L’uomo e il mondo
Nel suo vivere quotidiano
Fra cristianesimo e Paganesimo Politeista
Fra psicologia e psichiatria
Di
Claudio Simeoni
Vai all'indice su libido e realtà delle Streghe e degli Stregoni.
Solo da
una ventina d’anni si è iniziato ad analizzare il ruolo delle emozioni
all’interno dell’intelligenza dell’individuo. Le emozioni, l’intelligenza
emotiva, stanno faticosamente entrando nell’uso comune da quando Joseph LeDoux
ha scritto “Il cervello emotivo, alle origini delle emozioni” e Daniel Goleman
ha scritto “Intelligenza emotiva”. I recenti studi sul cervello hanno
arricchito la nozione di Freud sull’inconscio riabilitando tutta la parte
antica del cervello che è il fondamento dell’esistenza umana. Poi, gli studi
ancora più recenti, hanno dimostrato come il cervello e la coscienza siano parte di un sentire e
percepire ben più ampio che l’individuo fa con tutto il corpo. I recenti studi
scientifici hanno dimostrato il ruolo dell’ambiente sulla selezione della
capacità di percezione dell’individuo e sulla funzione, secondaria e
contingente, di quella che viene chiamata ragione.
In secoli
passati la ragione dovette essere liberata dai fantasmi della superstizione.
Solo che, una volta rimossi alcuni fantasmi del superstizione, la ragione era
dominata d altri fantasmi della superstizione. Questo perché la ragione è un
sottoprodotto dell’individuo, utile per alcuni aspetti delle relazioni sociali,
ma assolutamente inutile, se non zavorra, quando si tratta di costruire le
relazioni fra il singolo individuo e il mondo in cui vive. Quando si
costruiscono relazioni con il mondo in cui si vive, li si costruiscono in base
a bisogni e desideri, che sono stimoli generati da pulsioni soggettive. Tali
pulsioni e tensioni soggettive non hanno nulla di “razionale”. La ragione, semmai, ne disciplina la loro
manifestazione in base alle possibilità nella società, ma la ragione non
determina né gli stimoli, né è in grado di descrivere la necessità degli
stimoli e delle pulsioni che si limita a descrivere e giustificare.
Termini
come subconscio, preconscio, inconscio, sono tutti termini soggettivi usati per
indicare fonti da cui emergono stati di consapevolezza di relazione
dell’individuo col mondo in cui viviamo e che non sono direttamente compresi
nella ragione. Solo recentemente si è scoperto che esistono relazioni nel mondo
che non sono compresi dal normale uso dei sensi della ragione e che la ragione
non è lo strumento con cui l’uomo si relaziona con il mondo, ma è lo strumento
con cui l’uomo descrive il mondo e la sua necessità di giustificarsi.
Il grande
ostacolo che impedisce la comprensione della “natura umana” è dato dalla
ragione. Quando la ragione si manifesta nell’individuo? Da quando lo
spermatozoo è entrato nell’ovulo a quando il bambino inizia ad usare i cinque
sensi come la ragione li descrive, quali sono le relazioni che vengono
costruite nel mondo dal bambino e dal mondo con il bambino?
La
ragione umana galleggia su un universo emotivo di comunicazioni e di relazioni.
Da quell’universo scaturisce la coscienza, ogni specifica coscienza. Ogni
specifica coscienza ha un infinito numero di possibilità di trasformazioni
anche se questo infinito numero è limitato dal divenuto delle varie specie
della Natura. Nella costruzione del suo divenire quella Coscienza ritaglia la
propria specifica percezione in quell’immenso e dopo aver raggiunto la sua “forma”,
in cui percepire il mondo, passa il resto della sua esistenza a dilatare questa
“forma” per comprendervi tutto l’universo possibile. Quella coscienza che
emerge dall’universo emotivo è innanzi tutto bisogno, pulsione, necessità, che
si trasforma immediatamente in azione nel mondo, risponde alle sollecitazioni
del mondo, si adatta ai fenomeni e alle sollecitazioni, sollecita il mondo ad
adattarsi alle sue scelte. Una coscienza si caratterizza per bisogno e pulsione
e per le relazioni che bisogni e pulsioni costruiscono nel mondo. Solo quando
la coscienza decade trasformandosi da soggetto che agisce nel mondo attraverso
il proprio apparato pulsionale che esprime i bisogni, a soggetto spettatore
delle azioni nel mondo (giudice che si è alienato dal gioco della vita) si
forma la ragione come necessità di descrizione delle relazioni del mondo. Tanto
più una coscienza è alienata dalla vita e tanto più fisse sono le categorie che
quella coscienza eleva a verità.
In quel
momento nasce la ragione, come gli uomini la intendono. I sensi che inviano un
numero infinito di segnali attraverso combinazioni, alimentando di informazioni
la coscienza che agisce nel mondo, per consentirgli di agire al meglio nel
mondo, nella ragione diventano cinque sensi e i loro fenomeni semplificati per
poter essere descritti.
