Non avrai altro dio fuori che me!

Secondo comandamento dell'Esodo
(Primo per la chiesa cattolica)

Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891173003 Il libro si può ordinare in libreria

Indice dieci comandamenti

Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti. Esodo 20, 3

Il secondo comandamento è un ordine. Un ordine che i capi ebrei imposero agli ebrei; gli ebrei ai popoli vicini; i cristiani lo imposero ai loro "seguaci" che lo imposero militarmente ad ogni individuo e ad ogni popolo. Tutti costoro portarono morte e distruzione per la gloria di dio in quanto, il loro dio aveva ordinato:

Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti. Esodo 20, 3

E' il secondo comandamento dell'Esodo. Esodo 20, 3. Fra i cattolici, questo è il primo comandamento in quanto, il precedente è considerato un "prologo" o una "premessa" oppure, in alcuni casi, viene unito direttamente a questo in modo da formare un tutt'uno. Io, però, seguo l'ordine dei comandamenti descritti nell'Esodo. Seguendo la struttura dei comandamenti dell'Esodo e volendo essere chiaro nell'ideologia italiana del cattolicesimo, si crea uno sfasamento nella definizione dell'ordine numerico dei comandamenti che tenterò di compensare usando indistintamente (anche se in qualche sprovveduto potrei creare confusione) l'ordine dell'Esodo o l'ordine che ne dà la dottrina della chiesa cattolica.

Questo comandamento ha dominato la storia dal 300 d.c. fino al 1948. Ancor oggi, questo comandamento, giustifica le stragi e il genocidio e ha visto l'ONU e le Costituzioni moderne costruire principi di condanna a questo ordine criminale ed inumano.

Io, dio, dice il dio degli ebrei, punisco fino alla terza o la quarta generazione coloro che non mi adorano (coloro che mi odiano).

Questo comandamento va considerato come una sintesi di tutti gli ordini di sterminio di chi non si mette in ginocchio che sono nella bibbia. Lo sterminio degli altri popoli all'interno di una visione razzista per cui l'altro popolo o l'altra città deve essere sacrificata per compiacere il dio dei cristiani o perché da lui maledetta.

Questo incitamento all'odio lo troviamo in Geremia, Ezechiele e Isaia, cioè fra coloro che dominano i deportati a Babilonia. Un odio che diviene il fondamento del Pentateuco, da quegli ebrei, spacciato come un libro antico (la bibbia viene "riscoperta" come un libro antico dopo il ritorno da Babilonia da Elkia nel tempio di Gerusalemme. Perché dopo? Perché prima della deportazione a Babilonia gli ebrei non sapevano scrivere.) e che ha la funzione di imporre la nuova religione del dio unico, elaborata a Babilonia, ai "rimanenti". A coloro che non furono esiliati in Babilonia dai Caldei. Mentre i rimanenti, coloro che non furono deportati a Babilonia, continuavano a seguire l'antica religione, facendo passare i loro figli fra i fuochi, gli esiliati in Babilonia scrissero il Pentateuco e altre storie legittimando il loro diritto di ammazzare tutti coloro che ancora seguivano la "vecchia religione". Lo scontro nel libro dei Re fra i seguaci del dio unico e i seguaci di Baal, altro non è che lo scontro fra coloro che hanno elaborato la concezione del dio unico a Babilonia e coloro che, invece, erano rimasti e che continuavano a seguire le tradizioni di Baal.

A Babilonia gli ebrei avevano usato la religione, dio unico e sé stessi come popolo eletto di quel dio unico, come collante per evitare che gli ebrei si integrassero nella popolazione Babilonese di cui, peraltro, erano parte importante e riconosciuta.

La religione diventa il fondamento dell'ebreo che non ha una società civile diversa dalla religione. Il dio degli ebrei è colui che detta le leggi della vita sociale e la vita sociale deve essere redatta in funzione delle leggi che il suo dio detta. Per la prima volta nella storia il sistema sociale diventa lo specchio del dio e il dio diventa lo specchio del sistema sociale. Mentre a Babilonia le leggi erano le leggi del re ispirate dagli Dèi; per gli ebrei le leggi sono quelle immutabili del loro dio padrone che sanciva e giustificava il possesso del "suo" popolo. Mentre Babilonia può cambiare le leggi quando ispirate diversamente, gli ebrei servono quella legge uccidendo chiunque la voglia cambiare.

Per questo motivo, mentre i Babilonesi non avevano necessità di imporre una religione, accogliendole tute, gli ebrei devono ammazzare chiunque non si inginocchi davanti al suo dio unico.

Per la prima volta nella storia nasce la guerra di religione.

Chi non adora il dio unico e padrone degli ebrei deve essere ammazzato e costretto a sottomettersi al dio unico degli ebrei.

