Appunti sulla formazione
della percezione
E sulla formazione delle idee
Vai all'indice su cosa distingue uno Stregone o una Strega da una persona qualsiasi.
I Neuroni Specchio sono un argomento che
ho trattato varie volte in particolare in relazione all’empatia e alla capacità
delle persone di soggettivare il linguaggio non
verbale adattandosi alla situazione sociale imposta. La scoperta di questi
neuroni, avvenuta circa una ventina di anni fa, ha
aperto una frontiera sulla comprensione del meccanismo della manipolazione
mentale infantile e sui meccanismi non verbali che incorrono nella
manipolazione stessa.
I neuroni specchio sono collegati alle
emozioni ed entrano in funzione immediatamente dopo la nascita imprimendo i
caratteri emotivi adattativi nei bambini fin dal primo giorno.
Sta per uscire un libro dal titolo “I neuroni specchio, come
copiamo ciò che fanno gli altri” del neurologo Marco Iacoboni
edizioni Bollati Boringhieri, che non vi dicono come
usarli, come alimentarli o come ovviare ai danni adattativi che sono stati
messi in atto dato questo tipo di percezione, ma serve
a rendere consapevoli le persone del problema e del fatto che noi rispondiamo a
stimoli spesso sconosciuti. Trovate un articolo in merito su
Venerdì di Repubblica del 1° maggio.
Se
ormai è chiaro il meccanismo dei neuroni specchio, non sono ancora state
realizzate le implicazioni che hanno i neuroni specchio
nell’apprendimento infantile e di come concorrano a formare gli adattamenti
soggettivi dei neonati attraverso le interpretazioni che ne danno dei fenomeni
del mondo.
--
Un individuo adulto ha la possibilità di gestire i "neuroni
specchio", come del resto la sua struttura psico-emotiva,
in funzione dei propri intenti sociali e di vita.
Per farlo deve avere degli intenti tanto decisi da sradicare le
sue emozioni da ogni legame che ne condizionano le
scelte.
In Stregoneria si chiama "vivere per sfida". Le sfide della
vita nelle quali si impegnano le nostre emozioni, si
vive con passione e, nel farlo, "si sciacqua le nostre emozioni in
Arno". In altre parole, si diventa adulti!
Se l'operazione non viene fatta,
l'individuo continua a rimanere infantile. Dipendente dai fattori che ne
condizionano le emozioni (spesso il dio padrone e i vari surrogati)
trascinandosi in una vita che non deve incontrare scosse o traumi.
Ogni scossa e ogni trauma che si
manifesta nella quotidianità è una sfida che porta l'individuo dipendente ad
arretrare, a nascondersi, a subire, a glissare. Basta che perda la casa, che la
moglie lo cacci di casa, che non riesca a pagare il
mutuo e quell'individuo soccombe: ciò che sta
avvenendo per molti italiani che stanno soccombendo nei confronti di quegli
immigrati che, costretti a sfidare ogni giorno la loro quotidianità, sono più
attrezzati davanti alle avversità.
Aver coscienza dell'esistenza dei "neuroni specchio" ci
permette di essere consapevoli che la scelta dei
modelli esistenziali che facciamo ci porta a modificare il nostro atteggiamento
nei confronti del mondo. Chi metteva in atto azioni
per riuscire a trovare adattamenti migliori nella sua oggettività annullava, di
fatto, le attività dei neuroni specchio la cui funzione, fondamentale nel
neonato, diventa una zavorra quando un individuo adulto si adatta alle
condizioni anziché introdurre la sua volontà nelle sue scelte.
--
Da Salute di Repubblica:
"La percezione, la
memoria, le emozioni e le interazioni sociali sono tutti processi che si
svolgono per lo più in modo inconscio; nonostante ciò, influenzano
profondamente i nostri sentimenti, pensieri e comportamenti e possono emergere
improvvisamente nella nostra mente. la coscienza ci
permette di collegare fra loro questi processi e di modificarli
intenzionalmente, superando le reazioni automatiche e riflesse e introducendo
un elemento di libertà nei nostri comportamenti. Secondo Giovanni Liotti Presidente dell'ARPAS (associazione per la ricerca
sulla Psicopatologia dell'Attaccamento e dello Sviluppo), le funzioni della
Coscienza sono: ordinare le nostre esperienze all'interno di una narrazione
coerente, al cui centro c'è l'Io; aiutarci a costruire una rappresentazione dei
contenuti della mente delle altre persone, o "teoria della mente";
organizzare il significato delle nostre relazioni con gli altri."