La
semplificazione della realtà oggettiva imposta dalla ragione finisce per
diventare metro di misura all’interno della specie. Costringe la specie a
semplificare la lettura del mondo e della vita per adattarsi alla ragione. Solo
che la ragione è piena di fantasmi perché l’immenso che la circonda, anche se
esorcizzato dalla descrizione, comunque preme alla ragione, si presenta con
fenomeni più o meno violenti e non sempre la ragione, che ha la necessità di
descrivere ciò che si presenta ha categorie di pensiero sufficienti per
offrirne spiegazioni adeguate.
Da qui, o
accettiamo l’idea che siamo circondati da un immenso emotivo che viene vissuto
e praticato da ogni specie della Natura dalle quali sì ci siamo diversificati,
ma dentro di noi esiste la radice di comprensione di unità dell’insieme in cui
viviamo, o accettiamo l’idea che la ragione è l’unico metro di misura del
presente e l’unico modo con cui costruire delle relazioni. Nel primo caso non
dobbiamo scoprire l’intelligenza del serpente, del virus, delle piante, perché
il loro stesso vivere è la dimostrazione della loro intelligenza avendo
attraversato i milioni di anni di adattamento nell’ambiente, come noi. Nel
secondo caso, dal momento che riteniamo la ragione umana metro di misura di
ogni comportamento nell’universo, le specie della Natura non avendo ragione non
devono avere nemmeno intelligenza. Allora non si capisce come mai anche loro
sono uscite dal brodo primordiale, hanno diversificato le specie, adattandosi,
specie dopo specie, arrivando fino a noi dopo milioni di anni.
Se noi
consideriamo un uomo normale, lo pensiamo con certe caratteristiche. Se
quest’uomo perde gli occhi, noi proviamo ad immaginare come sarà la percezione
di quest’uomo. Possiamo immaginare solo rimpicciolendo la capacità di
percezione di un Essere Umano standard. Noi non siamo in grado di immaginare
quali siano le trasformazioni di una persona della sua capacità di percepire il
mondo quando impegna i suoi sensi in un’intensa e ripetitiva attività
quotidiana capace di coinvolgere le sue emozioni. Oggi, alcune analisi ci
dicono che avviene una modificazione dell’uso dei neuroni e che alcune aree del
cervello si specializzano o si trasformano, ma cosa succede al comportamento di
quell’uomo, non siamo abituati a pensarlo. Ci pensiamo tutti uguali in
ginocchio davanti al dio creatore e non ci pensiamo diversi in base a come noi
abbiamo risposto ai fenomeni del mondo. Così il monoteista parla di “superiore
e inferiore” in una scala gerarchica (dono di dio) e non di diverso in base a
scelte diverse e diversi coinvolgimenti emotive nelle scelte nel mondo e nella
vita che hanno generato un diverso divenuto individuale. Sappiamo che allenarci
a correre rafforza le gambe; sappiamo che un’attività intensa modifica le
connessioni neuronali; ma non siamo abituati a trasferire la modificazione
soggettiva negli effetti di un vivere intenso e con passione nella società e
nella Natura.
Esistono
tre mondi che noi viviamo: il mondo della coscienza emotiva, il mondo della
coscienza che agisce nel mondo (lo abita) e il mondo della coscienza che
descrive il mondo (è spettatrice). Quest’ultimo mondo è l’unico mondo che può
essere considerato il mondo della ragione ed è il mondo del logos, della
parola, in cui sono inchiodati i cristiani che guardano come alienati dalla
vita.
Per illustrare
il contenuto fra desiderio, pulsione, bisogno e veicolazione del desiderare nella società
in una dicotomia compulsiva di significato fra ragione ed emozione,
si prestano molto bene le fotografie del Carnevale di Venezia in piazza san Marco.
Il desiderio di fuggire da una realtà che imprigiona le pulsioni dell'individuo, porta il soggetto
ad immedesimarsi in una realtà virtuale in cui egli occupa un ruolo che la realtà quotidiana gli nega.
Da qui
questo dialogo fra sordi che è avvenuto su facebook e nel quale ho tentato di
far comprendere al mio interlocutore l’idea dell’immenso che ci circonda e la
limitatezza della ragione. Riuscire a far comprendere la diversità del divenuto
individuale senza cadere nella trappola della gerarchia monoteista.
