Ludwig Büchner - 1824- 1899

Cervello e anima
in Forza e Materia

Il materialismo positivista

Riflessioni sulle idee di Büchner.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185808 per il cartaceo della filosofia aperta

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Forza e materia, studi popolari di filosofia e storia naturale 1855

I materialisti meccanicisti e la loro relazione con la vita.
Capitolo 12: Cervello e anima

L'uomo ha l'anima e dunque pensa oppure, dal momento che l'uomo pensa qualcuno ha voluto attribuirgli l'anima? Questo è il dilemma davanti al quale i materialisti meccanicisti e ricercatori scientifici si trovavano a dover affrontare.

Definire il pensiero dell'uomo e stabilire se detto pensiero era un prodotto dell'uomo o se il pensiero, come molte correnti filosofiche sostenevano, al contrario, era un prodotto dell'anima che essendo a sua volta un prodotto del dio padrone portava a pensare che il pensiero dell'uomo altro non era che il pensiero del dio padrone che si esprimeva nell'uomo.

Scrive Büchner in Forza e materia, capitolo 12 che tratta di Cervello e anima:

«Se è vera, dice Moleschott, la tesi che la combinazione, la forma e la forza sono le une alle altre indispensabili, e che i loro cangiamenti sono sempre in un rapporto tanto intimo, che il cangiamento dello una suppone sempre e immediatamente quello delle due altre; se questa proposizione è anche applicabile al cervello; egli è inevitabile che i cangiamenti constatati nella sustanza di questo esercitino la loro influenza sul pensiero. E, in ragione inversa, è d'uopo che il pensiero si rifletta nelle disposizioni materiali del corpo. Che il cervello sia 1'organo materiale del pensiero, e che tutt' e due stiano in un rapporto tanto immediato e necessario, che l'uno non possa esistere, né essere concepito senza l'altro, è tal verità. di cui nessun medico o fisiologo può dubitare, e che l'esperienza giornaliera e fatti numerosi dimostrano irrecusabilmente. Non è dunque pei medici che noi scriviamo questo capitolo, ma per la maggioranza del pubblico a cui le verità più semplici e chiare delle scienze naturali sembrano ancora altrettanti enimmi. Ed è appunto singolare che il pubblico, precisamente sopra questo punto t abbia sempre fatta una opposizione ostinata contro la potenza dei fatti; ma le ragioni per cui ancora si persiste in questa opposizione non sono difficili ad indovinarsi. Il 'cervello è la sede e l'organo del pensiero; il suo volume, la sua forma e il modo di composizione, stanno in ragione diretta colla' altezza e la intensità della intelligenza che vi risiede. L'anatomia comparata ce ne dà le più evidenti prove, e ci mostra su tutta quanta la scala degli animali, fino all'uomo, che l'energia dell'intelligenza si trova in costante ed ascendente rapporto colla costituzione materiale ed il volume del cervello. Gli animali che non sono provveduti di un vero cervello, ma soltanto di ganglioni o di rudimenti cerebrali, occupano, in generale. l'ultimo gradino della scala intellettuale. L'uomo invece, essere superiore per la sua intelligenza, ha assolutamente e relativamente il più gran cervello. Se il cervello di alcuni animali considerati i più grandi della creazione attuale, supera nella massa quello dell'uomo, tale apparente anomalia proviene da ciò, che esso, come sede centrale di tutto il sistema nervoso, presiede anche alle funzioni di movimento e di sensazione, le quali, in tali animali, cagionano un volume maggiore per lo spessore dei cordoni nervosi che vi fanno capo; mentre che le parti del cervello che principalmente presiedono alle funzioni del pensiero, non si avvicinano mai alle proporzioni e alla forma di quelle dell' uomo.

Pag. 167-169

I materialisti pensavano, come dice Moleschott, che la forma e la forza fossero in relazione al punto tale che osservando la forma si deduceva la forza in essa contenuta. Ricordo che da Moleschott nasce quella che in Italia andrà sotto il nome di fisionomia e che diventerà con Lombroso il ramo italiano dell'eugenetica.

Moleschott dice "se questa preposizione è applicabile al cervello…" ma non prende in considerazione qualora tale preposizione non fosse applicabile al cervello e si trova nella palude del "…egli è inevitabile che i cangiamenti constatati nella sustanza di questo [cervello] esercitino la loro influenza sul pensiero". La palude nella quale si è cacciato Moleschott con tutta la sua superstizione è la stessa palude nella quale si è cacciato il cristianesimo nel tentativo di controllare e dominare l'uomo affermando che il peccato modifica l'anima e per conseguenza, rendendo malvagio l'uomo, modifica il pensiero dell'uomo.

Considerare che il dio padrone abbia creato l'anima e di conseguenza il pensiero dell'uomo o abbia creato il cervello e di conseguenza il pensiero dell'uomo, non cambia la relazione fra l'uomo e il suo pensiero specialmente se i materialisti asseriscono che non il dio padrone ha creato il cervello dell'uomo, ma la natura. O ancora quando dalla misura del cervello deducono l'effetto dell'anima nell'uomo.

Il cervello è l'organo del pensiero, il pensiero descrittivo, dell'uomo. Ma lo stesso pensiero è un prodotto dell'apparato emotivo dell'uomo e l'apparato emotivo dell'uomo plasma il cervello che pensa nelle relazioni col mondo e le relazioni col mondo vissute, mediante l'insorgenza dell'emozione, modifica a sua volta il cervello. Dal momento che l'insorgenza dell'emozione dell'uomo modifica il suo cervello (vedi plasticità cerebrale), modifica anche la sua anima che diventa un prodotto dell'attività del corpo.

Nella lotta dei materialisti contro le idee preconcette cristiane, i materialisti hanno buon gioco a dimostrare che senza cervello non esiste il pensiero umano o la sede dell'anima. Ma se è per questo anche senza il cuore e senza i polmoni.

