LE ESPERIENZE DI PREMORTE E LA RICERCA DEL PIACERE NEL VIVERE PER SFIDA.

La morte del corpo fisico Ŕ la felicità che indica alla vita la necesità di cercare continuamente la felicità.

Una felicità che deve essere intesa come LIBERTA' attraverso la quale ogni singolo individuo veicola le proprie pulsioni nel mondo libero da filo spinato e da sbarre morali che gli impediscono la SUA libertà.

Le esperienze di Premorte sono oggetto di studio in quanto, tali esprienze, non posono essere negate dati i molti racconti e i molti rapporti nelle mani degli studiosi. Le religioni, spesso, tendono a ritenere le esperienze di premorte una conferma delle loro teorie religiose. In realtà c'è solo la conferma della manipolazione mentale che le religioni hanno messo in atto sulle persone veicolando sulle loro affermazioni le aspettative della morte e del dopomorte degli individui.

L'esperienza del Near Death Experiences non è un'esperienza di morte, ma è un'esperienza del proprio immaginare la morte là quando l'individuo pensa di non aver più vita fisica. Si tratta dell'immaginazione che si appropria di tutto l'apparato di percezione del soggetto e lo costringe a focalizzare la sua attenzione sull'aspettativa immaginata.

L'individuo della specie umana è un soggetto divenuto per un numero infinite di trasformazioni soggettive. Trasformazioni che la specie ha messo in atto in milioni e milioni di anni. Ogni individuo e ogni soggetto ha la capacitÓ di percepire il mondo in un numero infinito di modi a seconda dei sensi e della combinazione dei sensi che il singolo individuo, in tutte le fasi evolutive della specie, ha costruito, usato e modificato per favorire il divenire dei suoi figli. Quando gli Esseri Umani erano un'unica celluta, percepivano il mondo e costruivano, attraverso quel modo di percepire il mondo, le loro relazioni con esso. Quegli infiniti modi di percepire il mondo sono sempre dentro di noi, ma la nostra ragione li allontana dalla nostra coscienza.

Nel momento in cui la ragione ha la sensazione di morire, cessa di descrivere il mondo in cui l'individuo vive, alza l'ultima barriera costringendo al'individuo a misurarsi con i fantasmi che la ragione ha posto ai confini della coscienza. I fantasmi sono le idee apriori che ci sono state imposte e che abbiamo fagocitato. Le abbiamo fagocitate al punto tale che queste idee danno forma alle allucinazioni nelle quali viene inchiodata la nostra attenzione. Un'attenzione in cui la ragione muore nella SUA consolazione.

Queste allucinazioni fungono da barriera fra noi e l'infinito. In quelle allucinazioni muore la nostra ragione, la forma del mondo che la nostra ragione descriveva. Quando qualcuno ritorna porta le esperienze di quelle allucinazioni. Allucinazioni che vengono vissute come esperienze assolute in quanto hanno coinvolto tutti i sensi dell'individuo e l'individuo le ha vissute con tutto sÚ stesso. Le ha vissute come esperienze reali, assolute.

E' necessario comprendere che la ragione resiste alla morte del corpo fisico, perché la morte del corpo fisico Ŕ la morte della ragione. La morte del corpo fisico pu˛ portare alla nascita del corpo luminoso, ma non alla nascita di un'altra ragione.

Che cosa ci dicono, allora, le esperiene di premorte? Ci dicono che noi abbiamo un apparato di percezione del mondo che ci circonda che usiamo in maniera molto parziale. Ci dicono che noi non temiamo la morte in quanto Esseri della Natura, ma temiamo la morte solo in quanto fallimento della nostra esistenza. La nostra ragione teme la morte e cerca immagini di consolazione solo perché per tutta la vita la ragione si è rinchiusa su sé stessa. Noi, come Esseri Umani, temiamo la morte del corpo fisico perché abbiamo rinchiuso la nostra esistenza nell'ambito della ragione e ci siamo sottomessi ai suoi fantasmi. Alle sue idee aprioristiche sul mondo: alla superstizione che la ragione ci ha imposto per impedirci di indagare il mondo in cui vivevamo.

Il segreto per affrontare la morte Ŕ quello di vivere con passione: vivere cercando la felicità. Così la morte arriva come l'ultima frontiera della felicità. La felicità della morte del corpo fisico quando ogni felicità della vita è negata.

Nelle esperienze di premorte il cristiano vedrÓ la sua madonna o il suo Ges¨ che lo atendono: ma sono allucinazioni. Il buddista incontrerÓ i suoi santi: ma sono delle allucinazioni. L'induista incontrerÓ Brhama o Visnù: ma sono le sue allucinazioni. Sono i desideri di persone sconfitte quando il loro cervello secernerà quelle sostanze allucinogene per favorire e rendere indolore il trapasso

IL PENSIERO DELLA STREGONERIA NEL PAGANESIMO POLITEISTA E LE QUESTIONI SUL NEAR DEATH EXPERIENCES (ESPERIENZE DI PREMORTE) ATTRAVERSO L'ANALISI DEI DATI E DELLE IPOTESI FORMULATE AL 1° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI STUDI DELLE ESPERIENZE DI CONFINE TENUTO A S. MARINO IL 16-18 MAGGIO 1997.

CONCLUSIONI DELLA STREGONERIA PAGANA


1) GLI INTERESSI DELLE SCIENZE

2) GLI INTERESSI DELLE RELIGIONI RIVELATE

3) IL CONDIZIONAMENTO EDUCAZIONALE

4) NASCITA E MORTE

5) LA STRUTTURA DEL CORPO FISICO

6) OBE IN NDE

7) LA DISTRUZIONE DELLA COSTRUZIONE

8) LA COSTRUZIONE DEL CORPO DI ENERGIA

9) IL DISCORSO SULL'IBOGA

10) ESPERIENZE INFERNALI

CONCLUSIONI


Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

tel. 041933185

E-mail claudiosimeoni@libero.it

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