FEDERAZIONE PAGANA
PRESENTA DAL LIBRO:
LA TEORIA DELLA FILOSOFIA APERTA
PASQUALE GALLUPPI
LA COSCIENZA
1) A fondamento della filosofia vi è per Galluppi un fatto primitivo, la coscienza, la cui analisi permette di stabilire le più importanti verità metafisiche.
2) L'esistenza dell'io conoscente è un'intuizione immediata della coscienza: infatti "la coscienza di qualunque sensazione è inseparabile dalla coscienza del me".
3) Anche la conoscenza del mondo esterno ha la medesima certezza immediata. Infatti l'io conoscente può percepire solo qualcosa che è fuori di lui: "se l'io e le sue modificazioni, ed in conseguenza le sensazioni sono l'oggetto dell'atto chiamato coscienza, che è il sentimento di ciò che avviene in noi, non rimane altro oggetto per le sensazioni che un oggetto esterno al me; dunque ogni sensazione, in quanto sensazione, è la percezione di un'esistenza esterna".
4) In quanto all'esistenza di dio, essa è provata dal fatto che il soggetto, che è mutabile, deve fondarsi necessariamente su un oggetto immutabile: "il pensiero filosofico non può non salire dal condizionato all'assoluto, dal finito all'infinito, dal mutabile all'immutabile, dal composto al semplice, dal tempo all'eternità".
La coscienza non è ciò che avviene in noi, ma quello che noi siamo. Noi siamo coscienza e siamo noi nella misura in cui siamo coscienza, altrimenti noi non saremmo. Probabilmente saremmo un'altra cosa, ma, nella misura in cui siamo Esseri Viventi della natura e, nella misura in cui obbediamo alle necessità imposteci dal nostro divenuto, noi siamo coscienza. Non possiamo essere altro! Il problema della dilatazione della nostra coscienza è un'altra cosa. Non esiste un momento in cui noi non siamo coscienza, esiste un momento in cui la nostra coscienza non è compiuta, ed è l'attimo precedente a questo ed esiste un momento di maggior completamento e sviluppo della coscienza ed è l'attimo che segue a questo.
Detto questo le nostre sensazioni sono relative a stimoli provenienti dall'oggettività, ma di quei stimoli soltanto una parte va a modificare la coscienza e soltanto una minima parte viene acquisita dalla ragione.
Per quanto riguarda l'esistenza di dio non solo non esiste nessuna prova ma lo stesso Galluppi, attraverso la sua prova, ne nega l'esistenza. Accettato il principio della mutabilità dell'oggetto non è accettabile che la sua provenienza debba avvenire dall'immutabile. Se esiste un immutabile, perché l'esistenza di un mutabile? Per soddisfare l'immutabile? E' più logico concepire che il mutabile muti appunto nella ricerca continua della perfezione, di un continuo miglioramento, fondi il proprio divenire per diventare "immutabile" cioè perfetto. E', dal punto di vista logico più accettabile l'idea secondo cui la mutabilità dell'Essere porta all'assoluto e non che un presunto assoluto abbia generato o creato un essere mutabile. Anche perché non essendo identificabili quali siano i limiti della mutabilità che il mutabile può superare, attraverso le sue trasformazioni, l'immutabile diventa più grande e onnipotente di chi non è più in grado di mutare. Un soggetto che muta è un soggetto che cresce, un soggetto che ha cessato di mutare è un soggetto che ha raggiunto i suoi limiti nello sviluppo e non è suscettibile di nessun miglioramento.
Il pensiero filosofico può fare come gli pare. E' soggettivo, sia nello sviluppo, nei punti di partenza che nei risultati finali e, proprio perché rispecchia la capacità di adattamento degli individui, è suscettibile di ogni mutamento e trasformazione. Il pensiero filosofico, perché sia tale, deve sempre rappresentare un momento di sviluppo verso la libertà del pensiero filosofico precedente.
Il Galluppi fa risalire il pensiero filosofico dal condizionato all'assoluto mentre fa muovere l'Essere Umano dall'assoluto al condizionato!! Fa muovere il pensiero filosofico dal finito all'infinito, e fa muovere l'Essere Umano dall'infinito al finito!! Fa muovere il pensiero filosofico dal mutabile all'immutabile e fa muovere l'Essere Umano dall'immutabile al mutabile!! Fa muovere il pensiero filosofico dal tempo all'eternità e fa muovere l'Essere Umano dall'eternità al tempo!! A mio modo di vedere ha le idee un po' confuse!
