Michail Aleksandrovic Bakunin (1814 - 1876)

Dio e Stato - La chiesa come potenza
L'idealismo filosofico e le sue implicazioni nell'anarchia

Riflessioni sulle idee di Bakunin.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185808 per il cartaceo della filosofia aperta

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Le cause del fallimento dell'ideologia anarchica

Terza parte

C'è un fraintendimento che è diventato dottrina e che ha funzionato come struttura di controllo di ogni respiro di libertà affinché non superasse il momento presente ma si concludesse nel fallimento.

L'idea dei "ribelli" al padrone o al potere costituito assolutista era l'idea secondo cui Gesù era contro il potere, ma la chiesa cattolica, le chiese protestanti e le altre chiese cristiane avevano disatteso il messaggio di Gesù trasformandolo in potere temporale fino alla forma attuale di dominio sull'uomo.

Questa idea viene imposta sfruttando la pigrizia mentale, il controllo culturale e l'analfabetismo di massa imposto dai cristiani. La chiesa cattolica (nel nostro caso in Italia) impedisce alle persone di praticare l'analisi dei vangeli e di praticare il senso critico nei confronti del suo dio padrone. La mancanza di tale senso critico viene sfruttata dalla chiesa cattolica per deviare l'attenzione delle persone sul contingente e impedire loro di vedere le trasformazioni del presente da cui l'orrore cristiano trae origine e giustificazione.

Gesù era un criminale, un assassino, un pederasta, un individuo che si spacciava per padrone delle persone in quanto egli era figlio del dio padrone e malediceva chiunque non si mettesse in ginocchio davanti a lui. Chi lo criticava era il Satana da bruciare vivo (separare il grano dall'olio) e si divertiva a condannare persone indifese alle pene più feroci di pianto, sofferenze e stridor di denti. Gesù è un criminale che si picca di essere il padrone di tutti i padroni in quanto figlio del padrone e a quel modello di padrone la chiesa cattolica si ispira in quanto, "sposa di cristo" , è la continuatrice della sua opera malvagia di attività criminale nella società civile al di là del regime sociale che comanderà formalmente.

Scrive Bakunin in "Dio e Stato":

Per - mostrare come l'idealismo teorico si trasforma incessantemente e fatalmente in materialismo pratico, non vi è che da citare l'esempio di tutte le Chiese apostoliche e romane. Che vi è di più sublime nel senso ideale, di più disinteressato, di più distaccato da tutti gl'interessi di questa terra, della dottrina di Cristo predicata da tutta la Chiesa E che vi è di più- brutalmente materialista della pratica costante di questa stessa Chiesa, dall'ottavo secolo allorchè cominciò a costituirsi in potenza? Quale è stato e quale è ancora l'oggetto principale di tutti i suoi litigi contro i sovrani d'Europa I suoi beni temporali, le sue rendite prima, e in seguito la sua potenza temporale, i suoi privilegi politici. E' necessario renderle questa giustizia che essa è stata la prima a scoprire, nella storia moderna, questa verità incontestabile -- ma pochissimo cristiana - che la ricchezza e la potenza, lo sfruttamento economico e l'oppressione politica delle masse, sono i due termini inseparabili del regno dell'idealità divina sulla terra: in quanto la ricchezza consolida e aumenta la potenza, la potenza scopre e crea sempre nuove sorgenti di ricchezza e tutte e due assicurano ben meglio del martirio e della fede degli apostoli, meglio della grazia divina, il successo della propaganda cristiana. E' una vérità storica che le chiese o piuttosto le sette protestanti non disconoscono certo. Io parlo naturalmente delle Chiese indipendenti dell'Inghilterra, dell'America, della Svizzera, non delle Chiese ufficiali della Germania. Queste non hanno iniziativa propria; fanno tutto ciò che i loro maestri i loro sovrani temporali, che sono nello stesso tempo i loro capi spirituali, ordinano loro di fare.

Dove sta l'idealismo teorico?

