Dal terrore di Abramo al terrore di Gesù

Enciclica Lumen Fidei
tredicesima parte

Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) (1927 - -)

Mario Bergoglio (Francesco) (1936 - -)

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185815

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Enciclica Lumen Fidei tredicesima parte

Dal terrore di Abramo al terrore di Gesù

La truffa di Abramo e Mosé viene usata da Ratzinger e Bergoglio per legittimare la loro stessa truffa. La truffa di Abramo e Mosé diventa la clava, il randello, calato da Ratzinger e Bergoglio sulla critica delle persone: “Come, voi osate criticare Abramo e Mosé?” Ratzinger e Bergoglio pensano, con questo trucco retorico, di fermare ogni critica al loro operato che imita l’attività criminale di Abramo e Mosé.

Chi è il soggetto che parla? Gesù! Egli afferma che:

“Abramo, vostro padre, esultò a vedere il giorno mio: lo vide e ne gioì.”

La farneticazione da malattia psichiatrica del Gesù dei vangeli è la verità acritica usata da Ratzinger e Bergoglio per seminare terrore.

Che Abramo abbia esultato, è un’affermazione vuota priva di dimostrazione. Come dire: “La Galassia ha esultato alla mia nascita!”. Si tratta di un’affermazione priva di significato e priva di dimostrazione il cui scopo è quello di truffare le persone.

Secondo le mie parole, dunque, tutte le aspettative della Galassia sono orientate verso di me, visione anticipata del mistero...

Ma quale mistero? Ogni farneticazione ha il mistero nella malattia psichiatrica di chi fa l’affermazione. Una farneticazione da malattia psichiatrica delirante non rappresenta un “mistero”, ma una farneticazione.

Scrivono Ratzinger e Bergoglio nell’Enciclica Lumen Fidei:

15. « Abramo […] esultò nella speranza di vedere il mio giorno, lo vide e fu pieno di gioia » (Gv 8,56). Secondo queste parole di Gesù, la fede di Abramo era orientata verso di Lui, era, in un certo senso, visione anticipata del suo mistero. Così lo intende sant’Agostino, quando afferma che i Patriarchi si salvarono per la fede, non fede in Cristo già venuto, ma fede in Cristo che stava per venire, fede tesa verso l’evento futuro di Gesù.[13]

Delle affermazioni deliranti di Gesù, Ratzinger e Bergoglio omettono la parte centrale della citazione. Gesù, in realtà, nel suo delirio, opera una distinzione fra sé e gli altri che lo stanno ad ascoltare. Abramo non è “padre della stirpe dalla quale proviene Gesù”, ma è padre di chi lo sta ascoltando che avrebbe esultato nel sapere che il suo dio padrone non avrebbe adempiuto alla promessa fatta ad Abramo, ma avrebbe usato Abramo per un soggetto esterno: Gesù. Agostino, il truffatore, si appropria di quanto è avvenuto per tentare di certificare il proprio dominio assoluto nella distruzione degli uomini: Pelagio è uno degli assassinati da Agostino. Pelagio fu assassinato da Agostino in quanto Pelagio affermava che non era necessaria la presenza della chiesa cattolica per avere la salvezza (Teoria della grazia; questa eresia, per scopi puramente propagandistici, è stata ripresa e fatta propria da Wojtyla, ma nessuno ha ammazzato Wojtyla per eresia). Questa idea avrebbe potuto allontanare gli schiavi del dio padrone dal controllo della chiesa cattolica. Ma, lo stesso motivo adotto da Pelagio, Agostino lo usa per appropriarsi di criminali detti “patriarchi” e privare gli ebrei del loro patrimonio dottrinale.

La logica della Lumen Fidei scritta da Ratzinger e Bergoglio è una truffa di ordine retorico: come il mago che legge le carte e dopo aver controllato la carta d’identità del consultante, gli rivela il suo nome e il cognome.

Scrivono Ratzinger e Bergoglio nell’Enciclica Lumen Fidei:

La fede cristiana è centrata in Cristo, è confessione che Gesù è il Signore e che Dio lo ha risuscitato dai morti (cfr Rm10,9). Tutte le linee dell’Antico Testamento si raccolgono in Cristo, Egli diventa il “sì” definitivo a tutte le promesse, fondamento del nostro “Amen” finale a Dio (cfr 2 Cor 1,20). La storia di Gesù è la manifestazione piena dell’affidabilità di Dio.

La malattia della sottomissione nel cristianesimo si attua attraverso la sottomissione ad un delirio chiamato cristo. Il cristiano confessa che cristo, inteso come oggetto di gestione del potere della chiesa cattolica, è il suo padrone. Così il cristiano non si sottomette solo alla chiesa cattolica, ma si sottomette alla chiesa cattolica in quanto, nella sua malattia mentale, il cristiano crede che la chiesa cattolica rappresenta quel cristo a cui il cristiano, che ha rinunciato alla sua capacità di critica nel suo presente, attribuisce quanto egli desidera che quel cristo sia.