Da dove viene il pensiero? Il pensiero viene da me, io produco il pensiero. L'organo che produce il pensiero parlato, la descrizione del mondo è, chiaramente il mio cervello. Ma il mio cervello è una parte di me. Io sono il mio cervello allo stesso modo in cui io sono il corpo che abita il mondo e nell'abitare il mondo plasmo il mio cervello. Il mio cervello non è un oggetto indipendente da me che agisce in me, ma è uno degli organi con cui il mio corpo abita il mondo.

Quando si fanno delle affermazioni in relazione al cervello, come fanno i materialisti meccanicisti, si tende a trovare una sede materiale per ogni pulsione emotiva. La sede dell'anima. Affermare che un grande cervello dimostra una grande intelligenza, è una stupidaggine. Una stupidaggine detta da un individuo che deve giustificare in qualche modo l'intelligenza dell'altro. Con questa stupidaggine, ad esempio, i materialisti meccanicisti hanno emarginato la donna in quanto, avendo un cervello più piccolo di quello dell'uomo veniva da loro considerata meno intelligente. Ne segue che si è formata un'alleanza fra chi, come i cristiani, ritiene la donna inferiore all'uomo per volontà del dio padrone e chi come i materialisti meccanicisti che, una volta pesato il cervello della donna, deducono che la donna è inferiore all'uomo confermando, con la loro deduzione, la volontà di sottomissione imposta dal dio padrone.

Stabilito, come fanno i materialisti meccanicisti che il peso del cervello è centrale per determinare l'intelligenza, è sufficiente pesare il cervello degli Esseri per costruire una gerarchia. Si determinano delle gerarchie di linee gerarchiche ascendenti e discendenti e si decide che un certo animale, con un certo cervello, è inferiore ad un altro animale. Un uomo con una certa forma di cervello è inferiore (o nemmeno lo è) ad un altro uomo con una diversa forma di cervello.

La gerarchia imposta dai cristiani mediante la loro bibbia viene legittimata e confermata dai materialisti meccanicisti che partono dalla forma delle cose per definire che cosa siano le cose in sé stesse. Quando Büchner si trova ad affermare che l'evoluzione altro non è che lo sviluppo graduale del cervello in tutta la serie degli animali, afferma che il rapporto peso del cervello e intelligenza è troppo manifesta e generale per essere contestata e anche se esistono nozioni, isolate e apparenti, che contrastano tale relazione fra gli animali, quelle osservazioni sono superficiali e apparenti.

Scrive Büchner in Forza e materia, capitolo 12 che tratta di Cervello e anima:

Fra gli animali stessi, quelli il di cui cervello è più sviluppato, si distinguono come i più intelligenti (elefante, delfino, scimmia, cane, ecc.) In tutta la serie degli animali noi troviamo che lo sviluppo graduale dell' intelligenza sta sempre in rapporto diretto colla grandezza e la forma del cervello. Bibra, uno dei più coscienziosi naturalisti moderni, ha fatto numerose ricerche sui cervelli d'uomini e di animali; e pesandoli esattamente ha potuto dimostrare che l'uomo si trova al primo grado della scala degli esseri, e che la diminuzione del cervello si fa più evidente di mano in mano che si discende questa scala, per modo che gli animali i quali occupano l'ultimo gradino, come gli anfibi ed i pesci, hanno meno cervello di tutti. Questa legge dello sviluppo graduale del cervello in tutta la serie degli animali, ed in linea ascendente e discendente, è troppo manifesta e generale per essere contestata o ristretta da qualche raro fatto apparentemente contradditorio. Le nozioni isolate ed apparenti, sono più spesso il risultato di un'osservazione mal fatta o di una falsa interpretazione od applicazione di questi fatti. In queste osservazioni spesso non si ha presente, che per determinare il grado d'intelligenza del cervello, non si tratta soltanto di considerarne la grandezza ed il peso, ma eziandio l'organizzazione, e quindi la forma, la struttura, la conformazione delle sue circonvoluzioni e la composizione chimica. A questo proposito Valentin scrive: " Non è soltanto la quantità, ma eziandio la qualità dei tronchi nervosi, la intensità delle forze e l'attività reciproca di ciascun elemento che decidono dell' intelligenza delle facultà intellettuali." Può darsi infatti che una anomalia apparente da una parte, sia compensata dallo sviluppo di un'altra; sulla quale supposizione abbiamo disgraziatamente un tenuissimo numero di dati stabiliti dalla scienza. Tuttavia, lo stesso Bibra ha fatto un'analisi comparata della composizione chimica dei cervelli di differenti animali, d'onde è risultato che quelli degli animali dell'ordine superiore hanno, in generale, più grascia e quindi sono provveduti di maggior quantità di fosforo (il quale si trova in combinazione colla grascia del cervello) che non quelli degli animali appartenenti all'ordine inferiore. Il cervello del feto e del neonato ha molto minore quantità di grascia che quello dell'uomo adulto, poich'esso contiene una grandissima parte di acqua. Quello del neonato, già più del feto si trova provveduto di grascia, la quale, secondo Bibra, va poi sempre più aumentando coll'età. Il peso della grascia, che si trova nel cervello degli animali che si lasciano senza cibo, non diminuisce; prova evidente che le funzioni del cervello esigono una certa quantità di questa sustanza. Dei piccolissimi cervelli d'animali (per esempio quello del cavallo e del bue) contengono, in ragione del loro piccolo volume, una grandissima massa di grascia, per modo che, secondo Bibra, la quantità sembra compensata dalla qualità - rapporto che è pure indicato e determinato da altri fatti. Schlossberger ha trovato che il cervello di un neonato fanciullo maschio contiene molto maggior copia d'acqua e meno di grascia che non quello degli adulti.

Pag. 169-171

Dal momento che la relazione peso del cervello e intelligenza non è sufficiente per spiegare l'intelligenza in soggetti animali che non dovrebbero averne, dopo aver affermato, come la bibbia, che l'uomo è un essere superiore, si vanno alla ricerca di altri fattori che possano spiegare, non l'abitare il mondo dell'uomo, ma la sua supremazia di specie. Una supremazia di specie che, vedremo poi, diventa una supremazia di razza che giustifica la maledizione degli uomini fatta da Noè in nome del dio padrone.

