IL PRINCIPIO A FONDAMENTO
DELLO
STATO DEMOCRATICO
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Per comprendere la Costituzione della Repubblica Italiana come le Costituzioni dei paesi occidentali è necessario comprendere il principio di fondo che regola lo Stato Democratico.
Con l'avvento delle Costituzioni le persone passano dallo status di sudditi (persone col diritto-dovere di obbedire alle istituzioni) allo status di persone che hanno pari dignità delle Istituzioni davanti e rispetto alla legge.
Un sistema giuridico Costituzionale è fatto di diritti e di doveri!
Due sono i soggetti che entrano in relazione: le persone e le istituzioni!
Nella concezione giuridica alla base della Costituzione (ogni costituzione) ciò che per le persone sono diritti diventano dei doveri cui ottemperare per le istituzioni. Ciò che per i cittadini, le persone, sono doveri rappresentano i diritti delle istituzioni. Ciò che per le istituzioni sono diritti, rappresentano doveri per i cittadini (pagare le tasse ad es.), ciò che per le istituzioni sono doveri (garantire la libertà di pensiero ad es.) sono i diritti dei cittadini, delle persone.
Le istituzioni sono attivate dall'attività di persone che occupano quel ruolo, ma il ruolo è disgiunto dal loro essere persona. Vedi ad es. la sentenza relativa al cavalletto che è stato lanciato contro il primo ministro che è stato lanciato alla persona e non al primo ministro.
E' importante che si capisca questa impostazione che sta alla base del sistema giuridico, perché questi elementi ci permettono di determinare, all'interno del Sistema Sociale, la differenza fra la visione cristiana della società e della vita e la visione Pagana Politeista.
La visione democratica della vita rimane in equilibrio fintanto che le Istituzioni sono sottoposte alle leggi con puntualità certosina. Le tensioni sociali sono prodotte da quelle persone che, delegate al funzionamento delle Istituzioni, non separano sé stesse dal ruolo istituzionale, ma sul ruolo istituzionale investono le loro emozioni: esse sono quel ruolo istituzionale e quel ruolo istituzionale le qualifica in quanto persone.
L'istituzione cessa di essere l'oggetto in funzione della società civile per diventare l'oggetto attraverso il quale qualche persona impone il proprio potere soggettivo nei confronti della società civile. Un'Istituzione che si sottrae al rigore della legge per diventare strumento di dominio e di controllo nel Sistema Sociale.
Questa è la base del terrorismo nelle società civili!
In pratica, ad una concezione sociale di diritti-doveri per le persone e le Istituzioni sottoposte alla norma e alle leggi, si passa ad una concezione sociale per la quale, rispondendo a bisogni soggettivi di persone che ricoprono quel ruolo, le Istituzioni si sottraggono al rigore della legge imponendo la soggettività degli individui che le fanno funzionare alla società civile.
Se nell'assolutismo monarchico, di cui le moderne società costituzionali NON hanno nessuna relazione (se non quella imposta mediante la violenza e il terrore da singoli individui in posizione di potere e che comunque deve essere definita come attività criminale di stampo mafioso), i diritti dei cittadini erano concessioni del potere centrale che in qualunque momento poteva rimuovere, nelle società democratiche costituzionali occidentali i diritti dei cittadini sono doveri a cui le Istituzioni devono ottemperare e, quando non li ottemperano, per i quali le Istituzioni e le persone che le dovrebbero far funzionare dovrebbero essere perseguite a norma di legge per i reati di eversione dell'ordine costituito.
Il problema vero è che i cittadini di troppi stati occidentali sono sottoposti a forme di terrorismo continuo e sistematico dove alla violazione delle norme ad opera delle Istituzioni seguono minacce e ricatti sistematici ad opera dell'arbitrio di altre istituzioni. Esiste, nelle società civili occidentali una forma di intreccio mafioso fra potentati che gestiscono le istituzioni e forma di controllo (magistratura, polizia, ordine dei giornalisti, avvocati ecc.) il cui unico scopo è la destabilizzazione del Sistema Sociale al fine di assicurare a sé e ad altri un ingiusto profitto.
Il Presidente della Repubblica Italiana che tortura i cittadini è un'aberrazione Istituzionale. Però se il Presidente della Repubblica Italiana tortura i cittadini e le torture dei cittadini sono ad opera della Polizia di Stato che esegue su indicazione della Magistratura e l'organo di controllo della Magistratura, il Consiglio Superiore della Magistratura, avvalla e copre l'attività di torturatori dei magistrati in quanto questi devono coprire tentativi di colpi di Stato (prima metà anni settanta) o attività di terrorismo mafioso (vedi Andreotti e ultime sentenze) e l'Ordine dei Giornalisti anche nelle figure di giornalisti popolari come Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari, Enzo Biagi ritengono che torturare e impedire la difesa delle persone sia una cosa naturale, è evidente che una società civile è sottoposta a pressioni feroci all'interno di un circuito di terrore dove ogni potentato, che chiama sé stesso Istituzione, deve riaffermare il proprio dominio proprio nei confronti della società civile minandone i fondamenti costituzionali al fine di riportarla in un regime di assolutismo monarchico.