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Guardiano
de che ?????? :) |
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Claudio Simeoni Meccanico Apprendista
Stregone Guardiano
dell'Anticristo |
Desiderio
e veicolazione del desiderio in una realtà
immaginata e desiderata |
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Ora e'
tutto chiaro !! :) scherzi a
parte.. cosa fa un "guardiano dell'anticristo" ? |
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Adesso va meglio. Però è un
po' complesso da riassumere 4000 pagine web di filosofia, teologia, sociologia,
psicologia e quant'altro. Ti accontenti
di questa paginetta semplice semplice? http://www.stregoneriapagana.it/apprendistastregone.html Claudio
Simeoni |
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"Uno
Stregone è un Essere della Natura, Essere Umano, Essere Animale di qualunque
specie o Essere Vegetale di qualunque specie che nel corso della propria
esistenza fisica ha sviluppato il Corpo Luminoso (il doppio se preferite) al
punto tale da essere in grado di trasferire la coscienza, volutamente e
coscientemente anche sul piano della ragione, dal corpo fisico a quello
luminoso agendo con l'uno o con l'altro a seconda delle proprie
necessità." Ma in
pratica che significa ?? Che
differenze ci sono tra lei e me, a parte
le sue convinzioni/illusioni ? perche'
il suo credo e' superiore al cattolicesimo o ad altra religione ?? io
toglierei la frase : "sul piano della ragione"... :) ciao |
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La differenza sta nelle azioni che facciamo, negli
impegni che prendiamo, nell'investimento emotivo che facciamo quando agiamo,
pensiamo e discutiamo. Io non ho
un "credo", nel senso che non ho delle "idee" che antepongo
all'esperienza, né faccio dell'esperienza soggettiva un modello di credenze. La frase
che Lei toglierebbe è la chiave di tutto (o una delle chiavi). Per
togliere quella frase è necessario aderire all'ideologia creazionista. Dio crea
l'uomo e l'uomo è ragione, logos. Quando
suo nonno (e anche il mio) era un Essere Unicellulare e nuotava nel brodo
primordiale aveva intelligenza, tensioni emotive, bisogno d'espansione e
comunicava. Ed è
talmente vero che è un dato di fatto che le sue strategie (di adattamento
soggettivo alle variabili oggettive che incontrava) hanno portato a ciò che la
vita è. Ma a quei
tempi non c'era la ragione. E non
c'era nemmeno quando come specie eravamo un piccolo rettile o un piccolo topo. La
ragione umana (anche se essenziale per comunicare, catalogare e descrivere) è
uno dei sistemi più rozzi, primitivi e limitativi, ci separa dalla Natura e
consente alle religioni monoteiste di imporre il delirio di onnipotenza; mette
al centro del mondo dio (cioè sé stessi) e tutti gli altri in ginocchio. Il mondo
emotivo è il fondamento della vita; il mondo del tempo o del mutamento (quello
che pratico come meccanico) è un mondo di relazioni; il mondo della ragione è
il mondo della descrizione. Gli uomini
pensano che le loro decisioni siano razionali, che le loro scelte e i loro
sentimenti siano naturali e invece non conoscono la selezione che è stata
operata sulla loro percezione fin da quando erano nella pancia della loro madre
e poi nella primissima infanzia e non sanno che quando scelgono lo fanno
obbedendo ad impulsi emotivi che si generano nella parte più profonda e antica
del loro cervello (e del loro corpo). Così non
sanno che i problemi sociali, economici, esistenziali e quant'altro non possono
avere soluzioni razionali perché la loro natura non è razionale. Hanno origine
nel mondo emotivo perché la loro natura è di ordine emotivo mentre la ragione,
una volta trovata la soluzione, si limita a giustificare con delle
"ragioni" quelle soluzioni. Perché la
religione che costruisco è superiore ad ogni altra religione? Perché
esistono solo due religioni in tutto il mondo: una religione costringe gli
Esseri Umani in ginocchio davanti ad un dio padrone e dominatore e un'altra
considera gli Esseri Umani e gli Esseri della Natura degli Dèi che costruiscono
il loro futuro insieme a tutti gli Dèi (o intelligenze) del mondo in cui
viviamo. Il mio
lavoro consiste nel costruire questa seconda religione usando la mia pratica di
Stregoneria (magari con un po' più di cultura avrei fatto meglio, ma sarei
stato carente in tensione emotiva). Ho
tentato di essere il più sintetico possibile. Buona
notte. Claudio
Simeoni |
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|
Boh.. io
continuo a non capire perche' il suo "investimento emotivo" dovrebbe
essere in qualche modo superiore al mio. Mi sembra
di assistere alla solita tiritera dei cattolici: solo chi
crede nel loro dio può essere capace di veri sentimenti verso il prossimo...
come se chi si priva ( considerandolo fuffa ) del trascendente, debba per forza
privarsi anche delle emozioni. Io non
metto in discussione la profondità e la qualità dei suoi impegni quotidiani
solo perche' crede all'esistenza del "corpo luminoso", pretenderei
però di essere ricambiato con la stessa moneta anche non credendoci. ;) E' vero..
