Proposta
di modifica della seconda parte della
Costituzione
della Repubblica Italiana
Di Claudio Simeoni
Articolo attuale – Art.
92.
Il Governo della
Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che
costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della
Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di
questo, i ministri.
OK
Articolo attuale – Art.
93.
Il Presidente del
Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento
nelle mani del Presidente della Repubblica.
Così da modificare – Art. 93.
Il Presidente del Consiglio dei
ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle
mani del Presidente della Repubblica.
Da quel momento sono giuridicamente
responsabili delle loro azioni che potranno essere perseguite su richiesta dei
cittadini qualora violino i principi Costituzionali.
Con la raccolta di cinquecentomila
firme i cittadini potranno sottoporre il loro quesito contro le azioni del
Governo o dei singoli ministri alla Corte Costituzionale la quale, in caso di
condanna per violazione alle norme Costituzionali, chiamerà personalmente i
singoli ministri o il Governo a risarcire i danni ai cittadini. Le sentenze
della Corte Costituzionale dovranno essere emesse entro novanta giorni dal
deposito delle cinquecentomila firme per la richiesta presso la Corte di
Cassazione. I cittadini avranno novanta giorni per raccogliere le
cinquecentomila firme con cui ricorrere alla Corte Costituzionale dal momento
che avranno depositato le loro rimostranze nei confronti del singolo
provvedimento presso la Corte di
Cassazione. Nei novanta giorni di tempo in cui avviene la raccolta delle firme
è facoltà del Governo o dei singoli ministri modificare i provvedimenti nella
direzione richiesta. In quel caso la Corte Costituzionale archivia la richiesta
dei cittadini. Nessun onere può gravare le richieste dei cittadini.
Articolo attuale – Art.
94.
Il Governo deve avere la
fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o
revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla
sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o
d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di
dimissioni.
La mozione di sfiducia
deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può
essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Così da modificare – Art. 94.
Il Governo deve avere la fiducia
delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la
fiducia mediante mozione motivata e votata con voto segreto.
Entro dieci giorni dalla sua
formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o
d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di
dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere
firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa
in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Articolo attuale – Art.
95.
Il Presidente del
Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è
responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo,
promovendo e coordinando l'attività dei ministri.
I ministri sono responsabili
collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli
atti dei loro dicasteri.
La legge provvede
all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le
attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.
OK
Articolo attuale – Art.
96.
Il Presidente del
Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono
sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla
giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o
della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Così da modificare – Art. 96.
Il Presidente del Consiglio dei
ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i
reati commessi, alla magistratura ordinaria. Per i reati
commessi nell’esercizio delle loro funzioni saranno sottoposti al giudizio
della Corte Costituzionale che, nel caso il reato sia dimostrato, procederà ad
irrorare una pena detentiva pari al doppio di quella prevista per il medesimo
reato dal Codice Penale.
Principi ispiratori
Il Governo non può
governare al di fuori delle regole. Le regole, entro le quali il Governo
agisce, devono essere rivendicate dai cittadini, nella forma di protesta e di
contestazione, e dalla Corte Costituzionale nella forma giuridica che valuta la
fondatezza delle proteste dei cittadini. Non si può più tollerare che la
protesta dei cittadini non venga tradotta in forma istituzionale come se i
cittadini fossero ancora i sudditi di una monarchia dalla quale l’attuale
Costituzione li ha tratti. E’ vergognoso assistere a bande di picchiatori in
divisa che aggrediscono i cittadini che protestano al fine di esasperarne la protesta
e indurli a comportamenti criminali.
Il maggior pericolo
per uno Stato a democrazia parlamentare è che si trasformi in uno Stato mafia. Uno Stato
in cui non è rispettata la sovranità dei cittadini, ma in cui si sostituiscono
le necessità dei cittadini con le necessità di un'organizzazione mafiosa che si arroga
il diritto di dire ciò che è necessario ai cittadini. Questo pericolo, sempre incombente, può
essere messo in atto soltanto dal Consiglio dei Ministri che da organo che esegue le leggi,
diventa l'organo che determina le leggi, costringe il Parlamento a discutere di quelle leggi che
interessano all'esecutivo contribuendo, di fatto, a mettere in atto un colpo di Stato
contro la democrazia Parlamentare. Lo Stato mafia altro non è che la versione moderna
dello Stato fascista. Mentre lo Stato fascista emerge da una Monarchia malata,
lo Stato Mafia emerge da una Democrazia in cui le Istituzioni, non essendo più sottoposte ai doveri
nei confronti dei cittadini perché nessuno chiede loro conto dei crimini commessi, obbediscono a doveri imposti da un'organizzazione mafiosa
anche se eletta (può essere un'organizzazione mafiosa perché eletta quando detiene di potere economico
o il controllo di strutture per il controllo dei servizi sociali, tipo chiesa cattolica). L'unico organo che può mettere in atto il Colpo di Stato è il Consiglio dei Ministri e il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Costui, inizia col farsi chiamare impropriamente "premier", viene meno ai suoi doveri nei confronti dei cittadini,
e poi pretende, ricattando con la forza il Parlamento, di far approvare le leggi che sono di interesse
solo per la sua parte mafiosa. Quando i ministri o il Primo Ministro sono persone improvvisate che, per i loro interessi, decidono di fare politica, spesso
non sono in grado di rispettare le regole e le norme e tendono a imputare alle regole e alle norme la loro incapacità di gestire lo Stato. Così vogliono cambiare
la Costituzione perché sono degli incapaci e degli incompetenti. Gli incapaci e gli incompetenti vanno verso lo Stato mafia perché, così,
possono minacciare di morte l'opposizione (o mettere il bavaglio alla stampa). Per contro, la loro stampa praticherà ingiurie, diffamazioni, denigrazioni
nei confronti dei cittadini in nome della libertà di stampa.
Esiste un “giusto
equilibrio” fra conoscenza delle regole sociali che induce i cittadini a
mettere in atto strategie di adattamento nella società e un governo che agisce
nella legalità rimuovendo le cause che costringono i cittadini alla protesta. Non
è possibile tollerare un ministro, come Tambroni che
mette in atto tentativi di colpo di Stato e non viene perseguito per legge. Come
non è accettabile che i cittadini siano costretti alla guerriglia urbana per
difendere la Costituzione contro personaggi nel Governo che invece agiscono
contro i diritti fondamentali dei cittadini. Il Governo non può essere considerato
un trampolino per organizzare colpi di Stato o alterazione dei diritti
Costituzionali fruiti dai cittadini.
Il Governo non è il
padrone dei cittadini, è al servizio dei cittadini: solo i codardi e i vili si
considerano servitori dello Stato in una società Democratica in cui lo Stato è
al servizio dei cittadini.
28 aprile
2010
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano
dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 –
Marghera Venezia
Tel.
3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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