Il vero problema è che le società Costituzionali hanno si enunciato dei principi su cui fondare la convivenza civile, ma le persone non vengono educate a tali principi, ma a principi morali di assolutismo ad opera della chiesa cattolica. In pratica, anziché rendere consapevoli le persone dei principi su cui si basa uno stato organizzato all'interno di una Costituzione, si impongono principi propri di un regime di morte e di genocidio invitando i bambini a far propri quei principi di morte e di genocidio: siate obbedienti ora che un giorno dominerete gli altri!
Così, l'attività di terrorismo sociale tenta di far passare il concetto secondo cui il feto è una persona: è il concetto secondo cui tutti i cittadini sono dei feti! Si tollera che le leggi vengano violate quando le leggi sanciscono diritti per i cittadini (e perciò doveri per le Istituzioni) e si evita di processare le Istituzioni per eversione dell'ordine costituito, Si tenta di far credere che ci siano dei soggetti che non siano sottoposti alla legge (vedi il dio macellaio dei cristiani), perché così non si può processare questo o quel potente come un qualunque cittadino (vedi la norma che si è tentato di introdurre per non processare le alte cariche dello Stato) o questa o quella Istituzione per i delitti commessi nei confronti della società civile. Così le Istituzioni possono violare le leggi e le persone che attraverso esse violano le leggi mantengono un'impunità quasi totale.
E' vero che in Italia dal 1982 qualche cosa si sta sgretolando, ma spesso quasi esclusivamente quando un'Istituzione si scontra con un'altra Istituzione, raramente o quasi mai quando il singolo cittadino si scontra con un'Istituzione per chiedere ad essa di essere ossequiente ai propri doveri e garantirgli i suoi diritti (vedi il terrorismo manifestato dalla sentenza sul crocifisso del Tar del Veneto).
Esistono dei passi che deve compiere la giurisprudenza al fine di garantire l'applicazione del dettato Costituzionale. Il primo fra tutti l'inserimento in ogni legge della pena detentiva per quei funzionari che non applicano, all'interno delle loro competenze, quella legge o quella disposizione specialmente se tale legge e tale disposizione è un'applicazione sociale di norme contenute nella Costituzione del paese.
Tali pene detentive devono essere molto maggiori del peggior reato che il singolo cittadino è in grado di compiere nei confronti delle Istituzioni.
Solo in questo modo l'Istituzione sociale o dello Stato può riconoscere sé stessa quale portatrice di doveri nei confronti della società civile e si ritiene in dovere di essere attenta all'applicazione puntuale delle norme.
Altrimenti, si continuerà a far credere ai cittadini che stiano vivendo ancora in uno stato monarchico a cui la monarchia (parlamento, presidente della Repubblica, Primo ministro, magistratura ecc.) concedono loro dei diritti.
Esiste una percezione soggettiva dell'individuo dell'offesa terroristica ricevuta dall'Istituzione quando il cittadino, a conoscenza di un proprio diritto enunciato dalla Carta Costituzionale, riceve delle risposte dall'Istituzione di segno opposto.
Questo agire è la cosa più grave che esista in uno stato Costituzionale.
E' necessario che persone e istituzioni diventino consapevoli di questo, perché ogni volta che un'istituzione non è puntualmente ottemperante ai propri doveri, di fatto, commette un atto di TERRORISMO all'interno della società civile. Rompe il patto Costituzionale. La rottura del Patto Costituzionale ad opera delle Istituzioni, al di là dell'atto più o meno grave con cui avviene, viene percepito dalla società civile come un atto di prevaricazione al quale urge reagire per ripristinare la legalità Costituzionale.
C'è una cosa che deve essere detta alle persone che occupano un posto nelle Istituzioni e fanno di quel ruolo un mezzo per esercitare una loro forma di potere e di dominio nella società civile. Il posto di potere lo occupi tu! Il dominio e le prepotenze sociali le eserciti tu! La libertà sociale e il rispetto Costituzionale lo puoi lasciare in eredità ai tuoi figli. Se il tuo sguardo non spazia nella società e nei suoi mutamenti un ben triste futuro, la tua aberrazione da onnipotenza, sta preparando per la vita degli uomini. Coloro che lavorarono per le Costituzioni Nazionali, per quanto possiamo criticarli, ebbero una visione di libertà che chi è stato educato ad identificarsi nell'onnipotenza di un crocifisso vuole negare e distruggere per costringere le società civili appese ad una croce.
Marghera, 24 aprile 2005
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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