Bakunin vive nell'illusione del catechismo infantile. Quell'illusione del dio padrone buono, del Gesù buono che viene con tanta potenza dalle nubi, il superman socorritore, e non riesce a vedere il pederasta, il criminale condannato per odio sociale. E' un po' come molti "rivoluzionari" della sinistra italiana che non sanno distinguere fra un'azione che devasta la società civile da un'azione che difende le norme sociali e la legittimità sociale. Non sanno distinguere fra un'azione popolare che alimenta i diritti e le libertà in una nazione da un'azione "popolare" diretta da mafie il cui scopo è il cambio del potere o di un regime sfruttando malcontento o difficoltà di natura economica. Con le difficoltà di natura economica le mafie aggrediscono i diritti civili e le libertà dei popoli. Questi cittadini, nella speranza che il criminale in croce giunga sulle nubi con grande potenza a apra le porte del suo immaginario Eldorado, rinunciano ai loro diritti sociali in cambio di una prospettiva, che puntualmente non si verificherà, di benessere che la carota del crocifisso sventolerà sotto la loro bocca.

Dove lo vede l'idealismo Bakunin? Forse nell'ordine di Gesù di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui? O lo vede nel genocidio degli abitanti di Sodoma e Gomorra o nella strage dell'umanità col diluvio universale? Anziché combattere il terrore dei popoli, la fonte del terrore, Bakunin preferisce sublimarlo in una nebulosa idealista nella quale egli non permette ai popoli di entrare con la loro capacità di analisi critica.

Predicare la sottomissione ai più deboli e la necessità del più forte di diffondere la miseria e la sottomissione diventa in Bakunin il distacco degli interessi di questa terra nella predicazione del cristo. Rinunciare alle ricchezze materiali non è un ideale quando la distruzione di tali ricchezze implica la distruzione della vita e della società. Non è idealismo e distacco quando si esaltano i principi del "buon samaritano" che consistono nel bastonare il viandante affinché il benestante lo possa soccorrere e costringerlo ad avere riconoscenza. Non è distacco materiale quella del padre che distrugge il divenire del figlio affinché il figlio non sia indipendente da lui e cerchi la sua strada nel mondo come nel "figliol prodigo". Sono tutti atti di guerra contro gli uomini che Bakunin approva perché la creazione della miseria, nella sua testa, suona come un motivo di rivolta dei miserabili. Ma non è così. Le crociate degli straccioni dovevano avergli dimostrato che i miserabili, educati dalla chiesa cattolica, aggrediscono altri miserabili, non i ricchi e i potenti. Qualcuno che ai loro occhi sia più miserabile di loro. Qualcuno su cui poter esercitare l'ordine del dio della chiesa cattolica sbattendo le teste dei bambini contro le pietre. Magari il mendicante di Treviso che deve essere cacciato dalla città.

L'oppressione politica e sociale di individui ridotti ad oggetti di possesso e sottratti ai diritti sociali, è la strategia indicata da Gesù nei vangeli. Il fatto di farsi consegnare il denaro dei seguaci in cambio della promessa di vita eterna, fin dalle origini in cui i vangeli collocano il cristianesimo, è l'inizio di quel progetto accentratore di ricchezze economiche che serve a dominare, ricattare e perseguitare tutti coloro che non si sottomettono a Gesù.

Poi Bakunin dovrebbe spiegare il motivo per cui afferma che il potere della chiesa si forma nell'ottavo secolo quando nel quarto secolo, con i codici Treodosiani, i non cristiani sono perseguitati ovunque dai cristiani e criminali come Onorio, Galla Placidia e Ambrogio passano la loro esistenza a distruggere impunemente tutto ciò che ricorda una diversa e più antica religione. Semmai nell'ottavo secolo il ciclo del potere assoluto si può considerare concluso con l'impero di Carlo Magno e i codici Carolingi che decretano l'assolutismo della chiesa cattolica, rappresentante del dio padrone e di Gesù, sugli uomini

Scrive Bakunin di "Dio e Stato":

