L'esoterismo come ideologia della realtà dell'Essere
(il dio padrone cristiano)

Dalla visione creazionista della vita
degli esoteristi
alla visione della Stregoneria
Le condizioni dell'esistenza. - Seconda parte

di Claudio Simeoni

Indice della discussione

Apriori e doveri esoterici che non esistono in Stregoneria

 

Un'altra cosa che diversifica i riferimenti da cui attingi dal pensiero della Stregoneria è quando dici: "così che i due arrivino ad essere uno." che riconducono al pensiero ermetico in cui l'anima è mandata e contenuta nel corpo.

Risposta di Gianni al punto 2

2) Capisco che corpo e spirito siano un tutt'uno, ma converrai che un "corpo" che ha preso consapevolezza della sua realtà spirituale non è certo il corpo di coloro che tu stesso definisci "morti".... e che lo spirito liberato e vivificato non è precisamente lo spirito "sedimentato". Converrai che sono dimensioni, stati, del tutto diversi. C'è quindi da liberarlo, lo spirito sedimentato... liberarlo via via lungo la strada in cui prende consapevolezza l'essere..... ma è trasformazione.

Si tratta di due stati diversi (non cose distinte) che devono tornare ad essere uno.

A quale anima ti riferisci?..... l'anima mortale o l'anima spiritualizzata?

No, non vedo certamente il corpo come un contenitore. Non io. E comunque... non il mio.

2) Definisco vivo o morto un corpo a seconda che sia aperto o chiuso rispetto al futuro dell'insieme sociale e culturale in cui quel corpo è nato e vive. Definisco vivo la tensione dell'espansione e definisco morto la mancanza di tensione di espansione e la tendenza a chiudersi su sé stesso. Non so cosa intendi come "realtà spirituale" fuori della vita fisica di un corpo della e nella Natura come sono gli Esseri Umani che noi, in questo momento, identifichiamo come tali. La questione è molto concreta.

Posso convenire che un corpo attraversato da tensioni psichiche espansive è diverso da un corpo rattrappito, chiuso su sé stesso, malato di depressione o attraversato da sensi di colpa. Gli stati psico-fisici sono il risultato delle scelte soggettive date le condizioni in cui si sono trovati ad agire.

Non liberi mai ciò che è rattrappito e sottomesso: un cattolico può diventare un musulmano e viceversa, mai saranno in grado di chiamare il loro dio col suo vero nome: ASSASSINO! Un cristiano, in quanto cristiano, non è in grado di "chiamare le cose col loro vero nome" (anche se nel quotidiano lo fa perché deve pur vivere, ma ferma il vero nome delle cose quando questo, toccando gli enti religiosi, incide sulla sua sfera emotiva!).

Col termine anima io intendo: ciò che anima. Ciò che, nei miei sensi come usati nel quotidiano, distinguo l'inanimato dall'animato. In sostanza quella manifestazione di un corpo fisico (o di energia, che poi è la stessa cosa) che distinguo per le azioni che mette in atto.

Risposta di Gianni al punto 2

è curioso che tu rifiuti l'idea di trascendenza ma accetti quella di "futuro sociale e culturale"...... che nel mio pensiero è invece parte di tutto ciò che coloro che sono determinati a cercare la Realtà dell'Essere devono prima o poi , per forza di cose, lasciarsi alle spalle insieme a tutto il resto.

Trascendenza è il nostro essere che si autotrascende ma il futuro sociale e culturale di te come uomo non appartiene alla Realtà dell'Essere.......... là tutte queste cose vengono meno... già molto prima.

Tensione dell'espansione.... ma in cosa?.... appoggiata su cosa?...su supporti mentali di cui non sai fare a meno. Guarda.... meglio sarebbe se tu questa tensione dell'espansione l'appoggiassi sul supporto dei credenti in dio... a questo punto.... quella tensione ne risulterebbe più concentrata, se non altro.