Il senso centrale è "
--
Dal giornale
“La scienza odierna, invece, dà adesso un quadro del tutto diverso
di quello che accade nel cervello e nell’animo dei neonati: padroneggiano
emozioni anche molto complesse, come gelosia, simpatia e frustrazione che un
tempo si riteneva imparassero verso i 2-3 anni. I
neonati di quattro mesi hanno già capacità avanzate di deduzione non ché l’abilità di decifrare dei disegni anche complessi.
Hanno una paletta visiva piena di sfumature che permette
loro di notare anche le più piccole differenze, specialmente nei volti, una
dote che gli adulti e i bambini più grandi perdono. Una delle
prime emozioni che provano i bambini anche piccolissimi è l’empatia.
Anzi, forse nel cervello dei neonati già esiste la capacità di preoccuparsi per
gli altri. Se si sistema un neonato accanto ad un altro che sta piangendo, con
ogni probabilità finirà per piangere.”
“Secondo Martin Hoffman,
docente di psicologia dell’università di New York, “sin dalla nascita vi è
qualche primigenia forma di empatia.” [...] Parte
dell’empatia potrebbe essere il prodotto di un’altra precoce abilità dei
neonati: la capacità di discernere le emozioni dalle espressioni del viso delle
persone che li circondano.”
Si tratta della capacità di percezione ed elaborazione dei fenomeni
che non ha nulla di verbale e che gli adulti, chiusi nell'assolutismo della
ragione, ignorano. Così non comprendono come i loro figli crescono e perché
mettono in atto quelle strategie di adattamento.
---
"Dire che: “Il mondo è un’illusione
che io rappresento” è un’affermazione assolutamente coerente. La vita sociale
richiede una mia coerenza nella lettura del mondo e quando questa coerenza non
si manifesta nelle aspettative del mondo si parla di
“mia” illusione.
Solo che la vita stessa è un’illusione nella percezione soggettiva
del mondo.
Le persone prendono la loro illusione e la riversano nel mondo
sotto forma di interpretazione del mondo in cui
vivono. Loro sanno che cos’è il mondo e non sanno che si illudono
di conoscere il mondo manifestando delle idee coerenti con la loro illusione.
Jasper scrive: “illusioni si chiamano tutte quelle percezioni che derivano
da trasformazioni delle percezioni reali, nelle quali stimoli sensoriali
esterni si combinano con elementi riprodotti in un’unità tale che quelli
diretti non si possono distinguere da quelli riprodotti” (1913-1959 p.70)
Dal dizionario di psicologia di Umberto Galimberti ed. Garzanti
Voce: illusione
Jaspers sottintende una realtà
come oggetto in sé, percepita come tale dagli Esseri Umani e trasformata da
altri che si illudono. Alcuni soggetti riproducono gli
impulsi ricevuti oggettivamente in maniera soggettiva in modo tale da non poter
distinguere l’impulso ricevuto dall’impulso
interpretato. Ne consegue, che alcune persone, secondo Jasper,
non fanno propri gli stimoli sensoriali che giungono loro dal mondo esterno, ma
fanno propria l’interpretazione che loro stessi danno
a quegli impulsi.
La psicologia cercherà di comprendere la formazione
dell’illusione, ma la psicologia stessa si muove in un mondo di
illusioni in cui un’illusione prende il sopravvento sulle altre
diventando illusione di mediazione sociale. Metro di misura di
ogni interpretazione, fuori della quale ci sono solo illusioni.
C’è una differenza fra descrizione coerente del mondo che ne fanno
le persone e realtà oggettiva dello stesso.
La realtà, come oggetto in sé, non è descrivibile in nessun modo
dalla ragione dell’individuo. La realtà ha la peculiarità di essere vissuta dell’individuo,
ma non può essere descritta in quanto tale. La realtà può solo essere
interpretata, descritta, solo per quanto l’individuo riesce a limitare per sé stesso dell’immenso nel quale vive."
Se le persone si illudono di costruire
dei rapporti con altre persone mediante la ragione, significa che non hanno
capito nulla dei meccanismi psichici che stanno alla base delle relazioni
umane.