E' la rivoluzione portata dagli ebrei: la religione non è più uno strumento con cui abitare, leggere ed interpretare il mondo, ma con gli ebrei diventa uno strumento per sottomettere il mondo ad una morale e a principi giuridici estranei agli Esseri Umani e al mondo. L'uomo viene estromesso dal centro del mondo e gli ebrei vi mettono il loro dio padrone al quale piegano l'uomo.

Ancor oggi, la chiesa cattolica, col catechismo della chiesa cattolica, esalta il diritto di ammazzare chi non segue la religione cattolica. Si arroga il diritto di ammazzare in virtù dell'ordine dato dal suo dio per bocca di Mosè (Catechismo Romano 328, 1994).

In tutti i libri della bibbia la guerra contro le altre religioni e il massacro degli "infedeli" domina ogni passo. Si tratta di un continuo incitamento all'odio religioso. Un odio religioso manifestato in modo ossessivo, pianificato, esaltato come santo e premiato dal dio padrone.

La genesi della bibbia ha lo scopo di giustificare il dio padrone degli ebrei.

Gli ebrei a Babilonia ascoltano le storie religiose dei Caldei, dei Sumeri, degli Assiri, dei Medi. Imparano frequentando le scuole di Babilonia e riscrivono quelle storie modificandole a loro uso e consumo; spesso ne fraintendono i significati, come il discorso attorno alla donna nata dalla costola di Adamo. Viene costruito il mito di una schiavitù più antica avvenuta in Egitto e il mito di un inesistente Mosè che avrebbe redatto le "tavole della legge", questi dieci comandamenti, come reinterpretazione in chiave di "popolo eletto" di alcune leggi Caldee e Sumere che apprendevano nelle scuole di Babilonia. Venne costruito il mito di un ipotetico fondatore Abramo che, guarda caso, fa il viaggio da Ur dei Caldei alla Palestina.

Il massacro dei popoli diversi dal "popolo eletto" è uno sport praticato in maniera sistematica anche se solo desiderata (anche se, proprio per le storie inventate, è più desiderato che storicamente avvenuto).

Il comandamento: "Non avrai altro dio al di fuori di me", viene dimostrato, nella bibbia, sia con altri ordini, leggi, sia con una serie di esempi pratici con i quali attuarlo. Attuare l'ordine del dio padrone per conquistarne la benevolenza. Distruggere città e popoli per la gloria del dio padrone. Come con Esodo 22, 19 dove si dice:

"Chi sacrifica ad altri Dèi fuorché al signore solo, sia punito con la morte."

Continua con Esodo 32, 25-35, passo riportato anche nel Catechismo Romano 1994 che giustifica il diritto della chiesa cattolica di ammazzare chiunque non si sottometa al suo dio.

Il massacro dei Madianiti imposto da Mosé che adoravano, secondo la bibbia, Baal-fagor. Numeri 25, 1-9 e ancora per lo sterminio di uomini, donne e bambini Madianiti vedi Numeri 31, 1-21. Dove, fra l'altro, il dio dei cristiani, per bocca di Mosé usa lo stupro come arma di guerra. Dei prigionieri Mosé ordina:

"uccidete tutti i bambini maschi e tutte le donne che hanno avuto rapporti intimi con un uomo, invece le fanciulle vergini, che non hanno ancora conosciuto l'uomo, serbatele in vita per voi." Numeri 31, 17-18

Non è da meno il Deuteronomio. Come comportarsi con i Cananei e i loro Dèi che esprime l'odio religioso degli ebrei che, dopo averli fatti prigionieri,

devono "macellali tutti e non venire a patti con loro, né conceder loro grazia." Deuteronomio 7, 1-6

Sempre contro gli Dèi dei Cananei, il dio degli ebrei incita all'odio religioso ordinando di non seguire i culti dopo aver massacrato le popolazioni. Deuteronomio 12, 29-31

Oppure come ammazzare chi propaganda idee religiose diverse da quelle del dio padrone degli ebrei. Il dio degli ebrei e dei cristiani ordina di macellare i propri parenti se adorano un altro dio e ne manifestano il pensiero, o come sterminare gli abitanti delle città che adorano un dio diverso. Deuteronomio 13, 1-19

Macelleria di chi non adora il dio degli ebrei e dei cristiani che viene elevata a "maledizione". Maledizione imposta come dovere da imporre mediante la manipolazione mentale alle persone. Come in Deuteronomio 27, 15

"Maledetto l'uomo che fa un idolo scolpito, o di getto, opera di mano d'artefice, abominazione per il signore, e lo colloca in un luogo occulto! Tutto il popolo risponda e dica: Amen!" Deuteronomio 27,15

Il macello della città di Ai ordinato dal dio degli ebrei, voluto dal dio degli ebrei e perpetrato da Giosuè. Dice il dio degli ebrei:

