Gesù di Nazareth:
Gesù e il suo delirante desiderio di possedere e stuprare le persone.
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LUCA
Tenersi pronti per il ritorno del padrone
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate".
Allora Pietro disse: "Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?". Il Signore rispose: "Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.
Gesù e la sua passione
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gia acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!
COMMENTO
Anche Luca parte dal presupposto che lo schiavo non sia portatore di diritti. L'unica speranza per lo schiavo è la benevolenza del padrone. Dove il padrone pretende e non chiede, non espone sé stesso né ha limitazioni nelle sue azioni se non nella sua impotenza ad affrontare la vita e nella necessità di disporre di schiavi altrimenti è un incapace sia ad amministrare la casa sia dello svolgimento di una qualche mansione.
Luca, come ogni evangelista ufficiale, espone il diritto del Potere di Avere, il diritto al possesso. Un possesso talmente totalizzante che al posseduto nulla è concesso se non la benevolenza di chi lo possiede come se questa fosse l'unica condizione dell'esistenza umanamente concepibile.
Eppure, il padrone descritto da Luca, è un padrone incapace, impotente. La sua impotenza è tale da manifestarsi nelle minacce cui sottopone chi non si può difendere.
Aprite la porta all'arrivo del padrone. Apritegli la porta nel servirlo e lui vi servirà. Servire è l'unica forma di relazione fra gli uomini concepita da Luca e imposta dal suo vangelo. Servitemi, afferma la chiesa cattolica, solo in questo modo voi sarete serviti dal padrone. Servire, servire, nient'altro che servire.
Gli Esseri Umani servi del padrone che li minaccia e li ricatta. Gli Esseri Umani schiavi della chiesa cattolica che non riuscendo ad ottenere nulla da essi se non con la violenza, la costrizione innalza roghi a maggior gloria del suo padrone.
Beati gli schiavi pronti a servire il padrone. Loro non saranno bastonati. Il padrone verrà quando vorrà. Farà quello che vorrà: perché Luca afferma che il padrone li servirà? Perché il padrone descritto da Luca non ha nulla da dar agli Esseri Umani se non alimentando il loro stato di schiavitù.
A Roma, durante le feste dei Saturnali, si verificavano inversione dei ruoli nelle case patrizie, ma soltanto per ricordare al patrizio la fatica quotidiana che i suoi schiavi facevano e per ricordargli che quello non era uno stato divino, ma doveva essere ricordato per non venir preteso come assoluto. E' a questa inversione dei ruoli che fa riferimento a Luca. A Roma questa era un'azione cerimoniale, pertanto un'inversione dei ruoli che serviva per onorare Saturno, Luca la trasferisce come premio del dio padrone nei confronti dello schiavo meritevole, in base al suo giudizio personale, di tale premio. Un premio al soggetto che obbedisce, non un omaggio alla vita.
Luca non sa nemmeno cosa sia un omaggio alla vita.
Per lui gli Esseri Umani sono solo oggetto di possesso del suo dio padrone che devono essere pronti a servirlo in ogni istante della loro esistenza, pena il terrore delle bastonature.
Perché il pazzo di Nazareth davanti al quale i cristiani mettono in ginocchio i loro figli costruisce le relazioni con gli Esseri Umani soltanto bastonandoli qualora non lo accolgano, non si sottomettano o non si mettano in ginocchio. Gli Esseri Umani non si devono mettere in ginocchio perché lui altrimenti li bastona, ma perché devono ritenere una cosa giusta e doverosa mettersi in ginocchio. Solo qualora essi non ritengano una cosa giusta e doverosa mettersi in ginocchio egli li bastona o li getta là dove è terrore e stridor di denti.
Devono mettersi in ginocchio perché non hanno alternativa, ma nello stesso tempo devono amare il loro mettersi in ginocchio.
Non credo che storicamente si possano incontrare aberrazioni maggiori di quelle del pazzo di Nazareth.
Proprio perché loro si mettono in ginocchio il padrone fa quello che vuole e li serve perché questo servirli è piacere ed omaggio a sé stesso nell'averli messi in ginocchio al punto tale che loro non conoscono nessun'altro modo attraverso il quale vivere.
Chi scassina la casa? Il ladro?
Che cos'è la casa? E' l'Essere Umano! E' il processo attraverso il quale l'Essere Umano vive e si proietta nell'oggettività in cui è nato. Viene il ladro a scassinare la sua vita ed egli deve essere pronto ad affrontarlo. Per affrontare il ladro che scassina la sua vita deve preparare sé stesso ad affrontarlo, in qualunque momento egli arrivi. Così è anche per il padrone. Perché servirlo nell'attesa che arrivi? Tanto vale prepararsi all'arrivo di quest'individuo che pretendendo di essere servito in realtà altro non fa che scassinare la vita di quello che lui considera il suo schiavo. Cosa dà il padrone allo schiavo che lo sta servendo? Nulla! Si limita a servirlo omaggiando sé tesso e la sua abilità nel mettere in ginocchio chi non si può difendere. Dunque il ladro dal quale l'individuo deve essere pronto a difendersi è proprio il padrone. L'individuo non sa quando questi arriverà per compiacersi nel vederlo in ginocchio; tanto vale che l'individuo si prepari ad affrontarlo come un ladro che intende rubargli la vita!