Si sa che la propaganda protestante, quella dell'Inghilterra e dell'America sopratutto, si connette direttamente alla propaganda degli interessi materiali e commerciali di queste due grandi nazioni; ed è anche noto come questa propaganda non abbia punto per oggetto la ricchezza e la prosperità materiale dei paesi nei quali entra in nome della parola di Dio, ma invece mira allo sfruttamento di codesti paesi a vantaggio della prosperità materiale di determinate classi che nel loro proprio paese non hanno altra funzione che lo sfruttamento e la depredazione. In una parola, non è affatto difficile provare colla storia alla mano, che la Chiesa, che tutte le Chiese cristiane e non cristiane, a parte la loro propaganda spirituale, e probabilmente per accelerare e consolidarne i successi, non hanno mai trascurato di organizzarsi in grandi compagnie per lo sfruttamento economico delle masse, sotto la protezione e con la benedizione diretta- e speciale d'una divinità qualunque. Neppure è difficile provare che tutti gli stati i quali alla loro origine con le loro istituzioni politiche e giuridiche e le loro classi dominanti e privilegiate non furono che succursali temporali di queste diverse Chiese, non ebbero altro scopo che questo stesso sfruttamento a profitto di minoranze laiche, indirettamente legittimate dalla Chiesa. Da ultimo, è facile dimostrare che, in generale l'azione del buon Dio e di tutte le idealità divine sulla terra, finì sempre e dappertutto per fondare il prospero materialismo di un piccolo numero sull'idealismo fanatico delle masse costantemente affamate. La nostra storia contemporanea ne è una prova. Ad eccezione di quei cuori generosi, e di quei grandi spiriti fuorviati cui accennai, quali sono oggi i difensori più accaniti dell'idealismo. Anzitutto le corti dei sovrani. Furono in Francia Napoleone III con sua moglie Eugenia; e tutti i loro ministri, cortigiani, ed ex-marescialli; sono gli uomini e le donne del mondo ufficiale imperiale che hanno così bene idealizzato e salvato la Francia. Sono i loro giornalisti e i loro sapienti. E infine la nera falange dei gesuiti e delle gesuitesse d'ogni genere; e tutta l'alta e mezzana borghesia della Francia. Sono i dottrinari liberali e i liberali senza dottrina, tutti difensori accaniti dello sfruttamento borghese. In Prussia, in Alemagna, è Guglielmo I, il re incarnazione del buon Dio sulla terra; lo sono tutti i suoi generali, tutti i suoi ufficiali prussiani, tutto il suo esercito che, forte di fede religiosa, conquistò la Francia nel modo ideale che si sa. In Russia è lo Czar e tutta la sua corte: e sono tutti gli strozzatori e i pii convertitori della Polonia. Per ogni dove. Infine, 1'idealismo religioso e filosofico non essendo l'uno che la traduzione più o meno libera dell'altro, serve di bandiera alla forza brutale e sanguinaria, serve di pretesto allo sfruttamento materiale più sfrontato, mentre al contrario la bandiera rossa dell'eguaglianza economica e della giustizia sociale è sollevata dall'idealismo pratico delle masse oppresse e affamate tendendo esso a realizzare la libertà e il diritto umano di ciascuno nella fratellanza di tutti gli uomini sulla terra. Quali sono i veri idealisti, gl'idealisti non dell'astrazione ma della vita, non del cielo ma della terra, e quali sono invece i materialisti. E' evidente che l'idealismo teorico o divino ha per condizione essenziale il sacrificio della logica, della ragione umana, la rinuncia alla scienza. Si vede, d'altra parte che seguendo le dottrine idealistiche, si è forzatamente trascinati nel partito degli oppressori e degli sfruttatori delle masse popolari. Ecco due grandi ragioni che sembrerebbero sufficienti per allontanare dall'idealismo ogni spirito superiore ed ogni cuore elevato. Come va, che al contrario i nostri illustri idealisti contemporanei - ai quali certamente non mancano nè la mente nè il cuore nè i buoni intendimenti, e che hanno dedicata la loro esistenza intiera al servigio dell'umanità - come va che essi si ostinano a rimanere tra i rappresentanti d'una dottrina oramai condannata e disonorata?