Mentre nelle Antiche Religioni, Dioniso, Orfeo, Ercole e Ulisse vanno nel regno dei morti e la Natura risorge sempre a nuova vita sia come Adone che come Tammuz, e il fine della vita è proprio la gioia della morte del corpo fisico, il cristianesimo introduce il terrore della morte e il vaneggiamento di quell’immortalità della carne identificato nella resurrezione del corpo di cristo e nella speranza, dei disperati cristiani, di poter risorgere con la carne a loro volta.

Che la resurrezione nella carne o la resurrezione sia una truffa è facilmente dimostrabile. Non tanto perché ciò rientra sotto i sensi, ma per il fatto che, essendo la vita fisica un modo per costruire il dio che possiamo diventare e trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso, è come se il dio che siamo diventati fosse condannato da una qualche potenza a ritornare uomo o donna.

I disperati possono desiderare di avere una seconda possibilità. In questo desiderio si inserisce la truffa di Gesù e degli evangelisti cristiani: quando Esculapio fece risorgere i morti, Padre Zeus lo fulminò anche se Esculapio, o Asclepio, era figlio di Apollo.

Paolo di Tarso, citato da Ratzinger e Bergoglio, afferma:

“Poiché se tu confesserai con la tua bocca che Gesù è il tuo padrone e crederai col tuo cuore che il dio padrone lo ha resuscitato dai morti, sarai salvo.”

Paolo di Tarso, lettera ai Romani 10, 9

Il che fa il pari con le affermazioni delle maghe da televisione che dicono: “Se tu credi che in quello che ti dico, quello che ti dico si avvera.” Coloro che credono nelle maghe da televisione accettano di essere truffati al pari di coloro che credono a Paolo di Tarso: rinunciano alla loro capacità di critica nel loro presente e chiudono alle proprie scelte il loro futuro.

Paolo di Tarso, citato da Ratzinger e Bergoglio, afferma:

“Infatti, quante sono le promesse del dio padrone, tutte hanno in lui il loro “si”, quindi per mezzo di lui è detto da noi l’“amen” al dio padrone per la sua gloria.”

Paolo di Tarso, seconda lettera ai Corinti 1, 20

Il che significa, al di là della verifica della promessa, costringere i fedeli cristiani a dire “Si, Buana”. L’essenza stessa dell’accettazione del proprio ruolo di schiavo della chiesa cattolica.

Scrivono Ratzinger e Bergoglio nell’Enciclica Lumen Fidei:

Se Israele ricordava i grandi atti di amore di Dio, che formavano il centro della sua confessione e aprivano lo sguardo della sua fede, adesso la vita di Gesù appare come il luogo dell’intervento definitivo di Dio, la suprema manifestazione del suo amore per noi. Quella che Dio ci rivolge in Gesù non è una parola in più tra tante altre, ma la sua Parola eterna (cfr Eb 1,1-2).

Israele ricorda le persecuzioni subite ad opera dei cristiani. I massacri subiti dai crociati cristiani, i massacri del 1300, i campi di sterminio nazisti: sono tutti atti d’amore del dio padrone nei confronti di Israele. Un intervento che il dio padrone di Israele ha messo in atto attraverso quel Gesù che ha costituito maledizione e condanna per gli ebrei. Ad esempio, San Simonino (e altri quattro o cinque santi simili), il santo in cui Gesù realizza la promessa di dio agli ebrei. I massacri degli ebrei, messi in atto dai cattolici per volontà di Gesù, da Galla Placidia fino ai campi di sterminio nazisti, ha il suo fondamento nelle farneticazioni di Paolo di Tarso che nel suo delirio di onnipotenza afferma (nella citazione operata da Ratzinger e Bergoglio):

“Il dio padrone, che molte volte e in tante maniere parlò in antico ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di un figlio, che costituì erede di tutte le cose e mediante il quale creo anche i secoli: questo figlio che è l’irradiamento della gloria e l’impronta della sua sostanza, e che sostiene tutte le cose con la sua possente parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della maestà nel più alto dei cieli, diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.”

Paolo di Tarso, Lettera agli Ebrei 1, 1-4

Questo tipo di affermazioni è riscontrabile solo nei deliri esposti dai pazienti durante le sedute psichiatriche. Sono deliri che portano Paolo di Tarso ad identificarsi col padrone in quanto lui stesso padrone delle persone. In quel delirio Paolo di Tarso immagina che il suo padrone non solo esista al di fuori del suo delirio, ma che riassuma tutto il suo desiderio di onnipotenza che esprime. E’ lo stesso desiderio di Ratzinger e Bergoglio. Se tale idea non è imposta nella struttura psichica delle persone, loro stessi sono tenuti a dimostrarne la realtà davanti alla critica. Una dimostrazione dalla quale fuggono e, pur di fuggire dalla dimostrazione, sono pronti a mettere in atto il genocidio dei miscredenti con i roghi degli eretici e i roghi di coloro che chiedevano spiegazioni.