togliendo l'uso della ragione si può finire per abbracciare ANCHE la teoria
creazionista... e infatti io mi guardo bene dal toglierla !!!! Che le
piaccia o no la ragione e' l'unico strumento che abbiamo per confrontarci e
misurare il mondo esterno... rinunciarvi significa essere in balia di qualsiasi
idea stramba possa passarci per la mente. E
purtroppo non solo per la nostra mente, ma soprattutto per quella di chi si
ritiene per qualche ragione tenutario della verità assoluta. Ben venga
dunque la ragione, se può essere un arma di difesa contro chi cerca di venderci
false illusioni !! Il mondo
emotivo non e' fondamento della vita.. e' parte della vita, come e' parte della
vita il mondo cosiddetto "razionale". Non si può parlare di
equilibrio se si e' sbilanciati da una parte o dall'altra ! Un mondo
di relazione costruito esclusivamente sull'emotività lo vedo alquanto
infantile... può andare bene diciamo fino all'adolescenza, poi diventa
praticamente impossibile da portare avanti, almeno in questa società e al
giorno d'oggi. ( non
dico che FORSE non sarebbe auspicabile.. ma tant'e' ) D'accordissimo
sul discorso della selezione e degli impulsi "preimpiantati" durante tutta
la vita.. e' chiaro che noi siamo ciò che siamo solo per colpa, o merito, di
ciò che ci circonda.. ma mi chiedo come lei possa essere sicuro di non
appartenere all'allegra brigata degli "irrazionali inconsapevoli". Non
capisco come problemi quotidiani, esempio un mutuo da pagare, non debbano
essere affrontati razionalmente e avere soluzioni razionali... se lei si compra
una casa nuova lo fa sull'onda emotiva o dopo aver fatto dei calcoli a lungo
termine sulle eventuali rate da pagare nei prossimi 20 anni ???? Se poi
invece lei intendeva che nessuno ci obbliga a comprare una casa o a cambiare
una macchina ogni tre anni, posso anche essere d'accordo.. ma allora bisogna
intendersi su che tipo di vita noi e i nostri figli siamo disposti a vivere. Nei
"problemi esistenziali" ci possono giusto ricadere quelli di cui lei
parlava..e allora e' giusto che questi siano affrontati col lato destro del
cervello. Secondo
me la ragione non giustifica nulla... non e' quello il suo compito. Se la sua
religione intende portare l'uomo al pari della natura che lo circonda per
costruire insieme ad essa il suo futuro per me va benissimo.. anche perche' in
poche parole non significa altro che rispetto per l'ambiente e per tutti gli
esseri che ne fanno parte. Purtroppo
pero' siamo sempre al punto di partenza.. pc.. connessione ad internet..
cellulari.. automobili... ecc ecc.. sembrano non andare per niente nella
direzione delle sue peraltro buonissime intenzioni. ( pero' puo' darsi
benissimo che qui mi stia sbagliando ) Sulla sua
"pratica di stregoneria" non so che pensare.. spero solo che non
faccia riti magici con candele accese ed erbe triturate, magari sgozzando
agnelli innocenti. :) saluti |
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Così gli
rispondo concludendo questa conversazione:
Lei dice:
Morte
di Luigi Cascioli
Boh..
io continuo a non capire perche' il suo "investimento emotivo"
dovrebbe essere in qualche modo superiore al mio.
Mi
sembra di assistere alla solita tiritera dei cattolici:
solo
chi crede nel loro dio può essere capace di veri sentimenti verso il
prossimo... come se chi si priva ( considerandolo fuffa ) del trascendente,
debba per forza privarsi anche delle emozioni.
Io non
metto in discussione la profondità e la qualità dei suoi impegni quotidiani
solo perche' crede all'esistenza del "corpo luminoso", pretenderei
però di essere ricambiato con la stessa moneta anche non credendoci. ;)
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Dovrebbe
spiegarmi DOVE io avrei detto che il “mio” investimento emotivo è “superiore al
suo”.
Io ho
detto “La diffrenza sta nelle azioni che facciamo, negli impegni che prendiamo,
nell'investimento emotivo che facciamo quando agiamo, pensiamo e discutiamo.”
Io ho
parlato di differenza, non di superiorità.
La
superiorità è un suo bisogno, una sua necessità, non la mia.
Io non le
ho detto ciò che Lei sottintende (la credenza in un qualcosa), ma le ho detto:
“Io non ho un "credo", nel senso che non ho delle "idee"
che antepongo all'esperienza, né faccio dell'esperienza soggettiva un modello
di credenze.”
E lei
ignora in toto quello che io le dico seguendo un’idea o un modello che Lei ha
in testa e che vuole proiettare su di me per farmi aderire al modello pensato
dalla sua ragione su un possibile significato di “Apprendista Stregone”.
Questo in
una discussione non va bene perché appartengono alle fallacie.
Non
esiste la possibilità di “credere nel corpo luminoso”. Il Corpo Luminoso non è
un oggetto in esistenza, è il prodotto delle trasformazioni di un individuo, di
un soggetto della Natura. In Stregoneria non si discute del Corpo Luminoso, si
discute delle trasformazioni dell’individuo: quando il Corpo Luminoso c’è, il
corpo fisico con la sua ragione, è morto.
In
Stregoneria siamo interessati al cammino, non alla meta. Se ricordiamo la meta
è solo perché viviamo in una società fatta di religioni monoteiste che
sfruttano la meta per giustificare la distruzione dell’uomo (il dio padrone che
determina inferno e paradiso; il karma; la reincarnazione; ecc.). La meta la
conosciamo, ma sappiamo che è la meta di OGNI ESSERE DELLA NATURA e che viene
negata all’uomo proprio per la presenza delle religioni monoteiste.
