienza di sé ed espresse la necessità di dilatarsi nel proprio ambiente.

Eppure, Büchner educato nel cristianesimo, sta parlando di una gerarchia come se esistesse un disegno divino della perfezione a cui l'evoluzione tenderebbe. Non riesce ad immaginare che la vita tende a trasformare al materia da inconsapevole a consapevole mediante un infinito numero di strategie esistenziali e se ne sbatte di superiore e inferiore, vuole solo continuare ad esistere, come coscienza, dopo la morte del corpo fisico. Il fine della vita è vivere, non raggiungere un fine.

Büchner è stupito dal fatto che la trasformazione ambientale mette in atto adattamenti relativi a diverse specie viventi e che lo stesso uomo, manipolando l'ambiente, costringe un infinito numero di specie viventi a modificarsi e a costruire nuove e diverse strategie attraverso le quali divenire.

La vita, qualunque sia la specie della Natura in cui si esprime, ha un solo scopo, la trasformazione dell'inconsapevole in consapevole e quando le condizioni oggettive impediscono al consapevole in esser nelle specie esistenti di continuare a trasformarsi e a divenire, dalle stesse specie nascono delle variazioni che permettono la sopravvivenza delle strategie che consente all'inconsapevole di trasformarsi in consapevole. Questa azione si chiama: evoluzione! Che non è un movimento verso l'alto o verso un'ipotetica perfezione, ma è un movimento il cui scopo è quello di preservare le possibilità di trasformare l'inconsapevole in consapevole perpetuando le specie che consentono tali trasformazioni nella Natura.

Questo movimento, anche se sfugge nella definizione, è intuito dai materialisti.

Scrive Büchner:

Malgrado la differenza enorme e quasi inconciliabile delle diverse razze umane, la maggior parte dei naturalisti è ormai concorde nel dichiarare, relativamente all' antica controversia sull' origine del genere umano o da una o da più coppie, che non v' ha alcuna ragione scientifica la qual si opponga all'ammissione dell'origine da un sol coppia, e che tutte le varietà esistenti potrebbero ben'essere il risultato della successiva azione delle influenze esterne. "Io credo, dice Hufeland , che le varietà della razza canina siano ben più grandi di quelle della umana. Il botole differisce dall'alano molto più che non il negro dell'europeo; è dunque necessario credere che Dio abbia create tutte queste varietà, o giova piuttosto ammettere ch' esse provengano, per degenerazione successiva dalla primitiva razza dei cani?".

Tutto il problema antiscientifico sta nel pensare il "negro" come una degenerazione della razza primitiva.

I materialisti meccanicisti prendevano la realtà esistente e partivano da tale realtà come se tale realtà fosse manifestazione oggettiva e naturale di leggi naturali che agivano a prescindere dalle scelte soggettive degli Esseri e delle Specie. Dal momento che gli europei macellavano gli altri popoli, ne deducevano che gli europei erano la "razza superiore" e le altre razze erano delle degenerazioni o non-razze-umane o sotto-razze o ancora non-uomini.

Uno degli errori fondamentali dei materialisti meccanicisti era quello di considerare lo stato presente come la manifestazione naturale di una realtà alla qual non avevano contribuito le volontà soggettive degli esseri che loro, come materialisti meccanicisti, volevano ignorare. Nelle loro idee aprioristiche i materialisti meccanicisti applicavano alcuni schemi di magia simpatica: le cose stanno così e dunque significa... e il significato non sfociava dalla loro ricerca scientifica, ma dall'educazione cristiana che avevano subito fin dall'infanzia.

Come ci sono sottorazze di cani, così ci sono sottorazze di uomini.

Chissà che cosa avrebbero detto i materialisti meccanicisti se avessero saputo, come la scoperta di alcuni mesi or sono da quando sto scrivendo nel 2014, che molte delle peculiarità biologiche dell'uomo europeo sono date dall'incrocio con l'uomo di Nehendertal che contribuisce al suo patrimonio genetico per il 40%. Mentre, a differenza dell'uomo europeo, l'uomo africano è Sapiens-sapiens. Mi sembra come l'istituto ariano per la purezza della razza che venne chiuso quando si scoprì che ad essere puri indo-europei erano solo gli zingari.

Scrive Büchner in una nota:

La questione dell'origine del genere umano da una o più coppie, e che fu già tante volle dibattuta dalla filosofia naturale, torna, d'altronde, di poca Importanza per l' oggetto delle nostre ricerche, Se la natura fu in grado di produrre l'uomo colle sue proprie forze, e in un luogo qualunque, potrebbe altresì produrlo una o più volte, in uno o più luoghi, Del resto, le scoperte delle scienze naturali non lasciano alcun dubbio che il genere umano discende non soltanto da alcune, ma anche da molle coppie. La diversità caratteristiche delle zone botaniche e zoologiche che Agassiz pel primo ha precisate e che meritano tutta la nostra attenzione, non si applicano soltanto allo stato attuale, ma anche al mondo primordiale, ed indicano senza alcun contrasto l'esistenza d'altrettanti centri di creazione (per servirci una volta ancora di questa espressione) da cui piante, animali ed uomini, trassero la comune origine. Eziandio favorevoli a questi dati sono i risultati degli studi sull'origine delle lingue. Le radici, e tutte le circostanze dell'origine delle lingue dei vari popoli, presentano una eterogeneità al radicale, da non permettere che si facciano tutte derivare da un solo primitivo idioma; ond'è d'uopo concludere che non solo ogni razza non deriva da un solo stipite, ma anche che la caucasica, verbigrazia, trae la sua origine da due centri diversi. A. G, Schlegel divide tutte le lingue in tre grandi classi, secondo il grado del loro sviluppo; cioè: In analitiche, organica e sintetiche, ciascuna delle quali ha origine diversa. Fra le analitiche debbasi principalmente annoverare la chinese; e le organiche ancora si suddividono in due differenti rami, fra i quali non si trova alcun rapporto genealogico; vale a dire le lingue indo-europee e le semitiche. Gli indoeuropei abitavano originariamente l'Asia (l'Afganistan e il Cantahar); più tardi si separarono in due parti di cui una si diresse verso l'oriente, erano gli indous, altri verso l'ovest dell'Asia e formarono i Persi e gli Armeni. Altri ancora vennero in Europa e furono i Celti, i Romani, i Greci e gli Slavi, un tempo tutti insieme uniti.