Se il cervello dell'elefante è più grosso di quello dell'uomo, l'elefante dovrebbe essere più intelligente dell'uomo. Ma così, affermano i materialisti meccanicisti, non è. Bibra pesa i cervelli di uomini e animali e, pesandoli, ritiene di dimostrare che l'uomo si trova al primo grado della scala degli esseri.

Dal momento che questo non basta, i materialisti meccanicisti prendono in esame anche "l'organizzazione" del cervello basandosi sulla forma, la struttura e la conformazione. Quando il peso del cervello non basta per confermare le loro teorie, allora tendono ad affermare che le facoltà intellettuali è determinata dalla quantità di tronchi nervosi, l'intensità delle forze e l'attività reciproca di ciascun elemento che forma il cervello.

Nell'ossessiva ricerca della materialità che forma il pensiero, i materialisti meccanicisti non si rendono conto che il pensiero è solo una "sottofunzione" elementare umana. La capacità dell'uomo di immagazzinare tutti i dati dell'esperienza nel cervello non rende il suo "pensiero" superiore agli altri animali, semplicemente lo rende diverso. Non lo rende superiore, lo rende meno immediato rispetto all'azione. La scelta della specie umana di organizzare in questo modo la sua descrizione del modo, la sua ragione, non è un dato di superiorità, ma è stato solo un modo per riempire una nicchia che era rimasta scoperta nella natura. Non è che gli elefanti o i coleotteri non potrebbero usare la loro intelligenza per gli scopi per cui la usa l'uomo, ma sono gli scopi dell'uomo e delle sue idee aprioristiche che non appartiene a loro.

Büchner si ritiene creato come essere superiore dal suo dio padrone e come tale non vede scopi e fini diversi da quelli che lui è in grado di pensare per gli animali. Sarà come con le popolazioni africane o americo latine: dal momento che tali popolazioni non macellano gli europei, ma vengono da questi macellate, sicuramente sono soggetti inferiori e la loro inferiorità sta da qualche parte nel cervello.

E' il senso della creazione che viene studiata nel feto e nel bambino paragonando le masse cerebrali. Uno è così perché ha questo cervello; non ha questo cervello perché è così! I risultati di queste osservazioni fu che milioni di bambini furono sottoposti ad integrazione del fosforo perché, secondo Büchner, il fosforo migliorava l'intelligenza. L'intelligenza non era il prodotto dell'abitare il mondo dell'uomo, ma una questione di sostanze ingerite che integravano la creazione del dio padrone o della natura.

Scrive Büchner in Forza e materia, capitolo 12 che tratta di Cervello e anima:

"Collo sviluppo successivo degli emisferi, dice . Vogt, nascono insensibilmente le diverse facultà intellettuali.". L'inferiorità intellettuale delle donne, rispetto agli uomini, è un fatto conosciuto. Peacock trovò che il medio peso del cervello dell' uomo era un po' più considerevole di quello della donna, poichè il primo è di 50 oncie .e il secondo di 44. Le ricerche di Geist, medico dell'ospitale di Nuremberg, citato da Bibra, danno gli stessi risultati. Il dottor Hoffmann, che ha pesato da 60 a 70 cervelli, dice che le sue osservazioni ebbero per risultato, che il cervello della donna è, in media, di due oncie più leggero di quello dell' uomo. Lauret, che ha misurate le teste di due mila persone , ha trovato che il medio diametro della circonferenza delle teste da donna, come pure quello delle altre parti della testa, è sempre inferiore a quello degli uomini. Comparando, sotto il rapporto dell' intelligenza, i cervelli umani fra di loro e nello stato di sanità e di malattia, si avrebbe lo stesso risultato. Il peso normale del cervello umano è pressoa poco dalle 3 libbre alle 3 1/2; al contrario, quello del celebre natura,lista Cuvier pesava 4 libbre. Tie- demann, pesando i cervelli di tre idioti adulti (naturale debolezza di mente), ha trovato che il peso varia va fra l'una e le due libbre. Lauret,che ha misurate le testa di parecchi idioti, ha trovato che la media, tanto per 1'uomo che per la donna, era molto inferiore alla normale. Gli uomini, la cui testa non ha sedici pollici di circonferenza, sono idioti. "Una piccolezza anormale dei cervello è sempre il segno dell'imbecillità" (Valentin). Il celebre poeta Lenau aveva una mente disordinata, ed è morto demente; il suo cervello, atrofizzato dalla malattia, non pesava che due libbre ed otto once. Secondo Parchappe, la diminuzione successiva del l'intelligenza dello stato demente, sta in rapporto diretto con quella del cervello. Avendo preso la media di 782 casi, ha potuto provare con cifre questa verità. Hauner, medico all'ospitale degli esposti di Munic, fondandosi sulle sue esperienze, scrive: "Per l'esame minuzioso da noi fatto in molti anni del cranio dei fanciulli, abbiamo acquistata la convinzione che la piccolezza anormale della parte superiore del cranio, quando non abbia per immediato risultato il cretinismo e 1'idiotismo colle malattie che ne sono la natural conseguenza. ed a meno che non divenga ben presto la conseguenza di una malattia mortale, conduce inevitabilmente all'indebolimento delle facultà intellettuali, mentre che la grandezza anormale del cranio. molto più raramente offre il caso di uno squilibrio della mente". Le vivisezioni e le esperienze, tanto importanti per la fisiologia, del Flourens, sono concludentissime e non fanno luogo a replica, poiché esse furono fatte sopra animali le di cui disposizioni corporali li rendevano atti a sopportare delle gravi lesioni al cranio ed al cervello. Flourens levò successivamente, e per strati le parti superiori del cervello, e non esagera dicendo che le facultà individuali diminuirono mano mano e ad ogni strato che veniva tolto finchè alla fine disparvero del tutto. Le galline sulle quali egli aveva così operato, caddero in una tale debolezza intellettuale che ogni funzione cerebrale, ogni facultà di percepire le impressioni dei sensi, cessarono completamente, sebbene tuttavia la vita continuasse. Questi animali restavano immobili nel posto in cui li si metteva, come se fossero in un profondo sonno; non provavano nessuna impressione esterna, e dovettero artificialmente essere nutriti, conducendo una vita pressochè vegetativa; e così furono conservati per mesi ed anni, senz' altri fenomeni che l'ingrandimento del corpo e l'aumento del peso. "Se si levano per strati i due emisferi di un mammifero, dice Valentin, l'attività. intellettuale diminuisce in ragione del volume e della massa levata; quando si giunge ai ventricoli, l'animale perde ogni conoscenza." Puossi forse richiedere una prova, più evidente per dimostrare la connessione assoluta• dell'anima col cervello, di quella che ci fornisce lo scalpello dell' anatomista che toglie l'anima pezzo per pezzo?