Non c’è
un corpo luminoso che ci attende, c’è una vita da vivere. E, per favore, non mi
metta in bocca categorie che non mi appartengono.
Ogni
individuo, anche Lei, considera sé stesso una sorta di assoluto. Per la propria
ragione ognuno di noi è il meglio del meglio. Le trasformazioni dell’individuo,
per la ragione, non esistono perché significherebbe mettere in discussione la
ragione e la sua descrizione del mondo. E’ un atteggiamento tipico della ragione
l’assioma secondo cui “gli altri sbagliano, hanno torto” in quanto non
aderiscono al modello definito dalla propria ragione soggettiva: da qui i
mostri della ragione o, se preferisce, le convinzioni aprioristiche della
ragione secondo cui è il sole che gira attorno alla terra.
Ragione
come STRUMENTO degli Esseri della Natura (qualunque sia la forma della ragione
che a seconda della loro percezione di forma e quantità le singole specie della
Natura elaborano) e non come rappresentazione del soggetto.
Lei dice:
E'
vero.. togliendo l'uso della ragione si può finire per abbracciare ANCHE la
teoria creazionista... e infatti io mi guardo bene dal toglierla !!!!
Che le piaccia o no la ragione e' l'unico strumento che abbiamo per
confrontarci e misurare il mondo esterno... rinunciarvi significa essere in
balia di qualsiasi idea stramba possa passarci per la mente.
E
purtroppo non solo per la nostra mente, ma soprattutto per quella di chi si
ritiene per qualche ragione tenutario della verità assoluta.
Ben
venga dunque la ragione, se può essere un arma di difesa contro chi cerca di
venderci false illusioni !!
---
Dov’è che
io avrei detto di togliere la ragione?
Io non ho
mai detto una stupidaggine del genere. Questa sua idea nasce dal suo desiderio
che io tolga la ragione per fornirsi degli argomenti di confutazione. Ma è un
suo desiderio che non trova riscontro nelle mie parole.
Semmai io
ho detto: “La ragione umana (anche se essenziale per comunicare, catalogare e descrivere)
è uno dei sistemi più rozzi, primitivi e limitativi, ci separa dalla Natura e
consente alle religioni monoteiste di imporre il delirio di onnipotenza; mette
al centro del mondo dio (cioè sé stessi) e tutti gli altri in ginocchio.”
Il fatto
che Lei interpreti questo come un “togliere l’uso della ragione” è un’altra
fallacia. Mi mette in bocca cose che io non ho detto e che Lei immagina.
Io
immagino che Lei non segua né le religioni dell’Antico Egitto, né la religione
degli Orfici e nemmeno consideri la Teogonia di Esiodo un testo da interpretare
in maniera sacra e religiosa. Se ciò che immagino è sbagliato, mi corregga.
Partendo da questa mia ipotesi, l’idea evoluzionista, in epoca moderna, viene
elaborata a metà da Darwin nel 1859 col testo “L’origine delle specie” cioè
circa 170 anni or sono. Seguendo il suo ragionamento Lei dovrebbe dire che “...
l’uso della ragione si può finire per abbracciare ANCHE la teoria
evoluzionista...” dal momento che nel suo sistema di pensiero è nato prima il
creazionismo espresso dalla ragione e poi l’evoluzionismo darwiniano.
Certo
che, se Lei avesse considerato (o l’umanità avesse considerato) la religione
Orfica o le Religioni dell’Antico Egitto, oppure un testo come la Teogonia di
Esiodo, anziché la bibbia, l’evoluzione darwiniana avrebbe rappresentato un
normale sviluppo dell’idea umana dell’abitare il mondo e della sua realtà
razionale del mondo.
Lei
confonde la ragione come oggetto in sé dal bisogno degli Esseri di usare la
ragione o dell’uso della ragione che ne fanno gli Esseri della Natura o
dell’Essere Umano nel nostro caso.
Lei non
si misura col mondo esterno con la ragione. Se Lei si misurasse col mondo
esterno con la ragione, Freud non avrebbe scoperto il subconscio né la
relazione che esiste fra scelte razionali e spinte pulsionali. Lei non fa
all’amore con la ragione!
Lei con
la SUA ragione discute, giustifica, afferma e nega, quantifica e descrive, ma
non costruisce le relazioni con la ragione. Lei non ammira l’arte con la
ragione né la musica la emoziona con la ragione, né l’amore la travolge con bei
ragionamenti.
Con la
ragione ci si ritiene I PADRONI DEGLI UOMINI. La ragione si ritiene “tenutaria
della verità assoluta” anche quando è il sole che gira attorno alla terra.
E’ la
ragione che forma le illusioni; i mostri a guardia di quanto la ragione non
conosce. Finché Paracelso non gettò nel fuoco i libri superstiziosi di medicina
del suo tempo, la ragione riteneva “saggia” l’affermazione di Platone secondo
cui un demone si impossessava del corpo di Socrate. Dal momento che lo diceva
Platone e lo confermava i vangeli, i demoni erano la causa dei problemi degli
uomini. Quella era una credenza della ragione che non è mai esistita nel Mito,
ma fu inventata dalla filosofia per spiegare il Mito.
