IL VENETO E LA SUA CIVILTA’
NEL
PALEOLITICO
Prima parte
Nel
Paleolitico troviamo le prime tracce degli Esseri Umani. Appaiono le
lavorazioni degli uomini. Le lavorazioni del legno, della pietra e dell’osso.
In quel periodo la pietra viene lavorata per scheggiatura e non per
levigazione. Il Paleolitico prende il nome dal greco palaiòs
che significa “antico” e Lithos che significa
“pietra”. In questo periodo l’Homo
sapiens è contemporaneo all’uomo di Neanderthal che
scompare senza lasciare discendenti. Il Paleolitico viene diviso in più
periodi: superiore, medio e inferiore. Inoltre, i tre periodi sono suddivisi in
vari periodi: il superiore in Magdaleniano, Solutreano e Aurignaciano; il
medio in Mousteriano-Levalloisiano; il Paleolitico
inferiore in Acheuleano, Chelleano
e Clactoniano, e Prechelleano.
Il
Paleolitico viene seguito dal Neolitico, caratterizzato dalla levigazione della
pietra. Fra il Paleolitico e il Neolitico troviamo un’epoca detta Mesolitico nella quale le due lavorazioni si sovrappongono.
La
nostra domanda è questa: in Veneto com’erano diffuse le popolazioni nel
Paleolitico?
Sono
stati trovati resti di insediamenti umani nel Paleolitico?
Questa sintesi della storia del Veneto precristiano
è a cura di Claudio Simeoni, Meccanico, Apprendista
Stregone e Guardiano dell’Anticristo.
Per
tracciare una mappa mi sono servito del Testo Le Zone Archeologiche del Veneto
a cura del Ministero dei Beni del 1987
FONZASO
Area di
estrazione della selce per la fabbricazione di utensili nel Paleolitico medio (Musteriano) e paleolitico superiore (Aurigaziano)
nonché in età tardo neolitica, eneolitica; presenza
di muri a secco di età presumibilmente medioevale riferibili a casette in un
unico vano.
Datazione:
100.000-10.000 anni fa ; III millennio a.c.
Sito
in località: Campon di Monte Avena (m. 1438)
Adibito
a pascolo
ASIAGO
Descrizione:
Si tratta dell’unico sito montano attribuibile all’Epigravettiano
finale (Paleolitico superiore) rinvenuto in un riparo. Al momento della
scoperta il ricchissimo deposito antropico, addossato ad una paretina rocciosa, era sigillato da un cumulo di massi
crollato dalla volta. Oltre ad abbondante industria litica
è stato rinvenuto un ciottolo di selce recante sul cortice
molteplici segni incisi intenzionalmente. La scoperta è avvenuta nel 1958 e nel
1964
Datazione:
Da 13.000 a 10.000 anni fa
Posizione:
Loc. Buso del Prunno – Riparo “Raffaello Battaglia”
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: -
CHIAMPO
Descrizione:
Testimonianze sporadiche riferibili al paleolitico medio (Musteriano)
e al tardo neolitico; resti di abitati nell’età del bronzo medio recente e
finale; rare tracce riferibili alla seconda età del ferro. – stratigrafia molto
compromessa da scavi non autorizzati
Datazione:
100.000 – 40.000 anni fa; Fine IV millenni a.c.; XV –
X sec. a.c.; V – VI sec. a.c.
Posizione:
Monte Madarosa
Proprietà:
privata
Uso
adibito: incolto
LASTEBASSE
Descrizione:
Sito all’aperto a frequentazione stagionale che ha restituito un’industria litica riferibile ad un complesso epigravettiano
italico tardo (Paleolitico superiore).
Datazione:
15.000 – 10.000 anni dal presente.
Posizione:
Bassa val delle Lanze – I
fiorentini (m. 1482 s.l.m.)
Proprietà:
privata
Uso
adibito: pascolo
LONGARE
Descrizione:
Grande grotta aprentesi lungo il versante meridionale
del monte brosimo che ha restituito abbondanti
reperti paletnologi e paleontologici. Le industrie littiche della “sala grande, grande cavità retrostante
l’atrio, sono databili al paleolitico medio (Musteriano)
e al Paleolitico superiore (Aurignaziano e Gravettiano). Gli scavi effettuati in una nicchia laterale,
nella zona atriale, denominata “grottina
delle Marmotte” hanno restituito un’industria litica
riferibile al Paleolitico superiore (gravettiano) .