Pag. 174 – 176

Il sistema di deduzione simpatica viene traslato dalla magia cristiana alla scienza che, in questo modo, diventa cristiana in quanto, anziché dedurre le cose dall'esperienza, dirige l'esperienza per confermare le idee aprioristiche imposte dai cristiani attraverso la loro farneticante bibbia.

Le diverse facoltà intellettuali nascono nell'uomo, secondo Vogt, dallo sviluppo degli emisferi [cerebrali]. Vogt da buon cristiano inverte la relazione. Le facoltà intellettuali sono sempre in atto nel feto e nel bambino. Sono facoltà intellettuali che il feto e il bambino usano per relazionarsi col mondo in cui sviluppano una specializzazione anziché un'altra, delle loro predilezioni che si trasferisce nel pensiero con cui attuare razionalmente tali predilezioni. Affermare il contrario, come fa Vogt, significa togliere all'uomo i propri processi di adattamento soggettivo alle variabili oggettive con cui plasma sé stesso e le sue capacità di percepire e di interpretare i fenomeni del mondo, attività che, comunemente, si chiama: intelligenza!

Il corpo viene trattato separatamente e lo scontro fra i cristiani che attribuiscono le facoltà vitali e intellettive all'anima e i materialisti meccanicisti che vogliono attribuire le facoltà intellettive e vitali al cervello ha come vittima l'uomo e il suo abitare il mondo. L'uomo, una vittima di materialisti meccanicisti e cristiani che fondono il loro intento facendo coincidere il cervello come sede dell'anima. Mentre per i cristiani la sottomissione morale ai principi del loro dio padrone è il metro di misura con cui classificare l'uomo, i materialisti meccanicisti classificano l'uomo in base al peso del cervello e alle misure del cranio. Sia cristiani che materialisti meccanicisti antepongono il giudizio all'analisi. Non partono dall'analisi e dalle azioni, ma partendo da una loro rappresentazione aprioristica del mondo e dell'uomo pretendono ci confermarla con la scienza.

Come i cristiani mettono dio al centro del loro mondo e l'uomo in ginocchio, i materialisti meccanicisti mettono la forma dell'uomo al centro del mondo attraverso il quale giudicare l'uomo. Entrambi piegano l'uomo e la sua vita ad un giudizio aprioristico che mettendo in atto attraverso azioni preventive nei confronti dell'uomo, delle donne e dei bambini. Condizionano i processi di adattamento soggettivo nella direzione da essi voluta. Stabilito che quel cervello di quel bambino corrisponde ai parametri dell'idiota, quel bambino viene costretto in condizioni di vita che lo costringono a manipolare la sua struttura mentale nella direzione in cui aprioristicamente i materialisti meccanicisti hanno deciso, o i cristiani hanno deciso, che egli sia. Così quel bambino sarà un idiota non perché è nato con un cervello da idiota, ma perché le condizioni di vita in cui è stato costretto da cristiani e materialisti meccanicisti non gli hanno lasciato altra scelta che adattare sé stesso alle categorie dell'idiota.

Le due forme di controllo e di repressione dell'uomo, cristianesimo e materialismo meccanicistico, si integrano in una vera e propri miscela esplosiva. Il cristianesimo che sosteneva la naturale inferiorità della donna ora non sostiene più tale inferiorità in base al volere del suo dio padrone, ma il volere del dio padrone si esprime in un cervello oggettivamente più leggero e dunque i materialisti meccanicisti avvalorano la tesi cristiana dell'inferiorità.

Nella lotta per la supremazia della dottrina del dominio, i materialisti meccanicisti oppongono ai cristiani gli esperimenti sul cervello degli animali e constatano come anche senza alcune parti del cervello, tali animali, possono ancora respirare. Ciò che sfugge alla loro follia è che la vita pervade un intero corpo e non è posizionata in un unico organo. Se viene tagliato un braccio un corpo continua a vivere, a respirare, perché dunque dovevano pensare che se tolgono una parte del cervello tale corpo cessava di respirare? E se un corpo continuava a respirare, come potevano loro non pensare che quel corpo pensasse di respirare nonostante avessero tolto parte del cervello? Non erano i bambini degli idioti, erano cristiani e i materialisti meccanicisti che condannavano i bambini all'idiozia o all'emarginazione sociale in base alle loro idee preconcette esattamente come con le loro idee preconcette condannavano le donne all'inferiorità sociale e culturale.