Tenetevi pronti ad affrontare il ladro: "Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate." Perché Luca corre questo pericolo nel formulare in questo modo la sua storiella? Perché Luca deve rubare quanto può dalle religioni misteriche. Nelle religioni mistriche l'individuo si costruisce; l'individuo costruisce sé stesso per essere pronto ad affrontare lo sconosciuto quando si presenta e per come si presenta. Nelle religioni misteriche il soggetto che si costruisce è l'individuo, non la sottomissione di un Essere Umano ad un dio padrone. Luca ruba dalle religioni misteriche un insegnamento che appartiene al Potere di Essere e o trasforma all'interno del Potere di Avere, del possesso, di cui il su profeta è relatore. Possedere gli individui: dunque gli individui sottomessi all'arrivo del ladro! Il suo profeta come ladro della vita che si appropria degli Esseri Umani schiavi che possiede e che di loro dispone: anche di servirli qualora si compiaccia di ciò. "Condannato alla prigione fintanto che piaccia a sua maestà!" è la formula della condanna all'ergastolo usata in Inghilterra dalla magistratura. Una formula derivata dal concetto secondo cui gli Esseri Umani sono schiavi di un padrone e tali devono continuare ad essere.
Il padrone calibra le bastonate; il padrone premia facendo dello schiavo fedele un padroncino di altri schiavi!
Alla domanda di Pietro il pazzo di Nazareth si rivolge a lui considerandolo un amministratore! E' importante questo in quanto il pazzo di Nazareth considera Pietro un bastonatore di uomini quando questi non obbediscono o non fanno quello che il loro padrone aspetta da loro. Per il pazzo di Nazareth descritto da Luca l'amministratore fedele è colui che distribuisce la razione di cibo agli schiavi: la miseria del suo padrone! Nel momento stesso in cui dispensa la razione di cibo a chi mangia, così dispensa anche le bastonate al sottoschiavo che non ottempera ai suoi "obblighi". Questo schiavo sarà dal padrone messo a capo dei suoi schiavi: acquisterà il diritto di bastonarli. Oppure, se non è stato sufficientemente sottomesso, bastonando non per sottomettere al suo padrone, ma per piacer suo. Allora il padrone lo metterà fra gli infedeli, quelli che procureranno piacere al padrone mentre egli li bastonerà o li farà bastonare dai suoi schiavi fedeli. Bastonerà tutti gli Esseri Umani in quanto tutti gli Esseri Umani sono suoi schiavi: la chiesa cattolica provvederà intanto a bastonarli, torturarli, massacrarli. In fondo, pensate quanto è buono il padrone del pazzo di Nazareth, quelli che faranno cose che il padrone considera meritevoli, saranno bastonati solo un poco!
Quale squallore!
Come termina Luca questo raccontino?
Il pazzo di Nazareth afferma di essere venuto a portare il fuoco sull'Essere Terra. Non il fuoco della Conoscenza e della Consapevolezza: per quel fuoco il possesso è l'essenza del male. Quale fuoco è venuto a portare? Il fuoco del Potere di Avere: il fuoco della distruzione!
Il fuoco della distruzione degli Esseri Umani mentre danno l'assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza. L'orrore della sottomissione! Un orrore di cui si compiace Luca che distrutta la sua vita asservendola al pazzo di Nazareth e al macellaio di Sodoma e Gomorra intende sviluppare questa distruzione espandendola all'interno dell'intero genere umano.
Luca deve sviare l'attenzione del lettore dal suo padrone bastonatore. Chissà che il lettore, sbagliando posizione, anziché pensarsi colui che merita di essere servito a tavola dal padrone e assegnato alla bastonatura dei cattivi non si identifichi in chi viene bastonato. In quel momento rischia di realizzare l'infamia del messaggio di Luca e della sua pretesa di bastonare chi non si può difendere. Ecco il bastonatore di indifesi rappresentato come "angosciato", triste! Ai bastonati, quasi quasi viene voglia di essere tristi per l'angoscia del bastonatore. Lui, il pazzo che bastona di Luca, è angosciato perché deve bastonarvi! Vedete, voi che dovete essere bastonati quanto è angosciato il vostro bastonatore? Siate tristi per lui e accettati gioiosi le bastonate che lui vi dà rattristandovi non per le bastonate, ma per la tristezza del bastonatore!
Quale miserabile infamia!
Questa direttiva dottrinale viene usata abbondantemente dai cristiani che ai bambini che vivono situazioni angosciose si insegna loro la sofferenza del bastonatore. Povero pazzo di Nazareth, quanto soffre. Tu, bambino, che dici di soffrire non devi pensare a quanto noi lavoriamo per farti soffrire, ma devi essere triste perché il pazzo di Nazareth sta soffrendo: questo è il messaggio dei cattolici a chi non si può difendere per poterli ancora bastonare!
08.02.2000
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
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