IL PRIMO OSTACOLO ALLA STREGONERIA
Vai all'indice su cosa distingue uno Stregone o una Strega da una persona qualsiasi.
Cosa ostacola nelle
persone la comprensione della Stregoneria?
E’ un meccanismo che si
fissa nella ragione e nel loro modo di pensare. Per queste persone, le cose che
fanno e che dicono sono irrilevanti. Spesso dicono delle cose che servono solo
per bloccare il loro interlocutore, per giustificar delle azioni, per
nascondersi. Quello che dicono non esprime un intento di vita, ma una difesa,
una giustificazione, della loro incapacità a cogliere il “trascendente” di
quello che fanno o dicono.
Che cosa significa fare
un’affermazione?
Di quale contenuto
effettivo è portatrice quell’affermazione?
L’interlocutore che
ascolta quell’affermazione, in che ambito la
inserisce?
Cosa comprende
l’interlocutore di quell’affermazione?
Si tratta di un
atteggiamento difensivo assunto dalla ragione dell’individuo. Questo
atteggiamento non consente all’individuo di essere propositivo, di proiettarsi
nel mondo, di fare delle scelte, ma si muove timoroso e pauroso nei confronti del
giudizio che potrebbe subire per le sue affermazioni. Per contro emette giudizi
nei confronti di chi fa affermazioni propositive perché i giudizi che emette,
spesso di scherno, di derisione o di sufficienza, proteggono il suo “diritto” a
non esporsi, a non uscire dall’omologazione concettuale che incontra
l’approvazione sociale.
Questo atteggiamento è
una costante nella società che impone alle persone l’adesione al ruolo. Un
ruolo che non viene definito per legge, ma imposto per “tradizione” mediante
comportamenti spesso violenti dell’insieme sociale in cui l’individuo vive.
Normalmente queste
persone hanno un atteggiamento negativo nei confronti della critica al
presente. Per loro il presente, la sua organizzazione, la sua manifestazione,
conferisce loro sicurezza. la critica al presente toglie loro quella sicurezza.
Un esempio abbastanza
comune in questi anni è il discorso sulla pedofilia e la pederastia dei preti
cattolici. Molto si è detto e molto si è scritto, ma quando si fa risalire la
pedofilia dei preti cattolici agli insegnamenti dei Vangeli di Gesù, c’è una levata di scudi. Se le persone, alcune
persone, sono sensibili al problema che la pratica della pedofilia implica
nella società civile, non sono in grado di percepire la dottrina scritta con le
azioni. Nella loro testa le informazioni girano per compartimenti stagni. I
vangeli sono una cosa, la pratica della pedofilia dei preti cattolici un’altra
cosa. E’ più o meno la così detta teoria del Caos (vedi la dichiarazione nel
film) in cui una farfalla batte la ali a Roma e a Pechino scoppia un uragano.
Solo che in questo caso non si tratta di comprendere la relazione fra la
farfalle l’uragano da una parte all’altra del globo terrestre, si tratta di
comprendere la relazione fra individui selezionati all’interno di una dottrina
e manifestazione di quella dottrina, nel comportamento della pedofilia, nella
loro attività quotidiana. Un aspetto estremamente semplice ed immediato se le
affermazioni fatte dalle persone venissero giustificate in relazione agli
effetti che tali affermazioni comportano.
Facciamo un esempio.
Se io prendo un vaso di
fiori e lo getto dal balcone e questo vaso di fiori va a colpire un passante;
che cosa ho fatto?
Ho solo gettato un vaso
di fiori oppure ho colpito il passante?
Che colpa ne ho se il
passante era là quando io ho gettato il vaso di fiori?
In fondo io ho solo
gettato un vaso di fiori, poi la teoria del caos ha fatto il suo corso facendo
si che quel passante fosse là. E’ come dire, che colpa ne ha l’avvoltoio degli
agnelli se quel filosofo è morto mentre lui tentava di rompere il guscio della
tartaruga lanciandola sulle rocce?
Io, però, avrei dovuto
sapere che lanciando il vaso di fiori avrei potuto colpire qualcuno!
