QUANDO LE ISTITUZIONI NEGANO

IL RISPETTO DEI LUOGHI DI CULTO

Vai all'indice generale del commento degli interventi Convegno di Studio dal titolo “Diritti Umani e Religioni: il ruolo della libertà religiosa” tenuto a Venezia dal 4 al 6 dicembre 2008 e organizzato dal CIRDU (Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Diritti Umani).

La vicenda del Bosco Sacro della Federazione Pagana a Jesolo (VE)

 

Il problema della libertà religiosa viene trattato spesso come relativo a società lontane rispetto alla nostra, società in cui magari il rispetto dei diritti umani nel loro complesso appare piuttosto debole. Ma questo diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino non viene sempre rispettato neppure in Europa.

E’ il caso della vicenda del Bosco Sacro della Federazione Pagana a Jesolo (VE). La Federazione Pagana è un’associazione religiosa registrata, che ha lo scopo di “realizzare la dimensione religiosa del paganesimo” (art. 2 statuto), vale a dire di dare rilievo ai culti pre-monoteisti, riportandoli ad una dimensione religiosa attuale, non quindi come rievocazione storica ma come espressione del sentimento religioso di persone che vivono nel mondo contemporaneo. Le celebrazioni religiose collettive di questa associazione si svolgono a Jesolo, in un terreno privato che è stato oggetto di rimboschimento, in ossequio alla concezione del mondo come insieme di dei che caratterizza l’attività dell’associazione in questione. Trattandosi di un terreno non recintato, situato in campagna, è soggetto al passaggio dei cacciatori durante la stagione della caccia; il fatto non solo manca di rispetto alla sacralità del luogo, segnalato da appositi cartelli, ma crea disturbo alle attività agricole svolte nel terreno adiacente e in qualche caso pericolo per chi si dovesse trovare nel bosco.

Il proprietario del terreno, coadiuvato dal Pontefice della Federazione Pagana (titolo che designa il rappresentante eletto dai soci dell’associazione), ha presentato alla Regione Veneto, in seguito all’uscita di un apposito bando, domanda di esenzione del terreno dalla caccia, in base a motivi sociali, come previsto dal bando stesso e nello specifico in base al fatto che trattasi di luogo di culto scelto dall’associazione.

Nonostante il parere favorevole della Provincia di Venezia la Regione Veneto ha tentato in diversi modi di respingere l’istanza, rifiutandosi di riconoscere nel rappresentante dell’associazione la persona qualificata ad esprimere gli interessi dell’associazione stessa, richiedendo svariate certificazioni e infine rigettando il tutto sostenendo che, qualora l’istanza fosse stata approvata, niente avrebbe impedito ad altre persone di costituirsi in associazione religiosa per sottrarre altri terreni alla caccia. In pratica: non riconosciamo un diritto per evitare che altri possano avvalersi di quel diritto.

NON GUARDIAMO SOLTANTO AGLI STATI ESTERI IN CUI RELIGIONI GIA’ FORTI DI PER SE’ NON SI SENTONO LIBERE DI AGIRE A PIACIMENTO. LIBERTA’ RELIGIOSA E’ IL DIRITTO DEL SINGOLO ESSERE UMANO A VEDERE TUTELATA, A NORMA DI LEGGE, LA POSSIBILITA’ DI ESPRIMERE IL PROPRIO SENTIMENTO RELIGIOSO E QUESTO DIRITTO, IN ITALIA, DEVE ANCORA AFFERMARSI!

Volantino distribuito durante il Convegno di Studio dal titolo “Diritti Umani e Religioni: il ruolo della libertà religiosa” tenuto a Venezia dal 4 al 6 dicembre 2008 e organizzato dal CIRDU (Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Diritti Umani) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Marghera, 06 dicembre 2008

 

 

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

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