La natura del deposito antropico nonché la tipologia degli strumenti rinvenuti
consentono di affermare che la grotta fu frequentata occasionalmente dall’uomo
preistorico assai verosimilmente durante le battute di caccia ai mammiferi di
grossa taglia.
Datazione:
80.000 – 20.000 anni dal presente
Posizione:
Colli Berici – S. Cassiano
– grotta del Broion ( m. 150 s.l.m.)
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: ---
MOSSANO
Descrizione:
I ricchi depositi di questa ampia cavità andarono in parte distrutti a partire
dal Medioevo, quando essa fu trasformata in eremo. Nel secolo scorso inoltre,
essi furono utilizzati come fertilizzanti. L’esplorazione archeologica ha
interessato i depositi posti sia all’imboccatura della grotta sia in un’area
antistante ad essa e ha provato che si tratta di un vero e proprio insediamento
con officina litica in situ. Gli strumenti litici , ottenuti con tecnica levallois e di ridotte
dimensioni, sono riferiti ad un aspetto locale del Musteriano
(Paleolitico medio). pochi manufatti, rinvenuti nella parte superiore del
deposito formatosi all’imbocco della grotta, ne attestano la frequentazione
anche durante il Paleolitico superiore.
Datazione:
80.000 – 35.000 al presente
Posizione:
Colli Berici – grotta maggiore S. Bernardino ( m, 135
s.l.m.)
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: ---
MOSSANO
Descrizione:
Piccola cavità aprentesi sul versante sud-orientale dei
colli a poca distanza dalla grotta maggiore di s. Bernardino. Nello scavo del
1964 fu messo in luce un ricco deposito con fauna pleistocenica ed industria litica, tipologicamente omogenea
che pare riferibile (nonostante il numero limitati di manufatti) ad un
complesso finale del Paleolitico medio, caratterizzato da una forte percentuale
di strumenti a ritocco erto. Sul piano cronologico il deposito trova alcuni
punti di riferimento nella serie di grotte del Broion,
pure sui colli Berici, e della grotta A di Veia, sui monti Lessini.
Datazione:
80.000 – 35.000 anni fa
Posizione:
Colli Berici – grotta minore di S. Bernardino
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: ---
MOSSANO
Descrizione:
La grotta aprentesi sulla parte alta del versante
orientale, consta di tre cavità. L’esplorazione archeologica, condotta dove i
depositi non erano stati ancora rimossi, ha interessato la “sala terminale”
cioè la cavità più interna e una nicchia laterale detta “grottina
azzurra”. L’industria litica è riferibile al
Paleolitico superiore e, specificatamente in successione cronologica, all’Aurignaziano, al Gravettiano,
all’Epigravettiano italico antico (unica
testimonianza della presenza dell’uomo nell’area padana intorno a 18.000 anni
dal presente) e dell’Epigravettiano italico recente.
La grotta era utilizzata dai cacciatori
quale ricovero temporaneo durante le battute di caccia per lo più a
mammiferi di grossa taglia. Gli strumenti sono riferibili prevalentemente ad
armature. la grotta fu frequentata anche durante il Mesolitico
e l’Eneolitico.
Datazione:
40.000 – 10.000 anni dal presente; VIII – III millennio a.c.
Posizione:
Colli Berici – grotta di Paina
(m. 345 s.l.m.)
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: ---
NANTO
Descrizione:
La grotta di apre su un versante del Monte Alto, non molto distante dalla
grotta di Paiana. I depositi si conservano in una
grande nicchia nella parte più interna della cavità ed hanno restituito
un’industria litica riferibile alla fase antica dell’Epigravettiano italico (Paleolitico superiore). La grotta
fu usata come riparo temporaneo durante le battute di caccia specialmente
all’orso delle caverne di cui sono stati rinvenuti abbondantissimi resti osteologici. La parte alta del deposito contiene manufatti
di età oloceanica.
Datazione:
20.000 – 15.000 anni dal presente.
Posizione:
Colli Berici – Covolo
fortificato di Trene (m. 360 s.l.m.)
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: ---
ROANA
Descrizione:
il deposito ha restituito industria litica riferibile
al paleolitico medio ( Musteriano) e resti paleontologici
di Ursus spelaeus,
Marmota marmota e Capra ibex.
Datazione:
80.000 – 35.000 anni dal presente
Posizione:
Valle del Ghelpach – Cava degli orsi
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: ---
ROANA
Descrizione:
La parziale esplorazione del deposito ne consente una datazione generica al
Paleolitico medio.