"Il signore disse a Giosuè: "Non temere e non turbarti! Prendi con te tutti i combattenti e sali contro Ai. Ecco che io do in tuo potere il re di Ai, il suo popolo la città e tutta la regione. Tu farai ad Ai e al suo re come hai fatto al re, e alla città di Gerico. Tuttavia potrete prender e per voi il bottino e il bestiame. Tendi agguati dietro la città." Giosuè 8, 1-2

"Quand'ebbero terminato di uccidere gli abitanti di Ai, a colpi di spada, per la campagna e per il deserto, dove li avevano inseguiti, tutti gli Israeliti si rivolsero contro la città e quella pure fu passata a fil di spada. Il numero delle vittime di Ai, tra uomini e donne, salì in quel giorno in 12.000 persone." Giosuè 8, 24-25

Gedeone distrugge l'altare di Baal per ordine del suo dio padrone:

"Il signore poi gli ordinò in quella stessa notte: "Prendi il toro grasso di tuo padre, quello di sette anni, distruggi l'altare di Baal che possiede tuo padre, taglia il bosco sacro che vi è a fianco, edifica al signore, il tuo dio padrone, sulla cima di questa roccia, un altare ben preparato ed offri il toro grasso in olocausto sopra la legna del bosco da te tagliato." Giudici 6, 25-26

Ed è la logica della distruzione dei culti religiosi diversi da quello ebreo e cristiano che viene espressa in Gedeone che distrugge i templi di altri Dèi e come viene impedito a chi adora quegli Dèi di chiedere giustizia per il torto subito, Giudici 6, 28-32. E' la logica dell'odio religioso che si esprime nel disprezzo dei popoli.

I massacri dei sacerdoti di Baal ad opera di Elia il sanguinario assassino:

"Allora Elia ordinò loro: "Prendete i profeti di Baal: non ne scampi nemmeno uno!" Ed essi li presero. Poi egli li fece scendere presso il torrente Cison ove li sgozzò." I Re 18, 40

Il macellaio assassino Jeu che funge da esempio per i nazisti quando sterminarono gli ebrei durante l'occupazione della Russia:

"Poi Jeu, entrato nel tempio di Baal insieme con Jonadab, figlio di Recab, disse agli adoratori di Baal: "Cercate bene e badate che fra di voi non ci sia qualche adoratore del dio padrone, ma soltanto adoratori di Baal". Questi allora entrarono per offrire sacrifici ed olocausti. Or, Jeu aveva fatto disporre fuori ottanta armati, ai quali dette quest'ordine: "Chi lascerà fuggire uno qualunque di questi uomini che vi metto nelle mani, pagherà con la propria vita quella del fuggito." Terminato che fu l'olocausto, Jeu ordinò ai soldati e agli ufficiali: "Entrate e uccideteli: non ne scampi nemmeno uno". I soldati e gli ufficiali li passarono a fil di spada, poi penetrarono fin nel santuario del tempio di Baal, gettandovi dei cadaveri, ne trassero fuori le statue e le bruciarono. Fecero a pezzi la stele di Baal, ne distrussero il tempio e lo trasformarono in luogo immondo." II Re 10, 23-27

Il terrore di Giosia contro al libertà di religione e di culto come esempio dell'odio egli ebrei contro la razza umana; prologo all'odio del Gesù di Nazareth (II Re 23):