E’ la
necessità di piegare il controllo degli individui ad una ragione “oggettivata”
che si formano le malattie mentali, le allucinazioni, le illusioni e, con esse,
il controllo degli individui.
La
scienza è l’arte di ampliare la ragione. Ampliare la descrizione della ragione.
Da quando Freud ha scoperto il subconscio, la ragione dovrebbe descrivere il
comportamento dell’uomo in maniera diversa. Da quando Darwin ha scoperto
l’origine delle specie, la ragione dovrebbe descrivere in maniera diversa
l’origine del mondo e degli individui. Da quando Lorenz ha scoperto
l’intelligenza degli animali gli uomini, razionalmente, dovrebbero avere un
atteggiamento diverso nei confronti degli animali.
Però non
è così!
L’educazione
manipola i bambini affinché si pensino creati; si pretende dal bambino
spiegazioni razionali delle sue azioni (perché lo hai fatto); si continua a
rapportarci nei confronti degli animali come “esseri inferiori” e non come
altri (Lei lo ha fatto anche con me aprendo questa con una categoria di
superiore e inferiore).
La
ragione è solo illusione! La ragione si illude che il sole giri attorno alla
terra; la ragione pensa che il sole sia al centro dell’universo; la ragione
costruisce delle illusioni che ogni scoperta scientifica modifica.
Lei
dice:
Il mondo
emotivo non e' fondamento della vita.. e' parte della vita, come e' parte della
vita il mondo cosiddetto "razionale". Non si può parlare di
equilibrio se si e' sbilanciati da una parte o dall'altra !
Un
mondo di relazione costruito esclusivamente sull'emotività lo vedo alquanto
infantile... può andare bene diciamo fino all'adolescenza, poi diventa
praticamente impossibile da portare avanti, almeno in questa società e al
giorno d'oggi.
( non
dico che FORSE non sarebbe auspicabile.. ma tant'e' )
---
Non esiste
un “mondo razionale”; esiste una ragione che descrive ciò che lei concepisce o
pensa di percepire del mondo. Se esistesse un mondo razionale, sarebbe un
oggetto in sé, elemento oggettivo, invece la razionalità è una manifestazione
soggettiva che viene oggettivata mediante il confronto culturale fra gli
individui nella società. La descrizione razionale del mondo è un accordo
soggettivo fra individui (si brucia Giordano Bruno o Galilei perché esprimono
concezioni razionali diverse) che varia da epoca ad epoca, da cultura a
cultura. Esiste la razionalità del mondo che è quanto possiamo descrivere e
misurare ed esistono le giustificazioni con cui supportiamo le nostre idee sul
mondo: ma se in una cultura fu razionale credere che un demone si impossessi di
un uomo, in un’altra cultura è irrazionale credere che un demone si impossessi
di un uomo.
Quando si
parla (parlare o pensare significa razionalizzare ciò che non appartiene alla
ragione) di emotività, come fa Lei, si parla di veicolazione delle emozioni
nell’ambito ristretto della ragione. L’ambito ristretto della ragione è la
MORALE. Quell’insieme di norme precostituite che la ragione, di quella cultura
e di quella società, impone all’individuo per assoggettarlo a dei modelli di
comportamento codificati.
Tutti i
fantasmi della ragione (dio creatore, il demonio, i sensi di colpa, la
depressione, le angosce, le fobie, e quant’altro) hanno la funzione di impedire
all’individuo di accedere alla struttura emotiva.
Però, se
mi permette, considero scorretto confondere l’individuo come mondo e
l’individuo in relazione alla società. Sono due ambiti di discussione diversi.
Lei
dice:
D'accordissimo
sul discorso della selezione e degli impulsi "preimpiantati" durante
tutta la vita.. e' chiaro che noi siamo ciò che siamo solo per colpa, o merito,
di ciò che ci circonda.. ma mi chiedo come lei possa essere sicuro di non
appartenere all'allegra brigata degli "irrazionali inconsapevoli".
---
L’immenso
dell’universo sia fuori di noi che dentro di noi è infinitamente maggiore di
quanto ognuno di noi può immaginare.
Lei parla
di “impulsi preimpiantati”, si chiama imprinting o manipolazione mentale che
avviene fin dalla pancia della madre e nella primissima infanzia (al di fuori
della ragione) e l’illusione consiste nel pensare naturale e razionale quella
condizione.
Il resto
della sua affermazione, è solo un insulto creazionista.
Lei
dice:
Non
capisco come problemi quotidiani, esempio un mutuo da pagare, non debbano
essere affrontati razionalmente e avere soluzioni razionali... se lei si compra
una casa nuova lo fa sull'onda emotiva o dopo aver fatto dei calcoli a lungo
termine sulle eventuali rate da pagare nei prossimi 20 anni ????
Se poi
invece lei intendeva che nessuno ci obbliga a comprare una casa o a cambiare
una macchina ogni tre anni, posso anche essere d'accordo.. ma allora bisogna
intendersi su che tipo di vita noi e i nostri figli siamo disposti a vivere.