Le probabilità di colpire
qualcuno erano all’interno delle possibilità, mentre le probabilità
dell’avvoltoio di non rompere il guscio della tartaruga perché avrebbe cozzato
contro la testa di quel filosofo, erano fuori dalle probabilità.
Quando io ho lanciato il
vaso non ho tenuto presente i possibili effetti (a meno che non volessi
deliberatamente colpire quella e proprio quella persona).
Con un esempio materiale
è facile comprendere come, mettendo in essere un’azione, si hanno degli effetti
e delle conseguenze più o meno possibili. Ma quando si fanno delle
affermazioni, quali sono le conseguenze? E perché si fanno quelle affermazioni?
Le risposte possibili a
queste domande aprono alle persone delle vie alla Stregoneria oppure ergono
grandi barriere perché, per loro, non sia possibile seguire un percorso di
Stregoneria.
Il primo ostacolo per
percorrere un sentiero di Stregoneria non è dato da quello che diciamo, ma da
cosa vogliamo rappresentare di noi stessi nel dire quelle cose.
Si tratta della
differenza che esiste fra l’imbonitore di piazza e colui che usa parole alate.
Il primo ha l’intento di ingannare mentre il secondo affronta delle situazioni
fattive. Eppure entrambi usano le parole con lo stesso significato letterale,
ma con un diverso contenuto emotivo e un diverso intendimento.
Ciò che impedisce alle
persone di percorrere un sentiero di Stregoneria è la loro incapacità (o
impossibilità) di cogliere il significato emotivo e l’intendimento delle
parole, ma di fermarsi al senso letterale proiettando sulle parole ciò che loro
immaginano sia l’intendimento e il significato emotivo. Le persone non vogliono
cogliere cosa significa fare quell’affermazione e le
possibili conseguenze di quell’azione. Non ne colgono
il “trascendente”, cioè significati e conseguenze, implicazioni e sottintesi.
L’ostacolo per seguire un
percorso di Stregoneria sta nella ragione. Nelle paure che ha la ragione di
superare i suoi limiti per cogliere significati diversi propri delle ragioni
delle altre persone. Questo ostacolo blocca lo sviluppo della persona. Non
potrà mai cogliere il “trascendente temporale” il mutamento, le trasformazioni,
il divenire, del mondo che la circonda perché su quel divenire e su quelle
trasformazioni proietterà i suoi desideri, le sue aspettative, le sue speranze,
che spaccerà per razionali ed oggettive. E’ proprio il “principio speranza”
disarticolato dalla capacità razionale di penetrare le ragioni degli individui
che ci circondano, che porta alla distruzione del divenire dell’uomo. Lo porta
a sperare nella vincita alla lotteria più che ad organizzarsi nel quotidiano.
Cos’ì non si tratta della vincita alla lotteria, quando una persona svileggia o deride chi propone qualche cosa, ma del
tentativo di “indovinare la posizione vincente” rispetto all’altro. “Indovinare
una posizione vincente” che cade nello sconforto quando non incontra
l’approvazione dell’insieme sociale. Si verifica un arretramento
dell’aggressione con la chiusura psicologica dell’individuo su sé stesso. Ciò
che egli derideva incontra motivo di discussione, ma egli non ha elementi con
cui discutere perché il suo deridere nascondeva il vuoto psico-morale
delle sue affermazioni. Questa persona ha gettato un vaso dalla finestra, ma
non ha colto le possibili conseguenze. Né per sé stessa, né per il mondo in cui
vive.
Se le persone non sono
abituate a cogliere l’immediato nel mondo della ragione, come potranno
modificare sé stessi per cogliere il significato delle trasformazioni nel tempo
e e nelle percezioni emotive? Probabilmente nemmeno
sanno che è possibile cogliere le trasformazioni nel tempo e nelle manifestazioni
emotive. Vivono una sorta di onnipotenza della loro rappresentazione nel
presente: perfetti ed assoluti deridendo chiunque non imiti la loro assolutezza
e la loro perfezione.
Questo è il primo
ostacolo della Stregoneria.
Marghera 26.11.2007
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
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e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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