Scrive Büchner in Forza e materia, capitolo 12 che tratta di Cervello e anima:

In quasi tutte le valli profonde ed umide delle grandi catene di monti, si trova un'infelice razza d'uomini, o per dir meglio, di semi-uomini, la cui esistenza rassomiglia piuttosto a quella dei bruti. Sono esseri nauseosi, sozzi, sformati, la cui testa è piccola, oppure straordinariamente grossa; sono provveduti di mascelle e di denti: fortissimi; hanno il cranio mal fatto, angolare, simile a quello della scimmia; la fronte bassa e stretta; il ventre gonfio; le gambe sottili; il portamento depresso. Arrogi che sono poco sensibili, raramente capaci di proferire suoni articolati; sentono la fame e l'istinto sessuale, gli organi del quale sono i soli che presentino molto sviluppo. Chi non vide in qualche viaggio fatto nelle montagne, i cretini rannicchiati sulla ripa della strada o sull'uscio delle capanne, fissando i loro sguardi stupidi ed insensibili sopra un oggetto qualunque. Ebbene, l'origine di questa ripugnante anomalia del genere umano proviene quasi sempre da una deformazione naturale del cervello. Una commissione nominata dal Governo Sardo fece un esatto e dettagliato rapporto sopra i Cretini, dal quale risulta che questa anomalia proviene da un viziò di conformazione del cranio o dallo sviluppo difettoso del cervello. « Nei cretini. dice Foerster, il cervello è sempre nei grandi emisferi al di sotto dello stato normale, e il cranio presenta una conformazione anormale, assumendo diverse forme, che per lo più si caratterizzano per la piccolezza, l'asimetria e la deformità della parte superiore.» - Il dottor Knolz ha fatto l'osservazione che i cretini restavano fanciulli tutta la vita, non solo per la poca loro intelligenza, ma eziandio per le stesse loro fanciullesche azioni. "Studiando ripartitamente i tratti .caratteristici dello sviluppo dei cretini, dice Baillarger, ho trovato che le forme generali del loro corpo e dei loro membri continuavano a rimanere simili a quelli di giovanissimi fanciulli, e che lo stesso avveniva dei loro desideri e delle loro tendenze." Vrolick di Amsterdam comunicò il risultato della dissezione di un fanciullo maschio di nove anni, cretino, morto ad Adendberg, il cui sviluppo intellettuale era si debole da saper appena pronunciare qualche parola. Il suo cranio era piccolo ed obliquo, e la fronte bassa, l'occipite appianato; di più il cervello aveva poche anfrattuosità e poco profondi i solchi, era asimetro, e lo sviluppo del grande cervello e del cervelletto presentava l'imperfezione di un incrociamento con dilatazione sierosa nei ventricoli laterali.

Pag. 176-178

Un individuo è cretino perché fatto in quel modo; un individuo è povero perché è peccatore; un individuo è malato perché punito dal dio padrone.

Il meccanismo che Büchner riproduce in Forza e materia è sempre il meccanismo cristiano della predestinazione. Si è ciò che dio vuole che sia. Anche se Büchner in molte parti sostituisce la natura a dio, il meccanismo non cambia. L'individuo non è un oggetto che modifica sé stesse e modificando sé stesso modifica anche la natura, ma la natura è come dio che produce individui fatti in quel modo e nel modo in cui sono fatti si spiega la loro esistenza e la loro presenza nel mondo.

Uno studio commissionato dal Regno di Sardegna ha voluto dimostrare che i sardi sono cretini. Non ha voluto analizzare le condizioni di vita dei Sardi, ma ha dedotto che le condizioni di vita dei Sardi erano così perché i Sardi erano dei sotto uomini. Il cristianesimo ha costruito delle condizioni di vita atroci alle quali gli uomini si sono adattati per sopravvivere e poi arriva Büchner che anziché contestare le condizioni di vita a cui il cristianesimo ha costretto gli uomini giustifica il cristianesimo criminalizzando, come fa il dio padrone cristiano, gli uomini per le condizioni di vita in cui vivono.

Il cristianesimo e la sua ideologia rappresenta l'idea aprioristica che Büchner e i materialisti meccanicisti da Moleschott a Vogt vogliono confermare.

Le ripugnati anomalie, i bruti delle valli, rappresentano l'immaginario materiale dell'uomo caduto nel peccato e condannato dal dio padrone ad essere schiavo di uomini superiori come Büchner che in questo modo legittimano sia la schiavitù che il genocidio.

Se le frasi di Büchner non fossero gratuitamente ingiuriose e offensive, si potrebbero commentare, ma dal momento che Büchner non sottolinea le condizioni obbligatorie nelle quali quelle persone sono costrette a vivere, né le attività di rapina e di sfruttamento che vengono messe in atto nei loro confronti e giustificate col fatto che sono dei "bruti", si può dire, in questo caso, che Büchner è un delinquente la cui attività è legittimazione della strage e del genocidio in funzione di una "razza superiore", la sua, come gli è stato insegnato dalla bibbia cristiana.

Scrive Büchner in Forza e materia, capitolo 12 che tratta di Cervello e anima:

Le differenze corporali ed intellettuali che presentano le razze umane fra esse sono generalmente note; perciò su questo argomento non diremo che poche parole. Chi non ha veduto in imagine o in natura il cranio di un negro, senza compararlo al cranio più voluminoso della razza caucasica e senza notare la grandissima differenza che esiste fra la nobile forma di questo e la fronte bassa e stretta di quello, che ha si grandi attinenze colla scimmia? Chi ignora l'inferiorità intellettuale della razza etiopica e il suo stato di perpetua infanzia in paragone della razza bianca? Il cervello del negro è molto più piccolo di quello dell'Europeo e sopratutto simile a quello degli animali, per le sue poco numerose anfrattuosità. Uno scrittore assai erudito, nella Gazzetta universale, descrivendo ammirabilmente i negri sotto il rapporto della civiltà, li compara "a dei fanciulli". Il conte Goertz, parlando dei negri di Cuba, dice: "Essi sono di un carattere vilissimo e non hanno sentimento morale; un istinto bestiale ed un calcolo rozzo sono il movente di tutte le loro azioni. La generosità e l'indulgenza dei bianchi essi considerano siccome debolezza; la sola forza è capace di imporre a loro; ma essa eccita eziandio la loro collera, che finirebbe per diventare morale, se non avessero la coscienza della loro debolezza. La frusta soltanto è per loro punizione efficace. Amano fomentare la discordia; si abbandonano al furto ed alla vendetta; sono senza sentimento religioso, ma abboracciati di mille superstizioni; hanno il corpo ben sviluppato e vigoroso; il cranio d'uno spessore straordinario, i denti bianchissimi, le gambe sottili, e digeriscono come le bestie selvagge". - « Sovente tentai, dice Burmeister, ma sempre invano di scandagliare l'anima del negro. Egli è dotato di, poca intelligenza, e tutti i suoi pensieri come le sue azioni portano l'impronta dell' infimo grado dell' umana cultura. Non altrimenti dicasi delle altre razze inferiori alla caucasica, Gli indigeni della Nuova Olanda, che sono quasi privi delle parti superiori del cervello, mancano d'ogni intellettuale attitudine, nè hanno sentimento artistico o facultà morale; in ciò perfettamente conformi ai Caraibi; talchè furono vani tutti i tentativi degli Inglesi per civilizzarli. Parimenti gli Indiani dell'America, il cui cranio è piccolo e singolarmente conformato, hanno un carattere selvaggio e feroce, e resistono a tutti i tentativi di civilizzazione; i progressi degli Europei non servono che a sterminarli.