P. 120-121

Questa nota di piè pagina ci fa comprendere come fosse in atto l'idea creazionista cristiana fra i materialisti meccanicisti. La natura, secondo loro, produceva uomini diversi, cani diversi, gatti diversi, ecc. Fra le diversità, per loro, non c'era legame, ma erano il prodotto di diverse creazioni che avvenivano in luoghi diversi. Non potevano immaginare che il botolo e l'alano avevano un antenato comune. Non potevano immaginare che l'uomo e il topo hanno un antenato comune. Ecc. Noi, che siamo di religione Pagana e che conosciamo le genealogie di Esiodo, ci chiediamo perché (domanda assolutamente retorica e faziosa) non si è sviluppata l'idea che animali e uomini non siano altro che adattamenti diversi di medesimi soggetti in epoche diverse per scelte diversi di soggetti appartenenti alla medesima genealogia?

Büchner ha assunto a misura della sua scienza il creazionismo cristiano: l'uomo parla e dal linguaggio dell'uomo possiamo vedere quali sono le "razze" legate fra di loro e quali sono le razze diverse. Il primitivo è l'uomo cacciato dal paradiso terrestre dolo la creazione e l'idioma primitivo è il primo linguaggio dell'umanità.

Per il materialista meccanicista la Natura produce esattamente come il dio padrone: la natura genera il diverso uomo senza legame con altri uomini.

I materialisti meccanicisti usano tutte le elaborazioni teoriche, scientifiche o pseudoscientifiche per dimostrare che la realtà del divenuto del mondo e della terra si poteva spiegare in tanti modi meno che con il dio padrone e creatore.

Nel passaggio fra l'idea del mondo creato dal dio padrone all'idea dell'identificazione della realtà del divenuto del mondo passando da scoperta a scoperta, abbiamo l'uomo che, educato nell'idea della creazione del dio padrone, tende a modificare tale idea sovrapponendo fantasie scientifiche più o meno concorrenziali a quelle che ha prodotto l'idea del dio padrone nel platonismo e nel cristianesimo.

Quello di Büchner è il periodo in cui le teorie scientifiche si impongono sul creazionismo partendo da idee di "credenza" di una realtà del mondo che viene pensata prima di essere sperimentata e vissuta.

Nessuno ha mai sperimentato o vissuto l'idea dell'esistenza del dio padrone che crea il mondo dal nulla. Pertanto, lo scienziato di Büchner, pensando che l'uomo germini così com'è rientra nelle idee razionali che la pulsione emotiva, costretta nell'idea di creazione del dio padrone, può tollerare. Dalla creazione del dio padrone ad una sorta di creazione dell'uomo da parte della Natura. Quando inizia a formarsi l'idea della diversificazione delle specie, l'ideologia cristiana impone allo scienziato di mantenere l'idea di gerarchia fra gli uomini. L'uomo è sì un essere divenuto da una "sorta" di scimmia, ma, nel rispetto della gerarchia che il cristianesimo ha imposto, il negro è ancora più scimmia dell'uomo bianco.

La scienza non libera l'uomo dall'ideologia cristiana, ma l'uomo, nel liberarsi dall'ideologia cristiana, segue percorsi psicologici adattativi per non entrare in conflitto con l'educazione infantile che ha subito.

Per i materialisti meccanicisti la scienza è un'alternativa alla fede, Ma mentre la fede, al malato cristiano, spiega il mondo conchiudendo le sue emozioni in essa, la scienza modifica l'idea del mondo costruendo dolore nella struttura emotiva di quell'uomo e l'educazione cristiana impone allo scienziato dolorante di conchiudere in una spiegazione finita le sue scoperte.

Il risultato di questo è che l'idea creazionista ad opera del dio padrone si riproduce e si rinnova in continuazione, uguale e diversa di prima, ad ogni scoperta scientifica perché lo scienziato adatta la scoperta scientifica all'idea della creazione del suo dio padrone. Sostituisce il dio padrone con un altro soggetto padrone; sostituisce i meccanismi della creazione; ciò che non sostituisce è la sua gerarchia nella sua personale identificazione col dio padrone. Lui, uomo cristiano creato ad immagine e somiglianza del dio padrone, superiore nella gerarchia di uomini e animali, trasferisce nel lavoro scientifico la creazione di sé e le scoperte scientifiche vengono piegate alla legittimazione del suo essere il gerarca di uomini e animali.

Per il lavoro, le citazioni sono tratte da:

Büchner Ludwig, Forza e materia, studi popolari di filosofia e storia naturale, tradotto da Stefanoni Luigi, 1868 ed.Gaetano Brigola
Citazioni dal capitolo decimo "Generazione primitiva" da pag. 115 a pag. 131.

Ottenuto dal servizio Google

http://books.google.it/books/about/Forza_e_materia_studi_popolari_di_filoso.html?

Marghera, 24 giugno 2014

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Claudio Simeoni

Meccanico

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La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.