"Poi il re comandò al sommo sacerdote Elkia, al sacerdote in seconda e ai portinai di gettare fuori dal tempio del signore tutti gli oggetti che servivano al culto di Baal, di Ascera e degli astri del cielo. Li fece bruciare fuori di Gerusalemme, nella campagna del Cedron e ne portò le ceneri a Bet-El. Scacciò i sacerdoti degli Dèi, che i re di Giuda avevano destinato a bruciare l'incenso sugli alti luoghi, nelle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e quelli che bruciavano incenso a Baal, al Sole, alla Luna, alla Dodici Costellazioni e a tutti gli Astri del cielo. Fece togliere dal tempio del dio padrone e portare fuori di Gerusalemme il palo della Dèa Ascera, lo bruciò nella valle del Cedron e lo ridusse in cenere, che fu poi buttata nel cimitero della gente comune. Demolì la casa di prostituzione attigua al tempio del dio padrone, dove le donne tessevano tuniche per Ascera. Radunò tutti i sacerdoti dalle città di Giuda e sconsacrò tutti gli Alti Luoghi, dove quei sacerdoti avevano offerto incenso, da Gabaa fino a Bersabea. Distrusse il Tempietto dei Satiri, situato all'ingresso della porta di Giosuè, governatore della città, a sinistra di chi entra per la porta della città. Però ai sacerdoti degli Alti Luoghi non fu permesso di salire all'altare del dio padrone in Gerusalemme; tuttavia mangiavano il pane azzimo in mezzo ai loro fratelli. Egli dissacrò Tofet, nella valle di Ben-Hinnom, affinché più nessuno potesse immolarvi il proprio figlio o la figlia bruciandoli sul fuoco in onore di Moloc. Fece sparire i cavalli, che i re di Giuda avevano dedicato al Sole, all'entrata del tempio del dio padrone, presso l'abitazione dell'eunuco Natan-Melek, situata negli edifici annessi e bruciò il Cocchio del Sole. Fece demolire anche gli altari eretti sopra la terrazza di Acaz, e fatti innalzare dai re di Giuda, e gli altari che Manasse aveva fatto costruire nei due cortili del tempio del dio padrone; il re li demolì, li frantumò e ne disperse la polvere nella valle del Cedron. Giosia rese inservibili al culto degli Dèi anche gli Alti Luoghi, che erano di fronte a Gerusalemme e a sud del monte degli Ulivi, quelli che Salomone, re d'Israele, aveva eretto ad Astarte, Dea dei Sidonii, a Camos, Dio di Moab, e a Milcom, obbrobrioso Dio dei figli d'Ammon. Fece a pezzi i Cippi, abbatté i Tronchi rappresentanti Ascera, e riempì quei luoghi di ossa umane. Inoltre abbatté e ridusse in polvere l'Altare che era a Bet-El e l'Alto Luogo erettovi da Geroboamo, figlio di Nabat, che fece prevaricare Israele, e bruciò anche l'Ascera. Guardando poi intorno e veduti i sepolcri che erano sul monte, Giosia mandò a prendere le ossa di quei sepolcri e le bruciò sull'Altare, rendendolo così inservibile al culto, secondo la parola del dio padrone, pronunziata dall'uomo del dio padrone, quando Geroboamo, durante la festa, era presso l'altare. Poi Giosia, girando lo sguardo, posò gli occhi sopra la tomba dell'uomo del dio padrone che aveva predetto queste cose e domandò: "Di chi è quel sepolcro che io vedo?". Gli uomini del luogo gli risposero: "E' il sepolcro dell'uomo del dio padrone, che venne da Giuda e predisse le cose che tu ora hai compiuto riguardo all'altare di Bet-El". Il re allora disse. "Lasciatelo stare: nessuno tocchi le sue ossa". E le ossa di lui rimasero intatte insieme con quelle del profeta che era venuto da Samaria. Inoltre Giosia demolì tutti i Templi degli Alti Luoghi che si trovavano nella Samaria, e che i re d'Israele avevano eretto, suscitando lo sdegno del dio padrone, e fece di essi tutto quello che aveva compiuto a Bet-El. Immolò sugli altari stessi tutti i Sacerdoti degli Alti Luoghi che là si trovavano, poi bruciò ossa umane su quegli altari. Dopo questo tornò a Gerusalemme. Giosia impartì quindi a tutto il popolo quest'ordine: "Fate la pasqua del dio padrone, il dio vostro, secondo quello che sta scritto nel libro dell'alleanza". Dal tempo dei Giudici, che avevano governato Israele, e per tutto il tempo dei re d'Israele e dei re di Giuda, non fu mai celebrata una pasqua come quella. Sicché solo nel diciottesimo anno del re Giosia fu celebrata a Gerusalemme una tale pasqua in onore del dio padrone. Giosia fece sparire anche i negromanti, gl'indovini, i terafim, gli Dèi e tutte le abominazioni che si erano viste nella terra di Gerusalemme e di Giuda per mettere in pratica le parle della legge, scritte nel libro che il sacerdote Elkia aveva ritrovato nel tempio del dio padrone. Non vi fu prima di Giosia un re simile a lui, che abbia servito il dio padrone con tutto il suo cuore, con tutta la sua anima, con tutte le sue forze, secondo tutta la legge di Mosé; e neppure dopo non ne sorse più uno uguale a lui. Ma il dio padrone non depose più l'ardente sua ira, di cui era acceso contro Giuda, a causa degli oltraggi con cui Manasse lo aveva provocato. Il dio padrone ormai aveva deciso: "Anche Giuda io toglierò dal mio cospetto, come tolsi Israele, e rigetterò questa città, Gerusalemme, da me eletta, e questo tempio di cui dissi: Qui dimorerà il mio nome"." II Re 23, 4-27

Giosia macella i Sacerdoti degli Dèi della Samaria per puro odio religioso. Distrugge quanto può distruggere della devozione religiosa della Palestina. Saranno poi i cristiani cattolici a macellare i Samaritani con Giustiniano.

Nelle II Cronache c'è un'ulteriore descrizione di morte distruzioni della devozione e delle religioni per l'odio degli ebrei asserviti ad un dio padrone.

"Quando queste feste furono terminate, tutti gli Israeliti che si erano trovati presenti, si sparsero per le città di Giuda a distruggere i Cippi e i Simulacri della Dea Ascera, a demolire gli Alti Luoghi, ad atterrare gli Altari, in tutto Giuda e Beniamino, in Efraim e Manazze, finché non li ebbero fatti sparire completamente. Poi tutti i figli d'Israele se ne tornarono nei loro possessi e nelle loro città." II Cronache 31, 1.