Le risposte sono semplici, ma chi ama il padrone, il dio padrone, non le può vedere. Gli idealisti sono tali perché idealizzano il potere e il dominio sull'uomo e questa idealizzazione si chiama "dio padrone".

Sicuramente Bakunin è in grado di salire sulle barricate e di combattere con coraggio contro assalitori nemici, ma non è in grado di combattere contro l'idea che ha del dio buono che si diverte a macellare l'umanità col diluvio universale. Bakunin è prigioniero dell'idea del suo dio padrone e non potrà mai affrontare nessun potere e nessun dominio fintanto che quest'idea, che condiziona i suoi comportamenti e le sue scelte, non sarà uccisa dentro di lui e lui riprenderà il posto fra l'umanità.

La domanda che egli si fa sul perché i potenti amino il dio padrone e ne propagandino la dottrina è una domanda retorica. Ciò che propagandano, mediante il dio padrone, è loro stessi in quanto padroni che si identificano col dio padrone. Loro sono il dio padrone e le masse a loro non si ribellano perché le masse possono combattere un padrone, ma non il dio padrone e temono chiunque si identifichi col dio padrone che legittima il suo potere. I popoli sono volutamente tenuti in miseria da Gesù. Bakunin dovrebbe sapere che quando Gesù aggredisce il giovane ricco per privarlo degli averi in cambio della vita eterna, Gesù indica come strategia, a chi si identifica in lui, la necessità di togliere ogni avere e ogni benessere sociale per ridurre la società in miseria giustificando l'indigenza sociale col "tanto, sta arrivando la fine del mondo" e lui sta giungendo sulle nubi con grande potenza. Il tradimento sociale degli anarchici bakuniniani consiste nell'aver aiutato il dio padrone, il padrone Gesù, a diffondere la miseria e di aver agito nei confronti dei diseredati come se i diseredati fossero mandati dalla provvidenza per la loro causa e non per agire con i diseredati per modificare le loro condizioni di vita e, con esse, aumentare il benessere sociale.

Gli idealisti religiosi hanno un solo scopo: stuprare gli uomini in nome della gloria del dio padrone di cui loro si sentono investiti di una missione divina. E' Paolo di Tarso che afferma che stuprare gli uomini in funzione dello spirito non è una violazione della legge. Gli uomini non sono stuprati per la carne, ma per lo spirito: in nome di dio. Questo è uno dei motivi per cui la chiesa cattolica santifica i più feroci criminali della storia: hanno macellato gli uomini e distrutto le società per la gloria di dio.

Il concetto della rivoluzione francese di uguaglianza era il concetto secondo cui l'uomo è uguale al dio padrone cristiano che fino ad allora aveva dominato la vita dell'uomo. Quel concetto giuridico comportava la messa sotto accusa per crimini del dio padrone cristiano e per quei crimini e quanti sono seguiti avrebbero dovuto essere condannati alla pena, che la società somministra per il reato di genocidio, ogni cristiano e ogni dominio che dal dio padrone e dalla sua morale criminale trae vantaggio. Come può Bakunin chiedere di processare per delitto il dio dei cristiani e il Gesù dei cristiani se nonostante i delitti di cui sono i responsabili come mandanti e come esecutori vengono trattati da Bakunin come il "buon dio" o "il Gesù che si è fatto voce dei poveri"? Se Bakunin non riesce a vedere in Gesù il costruttore della miseria sociale, come può indicarlo come nemico?

Combatti l'imperatore e non combatti il dio padrone cristiano: un altro imperatore sorgerà in nome del dio padrone cristiano. Fu l'errore dei Sovietici. Non accusarono di delitto il dio padrone cristiano. Risero pensando a quelle povere persone che illuse credevano nel dio padrone cristiano. Ne hanno salvaguardato la "libertà religiosa" che consisteva nella libertà di fare del male ai bambini. Quelle "povere persone" manipolarono la struttura psico-emotiva dei bambini uccidendo in loro la capacità di critica sociale in nome e per conto del dio padrone. Alla fine qualcuno continuò ad usare il dio padrone cristiano come un modello da contrapporre alla società civile.

