Gesù di Nazareth:
come imporre cause atte a costruire conflitto sociale!
Vai all'indice dei testi dei vangeli con cui Gesù ordina di picchiare e torturare le persone.
LUCA
Gesù causa di dissenso
Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione (in Matteo parla più esplicitamente di spada. La divisione come guerra da imporre alle società civili.). D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre;
padre contro figlio e figlio contro padre,
madre contro figlia e figlia contro madre,
suocera contro nuora e nuora contro suocera".
Saper interpretare i segni dei tempi
Diceva ancora alle folle: "Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo".
COMMENTO
Nella lingua in cui questo vangelo fu scritto, colui che divide si chiama diavolo!
Il Gesù di Luca afferma di essere un diavolo: un divisore!
Non colui che separa un elemento negativo da un elemento considerato positivo. Un diavolo che separa la vita dalla vita.
La stessa prima frase la troviamo anche in Tomaso Didimo al paragrafo 17. Solo che in Tomaso Didimo la frase era finalizzata a fotografare lo sviluppo delle contraddizioni che distruggono la dipendenza. E' il figlio contro il padre e il padre contro il figlio.
Luca usa questo passo, di cui è a conoscenza, per esaltare le capacità di distruzione e di saccheggio sociale del proprio profeta. Mentre nelle filosofie misteriche questo passo indicava la necessità della costruzione dell'indipendenza soggettiva dai legami familiari, in Luca viene usato per la divisione e la distruzione del Sistema Sociale: il pazzo di Nazareth il demonio distruttore del Sistema Sociale.
Mentre Didimo centra il suo discorso soltanto nella relazione padre-figlio e viceversa, Luca estende la distruzione, che nella rappresentazione della sua follia viene espressa dal desiderio di distruzione sociale per imporre il proprio Potere di Avere, all'intero corpo sociale. Non si tratta del desiderio del padre e del figlio di troncare una relazione di dipendenza, ma si tratta della distruzione di ogni legame e di un indebolimento della capacità di determinazione sociale dei soggetti.
In Luca è la madre contro la figlia e la suocera contro la nuora. Queste guerre generazionali sono lette in funzione dell'interpretazione dei segni dei tempi.
Un dividere che non è la contrapposizione di Didimo, ma è la rappresentazione dell'azione del diavolo tanto amata dall'attività terroristica dei cristiani.
Il Gesù dei cristiani è la descrizione del loro diavolo!
Lo scontro per impossessarsi degli individui.
Lo scontro come fonte di terrore contrapposto allo scontro che distrugge la dipendenza in Didimo!
Come si possono controllare le persone? Facendole bastonare e gettandole in prigione.
Accordati. Sottomettiti al tuo avversario affinché il "giudice" rilevando il torto che tu hai non ti getti in prigione. Se io vado davanti ad un giudice per una qualche questione, ci vado perché ho delle ragioni da difendere; perché devo necessariamente essere bastonato o finire in prigione? Perché devo accordarmi col mio avversario? Non è lui che si deve accordare con me? Perché necessariamente sarò io ad andare inprigione o sarò io portatore di condanna?
Perché Luca deve colpevolizzare le persone al di là delle ragioni che ostentano e con le quali alimentano la propria volontà nell'affrontare la vita.
Puoddarsi che davanti ad un giudice io vada in prigione, ma puoddarsi che tu, davanti ad un giudice, vada in prigione e questo giudice riconosca le mie ragioni. Riconosca la giustezza del mio ricorso in giudizio.
Per affermare questo è necessario che il giudice sia imparziale e attui quelle che sono le leggi e la moralità della società in cui vive. Quando il giudice attua sempre le leggi in modo imparziale ad eccezione della sua soggettività che impone al di sopra delle leggi quando si tratta di allinearsi al dettato del dio padrone. Questo deve temere chi va davanti al giudice: l'ingiustizia del magistrato in quanto identificazione dello stesso col dio padrone, padrone egli stesso. Un magistrato che giudica attento che il suo giudizio gli conservi il suo ruolo di padrone del destino di chi non si può difendere. In quest'ottica si pone il pazzo di Nazareth.
Egli si identifica col giudice che bastona chi chiede giustizia, perché il solo chiedere giustizia è un atto di determinazione nei suoi confronti. Compromette il suo essere padrone degli uomini. Tu devi accordarti col tuo nemico affinché io non ti getti in prigione. Quando un magistrato usa la prigione nei confronti di qualcuno prima ancora di aver osservato le leggi è solo un criminale che usa la propria carica per impedire a qualcuno di ottenere giustizia. Invitare ad accordarsi può essere fatto soltanto dopo aver ascoltato e ragioni per le quali si giunge davanti al magistrato. Accordatevi fra voi, potrebbe dire il magistrato, senza costringermi ad emettere una sentenza che manderebbe uno di voi o tutte due in prigione.