Potrei continuare con altri passi, presi da Geremia, Isaia, Ezechiele, ecc. che sono minacce dei capi dei deportati che minacciano gli ebrei accusandoli di aver peccato. Una minaccia che estendono come anatema a tutti i popoli fino ad invocare i Medi o i vendicatori, chiamando beati coloro che sbatteranno le teste dei bambini di Babilonia contro le pietre.

L'odio religioso contro ogni religione diversa, ha la sua origine nella bibbia.

Non è da meno il criminale Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui; che ordina di procurarsi le spade (forza politica per imporre la religione); che afferma di non essere venuto a portare la pace, ma la spada (le guerre i religione per imporre il suo dio assassino); che offende le società civili pretendendo che i magistrati si mettano in ginocchio davanti a lui; che viene arrestato col ragazzino nudo; che si ritiene in diritto di gettare le persone là dove ci sono tormenti e stridor di denti; che incita al razzismo nei confronti di chi ha un'altra religione (i Farisei, i pii); che esalta e santifica gli assassini per convinzione religiosa, come gli Zeloti.

L'odio religioso è rinnovato da Gesù che rappresenta un continuità con l'odio religioso degli ebrei:

"Il diavolo lo trasportò di nuovo sopra un monte altissimo, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi gli disse: "Tutto questo ti darò se ti prostri e mi adorerai". E allora Gesù gli rispose: "Vattene, nemico, perché sta scritto: "Adorerai il dio padrone, il tuo padrone, e servirai a lui solo"." Matteo 4, 8-10

L'odio per religioni diverse non c'era mai stato nella storia. Come già ho detto, l'invenzione degli ebrei consiste nel cambiare l'uso della religione: farla diventare lo strumento di dominio sui popoli e giustificazione per ogni genocidio. Come quel Cirillo che nel 400 è uno dei primi ideatori della "soluzione finale" contro chi non si mette in ginocchio davanti al suo dio padrone (che poi è una proiezione di lui stesso). Nel 428 Cirillo minacciava gli eretici affermando:

"Se non si convertono, il mio dio padrone farà luccicare la mia spada contro di loro". Storia criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner Vol. II

Generazioni di ragazzi sono cresciuti leggendo la bibbia ed eccitandosi immaginando la guerra che avrebbero fatto contro i Pagani e delle distruzioni che avrebbero portato.

Il cristianesimo, preso dagli ebrei, come l'ebraismo, non è in grado di giustificare la propria religione come elemento importante per gli uomini. Può solo imporlo come malattia mediante la violenza che fa sentire agli uomini un senso di colpa. Una malattia psicologica della sottomissione, del delirio di onnipotenza nell'identificazione con lo sterminatore al servizio del dio padrone. Solo l'uomo stuprato, che ritiene sé stesso un peccatore, e vede chiuso ogni possibile futuro, può cercare una "redenzione" o una "riabilitazione" capace di aprirgli nuove prospettive d'esistenza. Solo costui può mettersi in ginocchio davanti al dio padrone e muovere guerra affinché altri si mettano in ginocchio.

La guerra agli infedeli caratterizzerà tutta la storia del cristianesimo.

Gli infedeli non sono uomini, ma schiavi, merce, roba da comperare, vendere, catturare, torturare, macellare.

Farò poche citazioni tanto per capire come vengono applicate nella storia le direttive del dio padrone dei cristiani e la sua esigenza di essere considerato l'unico dio, padrone degli uomini e delle loro scelte.