Il pezzo è tratto da una mia pagina in web:
CONSIDERAZIONI A PROPOSITO DELLE ILLUSIONI
COME TRATTATE IN PSICOLOGIA
E COME VENGONO CONSIDERATE NEL
CROGIOLO DELLO STREGONE!
Ma le illusioni inducono le persone a pensare che
una volta "parlato" il loro messaggio è recepito!
E' l'illusione delle illusioni: attraverso questa
illusione passano le manipolazioni dell'informazione.
---
L'illusione proietta delle aspettative
soggettive sul mondo come frutto del proprio desiderio.
Un po' come il tifoso per il quale la sua squadra o il suo partito o la sua ideologia non può mai essere messa in
discussione e che in questo desiderio non è più in grado di distinguere
sostanza da apparenza.
Tutto diventa confuso.
La sua ragione, soggiogata dal desiderio, annulla tutti quei
fenomeni che non sono in sintonia con le espressioni
emotive di quel desiderio e il mondo appare descritto secondo i canoni di quel
desiderio.
Solo che il mondo è diverso da ciò che il desiderio del soggetto
descrive, e allora, i contorni del mondo assumono la forma di fantasmi e mostri
contro i quali l'individuo scaglia la sua rabbia.
Tutto ciò che si oppone alle sue aspettative
assume i connotati di fantasmi, demoni, nemici che quando ne ha la possibilità
mette sul rogo e quando invece non ha la possibilità lo rinchiudono in uno
stato di depressione psichica nel quale protegge la descrizione della sua
illusione.
Nello stato psichico illusorio si è pronti a sposare ogni causa
capace di soddisfare o sostanziare l'illusione portando l'individuo a staccarsi
dalla realtà, oppure costringendolo a fare i conti con il reale. Con
l'esperienza quotidiana che lo costringe a rimuovere l'illusione
mediante un forte doloro emotivo.
Un dolore che l'individuo tenta di evitare e che gli interessi
personali ed economici aiutano ad allontanare fissando l'illusione in lui.
L'illusione può essere rimossa soltanto dall'analisi del reale conoscibile
e sviluppando la conoscenza del reale nel quale viviamo: la realtà fa paura soltanto quando le persone realizzano che non coincide con
le loro credenze e le loro illusioni!
---
Le illusioni agiscono attraverso la "credenza".
Io credo che il capo del mio partito abbia la mia
stessa sensibilità!
Io credo che lui, abbia la mia stessa tensione emotiva.
Questo succede a sinistra.
Le illusioni agiscono attraverso la "credenza".
Io credo che il mio capo, che sa rubare, è furbo, ha i tramacci, ha il potere che gli deriva dalla gestione del
dio padrone, ecc. mi faccia partecipe!
Io credo che lui divida con me le sue briciole.
Questo succede a destra.
Destra e sinistra politica non si dividono
per diversa analisi, ma per diversa tensione.
E questo solo finché le dichiarazioni collimano con le aspettative.
Poi succede che chi ha intrallazzi usa le
persone che hanno tensioni emotive per fare gli intrallazzi suoi. Così un Tony Blear ha usato le tensioni emotive della sinistra per farsi
eleggere e fare esattamente quello che fa Busch.
I risultati elettorali di Londra sono la realtà percepita dalle
persone.
Illusioni.....
---
Convolvolo, digitale, belladonna, primula ecc. Noi siamo
circondati da erbe capaci di produrre stati psichici allucinatori. Non sono
stati psichici come quelli prodotti dall’ LSD, ma tali
da produrre allucinazioni più o meno prolungate a seconda dei soggetti che le
usano.
Oggi si è persa la conoscenza popolare sull'uso di quelle erbe e
specialmente chi vive in città non ne ha mai sentito parlare, ma un tempo
spesso venivano mangiate, da pastori, da contadini, da
persone povere che dovevano sopravvivere durante un viaggio fatto quasi sempre
a piedi. Specialmente fino agli anni '40- '50. Anche quando i
militari dovevano tornare a casa in paesi che non erano collegati dalla
ferrovia. Si mangiava quello che si trovava e si risparmiavano i pochi
soldi che si avevano.
E in quelle allucinazioni apparivano i fantasmi
del loro immaginario religioso, dio, il cristo, la madonna oppure, per chi
aveva problemi fobici, il demonio o quant'altro.