Datazione:
80.000 – 35.000 anni dal presente
Posizione:
Valle del Ghelpalch – grotta Obar
de Leute (m. 900 s.l.m.)
Proprietà:
demaniale
Uso
adibito: ---
DOLCE’
Descrizione:
grande riparo sottoroccia con vari livelli di occupazione da parte dell’uomo.
La zona doveva trovarsi ai margini di un lago che occupava la parte meridionale
della Val d’Adige
Datazione:
Paleolitico e Mesolitico
Posizione:
Riparo Soman
Proprietà:
privata
Uso
adibito: ---
GREZZANA
Descrizione:
Riparo sottoroccia in cui sono stati trovati una sepoltura e alcuni resti
abitativi. Dal punto di vista cronologico e culturale i depositi contengono una
sequenza completa delle varie fasi del Musteriano e
dell’Epigravettiano. Notevoli sono alcuni ciottoli
con delle figure incise. – lo scavo è aperto (1987)
Datazione:
Paleolitico medio e superiore
Posizione:
Riparo Tagliente
Proprietà:
privata
Uso
adibito: ---
RONCA’ – S. GIOVANNI ILARIONE (ARZIGNANO – CHIAMPO)
Descrizione:
Testimonianze del paleolitico medio (Musteriano) ,
dell’età del bronzo medio recente e finale, della seconda età del ferro.
Datazione:
1.000.000 – 40.000 (ma? per me è scappato uno zero! può essere?); XV – VIII
sec. a.c.; VI – V sec. a.c.;
Posizione:
loc. Monte Calvarina
Proprietà:
privata e Ministero della Difesa
Uso
adibito: militare e boschivo
S.
AMBROGIO DI VALPOLICELLA
Descrizione:
Stazione all’aperto del Paleolitico inferiore e medio. I materiali appartengono
al Musteriano. E’ significativo il ritrovamento di un
frontale umano.
Datazione:
Paleolitico
Posizione:
Loc. Ca’ Verde
Proprietà:
privata
Uso
adibito: incolto
SANT’ANNA D’ALFAEDO
Descrizione:
grande arco naturale, con grotte in cui sono state trovate tracce di stazioni
paleolitiche e neolitiche. In un riparo sono state trovate tracce di una
incisione attribuibile al Paleolitico superiore
Datazione:
Paleolitico e Neolitico
Posizione:
Loc. Ponte di Veia
Proprietà:
privata
Uso
adibito: ---
Queste
quindici località stanno a dimostrare la grande diffusione dell’Essere Umano
nell’età Paleolitica in Veneto.
Una
presenza umana nel periodo Paleolitico che condurrà il Veneto nella cultura
Neolitica. Molti insediamenti databili nell’età Paleolitica sono occupati anche
nell’età Mesolitica e Neolitica riversando la cultura
forgiata nel Paleolitico nella nuova era.
E’ da
notare che la cultura Paleolitica non è limitata ad una zona, ma attraversa la
Francia, la Spagna, l’Inghilterra e in generale l’intera Europa. E’ facile pensare
che ci fossero delle comunicazioni piuttosto frequenti.
Nel
periodo Aurignaciano vennero scolpite una serie di
statuette femminili. Tutte queste figure hanno tratti comuni. Gli artisti del
Paleolitico Aurignaciano hanno scolpito statuette
raffiguranti donne. Probabilmente le donne della loro società. Mostrano delle
caratteristiche comuni. I grandi seni, le natiche sporgenti, gambe sottili,
qualcuna incinta. Sono state definite steatopighiche.
Qualcuno ha ipotizzato un culto femminile, ma si tratta di fantasia. Alcune
statuette sono state trovate anche in Italia, nel modenese e nell’Emilia
Romagna, in Austria e in Russia.
Vedremo
come a Vicofertile, in provincia di Parma è stata,
invece, rinvenuta una statuetta simile datata attorno al 5000 a.c., cioè in pieno periodo Neolitico. La statuetta stessa
rappresenta una continuità culturale e sociale della cultura Paleolitica che si
riversa nel Neolitico.
Riuscire
a far comprendere l’importanza della cultura degli Esseri Umani che vissero nel
Paleolitico e come questa cultura sia un sostrato fondamentale delle culture
umane è un’impresa quasi impossibile fintanto che le persone sono educate a
considerare con disprezzo e sufficienza chi le ha precedute in un delirio di
onnipotenza che impedisce loro di intravedere tutte le possibilità che
avrebbero potuto manifestarsi e individuare i motivi per i quali quelle realtà
possibili non si sono realizzate.
Marghera 22.07.2008
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