Non fa differenza se per espanderti laddove non devono assolutamente esservi orpelli di alcun tipo tu tenti di andarci supportato da una qualsiasi cosa che per te ha valore .... là non ti espandi proprio, perché non ti affermi come Essere.......... ne' più ne' meno come coloro che tu definisci "rattrappiti e sottomessi"... chè almeno quelli, poveracci, manco hanno la pretesa di esser chissà cosa..........e per un certo tratto, anzi, essi andranno oltre supportati dal dio cui hanno donato totalmente loro stessi.

Devi lasciarle perdere, le tue convinzioni, denudarti pure di quelle, se intendi realizzarti nell' Essere.

Ciò che dici riguardo al dio cattolico o ad altre fedi non mi riguarda... non c'entra con ciò che avevo scritto.

Anima. Ma l'anima mossa da passioni o quant'altro, oppure l'anima in grado di sapersi auto-sostenere perché centrata nell'Essere spiritualizzato e spiritualizzatasi anch'essa?

Quando parli di "Realtà dell'Essere" non parli della realtà di ciò che si è, ma parli della realtà del dio padrone. Ciò che si è non esisterebbe se non come sedimentazione dentro di noi di esperienze, scelte ed emozioni. Noi siamo ciò che ci siamo costruiti. Ed è proprio perché noi siamo ciò che ci siamo costruiti che dobbiamo guardare a come ci costruiremo e qual è il futuro, sia immediato che un po' più in là, nel quale ci costruiremo. Io non mi trasformo in funzione di una realtà che è, ma mi trasformo trasformando il presene in una realtà che sarà; sia come oggetto in sé, sia nella mia capacità di percepirla e definirla.

Pertanto, mi lascio alle spalle il passato, ma l'esperienza che ho costruito sta tutta dentro di me. Forma ciò che io sono e i miei occhi con cui guardo quello che devo fare per affrontare il futuro che mi viene incontro.

Trascendenza viene usata con due diversi significati: e tu non hai precisato con quale significato usi la parola trascendenza.

Non hai detto se per trascendenza indichi l'attimo che segue il presente e che lo trascende o se, col termine trascendenza, intendi la realtà che trascende l'immanenza dell'uomo.

Come puoi dimostrarmi che "esiste una Realtà dell'Essere in cui le cose vengono meno"? Se così fosse saresti tenuto a dimostrarmi la realtà di questo Essere e poi come e perché le cose vengono meno.

Il che, alla mia conoscenza, suona come un'affermazione senza contenuto: un'affermazione ad effetto, ma priva di contenuto sostanziale un po' come "l'esistente va celato all'esistito". Non significa nulla e, se qualcuno ci riflette, è una sciocchezza infinita.

Nella struttura psichica, nella struttura emotiva, nella necessità di Sapere, nella Conoscenza soggettiva, nella capacità empatica di interazione con i soggetti del mondo: ESPANSIONE DI UN SOGGETTO NELLA REALTA' IN CUI E' NATO! E' un concetto che dovrebbe esserti famigliare: TUTTI IBAMBINI SI ESPANDONO NELLA REALTA' IN CUI NASCONO! Fisicamente è facile vederlo; emotivamente e psicologicamente, intellettivamente, la scienza inizia a comprenderlo solo oggi.

Il dio padrone trasforma ciò che tocca in schiavi e quando gli schiavi vogliono vivere per sé stessi e non in funzione del dio padrone (o della Realtà dell'Essere, che poi è la stessa cosa) il dio padrone li ammazza!