Così a Lourdes o a Fatima le bambine con un po' di
allucinazioni credono di vedere la madonna e la chiesa cattolica ci
marcia sopra: si chiamano allucinazioni!
La psicologia le definisce oggi:
"Non si presentano mai
in condizioni di coscienza lucida e vigile, ma quando l'intero rapporto con la
realtà è alterato; allora le percezioni si fanno incerte, il significato delle
cose appare trasformato, e gli oggetti non vengono più
riconosciuti, mentre il mondo esterno si popola di immagini oniriche."
La malattia mentale che produce allucinazioni facilita la
produzione da parte del cervello di pseudomescalina o
di allucinogeni naturali senza la necessità di
introdurre sostanze dall'esterno.
Chi vive gli stati allucinatori, e non ha la disciplina che ha
costruito cercandoli, li vive come elementi di realtà e scambia l'allucinazione
come oggetto reale: la madonna della sua allucinazione con la madonna reale dell'immaginario educazionale
che gli è stato imposto.
Se questo lo possiamo leggere con una
certa precisione per quanto riguarda le allucinazioni visive vediamo quanti
problemi possono creare le illusioni del pensiero e della credenza nel modo di
porci davanti al mondo quando le persone non conoscono l'INTENTO sul quale
organizzare la loro autodisciplina percettiva.
---
Una delle maggiori illusioni è la capacità dell'individuo di
esteriorizzare le sue idee sul mondo.
Come si sono formate quelle idee?
La ricerca scientifica e neurologica oggi
ci fornisce dei dati.
La formazione delle idee sul mondo e la selezione della percezione
umana avviene ben prima della nascita della comunicazione verbale.
Anche se lo studio che presento è di almeno tre o quattro anni,
fornisce informazioni su quando avviene la formazione
delle idee sul mondo (in seguito dimostrerò la formazione della capacità empatica attraverso la quale si formano le idee fin dalla
pancia della madre).
Questo studio ci dice che se noi non
siamo attenti ad inviare segnali di compartecipazione alla vita quotidiana al
bambino appena nato ne miniamo la capacità di adattamento emotivo ai fenomeni
del mondo e lo manipoliamo privandolo di strumenti preziosi.
Giornale D, donna de
“Ma che cosa gli passa per la mente?
Scienza Fino a pochi anni fa, i ricercatori consideravano il
cervello di un neonato una tabula rasa, poi plasmata dall’esperienza. Le ultime
scoperte di genetica e neuroscienza ribaltano la
teoria: si viene alla luce con molte capacità
programmate. E tra le più importanti c’è quella di
sognare.
A nove mesi un bebé è in grado di riconoscere espressioni facciali
o verbali di felicità, tristezza o rabbia e di riprodurle, facendole proprie.
Sa modellare le emozioni su quelle altrui e reagire ai segni di rimprovero o
approvazione. A un anno, guarda l’oggetto indicato da
un dito, e non il dito.
“Oggi sappiamo che i bambini sanno più di
quanto pensavamo fosse possibile. Hanno idee sugli altri esseri umani, sugli
oggetti e sul mondo, nel momento steso in cui nascono. Sono idee piuttosto complesse,
non soltanto riflessi o reazioni a determinate sensazioni. I bambini sono come
piccoli scienziati, acquisiscono nuovi dati in continuazione e scartano le
teorie che non combaciano con essi. Cambia la loro
comprensione sulle cause di certi fenomeni. Il che porta a domande difficili:
come viene rappresentata questa comprensione della
struttura causale del mondo? E attraverso quali meccanismi di
apprendimento nasce la rappresentazione?”
A mano a mano che diventiamo adulti la
capacità empatica attraverso la quale conosciamo il
mondo tende a scomparire e noi ci separiamo sempre di più dal mondo assumendo
forme di comunicazione “superiori” e diverse. In alcuni adulti la capacità empatica, o per allenamento, o per disposizione “naturale”
(o per scelte soggettive che si sono dimenticate), rimane più viva. Si tratta,
evidentemente, delle persone più sensibili ai segnali del mondo.
Il problema è quando viene meno la
sensibilità empatica che le persone tendono ad
illudersi chiudendosi in una sorta di onnipotenza che li separa dal mondo.
