La percezione e conoscenza Avadhi
La conoscenza del mondo come tempo

Stregoneria e conoscenza dei Jainisti
terzo stadio della conoscenza

Orfeo e Platone
Un'antica guerra religiosa - Sedicesima parte

di Claudio Simeoni

Orfici e Platonici

Che cosa intendono i Jainisti con la percezione Avadhi?

L'Avadhi è la conoscenza diretta delle cose, anche a distanza di tempo e spazio; è la conoscenza per mezzo della chiaroveggenza.

L'interpretazione che ne dà Radhakrishnan S. nella sua Filosofia indiana (il testo buddhista che sto usando e dal quale traggo le citazioni) è chiaramente un'interpretazione superstiziosa derivata dall'ideologia da onnipotenza buddhista.

Si tratta della conoscenza dell'azione come oggetto. Un tipo di conoscenza della realtà del mondo percepita dall'individuo solo mediante le azioni. Le azioni diventano oggetto. Le azioni vengono percepite non solo in quanto azioni, ma come sequenza di azioni che hanno indotto l'azione percepita; sicché alla coscienza dell'individuo è presente non solo l'azione, che diventa l'oggetto considerato, ma l'insieme delle azione che hanno manifestato l'azione che diventa oggetto percepito su cui il soggetto concentra la sua attenzione.

Questo modo di conoscere la realtà del mondo, è sconosciuto alla ragione. La ragione, infatti, separa la sua descrizione degli oggetti dal mondo dell'azione. La ragione non concepisce l'oggetto nel momento in cui si trasforma, ma solo l'oggetto di prima e l'oggetto di dopo la trasformazione. Nel descrivere le trasformazioni di un oggetto la ragione parla di un presente attuale e di un presente abbandonato (passato). Nel mondo dell'azione o del tempo, ogni azione è presente con i suoi effetti e ogni modificazione dell'oggettività include delle azioni che agiscono sulle azioni e spesso su azioni che hanno generato l'azione che noi consideriamo un oggetto e alla quale rispondiamo con i nostri processi adattativi. Nel mondo del tempo l'azione non è manifestata da un oggetto, ma l'agire è oggetto.

Chi opera con la consapevolezza nel tempo, opera in relazione all'azione, ma l'azione, in relazione alla quale opera, è portatrice di tutte le azioni che hanno concorso a formarla. Quelle azioni concorrenti sono azioni in essere che si esprimono in quella singola azione (selezionata come esempio). L'azione su quell'azione percepita avviene spesso sulle azioni che hanno manifestato quell'azione che consente di ottenere una modificazione dell'azione nei confronti della quale ci si relaziona. Per dare un'idea, è come se tutte le azioni dell'universo nello spazio e nel tempo fossero presenti, al di là dell'oggetto che le manifesta, e noi possiamo agire, rispondendo a tali azioni, anche se nel mondo della ragione tali azioni furono fatte da soggetti sconosciuti o di un milione di anni fa o dall'altra parte della terra, dell'universo o, magari, emersi dalla materia oscura dell'universo.

Questo modo di conoscere il mondo, descritto in maniera approssimativa per trasmettere ciò che nella ragione non ha parole per essere trasmesso, è un mondo completo. Il mondo in cui agisce Cronos. Un modo completo ed autosufficiente di percezione del mondo in cui viviamo che era presente alla percezione degli Esseri prima che fosse fondata la percezione del mondo mediante la descrizione della ragione. Da questo modo di percepire e di abitare il mondo il mondo, e dall'altro sconosciuto, emerge la ragione, sia la Mati che la Sruti, la quale veicola i risultati della percezione del soggetto nel tempo affinché siano utilizzabili nel mondo della ragione.

L'idea di conoscere le cose lontane nel tempo e lontane nello spazio, è un'idea di onnipotenza della ragione che non riesce a comprendere che ogni oggetto della sua descrizione di quantità e forma è manifestato da un insieme di volontà che hanno agito modificando il proprio presente fatto da insiemi di volontà che a loro volta si sono adattate ed hanno agito nel loro presente. La trasformazione come coscienza dell'insieme che si trasforma e che concorre a trasformarsi nel momento in cui la trasformazione avviene, è uno sconosciuto della ragione nel quale l'individuo, una volta che ne diventa consapevole e vi accede, può agire per manipolare la realtà del mondo senza che la ragione riesca a percepire quell'agire salvo doverlo giustificare a posteriori.

Nel sistema di stregoneria Castanediano si chiama praticare la lucidità che quando non imprigiona l'individuo in una consapevolezza dell'agire, lo porta a sviluppare il suo Potere di Essere. Il Potere di Essere è lo sviluppo della coscienza, della conoscenza, della consapevolezza della capacità empatica come relazione emotiva fra i soggetti del mondo in cui viviamo.

L'emozione è la vita. Il respiro di Afrodite negli Esseri della Natura. Dal respiro di Afrodite gli Esseri crescono costruendo la loro coscienza, sapere, consapevolezza, conoscenza seguendo gli impulsi del desiderio libidico che li trasforma in "adulti". Da adulti, individui della Natura sono diventati esseri razionali e da Esseri razionali iniziano il loro percorso di conoscenza e consapevolezza liberando prima i Titani che Padre Zeus ha relegato nel Tartaro e poi Urano Stellato che Cronos ha evirato per costruire il mondo del tempo.

La seconda forma di conoscenza, coscienza e consapevolezza sconosciuta alla ragione è:

Il quarto livello di conoscenza dei Jainisti il Manahpayaya.

Il Manahparyaya(vai)

Claudio Simeoni

Marghera, 11 febbraio 2012

 

La nascita di Fanes, Protogono, Eros Primordiale

Sculture di Wolfgang Joop 54esima Biennale Venezia

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Orfeo e Platone

Si tratta di due modi diversi ed inconciliabili mediante i quali pensare e vivere il mondo in cui si nasce. Mentre Platone si fa artefice e demiurgo del mondo, Orfeo si fa cantore e viaggiatore del mondo in cui è nato. Mentre Platone, attraverso Socrate pretende di imporre le leggi e le regole della società e dell'universo, Orfeo costruisce le relazioni con la vita e con la Natura. Platone, con Socrate, pretende di essere il padrone degli uomini, Orfeo un uomo che vive.