Questo modo di procedere, in chi si identifica nel giudice padrone di uomini e in diritto di bastonarli, è assolutamente inconcepibile. Eppure il suo diritto di mettere in prigione è il segnale dei tempi che mutano. E' il segnale che gli Esseri Umani devono cogliere dal mutare del tempo.
Non è più tempo di giustizia: il giudice non ascolta le parti, ma è la parte coinvolta nell'interesse della disputa e giudica preservando i propri interessi.
Sei tu che andrai in prigione, sei tu che pagherai fino all'ultimo spicciolo.
Il pazzo di Nazareth che si erge a nemico degli Esseri Umani e in quanto nemico li giudica per far loro pagare, attraverso i tormenti, fino all'ultimo spicciolo.
Guardate i tempi, non è più il tempo in cui Giustizia regge le dispute fra gli Esseri Umani con una bilancia in mano: è il tempo del terrore del pazzo di Nazareth.
Per ottenere l'efficacia del suo terrore e costruire i tempi nuovi deve dividere chi è unito. Deve dividere il padre dal figlio, la madre dalla figlia, la suocera dalla nuora e viceversa. Deve costruire odio e rancore: non come in Tomaso risolvere la contraddizione che annienta la dipendenza.
I tempi nuovi sono annunciati. Come la pioggia viene annunciata dalla nuvola che appare a ponente o il caldo annunciato dal vento di scirocco così l'azione del pazzo di Nazareth preannuncia i tempi nuovi. I tempi in cui Giustizia perderà la bilancia a causa della miseria costruita dal pazzo di Nazareth e la soggettività della condanna e del dominio sull'individuo diventeranno la regola cui gli Esseri Umani dovranno sottostare. Non andare dal magistrato a chiedere giustizia, assoggettati, altrimenti lui ti mette in prigione e ti costringe a pagare fino all'ultimo spicciolo.
Questi sono i tempi nuovi del diavolo di Nazareth.
Colui che è venuto per dividere ciò che si muoveva unito per costruire il proprio benessere.
Anche se in Tomaso troviamo la stessa frase iniziale in realtà in quel caso era lo scontro che risolve la contraddizione, in questo caso è la distruzione dell'unità di intenti attraverso la quale si costruisce la sottomissione degli Esseri Umani.
Per il pazzo di Nazareth Giustizia deve continuare ad essere cacciata dagli Esseri Umani affinché costoro non ricorrano ad essa contro di lui ed egli possa, senza che qualcuno lo contrasti, costringerli in prigione a pagare per non essersi a lui sottomesso intuendo dai segni i tempi nuovi dell'orrore e della miseria che lui stava portando.
Proviamo a vedere come si attua l'arrivo dei tempi nuovi da le Streghe Amanti di Satana universale Eletta-Gallimard:
"Durante la vera e propria esplosione di casi di stregoneria che si verifica nel 1644, un giovane pastore percorre la Borgogna. Gli basta guardare le pupille di una donna per riconoscere il segno diabolico della strega! Le vittime scoperte in questo modo vengono consegnate ai tribunali signorili per essere giudicate. Nonostante l'opposizione della Corte sovrana, più liberale in materia di stregoneria, le corti locali continuano a ritenere valide simili prove, sulla cui base gli accusati vengono condannati a morte, all'esilio e alla confisca dei beni.
Uno degli ultimi grandi processi di questo genere si svolge nel Béarn nel 1670. Un garzone di bottega di sedici anni afferma di aver frequentato il sabba e si mette a disposizione delle comunità di villaggio per liberarle dalle streghe che infestano il paese. Secondo lui streghe e stregoni si riconoscono perché portano sul viso un segno nero fibromatoso. Ispeziona trenta villaggi in cui vengono condotti in sua presenza tutti i sospetti di stregoneria: riesce ad individuare nientemeno che 6210 stregoni. Solo nel villaggio di Labourcade ve ne sono centonovantacinque. Quando la faccenda giunge a conoscenza della Corte sovrana di Pau, ormai in tutta la provincia regna il disordine più completo."
Dall'editto sulla tolleranza di Costantino questo è il risultato: la distruzione del sistema giuridico! La distruzione di ogni relazione fra gli Esseri Umani col loro mondo circostante.
Saper interpretare i segni dei tempi è l'arte della Stregoneria. Gli stregoni non guidano la vita civile e davanti a chi distrugge la vita qualcuno dice: forse ha ragione, lasciamolo provare!
Quando ha provato ha distrutto l'esistente. Dopo di che nasce la necessità di mantenere la distruzione per continuare ad assicurarsi il controllo degli Esseri Umani. Dopo di che è necessario un percorso di Stregoneria lungo mille anni per uscire dall'orrore di chi non seppe guardare il tempo che gli venne incontro!
08.02.2000
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 - Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail claudiosimeoni@libero.it