La critica e la verità dell'Essere nell'Ente
Martin Heidegger 1889 1976

di Claudio Simeoni

 

Indice generale della Teoria della Filosofia Aperta

 

Heidegger rifiuta ogni critica scettica rispetto all'Essere che, abitando l'Ente, rappresenta, secondo Heidegger, l'Esser-ci dell'Ente nel mondo.

Eppure, qualche riflessione deve essere fatta al fine di determinare il limite fra opinione soggettiva determinata da condizioni oggettive dell'abitare il mondo da parte dell'Essere Umano e farneticazioni deliranti che, abitando l'individuo, costringono l'individuo a considerarle come espressione della "verità".

Prendiamo in considerazione alcune affermazioni di Heidegger.

Scrive Heidegger:

In questa cura sono vive opinioni preliminari del tutto determinate sull'esserci, delle quali questa critica apparentemente radicale non rende il minimo conto. Qui ne vengono enumerate soltanto tre: 1. a fondamento dell'argomentazione si trova il fatto che l'uomo, a cui questa argomentazione è diretta, è vòlto a esperire e custodire la verità ad ogni costo; 2. si trova a fondamento l'opinione preliminare che verità sia validità; 3. si trova a fondamento l'opinione preliminare che la verità e l'essere della verità si possano dimostrare mediante la deduzione teorica, e dall'altra parte che la negazione della verità si possa condurre ad absurdum mediante una deduzione teorica.

Heidegger, Introduzione all'indagine fenomenologica, Bompiani, 2018, p. 217

1. a fondamento dell'argomentazione si trova il fatto che l'uomo, a cui questa argomentazione è diretta, è vòlto a esperire e custodire la verità ad ogni costo;

Esperire, significa mettere in atto.

Se qualcuno critica le affermazioni deliranti come "Dio esiste", l'uomo, a cui è rivolta la critica sulla non esistenza di Dio, è un uomo teso a mettere in atto e a conservare questa verità ad ogni costo. L'uomo che crede nell'esistenza di Dio non difende la verità dell'esistenza di Dio, ma difende sé stesso. Un sé stesso che si è trasformato nel tempo partendo dal presupposto che Dio esiste necessariamente e che la sua struttura psico-fisica si è adeguata e deve continuare ad adeguarsi all'esistenza di Dio che soprassiede, determina e controlla le sue azioni.

La verità che l'uomo difende è il sé stesso, divenuto e trasformato nel corso degli anni, costretto a vivere l'angoscia della critica che non è solo critica della verità che egli mette a fondamento del proprio esistere, ma diventa critica della sua stessa esistenza, delle sue stesse scelte e, in definitiva, del suo essere nel mondo.

Solo che la critica alla verità, come alla verità dell'esistenza di Dio, non tende a modificare la verità espressa dall'individuo, ma è volta ad impedire che l'affermazione della verità soggettiva manifestata da quell'individuo venga imposta come verità oggettiva alla quale costringere altri individui, magari fragili o bambini, a soggettivare quella verità immaginata, farla propria, ed essere costretti a vivere esperendo e difendendo quella "verità" ad ogni costo.

Afferma Heidegger:

2. si trova a fondamento l'opinione preliminare che verità sia validità;

La verità, fatta propria da un soggetto, ha valore di validità solo per il soggetto perché il soggetto ha messo in atto tutta una serie di strategie d'esistenza, tutta una serie di adattamenti, per adattare la propria verità in sé stesso e adattare il sé stesso, adattato a quella verità, a vivere nel mondo. In un mondo in cui affermare l'esistenza di Dio fosse censurato come un crimine, il soggetto che si è adattato alla verità dell'esistenza di Dio mettendola a fondamento di sé stesso, sviluppa tutta una serie di difese per impedire alla società di interferire con la verità che ha messo a fondamento di sé stesso. In un mondo in cui affermare l'esistenza di Dio fosse approvato come meritorio, il soggetto che si è adattato alla verità dell'esistenza di Dio mettendola a fondamento di sé stesso, sviluppa tutta una serie di azioni aggressive nella società affinché nessuno possa mettere in discussione i propri meriti.

Il soggetto sviluppa l'idea che la sua verità sia valida e rifiuta ogni ipotesi che contesti la verità attraverso la quale organizzare la propria vita.