La chiesa cattolica e le chiese cristiane vivono attraverso il terrore che esercitano nei confronti di ogni persona che individua nel loro dio padrone e nel loro Gesù i costruttori della miseria economica, sociale e morale delle società. Vivono terrorizzando chiunque, leggendo attentamente i loro vangeli, anziché identificarsi col padrone che tutti uccide, si identifica con i bambini a cui il loro dio ordina di sbattere la testa contro le pietre.

Bakunin non ha solo tradito quanto andava farneticando. Quanto andava farneticando, nei suoi limiti della sottomissione al dio padrone e a Gesù, costituiva inganno e trappola per ogni sentimento che fremeva per spezzare le catene. Combatti i preti, ma non combattere il dio padrone o il padrone Gesù.

Per loro Bakunin costruiva nuove e più feroci catene nella forma di sottomissione al delirio criminale del macellaio di Sodoma e Gomorra e di quel Gesù che ordinava di scannare chiunque non si metteva in ginocchio davanti a lui.

Scrive Bakunin di "Dio e Stato":

Siamo costretti a ritenere che vi siano spinti da una ragione potentissima. Questa non può essere nè la logica nè la scienza, giacche la logica e la scienza hanno pronunciato il loro verdetto contro le dottrine idealistiche. Non possono essere nemmeno gli interessi personali, poichè questi uomini sono infinitamente superiori a tutto ciò che porta un tal nome. Bisogna dunque che sia una potente ragione morale. Quale? Non ve ne può essere che una. Codesti uomini illustri pensano, senza dubbio che le teorie e le credenze idealistiche siano essenzialmente necessarie alla dignità ed alla grandezza morale dell'uomo, e che le teorie materialiste, al contrario, lo abbassino al livello delle bestie. E se il vero fosse precisamente l'opposto? Ogni sviluppo, come già dissi, implica negazione dal punto di partenza. La base o il punto di partenza, secondo la scuola materialista, essendo materiale, la negazione deve essere necessariamente ideale. Partendo dalla totalità del mondo reale ovvero da ciò che si chiama astrattamente materia, la scuola materialista arriva logicamente a una reale idealizzazione e cioè all'umanizzazione, all'emancipazione piena ed intera della società umana. Al contrario e per la stessa ragione, la base e il punto di partenza della scuola idealistica essendo l'ideale essa arriva forzatamente alla materializzazione della società, a un'organizzazione d'un dispotismo brutale e d'uno sfruttamento iniquo ignobile sotto la forma della Chiesa e dello Stato. Lo sviluppo storico dell'uomo secondo la scuola materialistica, è una ascensione progressiva: nel sistema idealistico, non può essere che una caduta continua. Qualunque sia la questione umana che si voglia considerare, si riesce sempre a trovare questa contraddizione essenziale tra le due scuole. Così, come ho già fatto osservare. Il materialismo parte dall'animalità per costituire l'umanità; l'idealismo parte dalla divinità per costituire la schiavitù e condannare le masse ad una animalità senza uscita. Il materialismo nega il libero arbitrio e finisce alla costituzione della libertà; l'idealismo nel nome della dignità umana, proclama il libero arbitrio, e sulle rovine d'ogni libertà fonda l'autorità. Il materialismo respinge il principio d'autorità perchè lo considera, con ragione, come il corollario dell'animalità e ritiene al contrario che il trionfo dell'umanità scopo e significato principale della storia, non sia realizzabile che nella libertà. In una parola, voi troverete sempre gl'idealisti in flagrante delitto di materialismo pratico; mentre vedrete i materialisti proseguire e realizzare le aspirazioni, i pensieri più vastamente ideali. La storia nel sistema degli idealisti, non può essere che una decadenza . continua. Essi incominciano con una caduta terribile, da cui non si rileveranno mai: e cioè col salto mortale, dalle ragioni sublimi dell'idea pura e assoluta, nella materia. E in quale materia! Non nella materia eternamente attiva e mobile, piena di proprietà e di forze, di vita e d'intelligenza, quale si presenta a noi nel mondo reale: ma nella materia astratta, impoverita, ridotta alla miseria assoluta quale la concepivano i teologi e i metafisici che le hanno tolto tutto per dare tutto al loro Dio; in una materia che priva di azione e d'ogni movimento proprio, non rappresenta, in opposizione all'idea, divina, che la stupidità, l'impenetrabilità, l'inerzia e l'immobilità assolute. La caduta è così terribile che la divinità stessa perde la nozione di sè medesima, e pure si trova forzata a fare dei miracoli! Perchè dal momento che la materia è inerte, ogni movimento che si produca nel mondo è un miracolo, non può essere che l'effetto d'un intervento provvidenziale, dell'azione di Dio sulla materia. Ed ecco che questa povera divinità, quasi annientata dalla sua situazione, resta per qualche migliaio di secoli nel suo svenimento, poi si risveglia lentamente, sforzandosi invano di ripigliare qualche vaga memoria dì se; e ogni movimento, che essa fa a tale scopo nella materia, diventa una creazione, una nuova formazione, un miracolo nuovo. In questo modo essa passa per tutti i quadri della materialità e della bestialità; e si spande in seguito sulla terra come organizzazione vegetale e animale, poi si concentra nell'uomo. Qui sembra debba trovare sé stessa: perchè essa accende in ciascun essere umano una scintilla angelica, una piccola parte del proprio essere divino, l'anima immortale.