"Dopo che un'altra legge imperiale nel 529 ha confermato l'esclusione dai pubblici uffici e dalle cariche, come anche da ogni attività di insegnamento dei Pagani e degli altri non cattolici, Giustiniano inaugura, nella primavera di quello stesso anno, numerosi processi contro impiegati pubblici renitenti in materia religiosa, insistendo in una persecuzione materiale e spirituale fino a quel momento senza precedenti (in taluni casi ancora peggiore al di là dei confini), che puntava alla totale eliminazione. Questo era lo scopo della maggior parte della legislazione antipagana, che certo fu elaborata con severità inusitata. "Noi non tollereremo di assistere tranquillamente a questo disordine" si disse nel 529, quando venne chiusa l'Accademia di Atene (l'ultima grande università Pagana), tutte le sue proprietà confiscate, e l'insegnamento della filosofia proibito per sempre. I più importanti pensatori Ateniesi, tra cui Damascio, capo dell'Accademia, emigrarono in Persia, a quanto pare tornando successivamente in patria, in contrasto con l'opinione dominante. Gli ultimi Templi d'Egitto vennero chiusi, oppure, come il famoso Tempio di Giove Ammone nel deserto libico, trasformati in chiesa cristiana: tutti i Pagani vennero dichiarati incapaci di compiere qualsivoglia atto giuridicamente valido. Se ne ordinò il battesimo coatto, compresi i poppanti; per mezzo di ciò il confessore e delegato dell'imperatore, il futuro vescovo di Efesto Giovanni di Amida un monofisita siriaco allargò il regno di dio con 70-80000 nuovi cristiani, 96 nuove chiese e 12 monasteri nelle provincie dell'Asia, della Caria, della Lidia e della Frigia, come egli stesso esaltò ma non senza una massiccia costrizione e corruzione: l'imperatore doveva probabilmente aver pagato un tanto a testa. Si condannò con la pena di morte la celebrazione dei sacrifici, la venerazione di immagini Pagane, il ritorno di cristiani al Paganesimo, come anche ognuno che, pur essendo cristiano, non aveva cristianizzato i propri immobili. Poiché però nelle regioni sviluppate d'Oriente il Paganesimo sopravviveva proprio nei settori più istruiti, la persecuzione colpì a Costantinopoli molti appartenenti alle classi più alte filosofi, alti impiegati dello Stato, senatori, medici, contro i quali si procedette con destituzioni, confische di beni, torture e condanne capitali. Grammatici, sofisti, avvocati, uomini di medicina: tutti vennero incarcerati, convertiti a forza, a volte giustiziati. Statue di divinità e libri Pagani vennero pubblicamente bruciati, come nel giugno del 559 sul Kynegion, dopo aver trascinato per le vie della città le "immagini idolatriche" che erano state raccolte. Tutti coloro che non avevano ricevuto il battesimo, come già abbiamo visto, come anche tutti i cristiani che stavano fuori dalla chiesa cattolica, erano completamente privi di diritti, e vennero duramente perseguitati per i più piccoli delitti religiosi." Da Storia Criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner Vol. II pag. 276-277

Oppure contro gli ebrei autori dell'odio religioso come mezzo di controllo delle persone:

"Una circolare del del 537 così si rivolge al prefetto Giovanni di Cappadocia: "Vostra eminenza mi ha brevemente riferito del fatto che ebrei, samaritani, montanisti o altre orribili persone si annidano tra uomini di corte che ancora oggi la nostra vera e santa fede non ha illuminato, ma stanno nelle tenebre senza percepire nella loro anima i veri Misteri; e poiché noi abbiamo in odio gli eretici, essi credono per questo motivo di essere liberi da ogni obbligo di corte..." . L'imperatore, stupito del fatto che il suo Prefetto non ha subito "straziato" tutti quelli che la pensano in questo modo, ordina per tutti l'ulteriore permanenza a corte, così come l'adempimento dei servizi e dei pagamenti, ma contemporaneamente negando loro ogni passato privilegio di corte. Al contrario, essi non dovevano più "godere di alcun onore, ma soffrire un destino adeguato all'infamia in cui vogliono mantenere la loro anima". Giustiniano oppresse gli ebrei sia dal punto di vista giuridico che sociale: essi non potevano entrare in possesso di nessun oggetto ecclesiastico, né beni della chiesa, né terreni che erano previsti per l'edificazione di edifici sacri, e in nessun modo di schiavi cristiani (nel caso in cui l'avessero fatto, avrebbero dovuto liberarli immediatamente e pagare 30 soldi di multa; ogni attività che comportasse il possesso di schiavi era dunque con ciò impossibile per gli ebrei). L'imperatore li dichiarò anche giuridicamente incapaci di testimoniare in un processo contro un cattolico; solo se questi fosse entrato in conflitto con un non cattolico, essi avrebbero potuto servirgli da testimone. Per quanto riguarda l'Africa, dove gli ebrei erano perseguitati come i donatisti (cosa che aveva causato ripetutamente l'insorgere di grandi rivolte), l'imperatore emanò una legge antigiudaica particolarmente severa, ordinando che le sinagoghe non potevano mantenere la loro funzione, ma dovevano essere trasformate in chiese provvedimento on il quale, per la prima volta, la protezione statale per quelle sinagoghe ancora tali venne di fatto eliminata, e il loro utilizzo religioso in generale impedito. La "cristianizzazione" delle sinagoghe era davvero assai in voga, come quella dei templi pagani. Così, una sinagoga di Edessa divenne la chiesa di s. Stefano, quella di Alessandria la chiesa di s. Giorgio, quella di Costantinopoli la chiesa di Maria (chiesa di Calcocrate), per opera di Teodosio II, quella di Dafni la chiesa di s. Leonzio. Successivamente, fu il vescovo Vittorio a trasformare in chiese le sinagoghe di Palermo; ma già prima lo aveva fatto Giovanni di Efeso, patriarca di Costantinopoli sotto Giustiniano, con sette sinagoghe in Asia, Caria, Lidia, Frigia. Le sinagoghe, come i Templi Pagani, vennero trasformate pubblicamente, spesso in maniera violenta, ancor prima che i cristiani le utilizzassero. Avvenne anche che le sinagoghe fossero date alle fiamme o rase al suolo e quindi, al loro posto, costruita una chiesa, come era avvenuto ad Apamea." Da Storia Criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner Vol. II p. 277-278

I massacri fatti prima e dopo questo periodo, in obbedienza al comandamento "Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti." si sprecano. Tutta la storia altro non è che la violenza con cui questo comandamento viene imposto.