Ogni verità soggettivata implica la cancellazione di un immenso mondo di altre possibilità che, soggettivando quella verità, spariscono dall'orizzonte delle possibilità del soggetto. Il soggetto è chiuso in una verità che ne imprigiona e ne condiziona le scelte creando la convinzione che solo la verità che ha soggettivato è valida nel suo abitare il mondo.

Con quella verità il soggetto abita il mondo. Un mondo che chiede al soggetto di mettere in atto delle azioni in risposta ai fenomeni del mondo. Quando la verità dice al soggetto che Dio lo protegge, il soggetto, qualche soggetto, convinto dell'assoluta protezione di Dio, entra nella gabbia di un leone maltrattato attendendo, mentre i suoi denti si piantano nella sua carne, l'intervento provvidenziale di Dio.

Il vivere, l'abitare il mondo, è l'unica attività che può modificare la verità aprioristicamente imposta come controllore delle emozioni del soggetto che devono esprimersi solo in quella verità che è l'unica che il soggetto ritiene valida.

Afferma Heidegger:

3. si trova a fondamento l'opinione preliminare che la verità e l'essere della verità si possano dimostrare mediante la deduzione teorica, e dall'altra parte che la negazione della verità si possa condurre ad absurdum mediante una deduzione teorica.

Deduzione teorica non è farneticazione. La deduzione teorica è interpretazione soggettiva di elementi oggettivi. L'interpretazione soggettiva, che si può trasformare in verità soggettiva, ha origine da elementi oggettivi che possono essere analizzati da soggettività diverse che possono trarre conclusioni diverse.

La verità soggettivata si alimenta della sola soggettivazione messa in atto dal soggetto per promuovere sé stesso.

Il soggetto che crede in Dio trae la sua verità da induzione messa in atto, come manipolazione emotiva, nelle varie fasi della sua crescita. Tuttavia, quell'induzione, manifestazione dell'induzione subita dagli adulti, trova nella descrizione di Dio, messa in atto nei "libri sacri", gli elementi oggettivi che giustificano quella verità soggettivata. Per la critica alla verità soggettivata dell'esistenza di Dio è necessaria la critica dei "testi sacri" e lo sviluppo, da questi stessi elementi oggettivi, di verità diverse che possano essere espresse nello stesso contesto sociale in cui il soggetto esprime la "verità dell'esistenza di Dio o della qualità del Dio che ha soggettivato". L'unica cosa che non è possibile è "discutere" o "criticare" la verità di Dio che il soggetto impone a sé stesso perché, nel momento in cui si sviluppa una critica dall'esterno, il soggetto adatta la sua interpretazione della "verità di Dio" per difendersi dalla critica. Non si intacca la "verità di Dio" che il soggetto impone a sé stesso, ma solo la sua rappresentazione esterna. Tale critica può essere utile a spettatori terzi per rimuovere o rendere instabile la "verità di Dio" che stavano, a loro volta, fagocitando.

La farneticazione è delirio che manifesta desideri e realtà prive di supporto oggettivo e prive di progetto esistenziale che non sia la riaffermazione della verità come soggetto che controlla l'individuo.

Le forme più gravi di farneticazione che affermano verità "dedotte teoricamente" si trovano fra i pazienti degli ospedali psichiatrici dove l'assurdo è la farneticazione del paziente che trova l'assurdo nella pretesa di curarlo. Lui, che teorizza l'assurdo della propria verità, considera sé stesso il modello a cui tutti e tutto deve tendere trovando assurdo che qualcuno pretenda di "curare" il sublime del suo Esser-ci trattandolo come assurdo.

Infatti, per legittimare la farneticazione come "verità dell'esser-ci" Heidegger, a pag. 221 scrive:

"L'argomento contro lo scetticismo presuppone inoltre che l'uomo si dia da fare in senso decisivo a custodire la verità."

La farneticazione, in Heidegger, è la verità dell'esser-ci per la quale si deve combattere per custodirla e riaffermarla. Ma se la farneticazione è il metro di misura dell'esser-ci, qualunque azione sia fatta per imporre la farneticazione come "oggettiva", comunicabile (o come dice Heidegger, "validità"), ogni mezzo è buono, compresi i campi di sterminio.

Marghera, 22 giugno 2021

 

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