Cosa spinge l'idealista a danneggiare e distruggere il divenire degli uomini in funzione dell'idea del dio padrone da imporre a tutti i costi?

Il suo essere un criminale sociale che trasferisce nella società il desiderio di dominio sull'uomo del macellaio di Sodoma e Gomorra e del criminale in croce che ordina di scannare chiunque non si metta in ginocchio davanti a lui. L'idealista è il macellaio di Sodoma e Gomorra, il criminale che violenta le persone perché non fanno sesso come lui vuole; perché non usano il corpo come lui vuole; perché non impiegano il loro tempo come lui vuole; perché non si comportano con la società o con i loro figli come lui vuole.

Quale ferocia emerge nel criminale sant'uomo, l'idealista, quando la donna pretende di esercitare il proprio diritto d'aborto. Quale ferocia emerge nel sant'uomo, l'idealista, quando la pecora del gregge riconosce nel suo dio la fonte delle difficoltà esistenziali in cui sta vivendo. Quale ferocia emerge nel sant'uomo, l'idealista, quando un individuo, davanti alle difficoltà esistenziali che il sant'uomo idealista ha costruito, decide di mettere fine alla sua vita. Quanta ferocia emerge nel sant'uomo, l'idealista quando un matrimonio finisce e le persone decidono di riprendersi il controllo della propria vita con un divorzio. Quanta ferocia emerge nel sant'uomo, l'idealista, quando le persone si sottraggono dall'odio del crocifisso e rivendicano i diritti Costituzionali. Quanta ferocia emerge nel sant'uomo, l'idealista, quando il povero, anziché tendere la mano e supplicare una moneta che il sant'uomo, l'idealista, ha rubato alla società, pretende la sua parte di ricchezza e di benessere sociale.

Il sant'uomo idealista è colui che proclama:

"Ecco, il pezzente è diventato come uno di noi avendo la conoscenza del bene e del male, facciamo ora che non tenda la sua mano per cogliere dall'albero della vita, mangiarne e vivere in eterno."

Genesi 3,22

Bakunin e gli anarchici non colgono questa scissione dell'idealista. Bakunin, come gli anarchici, è convinto che ci sia un "errore concettuale". Un "errore di concetto" e non una "precisa volontà di intento criminale".

Quando Bakunin scrive:

Codesti uomini illustri pensano, senza dubbio che le teorie e le credenze idealistiche siano essenzialmente necessarie alla dignità ed alla grandezza morale dell'uomo, e che le teorie materialiste, al contrario, lo abbassino al livello delle bestie.