E’ proprio di Ratzinger e Bergoglio voler ammazzare le persone per la gloria del loro dio padrone e di quel Gesù davanti al quale costringono, con la violenza, i bambini in ginocchio. E’ proprio della società civile difendere i cittadini dall’odio farneticante cristiano, come fa correttamente lo Stato Cinese, anche se troppo spesso la società civile tollera le farneticazioni perché c’è sempre qualcuno che trae vantaggio dalle farneticazioni di odio del dio padrone dei cristiani.

Scrivono Ratzinger e Bergoglio nell’Enciclica Lumen Fidei:

Non c’è nessuna garanzia più grande che Dio possa dare per rassicurarci del suo amore, come ci ricorda san Paolo (cfr Rm 8,31-39). La fede cristiana è dunque fede nell’Amore pieno, nel suo potere efficace, nella sua capacità di trasformare il mondo e di illuminare il tempo. « Abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi » (1 Gv 4,16). La fede coglie nell’amore di Dio manifestato in Gesù il fondamento su cui poggia la realtà e la sua destinazione ultima.

I cristiani hanno fede nella truffa proposta loro dal dio padrone. Il truffato non si avvede di essere truffato e ha fede nel buon esito della situazione nella quale verrà truffato. La volontà della chiesa cattolica di possedere le persone è veicolata spacciando l’amore per l’essere posseduti di individui ridotti a cose, schiavi, non-persone, per l’amore del dio padrone. Ripeterlo un milione di volte e il macellaio di Sodoma e Gomorra appare “buono” mentre macella le persone e i macellati vengono dipinti come malvagi. E’ come fecero i cristiani nazisti: erano gli ebrei i malvagi e non i nazisti che li macellavano. E’ la stesa logica che ritroviamo in Paolo di Tarso citato da Ratzinger e Bergoglio:

“Che diremo , dunque, dopo tutto questo? Se il dio padrone è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non risparmiò nemmeno il proprio figliolo, che anzi lo mandò a morte per tutti noi, come insieme a lui non ci donerà ogni altra cosa? Chi potrà accusare gli eletti del dio padrone? C’è il dio padrone che giustifica; chi potrà condannare? C’è cristo Gesù che è morto, anzi è risorto, è alla destra del dio padrone e intercede per noi; chi potrà separarci dalla carità di cristo? La tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, i pericoli o la spada? Giacché, secondo quanto sta scritto: “A causa tua tutto il giorno siamo messi a morte, siamo tutti come pecore da macello.” Ma in tutte queste cose, noi stravinciamo per mezzo di colui che ci amò. Sono persuaso infatti che né la morte, né la vita, né gli angeli, né i principati, né le cose presenti, né le future, né le potenze, né le cose che sono in alto, né quelle che sono in basso, né alcun altra creatura potrà separarci dalla carità del padrone che è in cristo Gesù nostro padrone.”

Paolo di Tarso, Lettera ai Romani 8, 31-39

I massacri e i genocidi messi in atto dai cristiani, fin dalla strage di Cirene e Salamina fu la pratica del cristianesimo per distruggere le società civili. Le leggi di Teodosio, in favore dei cristiani, con cui vennero macellati i non cristiani, sono leggi che anticipano il nazismo e i campi di sterminio. Impongono un odio religioso sconosciuto fra gli antichi e le mani del Gesù dei cristiani grondano il sangue di tutte le milioni e milioni di persone che ha macellato.

Per la gloria del dio padrone dei cristiani, ogni giorno milioni id persone furono messe a morte. I cristiani imposero angoscia, tribolazione, persecuzione, fame, nudità come aveva indicato loro Paolo di Tarso affinché il loro dio padrone potesse cibarsi dell’olocausto di milioni di persone. Interi popoli sono stati spazzati via dai cristiani per il loro Gesù padrone. Dopo aver macellato i popoli, Paolo di Tarso dice: “Chi sarà contro i cristiani?”. Macelli e stragi caratterizzarono il cristianesimo e lo stesso Ratzinger proviene dall’insieme culturale da cui scaturirono le stragi naziste; cresciuto in quell’ambiente di odio religioso è lo stesso Bergoglio che svilupperà il potere del suo dio padrone in un ambiente socio-religioso in cui è normale gettare gli oppositori politici in mare dall’aereo.

Queste stragi sono le caratteristiche in cui Ratzinger e Bergoglio maturano la convinzione che “La fede coglie nell’amore di Dio manifestato in Gesù il fondamento su cui poggia la realtà e la sua destinazione ultima.” Questo diritto allo stragismo, rivendicato più volte da Ratzinger e Bergoglio, è il motivo per il quale le società civili furono costrette a pronunciare la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO. Una dichiarazione che condanna all’infamia della storia il dio padrone dei cristiani e la chiesa cattolica in particolare.

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considerando la Lumen Fidei
un testo di filosofia cattolica contemporanea

Marghera, 06 agosto 2013

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.