Bolzano Bernhard (Praga, 1781 - Praga, 1848)

La logica e la fede

Riflessioni sulle idee di Bolzano.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) Bolzano vuole superare il soggettivismo prevalso nella filosofia da Kant in poi, secondo il quale ogni ricerca della verità non può prescindere dalla mente, con cui ha un necessario rapporto. Egli ritiene che una conoscenza oggettiva possa venire alla filosofia solo attraverso la logica.

2) Per questo elabora una dottrina oggettivistica della verità. Esiste "la proposizione in sé", come pura entità logica della proposizione, indipendentemente che sia pensata o meno, vera o falsa.

3) Esiste la "rappresentazione in sé", come pura forma della proposizione, quando questa risulta vera.

4) L'"in sé" di Bolzano ha soprattutto valore di Entità logica: non prodotto del pensiero conoscitivo, ma struttura logico-oggettiva mediante la quale dovrebbe essere possibile studiare i caratteri della realtà indipendentemente dalla mente dell'uomo.

5) Al pensiero filosofico di Bolzano si ispirerà nel nostro secolo la scuola filologica di Husserl. Infine, le idee sui sistemi infiniti, esposte da Bolzano nella sua opera matematica e sviluppate e messe a punto da Giorgio Cantor, diedero l'avvio a un settore importante della matematica moderna.

Il tentativo di superare il soggettivismo nella visione del mondo è un tentativo che viene molto spesso paventato da vari filosofi influenzati dall'idea cristiana del "logos" come fondamento del presente.

Che gli oggetti del mondo, come parti e come insiemi, siano degli oggetti in sé è una cosa che la nostra ragione elabora proiettando sé stessa sul mondo. Quale sia "la cosa in sé" degli oggetti del mondo e come tali oggetti manifestano la loro soggettività nel mutamento e nelle trasformazioni percependo e adattandosi al mondo, questo sfugge alla nostra ragione.

Noi siamo compresi nel mondo, non siamo noi che comprendiamo il mondo. Il mondo ha attraversato un numero infinito di mutamenti, sia come oggetto in sé che come insieme di oggetti in sé, da miliardi di anni prima che noi nascessimo. Se il mondo fosse il risultato di una creazione di un dio padrone, l'atto creativo, non mutando nel tempo, manifesta un mondo che potrebbe rientrare in un'equazione matematica per quanto immensa. Ma il mondo non è il prodotto di un atto di creazione di un dio padrone, è il venir in essere delle coscienze mediante trasformazione, adattamenti, sedimentazione e divenire come espressione della volontà di ogni singolo soggetto, al di là della sua realtà, di genere e di specie, nell'universo.

Pertanto, noi possiamo abitare, vivere e trasformarci, il mondo in cui viviamo, ma non possiamo descriverlo se non nell'infima parzialità della nostra soggettività.

L'aspetto attraverso il quale noi ci rappresentiamo il mondo è sempre in relazione allo sviluppo soggettivo dell'individuo rispetto al mondo stesso. La soggettività è fondamentale nella relazione col mondo. Io soggetto, mi relaziono con soggetti che si relazionano con me. Il tentativo di dare una struttura logico-oggettiva alla lettura della realtà è destinata a fallire fin tanto che il soggetto, attraverso tutte le sue trasformazioni diventa egli stesso Universo. La ragione umana, nella sua limitatezza, immagina una ragione universale capace di descrivere tutto l'universo. La ragione umana chiama questa ragione: dio padrone.

Il tentativo che viene fatto da Bolzano, come dai cristiani, è quello di descrivere la realtà della ragione come l'intera realtà, richiudendo l'individuo dentro un sistema matematico. Il problema dei matematici è che le variabili sono maggiori delle regole. Essi possono agire soltanto attraverso il pensato della ragione, raccoglierne la pochezza e il basso livello di sviluppo e costruirlo mediante una formula matematica o un'equazione. La volontà come capacità dei soggetti di fare le loro scelte in base alle opzioni che la vita propone loro, non è possibile comprenderla in nessuna equazione matematica. Per quanto i matematici possono costruire equazioni complesse, non fanno altro che ridurre la realtà alla dimensione dell'individuo cancellando l'immenso in cui, comunque, l'individuo agisce, rispondendo alle sollecitazioni e mettendo in atto le sue strategie adattative.

L'alterazione della percezione soggettiva in risposta a stimoli emotivi è il tentativo di compenetrare la realtà. E' un'operazione che può fare l'individuo seguendo un percorso specifico di uscita dall'organizzazione razionale della sua percezione contemplando una descrizione del mondo che la ragione vuole ignorare. Ogni trasformazione soggettiva che porta l'individuo a percepire nel suo modo personale la realtà nella quale vive è un percorso individuale, personale, anche se la spinta che porta l'individuo a rispondere alla sollecitazione dei suoi processi adattativi è una spinta comune all'intera specie umana.

Sia la grammatica che la matematica sono i pilastri del mondo della ragione e il mondo della ragione è un mondo limitato. Per quanto si possa espanderlo mantiene sempre la sua limitatezza e, chiudendo l'individuo dentro quel mondo, se ne limita lo sviluppo.

Come ha potuto sperimentare Bolzano quando ha tentato di dare logicità alle farneticazioni cattoliche entrando in contrasto con la fede cattolica. La chiesa di Roma lo ha allontanato proprio per il suo tentativo di razionalizzare l'irrazionale che, proprio in quanto razionale e illogico, può essere oggetto di fede.

vai indice del sito

Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

Vai all'indice della Filosofia Aperta

Marghera, 25 luglio 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.