Al di là della disquisizione che si può fare attorno delle teorie materialistiche che rappresentano, comunque, una risposta all'assolutismo della sottomissione dell'uomo imposta dal dio padrone, disquisire sullo sviluppo logico delle teorie idealistiche senza discutere degli intenti, degli effetti e degli oggetti che stanno a monte delle teorie idealiste, significa concedere un dato di dignità culturale al criminale assassino mentre ti sta tagliando la gola.

Il discorso filosofico, il discorso sociale, non può essere il discorso fatto dal paziente sul lettino dello psichiatra in cui i suoi deliri prendono la forma della verità assoluta con cui lo psichiatra si deve confrontare.

Non si tratta di "uomini illustri che pensano", si tratta di individui scissi in cui una parte di loro affronta la società giustificando il delirio e l'altra parte delira della loro onnipotenza. Solo che la parte che affronta la società è fatta di violenza, prevaricazione, terrore, che viene distribuito ad ogni persona socialmente più debole affinché sia costretta nell'indigenza e nella miseria. Bakunin vede la miseria, ma non vede l'individuo "scisso". Non distingue lo spacciatore di eroina dall'eroina spacciata e mentre considera lo spacciatore di eroina "uomo illustre che pensa" non si rende conto che tale uomo, senza l'identificazione con la merce da spacciare, cessa di essere un diffusore di miseria.

Quest'uomo, il sant'uomo idealista, lavora per mozzare alle persone le mani con cui tentano di cogliere dall'albero della vita e ritiene che quel mozzare le mani sia del tutto legittimo perché il suo dio ha detto che quell'azione deve essere fatta. Forse che qualcuno ha mai condannato l'ordine del suo dio di impedire alle persone di cogliere dall'albero della vita e di vivere in eterno? Nessuno ha mai condannato le azioni che impediscono agli uomini di cogliere dall'albero della vita e vivere in eterno. Dunque, mozzare le mani o stuprare la psiche dei ragazzi per formare adulti inadeguati, per l'idealista, adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra, è del tutto legittimo. Bakunin stesso parla del "buon dio" o del "dio terribile" e non parla del "dio criminale dei cristiani".

Davanti ai sant'uomini idealisti che si identificano col dio padrone e che creano la miseria sociale legittimandola con la volontà del dio padrone, Bakunin si arrende. Non li considera nemici e non li invita a smettere la loro azione criminale, ma vuole dimostrare la superiorità delle teorie materialistiche rispetto alle teorie idealistiche. Sono due sordi che cianciano senza incontrarsi mai.

Bakunin quando parla delle teorie materialistiche si riferisce all'uomo. L'uomo è il soggetto centrale del suo pensiero. I sant'uomini idealisti quando parlano si riferiscono al loro dio padrone e ai suoi diritti assoluti di padrone assoluto. Quando parlano di "libertà", qualunque sia la qualità di libertà a cui si riferiscono, Bakunin parla dell'uomo, mentre gli idealisti parlano della libertà di dio di imporre la schiavitù all'uomo per la sua gloria. Gli idealisti SONO il dio padrone. Ognuno di loro si ritiene inviato del dio padrone e tutti gli idealisti si preoccupano di dire cosa pensa e cosa vuole il dio padrone: il macellaio di Sodoma e Gomorra. Da Gioberti a Rosmini, da Cattaneo a Mazzini, tutti parlano per bocca del dio padrone. L'assassino che si vanta di aver macellato l'umanità col diluvio universale e che ha trasformato tale principio assolutista nel principio reggitore di infinite società macellando infiniti popoli per i suoi appetiti di assassino famelico.

Bakunin afferma:

Il materialismo parte dall'animalità per costituire l'umanità; l'idealismo parte dalla divinità per costituire la schiavitù e condannare le masse ad una animalità senza uscita.