Se è vero che le guerre contro i popoli obbediscono ad esigenze che spesso hanno ben poco a che fare con la religione cristiana, è altrettanto vero che per stimolare le persone a fare guerra, la religione cristiana e la gloria del suo dio è l'argomento principe con cui si dirigono i sentimenti delle persone e le si incitano a combattere per la maggior gloria del dio padrone cristiano. La scoperta delle Americhe è una questione economica; il suo dominio un affare religioso cattolico. Fin dal primo momento Cristoforo Colombo pianta la croce e impone la violenza criminale del battesimo.

Guerra di annientamento per imporre: "Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti." vanno di pari passo alla diffamazione, denigrazione, ingiurie, dei popoli e degli individui con cui giustificare la loro distruzione a maggior gloria del dio padrone dei cristiani.

Scrive il Catechismo della Chiesa cattolica a tal proposito per giustificare il suo genocidio e cercare la comprensione per le stragi che ha commesso:

"2104 "tutti gli uomini sono tenuti a cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda dio e la sua chiesa, e, una volta conosciuta, ad abbracciarla e custodirla." (Concilio Ecumenico vaticano II , Dignitatis Humanae) Non si contrappone ad un "sincero rispetto" per le diverse religioni, le quali "non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini" (Concilio Ecumenico Vaticano II, Nostra Aetate) né all'esigenza della carità, che spinge i cristiani "a trattare con amore, prudenza e pazienza gli uomini che sono nell'errore o nell'ignoranza circa la fede." Catechismo della chiesa cattolica 1994

Parole offensive, ingiuriose, contro tutti coloro che i cristiani, e i cattolici in particolare, hanno macellato per costringere in ginocchio al loro dio padrone. Parole ingiuriose che vengono reiterate in un dovere al genocidio e all'aggressione delle persone che nel catechismo della chiesa cattolica del 1994 suona come una sua pretesa a violentare le persone (come del resto ha legittimato Ratzinger) per imporre il suo dio padrone:

"2105 Il dovere di rendere al dio padrone un culto autentico riguarda l'uomo individualmente e socialmente. E' "la dottrina cattolica tradizionale sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e l'unica chiesa di cristo" (Concilio Ecumenico Vaticano II, Dignitatis Humanae) evangelizzando senza posa gli uomini, la chiesa si adopera affinché essi possano "informare nello spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture della comunità" (Concilio Vaticano II, Apostolicam Actuositatem) in cui vivono. Il dovere sociale dei cristiani è di rispettare e risvegliare in ogni uomo l'amore del vero e del bene. Richiede loro di far conoscere il culto dell' "unica vera religione che sussiste nella chiesa cattolica ed apostolica" (Concilio Vaticano II, Dignitatis Humanae). I cristiani sono chiamati ad essere la luce del mondo. La chiesa in tal modo manifesta la regalità di cristo su tutta la creazione e in particolare sulle società umane." Dal Catechismo della chiesa cattolica 1994

Dunque, legittimazione del genocidio, della violenza del dio padrone, del criminale Gesù, della chiesa cattolica fino ai delinquenti Teresa di Calcutta o padre Pio.

Per fare una storia criminale del cristianesimo è necessario partire dal genocidio di Cirene e Salamina per arrivare, di genocidio in genocidio, al genocidio del Ruanda e dei genocidi dei bambini in Inghilterra, in Irlanda con i processi ai preti pedofili, al genocidio degli aborigeni australiani, che sono avvenuti fino a qualche anno fa e che, nelle missioni cattoliche, stanno ancora avvenendo, come nelle guerre di religione in corso in Iraq e Afganistan, voluta dai cristiani integralisti, Bush, cristiano rinato, Blair, convertito al cattolicesimo, Berlusconi, cattolico integralista.

Sono i cristiani cattolici che macellano i popoli dell'Europa del Nord per imporre il cattolicesimo. E' Carlo Magno che macella i popoli per imporre il cattolicesimo. Sono i papi cattolici che macellano i musulmani e macellano i bambini d'Europa nelle crociate dei bambini e dei pezzenti. Sono i cristiani che macellano centinaia di milioni di Indios in America. Sono i cristiani che deportano 200.000.000 i schiavi dall'Africa, ne distruggono la cultura, alimentano il colonialismo e le stragi. Sono i cristiani che portano guerra e distruzione. Sono i cristiani che organizzano la prima guerra mondiale. Sono i cristiani che alimentano la seconda guerra mondiale. Sono i cristiani che costruiscono i campi di sterminio. Sono i cristiani che macellano gli eretici. Sono i cristiani che macellano milioni di streghe. Sono i cristiani che costruiscono una morale contro l'uomo. Sono i cristiani che distruggono la cultura. Sono i cristiani che costruiscono la miseria sociale e morale. Sono i cristiani che stuprano e violentano milioni e milioni di bambini a maggior gloria del loro dio padrone. Sono i cristiani che costruiscono i manicomi e gli internamenti. Sono i cristiani che criminalizzano come colpa tutti coloro che hanno figli handicappati. Sono i cristiani che impongono la violenza sessuale al fine di impedire alle persone di gestire il loro corpo portando la violenza nei rapporti sessuali. Sono i cristiani che criminalizzano la donna in quanto donna.