Nei
"problemi esistenziali" ci possono giusto ricadere quelli di cui lei
parlava..e allora e' giusto che questi siano affrontati col lato destro del
cervello.
---
Nella
Natura c’è un “metodo” selettivo usato da molte specie. Come le zanzare o gli
storioni. Riempiono le acque di uova o di larve e “sembra” lasciare al “caso”
la loro maturazione e le loro possibilità di crescita. Noi ora lo sappiamo
perché la scienza ha studiato questi meccanismi (e altri ne deve ancora
studiare), ciò che non sappiamo (o meglio, non vogliamo sapere) è che la nostra
attività quotidiana dal contrarre un mutuo, cercare lavoro, sposarsi, fare un
minestrone, appartiene a tutto un “ventaglio di scelte” o di “possibilità” che
determinano la riuscita o il fallimento della nostra esistenza: come per le
larve di zanzara o per le uova di storione.
Davanti
ad uno spettatore esterno appaiono fallimenti e riuscite nelle uova di storione
o nelle larve di zanzara.
Davanti
ad uno spettatore esterno appaiono fallimenti e riuscite nel contrarre un muto,
nello scegliere un lavoro, nel decidere cose della propria vita.
Lo
spettatore esterno non “vede” né la volontà né l’intelligenza dell’attore. Sia
che questi sia una zanzara, uno storione o un essere umano. Vede solo le azioni
che vanno a buon fine e le azioni che non vanno a buon fine. Sulle azioni
proietta le categorie preconcette della propria ragione: le sue illusioni.
Le illusioni sono come quelle che Lei ha manifestato dando il via
a questa discussione. Se lo ricorda? Scrisse. “Guardiano de che ?????? :)
E ancora: “Ora e' tutto chiaro !! :)
scherzi a parte.. cosa fa un "guardiano dell'anticristo"
?
Il che mi
fa pensare al mio interlocutore come : “Questo crede che un povero pazzo figlio
del dio creatore del mondo faccia miracoli e gli regali la vita eterna!”. Anche
perché, se qualcuno “crede” che non sia mai esistito quel povero pazzo che
millanta di essere il figlio del dio padrone e padrone lui stesso che fa quel
tipo di miracoli e che promette la vita
eterna illudendo e sottomettendo gli Esseri Umani, troverebbe del tutto
naturale che a questa illusione, imposta con la violenza, le persone si ribellino
diventando guardiane di un mondo in cui gli Esseri Umani determinino la loro
esistenza per sé stessi e non in funzione di un’illusione. Troverebbe normale
parlare di Anticristo, qualunque ne sia il significato, che non l’illusione
cattiva e perversa del cristo dei cristiani.
Attraverso
il mondo emotivo noi possiamo vedere l’intelligenza delle uova di Storione o
l’intelligenza e la volontà delle larve di Zanzara, ma dal punto di vista
dell’onnipotenza della ragione, che ci separa dalla vita, non lo possiamo fare
e io non sarò certo colui che tenterà di “convincerti”. Ma tu non sarai
convinto nemmeno quando la scienza scoprirà le strategie dovute
all’intelligenza, del virus dell’HIV.
Questo ci
porta alla questione del pagare mutui o del comprare un’automobile in campo
delle trasformazioni esistenziali: se non sei in grado di analizzare l’aspetto
emotivo della realtà, qualunque imbecille è in grado di rifilarti un mutuo che
non sei in grado di sostenere, titoli spazzatura, bond argentini, o farti cambiare
l’auto perché altrimenti non sei abbastanza figo!
In
pratica, chiunque può usare le tue illusioni dell’imprinting per manipolarti.
Se credi
che il pazzo di Nazareth possa aver fatto miracoli, allora ti vendo anche Padre
Pio e Antonio da Padova e ci faccio i miliardi.
Che poi
tu “creda” o meno nel Corpo Luminoso, è assolutamente irrilevante perché,
fagocitato dall’illusione e dalla credenza, hai rinunciato a costruirlo.
Lei dice:
Secondo
me la ragione non giustifica nulla... non e' quello il suo compito.
---
La
ragione è solo giustificazione. Che poi le sue giustificazioni siano coerenti o
assurde, questo è un altro discorso. L’uomo usava il galleggiamento per
attraversare mari e fiumi, prima che la ragione, attraverso Archimede, ne
descrivesse il principio: la ragione, con Archimede, ha giustificato il
galleggiamento. Ma già l’uomo lo usava nel suo abitare il mondo.
Lei
dice:
Se la
sua religione intende portare l'uomo al pari della natura che lo circonda per
costruire insieme ad essa il suo futuro per me va benissimo.. anche perche' in
poche parole non significa altro che rispetto per l'ambiente e per tutti gli
esseri che ne fanno parte.
Purtroppo
pero' siamo sempre al punto di partenza.. pc.. connessione ad internet..
cellulari.. automobili... ecc ecc.. sembrano non andare per niente nella
direzione delle sue peraltro buonissime intenzioni. ( pero' puo' darsi
benissimo che qui mi stia sbagliando )
---
Lei ha un
concetto creazionista della Natura. Molto primitivista.