---
“K. Jaspers ha inaugurato la psicologia
comprensiva fondata sulla distinzione fra comprendere (verstehen)
e spiegare (erklaren): “A
evitare ambiguità e fraintendimenti impiegheremo sempre l’espressione
“comprendere” per la visione interiore di qualcosa dal di dentro, mentre non
chiameremo mai comprendere, ma “spiegare” la conoscenza dei nessi causali
obiettivi che sono sempre visti dal di fuori. Comprender e spiegare hanno
dunque sempre un significato preciso.” (1913-1959, p. 30). La spiegazione è una riduzione
dell’osservato alle ipotesi anticipate secondo il modello delle scienze esatte,
mentre la comprensione si accosta all’oggetto non per tradurlo in uno schema anticipato ma per cogliere le strutture di significato che
emergono dal suo versante e non dal versante di chi osserva. In questo senso,
scrive Jaspers, “è possibile spiegare pienamente
qualche cosa senza comprenderlo” (1913-1959, p. 30), cioè
ricondurlo alle ipotesi anticipate senza far emergere il significato che in
esso si esprime.”
Si tratta dell'illusione che le spiegazioni siano in grado di
trasmettere la comprensione delle cose.
Se non ci fosse quest'illusione non ci sarebbe nemmeno l'inganno.
---
se viene scoperto uno dei meccanismi che attiva o
cancella i ricordi all'interno del cervello umano, provate a pensare alle
implicazioni di questa notizia:
“L’anestetico che filtra i brutti ricordi: su Salute di Repubblica
del 01 maggio 2008-05-05
“Basse dosi di un comune anestetico potrebbero prevenire la formazione
di ricordi dolorosi. Ne è convinto un team di
ricercatori americani dell’Università della California dopo aver scoperto che
il gas sevoflurano impedisce ai pazienti di ricordare
immagini emotivamente cariche di significati dolorosi. In particolare il gas
interferisce nella comunicazione di due aree del cervello, bloccando l’attività
di “registrazione” di questi particolari ricordi. Gli scienziati sperano che
questo lavoro possa aiutare i medici ad eliminar quegli spazi dolorosi di
memoria che fanno sì, ad esempio, che alcuni pazienti operati rievochino i
terribili momenti in cui erano sotto i ferri, nonostante l’anestesia. Gli
studiosi californiani in uno studio su pnas, hanno
esaminato l’effetto di dosi molto più basse del gas
usato di solito prima di un intervento. In particolare, il team
ha trattato un gruppo di volontari con l’anestetico e un altro con un gas
placebo. Poi i ricercatori hanno mostrato a tutti una serie
di fotografie. Alcune immagini erano del tipo familiare (ad
esempio una tazza di tè) altre erano state pensate per impressionare
(una mano staccata dal corpo e grondante di sangue). Una settimana dopo i
volontari sono stati sottoposti ad un test: dovevano ricordare le foto viste
dopo il trattamento. Quelli che avevano assunto gas inerte hanno ricordato il
29% delle immagini forti e il 12% delle altre, mentre quelli sotto sevoflurano il 5% delle scene impressionanti e il 10% delle
altre. Lo scanner cerebrale ha rivelato che l’anestetico interferisce nelle
connessioni fra amigdala e ippocampo, aree del cervello coinvolte
nell’elaborazione delle emozioni e della memoria. “Questo studio segna la
scoperta di un agente e di un metodo per bloccare la memoria emotiva umana”,
scrivono i ricercatori. Saperne di più può far luce sui casi in cui i pazienti
ricordano l’intervento nonostante fossero sotto anestesia. Il gas poi potrebbe
prevenire l’acquisizione dei nuovi ricordi dopo eventi dolorosi, ma non
avrebbero effetti su quelli pre-esistenti.”
Quanto sono i meccanismi che agiscono nel
cervello e che cancellando i ricordi lasciano COMUNQUE l'individuo modificato
in base agli adattamenti che quell'esperienza ha
prodotto?
Non siamo creati ad immagine e somiglianza di un dio padrone e
cretino: siamo il risultato dei nostri adattamenti sia nella percezione del
mondo che nelle idee che esprimiamo, sia nei modi che
mettiamo in atto che nelle soluzioni che diamo ai problemi che si presentano a
noi.
Marghera 06.05.2008
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