Al cristianesimo e alla volontà di imporre il loro dio padrone, vanno ascritti tutti i delitti contro l'umanità commessi dagli ebrei prima e dai cristiani fino ad oggi con la violenza di la sua volontà di stuprare i bambini e le dittature che hanno insanguinato i vari paesi e al persistere del colonialismo attraverso il terrore dei missionari cattolici che agiscono per diffondere AIDS e miseria.

Si tratta di un orrore che attraversa il mondo per circa 2000 anni: orrore, morte e distruzione in nome di: "Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti."

A questo la società civile si è ribellata attraverso un processo storico che ha la sua conclusione nella condanna delle pretese del dio padrone dei cristiani di: "Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti."

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

nel 1948 dichiara, contro le pretese del dio padrone cristiano:

Articolo 17

1) Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà privata sua personale o in comune con gli altri.

2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

1)Ogni individuo ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.

2) Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

La Costituzione della Repubblica Italiana (1948):

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Pese.

Articolo 19

Tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato e in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buoncostume.

Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti del'Uomo e delle Libertà Fondamentali (Gazzetta ufficiale del 1955):

Articolo 9

Ogni persona ha il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; questo diritto importa la libertà di cambiare religione o pensiero, come anche la libertà di manifestare la propria religione o il proprio pensiero individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, per mezzo del culto, dell'insegnamento, di pratiche e compimento di riti.

La libertà di manifestare la propria religione o il proprio pensiero non può essere oggetto di altre limitazioni oltre a quelle previste dalla legge, e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, per la sicurezza pubblica, la protezione dell'ordine, della salute e della morale pubblica o la protezione dei diritti o le libertà di altri.

Patto internazionale sui diritti civili e politici

New York 16 dicembre 1966

Entrata in vigore il 23 marzo 1976

Articolo 18

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell'osservanza dei riti, nelle pratiche e nell'insegnamento.

2. Nessuno può essere assoggettato a costrizioni che possano menomare la sua libertà di avere o adottare una religione o un credo di sua scelta.

3. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere sottoposta unicamente alle restrizioni previste dalla legge e che siano necessarie per la tutela della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico e della sanità pubblica, della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali.

4. Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del caso, dei tutori legali di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in conformità alle proprie convinzioni.

Trattato di Nizza

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI

(approvata dal Parlamento europeo il 14 novembre 2000

Entrata in vigore in maniera definitiva per tutti i paesi

dell'Unione Europea con il trattato di Lisbona il 01 dicembre 2009)

Articolo 10

Libertà di pensiero, di coscienza e di religione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti.

2. Il diritto all'obiezione di coscienza è riconosciuto secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l'esercizio.

Articolo 11

Libertà di espressione e d'informazione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

Articolo 12

Libertà di riunione e di associazione

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che implica il diritto di ogni individuo di fondare sindacati insieme con altri e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

2. I partiti politici a livello dell'Unione contribuiscono a esprimere la volontà politica dei cittadini dell'Unione.

In tutti i paesi del mondo è sentita l'esigenza di fermare il delirio del dio padrone dei cristiani e di liberare i cittadini dalle costrizioni che l'odio degli ebrei ha imposto a tutto il mondo per 2500 anni.

Il "Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti" rappresenta la fonte dell'odio e delle atrocità cui è stata sottoposta l'umanità.

Ancor oggi il dio padrone dei cristiani viene usato per alimentare guerre e distruzioni, come in Iraq, e per attentare ai diritti civili dei cittadini che il dio padrone dei cristiani, nelle varie forme in cui si esprime, dalle organizzazioni religiose alle organizzazioni politiche, odia per poter ridurre le persone alla sottomissione.

Il dio padrone dei cristiani è il principale nemico delle società civili. La fonte dell'odio che impedisce ai popoli di costruire il loro futuro.

Marghera, 13 dicembre 2009

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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I dieci comandamenti ebrei e cristiani

I dieci comandamenti di ebrei e cristiani sono un insieme di leggi che legittimano la schiavitù, il genocidio e la trasformazione degli individui da soggetti di diritto Costituzionale ad oggetti di proprietà. I dieci comandamenti sono leggi fatte da un padrone per legittimare il suo essere padrone.