Alla
Natura è importante l’Essere Umano, non i cadaveri. L’uomo è compreso nella
Natura; la Natura comprende l’uomo. L’uomo è estraneo alla Natura perché è
separato dal mare emotivo della comunicazione che avviene all’interno della
Natura. Alla Natura non frega niente se l’uomo inquina e distrugge l’ambiente.
Non distrugge la Natura, al massimo distrugge l’ambiente che consente all’uomo
di vivere. La Natura era prima dell’uomo (e prima di un numero infinite di
specie che sono scomparse) e continuerà dopo l’uomo.
Noi non costruiamo
niente insieme alla Natura. La Natura e la Terra si servono dell’uomo per i
loro scopi e più l’uomo inquina e più la Terra è felice; un po’ meno l’ambiente
umano.
La
religione Pagana e la Stregoneria servono all’uomo, ma come il singolo individuo
le usa è una questione che riguarda solo lui.
Le sue
affermazioni appartengono al creazionismo. Il concetto di “portare l'uomo al
pari della natura che lo circonda per costruire insieme ad essa il suo futuro” è un concetto
creazionista. Noi veniamo come specie della Natura, non siamo creati. Siamo
sempre figli della Natura. Qualunque cosa facciamo.
La Natura
comprende le società umane, come un tempo comprendeva i dinosauri, con tutto il
devastante cemento. Quando si sollecitano desideri di nostalgia o desideri
infantili di ritorno all’utero, c’è sempre il tentativo di controllare le
persone sfruttando la complessità di un presente che non sempre sappiamo
padroneggiare. E sono cose da guardare con molto sospetto.
Lei dice:
Sulla
sua "pratica di stregoneria" non so che pensare.. spero solo che non
faccia riti magici con candele accese ed erbe triturate, magari sgozzando
agnelli innocenti. :)
saluti
---
Questo è
solo un insulto. Sporco, squallido e gratuito di persone che ritengono legittimo
stuprare bambini per distruggere il loro futuro mettendoli in ginocchio davanti
ad un crocifisso.
Solo
criminali come Ratzinger e le sue bande di stupratori di bambini, qualunque sia
il ruolo che hanno i singoli individui nella banda di violentatori, fanno
affermazioni squallide come la tua. Solo gli adoratori del macellaio di Sodoma
e Gomorra che violentano l’umanità costringendo bambini in ginocchio si
abbassano ad affermazioni tanto squallide.
Con
questi suoi insulti, questa discussione termina.
Addio
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano
dell’Anticristo
L’idea
delle religioni rivelate che bloccano l’uomo nella ragione, nonostante la
scienza che tenta di dilatare la ragione umana, si scontra con l’uomo che
agisce e che ha delle necessità d’azione e di adattamento nella vita. Ma
soprattutto si scontra con “l’uomo che ama”. Cioè con l’uomo che si fa
travolgere dalle emozioni continuamente. Continuamente si destruttura per
ristrutturarsi dopo ogni emozione.
Coinvolgere
le proprie emozioni nell’attività quotidiana significa destrutturare la propria
coscienza ogni volta che ci si immerge nella soluzione di problemi o in
relazione con gli oggetti del mondo emergendo da questa destrutturazione
diversi che non prima della relazione.
L’uomo
che ama è l’uomo che si emoziona per qualunque cosa. Qualunque cosa è
importante. Nulla è sovrabbondante. Tutto ciò che giunge dal mondo lo travolge.
A
quest’uomo non resta che la disciplina con cui ordinare l’immenso presene nel
mondo. Ma la disciplina nasce dall’agire nel mondo, dal bagaglio di esperienza
che il singolo individuo accumula. La disciplina e l’esperienza, in fondo, sono
proprio quelle che hanno formato la sua ragione limitando i fenomeni che dal
mondo giungevano e mettendo ordine alla risposte della ragione.
Così si
innesta un circolo virtuoso. L’uomo che ama agisce destrutturando, mediante il
coinvolgimento emotivo la sua ragione ed agisce spinto dalle sue pulsioni che
vengono controllate attraverso la disciplina che delimita la percezione. La
disciplina controlla la veicolazione della pulsione nel mondo e finisce per
ristrutturare la propria ragione mediante modificando o diversificando nuovi
punti di vista nei quali interpretare la realtà “razionale” del mondo in cui
vive. Questo processo, che Reich descrive come accumulo tensione carica scarica
rilassamento, ripetuto all’infinito è il processo che cambia il modo dell’uomo di vivere il mondo e quando
glielo spieghi a chi non è abituato a destrutturarsi costui non è in grado di
capirlo perché rifugiato in una ragione che per lui è immodificabile in quanto
creata dal dio onnipotente. Questa ragione è sempre creata da un dio
onnipotente. Qualunque sia la sua religione. Lui è il dio onnipotente che
proiettala sua categoria razionale sul mondo pretendendo di costringere il
mondo ad adeguarsi alla sua categoria descrittiva.
Marghera,
28 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan,
8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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