Bakunin commette un errore di stampo positivista. Non si può partire da un "passato immaginato" su cui si proietta che cosa si pensa che quel passato sia stato per immaginare uno sviluppo futuro che attraversi il presente vissuto. Si può solo partire dall'analisi del presente vissuto per analizzare gli ostacoli che esistono in questo presente, elaborare il divenuto di tali ostacoli partendo da un passato in cui quegli ostacoli si presentavano in maniera diversa e immaginare un futuro capace di emergere dalla rimozione di quegli ostacoli nel presente. Quando Bakunin afferma che "l'idealismo parte dalla divinità" è perché l'idealismo ha reso funzionale il dio al momento presente cercando di cancellare il divenuto di quel dio. Il divenuto del dio padrone viene conchiuso nell'oblio di un passato immaginario. Gli schiavi ebrei a Babilonia si immaginano di essere gli schiavisti assoluti dell'umanità. Loro come schiavi sapevano come gestire tutte le genti come schiave, non come i Babilonesi che spingevano per l'integrazione delle diverse etnie presenti nella città. Gli ebrei sapevano che cos'era il razzismo in nome della razza eletta; non come questi babilonesi che parlavano di uguaglianza degli uomini qualunque fosse stata la loro etnia. La genesi della bibbia fu scritta nel 600 a.c., ma al tempo di Bakunin veniva fatta risalire al 3000 a. c.. La bibbia è inventata per fini di potere; ai tempi di Bakunin si pensava che fosse un libro storico. Ai tempi di Bakunin si pensava che i Fenici bruciavano vivi i loro primogeniti in onore di Baal, anche se era chiaramente una calunnia e una diffamazione, Bakunin la credeva vera. Il dio dei cristiani è sempre il macellaio di Sodoma e Gomorra, ma gli idealisti attualizzano tale principio espresso nell'attività di genocidio adattandola alla società attuale e, sottomettendo gli uomini al dio padrone che giustificano, non fanno altro che reiterare i principi sociali che sono alla base dei comportamenti del macellaio di Sodoma e Gomorra che vediamo messi in atto dai cristiani in tutto il mondo.

Non si parte da un passato per elevarsi; non esiste un elevarsi. Esiste un adattarsi al variare delle condizioni, ma la schiavitù non è una condizione alla quale ci si adatti. Esiste una continua trasformazione del presente in cui il macellaio di Sodoma e Gomorra ricostruisce continuamente il suo controllo sugli uomini rinnovando le modalità e i mezzi con cui imporre la schiavitù. Gli idealisti sono uno di questi metodi.

L'ostacolo alla vita degli uomini è il macellaio di Sodoma e Gomorra e quel criminale in croce che viene imposto all'infanzia. Non capire questo ha portato gli anarchici non solo a fallire nelle prospettive immaginate, ma li ha portati a contribuire alla repressione della vita, al rinnovo della schiavitù, in quanto hanno chiuso nell'illusione di un avvenire persone sensibili. Persone capaci di soggettivare le tensioni emotive che attraversano la società. Persone sensibili che soggettivavano i problemi e le angosce sociali sono state mandate allo sbaraglio immolate sull'altare del dio padrone anziché essere attrezzate adeguatamente per modificare il presente in cui vivevano. Uno Stato può reggersi sui fucili, ma la vita si regge soltanto se gli uomini sapranno usare le armi degli Dèi e sconfiggere il dio padrone cristiano e il criminale in croce che fu arrestato mentre praticava pederastia con un bambino nudo.

Davanti al terrore cristiano l'infanzia è nuda: sta alla società proteggerla.

Questa è una condizione di polizia, non si può discutere con i sant'uomini idealisti mentre stuprano bambini per imporre la fede nel macellaio di Sodoma e Gomorra.

La chiesa come potenza nasce dalla pratica dello stupro dell'infanzia. Uno stupro emotivo continuo e sistematico in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra e del criminale in croce. Proteggere l'infanzia dall'attività criminale dei cristiani è il passo che le società dovranno compiere. Perseguire penalmente il macellaio di Sodoma e Gomorra e il criminale in croce è il secondo passo che le società civili dovranno compiere per aprirsi al loro futuro.

Nota:Le citazioni sono tratte da "Dio e lo Stato di M. Bakunin Ed. la nuova sinistra di Samonà e Savelli 1971

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Marghera, 04 marzo 2014

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.