"ne' più ne' meno come coloro che tu definisci "rattrappiti e sottomessi"... chè almeno quelli, poveracci, manco hanno la pretesa di esser chissà cosa..........e per un certo tratto, anzi, essi andranno oltre supportati dal dio cui hanno donato totalmente loro stessi." Questo sa solo di sproloquio senza capo né coda. Non sono io che li definisco in quel modo, ma se tu avessi un po' di cultura sapresti che queste sono definizioni proprie della psicanalisi e della psichiatria, confermate dalla neurologia e dalle scansioni magnetiche. Che la malattia mentale che indice alla credenza come la depressione o i sensi di colpa, siano stati registrati come funzionamenti fisici, è provato da alcuni anni. Solo che la Stregoneria (come del resto la magia nera cattolica) avevano già individuato come le azioni siano il prodotto di una condizione psichica e che ogni azione modifica le condizioni psichiche dell'individuo a seconda della quantità di emozione che viene coinvolta nell'azione. I "poveracci" sono morti e basta. La morte del corpo fisico coincide con la dissolvenza di ogni altra loro funzione. Sono morti perché non hanno futuro e la credenza nel padrone altro non fa che sbarrare loro le porte alle ultime energie con le quali potrebbero mettere in atto la loro ribellione: l'ultimo assalto al cielo!

"Devi lasciarle perdere, le tue convinzioni, denudarti pure di quelle, se intendi realizzarti nell' Essere."

OK. Adesso che hai insultato ti riconosco di più! Le mie non sono convinzioni: NON C'E' UN BRICIOLO DI FEDE DENTRO ME! E non confondere quello che io faccio con farneticazioni esoteriche! Grazie. Queste frasi erano il fondamento con gli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra hanno macellato milioni di persone in quanto INCAPACI DI GIUSTIFICARE LA LORO FEDE E DARGLI UN FONDAMENTO RAZIONALE!

Tu lo usi il dio cattolico!

Ne sei pervaso.

Non ha importanza che lo chiami "Realtà dell'Essere", è sempre il dio cattolico; è sempre il dio ebraico; è sempre il dio dei musulmani! Non è mai esistita la concezione di un Ente, comunque lo si chiami, a fondamento del presente prima che il macellaio di Sodoma e Gomorra si vantasse di aver macellato l'umanità col diluvio universale. Lo so che chiamare la "Realtà dell'Essere" col suo vero nome da fastidio perché si è costretti a giustificarla, ma storicamente non esiste nulla che l'abbia preceduta.

"Ciò che dici riguardo al dio cattolico o ad altre fedi non mi riguarda... non c'entra con ciò che avevo scritto." Di fedi ce né una sola e si chiama "fede" che smuove le montagne e acceca i cervelli: chiamala "popò", chiamala "cacca" o chiamala "mer..da" sempre lo stesso odore avrà!

E passiamo all'ultima sciocchezza che hai detto!

"Anima. Ma l'anima mossa da passioni o quant'altro, oppure l'anima in grado di sapersi auto-sostenere perché centrata nell'Essere spiritualizzato e spiritualizzatasi anch'essa?"

Con quale intelligenza si può privare un corpo delle sue peculiarità per trasferirle in un diverso oggetto che viene chiamato anima? Anima significa "ciò che anima, muove, produce azione" e noi distinguiamo ciò che è animato da ciò che non è animato; distinguiamo da ciò che agisce da ciò che non agisce (o pensiamo che non agisca). Hai mai visto un corpo che non agisce? Hai mai visto un'anima che agisce senza un corpo? Nelle fantasie cristiane o spiritiste forse, ma si chiamano fantasie, allucinazioni, illusioni e vengono trattate in psichiatria.

Marghera 17.06.2008

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La filosofia della Stregoneria

La Stregoneria è un cammino. Questo perché la Stregoneria è trasformazione del soggetto che percorre il sentiero. Il sentiero è mutamento dopo mutamento, trasformazione dopo trasformazione. La sequenza delle trasformazioni del soggetto, in ogni istante che si trasforma, forma il cammino dello Stregone. In ogni attimo lo Stregone, come ogni persona, presenta il proprio Potere di Essere che altro non è che quanto ha costruito mediante le sue trasformazioni.