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Pag. 178-180

A questo punto, a Büchner e ai cristiani, non resta altro che il genocidio per il piacere del genocidio.

L'amore per la libertà viene spacciata da Büchner per una sottocultura umana. L'imposizione della schiavitù, mediante vari mezzi, compresa la frusta, viene vista da Büchner come una condizione legittima con persone che non obbediscono al loro dio padrone. E secondo Büchner non obbediscono al loro dio padrone perché il suo dio padrone è un criminale, ma perché loro sono dei bruti con un cervello paragonabile alle scimmie.

I cristiani portano in giro per il mondo il loro delirio di onnipotenza legittimando strage e genocidio e la legittimazione della strage e del genocidio passa attraverso la diffamazione e la calunnia. Un cristiano non comprende la cultura del non cristiano, ma agisce con strage e col genocidio affermando la propria superiorità su popoli e persone pacifiche. Pensa che imporre il suo dio assassino non sia un atto di guerra contro i popoli e pensa che commerciare e vendere uomini trafficando dall'Africa alle Americhe sia del tutto legittimo e ritiene che gli schiavi dovrebbero sottomettersi a questa loro santa attività. Una santa attività legittimata da Büchner che, incapace di ascoltare gli uomini, si compiace dell'ordine del suo dio padrone di poterli sterminare sentendosi appartenere ad una razza superiore con diritto alla conquista e allo sterminio.

Offendere la "razza etiopica" perché Büchner è incapace di comprendere i meccanismi culturali degli Etiopi non è una cosa discutibile, si deve accusare Büchner di essere un delinquente. Le bestie selvagge europee hanno vissuto di strage e di sterminio per ordine di un dio padrone: quale altro popolo si sarebbe sottomesso a tali ordini del dio padrone di sterminare i vicini se non gli ebrei e i cristiani? Quale altro popolo si sarebbe imbarbarito così tanto da mettersi in ginocchio davanti ad un dio padrone come quello europeo da servire il proprio dio padrone contro tutti i popoli della terra?

Quale popolo, di quale altro continente, ha le mani che grondano sangue di popoli pacifici come il popolo Europeo?

Sterminare gli indiani d'America e affermare che hanno un cranio piccolo e un carattere selvaggio, è proprio del macellaio adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra. Ben altro atteggiamento ebbe Morgan pur trovandosi in un ambiente di sterminatori e assassini di professione.

Büchner è un individuo dotato di molto odio e di poca intelligenza che reca offesa a tutta l'Europa.

Scrive Büchner in Forza e materia, capitolo 12 che tratta di Cervello e anima:

…. dalle statue dell' antichità colle teste dell'attuale generazione, risulta che il cranio degli Europei è ingrossato nei tempi storici. L'abbate Frère ha fatto a Parigi degli studi interessantissimi ed assai importanti sopra questo oggetto, i quali provano che quanto più un tipo umano è antico e primitivo, altrettanto è sviluppato nella. regione occipitale e depresso nella frontale; laonde i progressi dell'incivilimento sembra che abbiano fatto elevare la parte anteriore del cranio colla depressione della posteriore, sviluppo che nelle sue varie fasi è pienamente dimostrate dalla ricca collezione dell' abbate stesso. Un risultato simile ci è fornito dalla comparazione della forma del cranio delle alte e delle basse classi della società attuale. I cappellai sanno che la classe più colta ha. bisogno di cappelli più grandi di quella degli ignoranti. Parimenti, si nota giornalmente che .la fronte e le sue parti laterali sono meno sviluppate nelle classi inferiori che nelle elevate. Per infirmare la ,differenza proporzionale dell'intensità intellettuale della sustanza del cervello, spesso udiamo dire che si trovano uomini intelligenti che hanno la testa proporzionatamente piccola, e degli stupidi la di cui testa è, in proporzione, grossissima. Il fatto non è dubbio, ma falsa ne è l'interpretazione. Nel principio di questo capitolo abbiamo dimostrato che, non soltanto la grandezza, ma pur anche la forma e la composizione determinano l'eccellenza delle facultà intellettuali, per locchè la deficienza da una parte è compensata dall'altra, e viceversa. Ma ciò che nell'uomo produce le più grandi modificazioni, sono le influenze dell'educazione e della cultura. Chi è dotato delle migliori disposizioni può apparire talora uno stupido, mentre un altro che abbia una organizzazione cerebrale debole e mediocre, può riparare al difetto o nascondere la mancanza originale con lo studio e l'applicazione. Tuttavia, un osservatore attento ed esercitato non mancherà mai di trovare la giusta proporzione fra questi rapporti originari. Abbandoniamo i tatti. Tutta l'antropologia, tutta la scienza dell'uomo non è che una prova continua della relazione necessaria che passa fra l'anima ed il cervello, in presenza della quale tutte le vane disquisizioni dei filosofi psicologi per provare l'indipendenza dello spirito umano dal suo organismo, non hanno alcun valore. Non troveremo dunque esagerate le parole del Feuerbach, autore distinto per i suoi scritti di psicologia: "La forza, dic'egli, è inconcepibile senza una base materiale; per cui, se la forza vitale dell'uomo deve manifestare la sua attività, non può farlo se non che per la via materiale degli organi. Più questi sono complicati, più le manifestazioni dell'attività della forza vitale saranno variate e diverse, secondo la diversa costruzione della base materiale. In conseguenza, la funzione dell'intelletto è una peculiare manifestazione della forza vitale, determinata dalla costruzione specifica ella materia del cervello, nel quale pensa quella stessa forza che nello stomaco produce la digestione, ecc. :. Contro questa relazione fra il cervello e l'anima si fa valere la semplicità materiale dell'organo del pensiero rispetto alla sua forma e alla sua composizione. Il cervello, si dice, per la più gran parte componesi di una gran massa eguale e molle che nulla offre di rimarchevole, né nella sua struttura e forma, né nelle proprietà della sua composizione. Come dunque potrebbe questa materia semplice ed uniforme essere la causa unica di quel meccanismo intellettuale sì profondo e complicato, che ci presenta l'anima animale e l'umana? E' d'altronde manifesto, si dice ancora, che questo intimo legame del cervello e dell'anima, non è che imperfetto, quasi accidentale, poichè le forze infinitamente complicate non possono nascere che dalle sustanze parimenti complicate. Dunque l'anima umana esiste. per sè stessa indipendentemente da ogni e qualsiasi sustanza, e non è che per brevissimo tempo ed accidentalmente ch'ella si trova combinata col complesso materiale che noi chiamiamo cervello. Siffatta obiezione, logica in apparenza, è fondata sopra premesse completamente false. In effetto, la teoria che vuol considerare l'anima come un prodotto dell'attività materiale, à pur forzata a convenire che l'effetto deve rispondere alla sua causa e che gli effetti complicati debbono eziandio supporre un certo grado di complicate combinazioni materiali. Ora, noi non conosciamo in tutto il mondo organico alcun organismo che abbia forme più delicate e più meravigliose, una struttura più fina e più caratteristica, e verosimilmente una composizione chimica più rimarchevole del cervello; e la sola ignoranza, o la superficiale conoscenza delle cose, può ommettere di apprezzare questi fatti come si conviene. "Per l'osservatore superficiale, dice Tuttle, il cervello non presenta che una massa midollare omogenea; ma un esame più profondo ci fa conoscere che la struttura della sua organizzazione è, quanto si può dire, dilicata e perfetta". Sfortunatamente, le nozioni esatte che abbiamo di questo organo sono ancora molto incomplete. Nondimeno, sappiamo, in primo luogo, che esso non compone si di una massa uniforme, ma che è composto in gran parte di filamenti o di piccoli cilindri vuoti, detti filamenti elementari, delicatissimi, singolarmente costrutti e provvisti di una materia oleoginosa facilmente coagulabile. Questi filamenti che non sorpassano in dimensione la millesima parte di una linea, s'intrecciano e si incrociano nel più singolar modo, ma non si è ancor potuto esattamente esaminare la loro ramificazione, in causa delle grandi difficultà che presenta la massa del cervello all'esame macroscopico e microscopico.

Pag. 186-189

Le classi sociali più ricche hanno un cranio maggiore perché sono più intelligenti; i ricchi sono tali perché sono senza peccato e il loro dio padrone li ha premiati. Questo meccanismo dell'imbecillità serve per giustificare l'odio sociale e il disprezzo per le persone. Il disprezzo per le persone serve per premettere il loro genocidio e legittimarne la strage. Il clero deruba i poveri ed è per questo che il cervello dei preti è più grande del cervello dei poveri.

Da un lato Büchner dice di non comprendere la natura del cervello che deve essere studiata, dall'altro canto emette giudizi classisti sulle classi sociali colte che a differenza delle classi sociali ignoranti, hanno un cervello più grande. Alle obiezioni secondo cui alcune persone intelligenti avrebbero un cervello più piccolo mentre persone ignoranti avrebbero una scatola cranica maggiore, obbietta che vi sono altri elementi da tenere in considerazione. Questo sta a dimostrare che non è la ricerca che guida il giudizio, ma è il giudizio preconcetto che pretende di essere confermato mediante la ricerca.

Nei materialisti meccanicisti non è l'analisi scientifica che guida i loro giudizi sociali, ma sono i loro giudizi sociali preconcettuali a guidare le loro osservazioni scientifiche. Questo modo di procedere impedisce ai materialisti meccanicisti di comprendere il reale valore di una loro affermazione in relazione ad un contesto ideologico che dovrebbe, se tale affermazione fosse vera e non pretestuosa, modificare l'intera rappresentazione filosofica. Invece, si limitano a riaffermare i concetti e i meccanismi della bibbia spostandoli dal dio padrone ad una scienza padrona che, comunque, non padroneggiano in quanto la loro osservazione è ferma ai loro interessi sociali e ai loro deliri di superiorità razziale.

L'intelligenza non è concepita senza un corpo che la manifesta; di conseguenza ogni corpo manifesta l'intelligenza della sua esistenza nel mondo. A questo punto i materialisti dialettici dovrebbero chiedersi: che cos'è l'intelligenza dei corpi? Però non lo fanno. Sono talmente tesi a sterminare i popoli, che reputano inferiori, che non sono in grado di comportarsi come Morgan che, con tutti i suoi limiti e con tutte le obiezioni, va a vivere con una tribù di indiani e ne osserva e condivide i costumi. Morgan non offende l'intelligenza degli indiani, si rende conto che esistendo modi diversi di vivere, esistono modi diversi di articolare la propria intelligenza anche senza macellare popoli per imporre la propria supremazia di razza o di religione.

Non esiste un corpo che non sia "animato" e che non manifesti una sua volontà. A questo punto perché contestare ai cristiani che il pensiero non è prodotto dall'anima, ma dal cervello se non si è in grado di definire i processi di divenire e di formazione del cervello? Se noi consideriamo che ai tempi di Büchner non avevano strumenti per rilevare le attività neuronali, ma avevano strumenti per rilevare i processi adattativi dei soggetti nel mondo, e dunque anche dei loro cervelli, dobbiamo considerare che c'è stata una dimissione di Büchner e dei materialisti meccanicisti dalla vita in quanto, come i cristiani, anziché osservare le condizioni di divenire dello sviluppo della vita degli uomini, e per conseguenza anche del loro cervello, hanno rincorso la supremazia del cervello allo stesso modo che i cristiani hanno rincorso la supremazia dell'anima sul corpo.