Il pensiero è il tentativo di fondare la ragione come capacità di lettura del quotidiano. Ma l'Essere Umano ha un processo di mutamento il cui fine è l'assoluto, l'infinito, l'immutabile e l'eternità. L'Essere Umano dilata sé stesso e non c'è immutabile o assoluto che tenga. Proprio perché gli Esseri della natura tendono a dilatarsi nell'esistente essi giungeranno all'immutabile, all'assoluto, all'infinito all'eterno. Ma essi non giungono in quanto l'immutabile, l'assoluto, l'infinito e l'eterno li attende, ma perché essi, attraverso il loro mutare giungono a formare l'infinito, l'assoluto, l'immutabile l'eterno. Le loro trasformazioni li trasformeranno in quello che Galluppi chiama dio.
IL PRINCIPIO DEL DOVERE
1) La coscienza testimonia anche l'attività del soggetto nella volontà, e la presenza in questa di insegnamenti etici universali.
2) La felicità è il fine ultimo dell'uomo, considerato agente fisico della natura.
3) Ma se si considera l'uomo come agente morale, allora "il principio dell'interesse e della sua felicità è subordinato a quello del dovere, perché il principio del dovere è assoluto e annuncia una necessità".
Stabilita l'identità fra coscienza e soggetto, la volontà, come la ragione, è uno strumento del soggetto attraverso il quale questi si relaziona col mondo circostante. La coscienza non testimonia l'attività della volontà, ma la volontà, come la ragione, è parte della coscienza stessa. La differenza fra volontà ragione è che mentre la ragione si relaziona con la descrizione del mondo, la volontà serve alla coscienza per relazionarsi con la noumenia dell'oggettività. La volontà, offuscata dalla ragione, mantiene il soggetto legato al mondo. Dunque non la coscienza testimonia dell'attività della volontà, ma alla ragione ogni tanto si presentano cose in dissonanza con la sua descrizione che altri non sono che attività della volontà in relazione col circostante avvenute fuori dalla descrizione della ragione e che questa tende a negare o a trasformare attraverso gli elementi della ragione stessa.
La felicità in quanto tale non è il fine ultimo dell'uomo. La felicità intesa come appagamento dei bisogni è un fine dell'uomo, ma l'uomo è un essere mutabile e, come tale è un essere che può, ed è, stato mutato. E' stato condizionato! Dunque la felicità non è appagamento del bisogno di un essere condizionato. L'essere condizionato chiede appagamento di un condizionamento, ma una volta appagato è subito insoddisfatto in quanto la felicità immaginata con quell'appagamento era soltanto mera illusione, l'appagamento deve avvenire nei bisogni reali dell'individuo ma per ottenere questo l'individuo deve mutarsi. Riappropriarsi del proprio divenire, sfidare l'oggettività. La sfida all'oggettività è una delle finalità dell'Essere. Ma la felicità è un'idea cui l'essere tende attraverso le trasformazioni, se non si trasforma non diventa felice e ad ogni trasformazione percepisce la felicità alla trasformazione successiva.
Da questo cade anche il concetto di dovere. La differenziazione fra il Potere di Essere e il Potere di Avere determina le necessità alle quali l'individuo risponde. Essere impone una relazione con l'esistente e il dovere risponde alle necessità dell'Essere in relazione all'esistente, Avere impone una relazione fra l'essere e il Comando Sociale del quale l'essere è sottomesso. Ma mentre per il Potere di Essere non si può parlare di dovere in quanto l'Essere si relaziona senza doversi relazionare non dipendendo, per il proprio sviluppo, ad una relazione necessaria. Per il Potere di Avere si deve parlare di dovere in quanto all'Essere è imposta una relazione necessaria alla propria sopravvivenza: la dipendenza dell'Essere alla relazione col Comando Sociale: la sua sottomissione. Ed è imposta al punto tale che il Comando Sociale, attraverso quelle che lui chiama leggi, costumi e tradizioni impone all'Essere non solo la relazione, ma anche i modi, i tempi e i mezzi attraverso i quali obbedire all'imposizione della relazione: il dovere è un concetto del Potere di Avere! Non dell'Essere!
VAI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: LA TEORIA DELLA FILOSOFIA APERTA!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel.041933185
E-mail claudiosimeoni@libero.it