Scrive Büchner in Forza e materia, capitolo 12 che tratta di Cervello e anima:

Quanto al fondo della questione, poco c'importa di sapere se un tal rapporto sia, possibile; a noi basta l'aver dimostrato coi fatti che lo spirito e la materia, l'anima e il corpo sono inseparabili, e che entrambi si trovano in una relazione necessaria. Questa legge è assoluta per tutto il regno animale. Il più piccolo infusorio ha sensazione e volontà, e per conseguenza una funzione intellettuale; ma un raggio di sole può, dissecando il suo corpo, ucciderlo, facendo scomparire l'effetto della sua organizzazione che ha d'uopo d'acqua per conservarsi. Esso può restare degli anni intieri in questo stato, fino a quando una goccia di pioggia, a caso caduta su di esso, lo risveglia, dà moto e vita alla o sua materia, per poi forse subire ancora la stessa sorte. Qual sarebbe in tali casi l'anima che vive ed agisce indipendentemente dalla materia, ed ove sen va essa allorchè questa è seppellita nell' immobilità della morte? - Egli è dunque necessario che ogni uomo ragionevole ammetta questo intimo rapporto dell'anima col cervello, per quanto gli sembri incomprensibile. I filosofi ed i psicologi si sono sforzati di correr sopra a questi evidenti fatti per vie ben diverse - ma sempre, per quanto a noi sembra, con poco buon esito. Qualcuno ha trovato il comodo espediente di ammettere il rapporto provato dai fatti della indivisibilità dell'anima colla materia, facendo però la riserva di distinguere che l'uomo, essere per eccellenza spirituale, non possiede questo corpo materiale che come un accessorio subordinato. Ma queste specie di frasi, piuttosto che scioglierla, imbrogliano la questione e sono di poco profitto ai loro inventori. Il rapporto dell'anima e del corpo è in generale ben stabilito; e se a noi talvolta pare che lo spirito domini sul corpo, tal'altra il corpo sullo spirito, queste differenze debbono generalmente considerarsi qual semplice rapporto individuale. Presso gli uni la natura spirituale vince, presso gli altri soccombe: quelli si potrebbero comparare agli dèi, questi ai bruti. Dall'animale all' uomo il più perfetto, esiste una scala non interrotta di qualità intellettuali. Le due nature si suppongono sempre, ma in tal modo ch' esse escludono ogni diretta comparazione: solo è lecito affermare che l'una e l'altra sono inseparabili. - Qualunque siano le contraddizioni ed i difficili problemi che l'interno dualismo possa far sorgere nelle coscienze, poco davvero ne cale per la questione di fatto.

Büchner conclude questo capitolo indicando nel cervello la sede dell'anima. A questo punto a noi non resta che tirare le conclusioni sull'uguaglianza fra peso del cervello e consistenza dell'anima: come i cristiani macellano i senza dio per la poca considerazione dell'anima, così i materialisti meccanicisti macellano gli uomini senza cervello in quanto sono considerati alla stregua degli animali.

Gli uomini con una forma cranica diversa sono considerati "bruti senz'anima" partendo dal presupposto che avendo l'uomo il cervello più grande in natura è anche l'essere più spirituale mentre, come abbiamo visto con i negri di Cuba che si ribellano alla schiavitù, sono dei bruti amorali. Per i materialisti meccanicisti la schiavitù è una condizione morale accettabile mentre la ribellione allo stato di schiavitù è una condizione amorale.

Da queste considerazioni prenderà il via la fisionomia Lombrosiana che relegherà generazioni di uomini nei manicomi solo per il fatto che malattie da denutrizione o da miseria ne intaccheranno la capacità di relazionarsi con un mondo in cui ricchi, nobili e clero detengono con un potere assoluto fino all'organizzazione del loro sterminio che giustificheranno con la supremazia di razza. Quella supremazia del popolo di dio che identificheranno con la razza caucasica e con la razza ariana identificheranno col popolo eletto: eletto per sterminare tutti gli altri.

Gli uomini, quelli che faticheranno a costruire la loro vita, sono i miserabili che vanno incarcerati, torturati, perseguitati. Uomini che vengono costruiti nella e per la miseria. Educati nella miseria, affamati per debilitarli distruggendo ogni loro possibile futuro.

Sarà quest'idea di superiorità di razza che porterà Vogt a disprezzare le notizie provenienti dall'Australia secondo cui i bianchi che si accoppiavano con aborigene australiane ammazzavano i bambini nati dal rapporto. Vogt diceva che questo non è un comportamento da uomini civili. Eppure questo comportamento nasceva dalle sue stesse idee sulla vita che legittimavano la supremazia della sua razza come descritto dal cristianesimo. Gli Aborigeni australiani, come i Sardi, venivano considerati dei non-uomini, una sottospecie, dei bruti. Qual era l'uomo bianco che avrebbe accettato di essere equiparato ad aborigeni australiani figliando con donne australiane?

Büchner non combatte il concetto di anima inventato da Platone, ma al contrario. Al cervello di anima vuole sostituire il concetto di cervello come sede dell'anima. Una farneticazione aprioristica da giustificare con alcune osservazioni scientifiche all'interno del metodo cristiano: cancellare le osservazioni scientifiche che negano il postulato di partenza.

Per il lavoro, le citazioni sono tratte da:

Büchner Ludwig, Forza e materia, studi popolari di filosofia e storia naturale, tradotto da Stefanoni Luigi, 1868 ed.Gaetano Brigola
Citazioni dal capitolo dodicesimo "Cervello ed anima" da pag. 168 a pag. 198.

Ottenuto dal servizio Google

http://books.google.it/books/about/Forza_e_materia_studi_popolari_di_filoso.html?

Marghera, 29 luglio 2014

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Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.